<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144</id><updated>2012-02-18T10:46:17.527-08:00</updated><title type='text'>Stegal67 Blog</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>319</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-6599324993396558448</id><published>2012-02-17T08:35:00.001-08:00</published><updated>2012-02-17T08:36:56.061-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div&gt;LA VERA STORIA DI QUESTA STORIA &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-vI22bqkkhD8/Tz6B6NxFGoI/AAAAAAAAAZI/IX3KhQH99lo/s1600/irish.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-vI22bqkkhD8/Tz6B6NxFGoI/AAAAAAAAAZI/IX3KhQH99lo/s400/irish.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5710144214680279682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;E accadde allora che nella seconda decade il Signore si accorse che i segni del cielo erano premonitori di grandi sventure per il Suo Popolo. E gli armenti smettevano di produrre, e le nuvole seguitavano ad accumularsi, ed il sole non splendeva più alto nel cielo ed il canto degli uccelli si era tacitato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E il Signore comprese che la Sua Onnipotenza non sarebbe bastata a salvare il Popolo Suo e gli animali che pascolavano la terra ed i pesci che abitavano nell’acque profonde. Ed allora Egli convocò a Se gli eroi cui avrebbe affidato i destini delle future stirpi, coloro i quali soli potevano ergersi contro le sciagure e le sventure che si stavano profilando.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ed Egli si compiacque vedendo arrivare nella piana di Pad-an i due eroi tra i quali avrebbe scelto colui che avrebbe condotto la stirpe degli uomini al di là degli opprimenti destini, due eroi luccicanti di gloria e di agòne, di tensione e di forza. Si accorse appena, gli occhi ebbri di gratitudine per il loro coraggio della lacera e misera figura che vicino a loro si era accoccolata sotto un palmizio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E il Signore si rivolse al primo eroe: “Tu, dimmi il tuo nome! Mostrami le tue virtù e le tue poderose capacità, e se Io ti sceglierò sappi che sarai innalzato al di sopra di ogni altro umano prima e dopo di te”. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;E l’eroe rispose con voce tonante: “Io sono An-ni-bàll-Smitt, capo della tribù degli Ei-Tìm. Io per anni sono stato cacciato dai malvagi, imprigionato con la mia tribù in luoghi deserti ed angusti. Grazie alla mia purezza d’animo sono stato capace ogni volta di ricavare carri armati da trebbiatrici in disuso, lanciafiamme e fiamme ossidriche da accendini esausti, armi mortali da reti di materasso, bombe lacrimogene dalle lacrime delle vergini del mio popolo. Mai ci fu una volta in cui venimmo cacciati in una stanza vuota, completamente vuota!, e sempre fui in grado di guidare il mio popolo oltre i nemici e la sconfitta, verso la gloria!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E grande fu la gioia del Signore nell’ascoltare le parole gonfie di orgoglio e di sapienza di An-ni-bàll-Smitt, capo della tribù degli Ei-Tìm; forse costui avrebbe potuto prendersi sulle vigorose spalle il futuro del Popolo Suo ed assicurare un futuro alle genti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma adesso il Signore voleva ascoltare il secondo eroe, ed ancora Egli non dedicò più di uno sguardo al miserando figuro che, sotto il palmizio, sembrava intento solo a togliersi la terra da sotto le unghie…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E il Signore si rivolse al secondo eroe: “Tu, dimmi il tuo nome! Mostrami le tue virtù e le tue poderose capacità, e se Io ti sceglierò, sappi che sarai innalzato al di sopra di ogni altro umano prima e dopo di te”. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;E l’eroe rispose con voce tonante: “Io sono Mècc-Gàiver, solitario errabondo di una tribù che vive al di là delle grandi acque. Io per anni sono stato cacciato dai malvagi, imprigionato da solo in luoghi deserti ed angusti. Ma mai sono stato perquisito! E grazie alla mia purezza d’animo, alla mia chioma fluente ed alla mia laurea in fisica ma soprattutto ad un attrezzo inventato dalla tribù degli oltre-Brogeda, sono stato capace ogni volta di ricavare mitra e proiettili da scatolette di tonno al naturale, bombe protoniche dalla carta igienica usata, trappole micidiali da copertine di fumetti manga giapponesi,  oltre naturalmente alle bombe lacrimogene dalle lacrime delle vergini del mio popolo. Mai ci fu una volta in cui fui rinchiuso in una stanza vuota, completamente vuota!, e perquisito per bene. Sempre fui in grado di guidare il mio mezzo di trasporto ricavato dall’intelaiatura di una poltrona Frau oltre i nemici e la sconfitta, verso la gloria!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E enorme fu la letizia del Signore nell’ascoltare le parole gonfie di sapienza e di orgoglio di Mècc-Gàiver; anche costui avrebbe potuto prendersi sulle vigorose spalle il futuro del Popolo Suo ed assicurare un futuro alle genti disperate in preda alla paura causato dall’approssimarsi dei terrificanti eventi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma prima di scegliere il nome del Suo eroe, il Signore voleva dare una solenne lezione all’errabondo personaggio che, sotto il palmizio, stava togliendo strisce di tela adesiva fangosa dai suoi lerci piedi …&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“TU! Tu come ti permetti di presentarti costì, al cospetto Mio e di questi eroi che ho convocato per salvare il genere umano e anche la tua miserrima progenie! TU! Reca subito alla mia attenzione il tuo nome e le tue capacità, affinché il Popolo Mio possa esecrare nei secoli dei secoli la tua incapacità e la tua nequizia!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ed il vagabondo si levò a fatica in piedi e con voce stanca osò rispondere: “… &lt;u&gt;ho appena organizzato una gara di orienteering&lt;/u&gt;…”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ed immediatamente il Signore levò la Sua mano al di sopra di lui, ed ENORME fu la contentezza del Signore nell’accorgersi che quel povero tapino era in realtà il Solo ed Unico Eroe in grado di risollevare gli esiti del destino avverso e di guidare tutto il Suo Popolo verso un futuro prospero. Solo quell’eroe sarebbe stato in grado di affrontare tutti gli eventi nefasti, le disgrazie impreviste ed improvvise, gli amari scherzi del destino. Egli solo, senza nemmeno il conforto di un Project Manager di Accenture o di un foglio excel, avrebbe potuto organizzare tutto il Popolo Suo, e gli animali ed i pesci e le piante senza dimenticare indietro neppure i due leocorni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mentre la mano del Signore provvedeva a ridurre in polvere An-ni-bàll-Smitt e Mècc-Gàiver, la cui superbia aveva osato alimentare in loro una speranza di essere superiori in pianificazione e gestione degli imprevisti al Vero Eroe, la Sua voce dolce e stentorea chiese: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“Dimmi, Mio Eroe, qual è il tuo nome; affinché nei secoli dei secoli le genti lo possano celebrare ed innalzare allo zenit del rispetto, affinché ti possa essere dedicata una disciplina “Gestione dell’imprevisto e dell’inaspettato” all’università Luiss, affinché generazioni e generazioni di consulenti ti eleggano a loro modello, o Tu che con la tua esperienza sei riuscito a gestire una gara di orienteering, l’Evento più caotico, casinista, imprevedibile e incerto che l’Onnipotenza del Signore abbia mai creato. Pronuncia il tuo nome! E’ forse esso Stìv-Giobs? O Bìl-Gheiz? O forse Leonardo?”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“No, è…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“Noè… perfetto! Semplice e conciso. Nelle firme sui documenti in calce va sempre bene, e poi gli scultori non perderanno molto tempo nell’incidere il nome sul basamento delle statue. Ora, Noè, ascoltami. Una firmetta qui e puoi andare… In fondo è una cosetta da niente: un’arca, qualche persona (ricordati le fanciulle), tutte le coppie di animali che puoi trovare, i pesci anche se ti fanno schifo, le piante, gli uccelli, pure le zanzare… hai appena finito di gestire una gara di orienteering, che sarà mai questo compito? Una Passeggiata di Salute!!! Tranquillo Noè, ricorda: save the cheerleader, save the world!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E Noè chiese: “Cosa vogliono dire queste tue oscure parole, o Signore?”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“Niente Noè, lascia perdere, ne riparliamo tra qualche anno. Ma mi raccomando: quando devi scegliere chi salvare, pensa prima alla cheerleader! Capisc’ ammé…”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;(... continua ...)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-6599324993396558448?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/6599324993396558448/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=6599324993396558448' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/6599324993396558448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/6599324993396558448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2012/02/la-vera-storia-di-questa-storia-e.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-vI22bqkkhD8/Tz6B6NxFGoI/AAAAAAAAAZI/IX3KhQH99lo/s72-c/irish.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-978973658837184102</id><published>2012-01-24T13:34:00.000-08:00</published><updated>2012-01-24T13:39:46.413-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="text-align: left; "&gt;LA VITA COME METAFORA DELL’ORIENTEERING&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ogni tanto penso che l’orienteering sia uno sport crudele. Voglio dire: tutti coloro che fanno sport, invecchiando, non riescono più a performare nello stesso modo e con gli stessi risultati assoluti di quando erano più giovani. I corridori vanno più piano. I saltatori si fermano qualche centimetro o decimetro prima, o più in basso. I lanciatori ottengono misure più modeste.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Una costante degli sport di squadra, però, è che l’anello è sempre a 3 metri e 5 centimetri di altezza, la rete è sempre alla stessa altezza (come nel tennis), la porta ha sempre la stessa larghezza e altezza. Magari non si è più in grado di fare certi movimenti con la stessa scioltezza, con lo stesso grado di dinamismo, ma questo fa parte della vita. La vita, intesa come metafora dello sport, ti insegna ad imparare dal passato anche se quel passato non può più tornare. E imparando si smorzano i toni accesi della gioventù, le immagini di una tenzone agonistica vissuta più come battaglia vera e propria che come momento nel quale due o più persone giocano insieme perché insieme hanno coltivato questa o quella passione…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non dimenticherò mai le parole di Adolfo Consolini, che a fine carriera raccontava di come fosse cambiato il suo rapporto con il lancio del disco, la disciplina che lo vide campione olimpico a Londra ’48: “Una volta lanciavo il disco e gli gridavo dietro tutta la mia rabbia e la mia tensione affinché volasse più lontano. Oggi mi limito a lasciarlo andare con amore, e ad augurargli buon viaggio e buona fortuna”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma l’orienteering assume tratti a volte decisamente crudeli. Mi è capitato, ancora nel secolo scorso, di parlare con atleti fortissimi che di punto in bianco avevano lasciato; io che non ero in grado di mettere assieme due lanterne decenti di fila, sentivo la mia voce trasformarsi in un lamento quando accennavo al fatto che questi ragazzi stessero sprecando il loro talento sull’altare di uno stato di forma poco meno che perfetto, di una impercettibile stanchezza fisica che non li metteva più in grado di gareggiare sotto quella tal soglia di minuti al chilometro. E poco effetto sortivano le mie provocazioni sulla bellezza e la soddisfazione di “azzeccare” questa o quella tratta particolarmente tecnica, quando mi trovavo di fronte ad atleti che ormai erano in grado di dominare qualunque difficoltà orientistica, fosse anche una lanterna infilata nel posto più impossibile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non avevo ancora capito che invecchiare come orientisti (o, almeno, questo capita agli orientisti forti… mica a me!) significa aver immagazzinato un tale bagaglio di esperienza e di conoscenza che farebbe la fortuna di tanti atleti ed atlete che vanno ai Campionati Mondiali, ma al tempo stesso (a meno di avere il fisico di Carlo Rigoni) trovarsi alle prese con cartine e percorsi che non sono più in grado di offrire la stessa sfida e la stessa soddisfazione. Si… la soddisfazione può arrivare guardando la classifica: magari, invecchiando, si scopre di essere rimasti più freschi e più in forma dei rivali di un tempo. Magari, invecchiando, si trova il proprio nome in classifica davanti a quello dell’amico-rivale che ci ha sempre bastonato. ECCHECCAVOLO!!! Capiterà anche a me di arrivare una volta nella vita davanti Stefano Maddalena o Carlo Rigoni, no? (quando ho dichiarato che il mio obiettivo è vincere due volte l’Oringen in H100, il Madda mi ha risposto che una volta anche posso vincere ma che poi arriva anche lui in categoria…). Però la classifica è solo una parte della soddisfazione, una PICCOLA parte della soddisfazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Perché l’asticella, il limite, il problema da risolvere… diventano più facili: il campo di gara rimane sempre quello, ma il percorso diventa più facile. L’M40 magari è ancora abbinata alla WElite, ma l’M50 no (a meno che non si vada all’Oringen… ho portato a casa delle cartine della W70 con certi percorsi che… insomma… si, magari uno le lanterne le trova, ma forse!!!), l’M60 nelle gare regionali è talvolta abbinata alla W14, ed i tracciatori tendono necessariamente a salvaguardare le ragazzine inesperte rispetto ai marpioni con 30 anni di esperienza nei boschi. Anche in una gara (che non si farà) di cui (non) ero tracciatore, il percorso M60 era abbinato alla W16… e sicuramente i vari Federico Cancelli, Carlo Nessi, Cesare Spacca non si sarebbero divertiti molto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Già… Federico Cancelli. Pensare ad uno come lui, che l’ultima gara di Trofeo Lombardia la gareggia ancora in MA perché ormai la classifica generale della M60 è consolidata, mi da ancora una gran carica; lui come quell’altro matto di Dieter Wolf che continua imperterrito a correre in Elite anche se ormai gli anni sono più di 60: una volta gli abbiamo chiesto chi glielo facesse fare, e lui ha risposto che finché era in grado di terminare il percorso entro il tempo massimo avrebbe sempre gareggiato in Elite. A proposito: mi pare che da un paio di anni Wolf abbia a che fare con gli allenamenti della nazionale New Zealand… ecco, lasciando perdere quel pazzo di Chris Forne, quando a La Feclaz vediamo i risultati del team All Blacks forse potremmo vederci dietro il tocco magico del vecchio lupo. “A proposito bis”: in occasione di non so più quale gara di non so più quanti anni fa ero andato a cercare con Google i risultati degli Elite stranieri per vedere se qualcuno avesse esperienze mondiali; arrivato a Wolf avevo trovato un omonimo che si divertiva a fare podio negli anni ’70… un omonimo, appunto! (per fortuna Andrea “the magician” Rinaldi venne a salvarmi dalla brutta figura di livello imperiale).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E allora io, che sono da MOLTO meno sia di Dieter Wolf che di Federico Cancelli quanto a prestanza atletica e tecnica orientistica ma che sono MOLTO più matto di tutti loro due messi insieme (e quanto a follia sul piatto opposto della bilancia possono salire anche tante altre persone) ho deciso che anche quest’anno&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;nonostante il regolamento reciti che la classe di ferro 1967 è passata in M45…&lt;/li&gt;&lt;li&gt;nonostante le scarpette numero 50 da orienteering o da corsa abbiano visto il mio piedone puzzone per l’ultima volta ad inizio dicembre…&lt;/li&gt;&lt;li&gt;nonostante il corpo dia evidenti segni di sfacelo (tra poco si entra in bacino di carenaggio per qualche giorno)…&lt;/li&gt;&lt;li&gt;nonostante ciò possa evidentemente nuocere al mio futuro di tesserato ASTi Ticino (la tuta turchese dell’AGET  è sempre bene adésa al giro-vita)…&lt;/li&gt;&lt;li&gt;nonostante la personale vergogna, nonostante i pareri contrari del medico, degli amici, dei parenti, dei conoscenti, dei compagni di lavoro, dei capi, del ministro Passera (ex collega di lavoro), della Protezione Civile, del Comandante Schettino, di Er-Team, di Dario Pedrotti, di Larry e della nazionale di trail-orienteering…&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;sarei andato a Casorate Sempione all’allenamento della squadra nazionale e, al momento di iscriversi, ho dichiarato forte e chiaro “percorso lungo, grazie!”. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-yVr-3LfRnqg/Tx8kcfQJa0I/AAAAAAAAAY8/jZyttxF9GLQ/s400/Casorate%2BSempione%2B3.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5701315725118499650" style="color: rgb(0, 0, 238); text-decoration: underline; display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 374px; " /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;(immagine tratta dal sito di AlesTenar: www.alessiotenani.it . A me mancano sempre una rotella in testa e uno scanner in ufficio...)&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Se ci fosse stata una classifica, l’ultimo posto a grande distanza dal penultimo non me lo avrebbe tolto nessuno (1h33m con cedimento “da svacco” nel finale – lanterne 19-20-21 – dove si poteva solo correre dritto); ma volevo vedere l’effetto che fa… volevo vedere se da qualche parte sotto strati e strati adiposi balùgina ancora (il verbo è complicato, lo so, ma oggi ho stupito il cliente con “tautologico” e so che posso fare di meglio…) una fiammella, un guizzo, una voglia sopìta di entusiasmo che vuole essere più forte della fatica, del dolore (e che letto di dolore, nel pomeriggio di domenica!) e della vocina del cervello che continua a ripetere inperterrita “chi te lo ha fatto fare! Chi te lo ha fatto fare!”. Ma perché dovrei risparmiarmi anche ad un solo metro? Per arrivare (forse) a metà classifica in M45? Perché dovrei rinunciare a vedermi superare a gran velocità nel bosco da Riccardo Scalet (a breve sarà al Mondiale, quello importante!), da Elisa Lucian (a breve sarà al Mondiale, quello importante!... ma quanto sono cresciuti in altezza ‘sti due ragazzi durante l’inverno???,), da Gian, AlesTenar, Marco ed Emi? E giuro che mi sono smazzato le 21 lanterne senza nemmeno azzardare un taglio, perché una cosa come questa non avrebbe avuto alcun senso e non è tagliando un paio di centinaia di metri (come ha fatto qualcuno… e l’ho beccato!) che mi sarei guadagnato la strada del Paradiso. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Una strada sulla quale qualcuno ha inciso le parole, che ogni tanto mi fermo a rileggere, che lo scrittore statunitense Charley Rosen scrisse alla fine di un bellissimo capitolo in “More than a Game”: “&lt;b&gt;Tornai a giocare per parecchi anni, a malapena in grado di rotolare da una linea di tiro libero all’altra, ma questa volta pronto più a ricordare che a dimenticare. Giocatori più giovani e più forti mi spingevano qua e là come se fossi stato di paglia (…). Avevo le ginocchia che pulsavano, l’anca sinistra che faceva male, ma mi divertivo a giocare. Passare mi dava più soddisfazione che segnare. Piazzare un bel blocco sul lato debole significava buoni tiri per i miei compagni. (…) Invece di giocare menando e sgomitando, arrivai a danzare di partita in partita meglio che potevo. Ammiravo e lodavo le giocate spettacolari di entrambe le squadre; felice tanto di vincere quanto di perdere, ero eccitato per il solo fatto di giocare. Diventato troppo vulnerabile per giocare con odio, dopo così tanto tempo arrivai finalmente a capire”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-978973658837184102?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/978973658837184102/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=978973658837184102' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/978973658837184102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/978973658837184102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2012/01/la-vita-come-metafora-dellorienteering.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-yVr-3LfRnqg/Tx8kcfQJa0I/AAAAAAAAAY8/jZyttxF9GLQ/s72-c/Casorate%2BSempione%2B3.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-61809106236799341</id><published>2012-01-10T13:00:00.000-08:00</published><updated>2012-01-10T13:01:30.982-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;PLAGIC MOMENTS&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Gli orientisti sono dei gran buffoni. Più sono forti, più diventa fantasiosa la risposta alla classica domanda (domanda classica = domanda da giornalista cresciuto alla scuola di partito… mica le domande che fa l’impiegato panzottello!): “Questa vittoria ai WOC \ World Cup \ Tiomila \ fatevoi… è stata la tua gara perfetta?”. Ovviamente non lo è MAI! Caspita… hai vinto i Campionati Mondiali con 7 minuti di vantaggio sul secondo, ma ovviamente non è la gara perfetta perché hai fatto un metro di dislivello in più perdendo ben due secondi! E gli altri che han corso contro di te? Sono tutti dei pirla? Bah!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Poiché io la mia gara perfetta l’ho già corsa più volte, mi sembrava corretto nei confronti della stagione 2011 raccontare anche le migliori (o peggiori, a seconda dei punti di vista) boiate o perversioni orientistiche che mi sono capitate in 83 gare. Il fatto che il grande Dario P. abbia già pubblicato sul suo blog http://dopolavori.blogspot.com un bellissimo pezzo “Tragic moments” non può che darmi lo spunto per chiamare il mio “Plagic moments”, visto che potrei essere accusato di scopiazzatura…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Con una piccola differenza. Il grande Dario P. racconta i suoi “momenti” dal punto di vista di un Master che affronta tutte le gare per vincere, dalle promozionali ai Campionati Italiani; quindi alcuni momenti da dimenticare sono legati al Campionato Italiano su questa o quella distanza. L’impiegato panzottello… vabbé, diciamo che la gamma o lo spettro di gare è uno zinzinello più affievolito. Per questo non c’è classifica o countdown (“Non c’è count-down!” cit.): sono i 10 moments del 2011 da ricordare per un motivo opposto rispetto a quelli Magic.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Orientaconil – Conil de la Frontera (sprint). Ok Stefano. Tutto ok. Ci sono gli amici che ti guardano. C’è l’Halden SK che ti guarda. C’è Liis Johansson che ti guarda! Partenza secca, sparata. Vai dritto verso l’Oceano Atlantico… l’Oceano! Hai capito? Non puoi mancare l’oceano… Perfetto. Prendi la carta e via! Su IN SALITA! In salita? Quando mai si è visto che l’oceano sta più in alto del centro del paese??? Tra le rovine di Atlandide forse!!! 50 metri di corsa in salita, dietrofront e rapido ma non invisibile passaggio davanti alla platea in delirio…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Torcegno – notturna di Coppa Italia. Tutto perfetto: arrivo in Valsugana in ampio anticipo rispetto alla gara, esemplare nutrizione, vestizione con calma, relax e stretching e riscaldamento. E, al momento della partenza di massa, scoprire che le gambe non hanno nemmeno l’intenzione di spostarsi di un metro. Mentre tutti intorno a me si scapicollano qua e là in cerca dei primi punti, mi accodo come ultimo vagoncino al treno dei ritardatari per restare ben presto da solo in ultima, e poi ultimissima, posizione. Se almeno avessi fatto PM, avrei potuto dire che avevo rischiato per stare coi primi… Invece così è stato difficile persino salvare quel poco di dignità…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Passo San Boldo – Coppa Italia. Quando si sbaglia la prima lanterna, a meno di non essere a fondo griglia c’è sempre la possibilità di essere “ripescato” da chi ci parte dietro. Ma quando si parte ad orario speaker (circa le 7.30 del mattino) ci sono solo i posatori ai quali ci si può appoggiare. E’ quello che succede a me a Passo San Boldo; il posatore è Roland Pin, che mi vede armeggiare per un paio di minuti a 20 metri dalla lanterna e dopo aver immortalato il tutto con la sua fotografia decide, pietosamente, di indicarmi il punto con la mano sennò lo speaker non sarebbe arrivato nemmeno per le premiazioni…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;OriNiclin – promozionale al Parco di Nichelino. Ogni tanto ho la sensazione che qualcuno “mi stia facendo su”, che le lanterne siano state portate via da un fantasmino. Impossibile mancare una lanterna in un parco? No, quello si può fare. Impossibile e da fuoriclasse è mancarla SEI VOLTE e trovarla solo al settimo passaggio. Nemmeno l’elettrodomestico RRRRUMBA! che fa le pulizie da solo avrebbe coperto efficacemente quell’area come me. Lanterna da 1 minuto e mezzo… per me segnare sette minuti grazie!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Kastav – Alpe Adria. Alle elementari si studiavano le Alpi con la filastrocca “Macongranpenalerecagiù”. All’università gli ammassi globulari erano del tipo stellare “Oh Be A Fine Girl Kiss Me Right Now!”. Di passaggio dalle medie, c’era “Ha 6 repubbliche, 5 popolazioni, 4 lingue, 3 religioni, 2 alfabeti”… Oggi in Yugoslavia non ci si va nemmeno più a prendere mazzate nel basket. E allora perché io sono finito in Croazia in quel di Kastav? Il racconto della gara middle lo trovate leggendo le mie avventure del mese di giugno: …&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Folgaria – gara sprint. Altra partenza di notevole spessore da parte dell’impiegato panzottello, che decide come prima cosa di risalire una tonnata di curve di livello fino al punto 10! E poi mi chiedono perché sono stato io a scrivere sul sito ASTi svizzero della “Sindrome da primo punto”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;6 giorni di Francia – sesta tappa. Beh… sulla Montagna Lachat ci ha lasciato la pelle persino Mamleev, e con lui tutte le donzelle della terza ed ultima frazione della staffetta mondiale. Ma non mi consola nemmeno un filo, pensando alla mia sciagurata prima lanterna. Per fortuna che Attilio era dietro di me solo di qualche minuto e che è arrivato lui sul punto ad indicarmi in quale cavolo di avvallamento si trovava.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Corvara – gara sprint. Nessun problema stavolta sulla prima lanterna, che è proprio appena fuori dalla zona di partenza. La sindrome si scatena quindi al secondo punto dove l’impiegato panzottello si trasforma nel terrore dei panni stesi ad asciugare dalle madri ladine… In tutto il mio dentro e fuori da qualunque cortile o anfratto del centro di Corvara riesco a trascinare nella mia follia anche il povero Fabio Hueller che partiva dietro di me e che (pur dubbioso) mi ha seguito per un pezzo non potendo immaginare che quello sciagurato (io) potessi sbagliare in un posto così facile. Da quel giorno Fabio non mi segue più nemmeno nella fila per avere i canederli gratis.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Trail-O al Parco Miraflores di Nichelino. Per essere uno che non voleva nemmeno fare una gara di trail-O nel 2011, il mio inizio è stato un po’ all’insegna del disimpegno. Talmente rilassato da saltare in pieno una lanterna ed accorgersene solo in vista del traguardo, quando già manca pochissimo tempo allo scadere del limite. Tornare indietro o non tornare indietro? E’ la lanterna più lontana… sforare il tempo massimo vuol dire sommare penalità all’errore inevitabile. Nonostante tutto, sotto la canicola torinese mi lancio (vestito di tuta, pile e giaccone) in una corsa pazza verso il punto; lo raggiungo, punzono praticamente a caso e rifaccio all’indietro tutta la strada correndo a perdifiato come l’omino Michelin. Al traguardo sono paonazzo, ho 85 di pressione massima, vomito pure il panettone di Natale e sono sudato come se avessi corso la O-Marathon con 99,9% di umidità per lo sconcerto ed il voltastomaco dei presenti. Ovviamente il punto l’ho cannato! Ah… dimenticavo: il fatto che il sottoscritto sia in testa alla lista base nazionale di fine anno 2011 del trail-O è cosa che non risulta spiegabile da nessuna legge fisica razionale…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Campionati Italiani di Trail-O a Cavalese – seconda tappa sotto la caldazza. Gareggio a fondo griglia nelle ore più calde della giornata, il percorso è improbo per le mie possibilità ed arrivo al traguardo cotto, sfinito e con “un mal di testa fotonico” (cit.). Restano i punti a tempo. Sul primo il giudice è Owe Fredholm, gran marshall dei mondiali di trail-O. Mi siedo. “There are five flags… Alpha… Bravo…”. Un momento, un momento! Non ne vedo nemmeno una! Dove sono le lanterne? Fredholm ricomincia “There are five flags… Alpha… Bravo…”. Un momento! Un momento!!! Non le vedo, non le vedo proprio! Ok, dice l’omino del cervello: sto proprio facendo la figura di merd… del baro e del furfante che cerca di avvantaggiarsi. Fredholm mi gira intorno, mi guarda, prende la mia testa tra le mani e delicatamente la gira di 45 gradi: “There are five flags… Alpha… Bravo…”… poi la risposta l’ho cannata lo stesso. Fredholm però si è ricordato di me ai Mondiali, quando lui era il super-mega-marshall ed io cercavo di intrufolarmi sul percorso come addetto stampa per fare qualche foto. Si è ricordato di me e mi ha lasciato girare indisturbato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Una collezione niente male per uno che ancora gareggia tra gli esordienti, no? E pensare che tra poco, forse quasi pochissimo, saranno &lt;b&gt;&lt;i&gt;MILLE GARE&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;!!!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-61809106236799341?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/61809106236799341/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=61809106236799341' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/61809106236799341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/61809106236799341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2012/01/plagic-moments-gli-orientisti-sono-dei.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-7786615709238545965</id><published>2012-01-07T04:54:00.000-08:00</published><updated>2012-01-07T04:56:31.623-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-wozALhktr4g/TwhAuKZ1WaI/AAAAAAAAAYw/ga4rzIBvPSk/s1600/lambro.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-wozALhktr4g/TwhAuKZ1WaI/AAAAAAAAAYw/ga4rzIBvPSk/s400/lambro.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694872890620860834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;The &lt;b&gt;&lt;i&gt;Park&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; side of the moon&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Approfittando delle prime “ore d’aria” del 2012, ho completato ieri i percorsi della seconda e terza tappa di Milano nei parchi 2012. La maggior parte del tempo l’ho trascorsa al Parco Lambro, sulla carta di gara realizzata da Remo Madella: la tappa del 18 febbraio è abbastanza lontana dalle prime gare del Trofeo Lombardia, e questa volta penso di esserci andato giù un po’ più pesante rispetto ad altri tracciati fatti anche nel recente passato… se non altro dal punto di vista atletico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ho cercato di sfruttare in modo “orientistico” l’ostacolo naturale costituito dal fiume, e anche nel 2012 ci sarà il “punto Renate Fauner”, dedicato alla pluri campionessa italiana con la quale un giorno mi trovai a punzonare la lanterna 13 del Meeting Internazionale di Venezia, con la 14 a vista non più distante di 50 metri… ma come ovviamente possono immaginare i patiti del Meeting veneziano, quei 50 metri si rivelarono in realtà molto più lunghi! In quell’occasione Renate tirò giù una parolaccia in tedesco ben comprensibile anche da me, ed io mi misi a ridere… Certo, potrei anche chiamarla “tratta Eduard Shutkovsky” e non ci sarebbe niente da ridìre o da rìdere, se non fosse per il modo in cui il grande russo risolse la questione (al Parco di Monza?) durante una promozionale invernale di qualche anno fa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Aggirandomi per il Parco Lambro con la cartina in mano, colonna sonora di Francesco Salvi “E questa lanterna qua devi metterla làaaaaa…” ho pensato spesso che le cartine dei parchi cittadini (non solo quelli di Milano) potrebbero essere sfruttate meglio, non solo per gare promozionali come ad esempio la “Milano nei parchi” che da sette anni è ad iscrizione gratuita (i soldi per coprire le spese, ovvero stampe di gara, lanterne, paletti, testimoni cartacei ce li mette la mia società e quindi in buona sostanza i tesserati) ma anche per qualche evento più importante o più ufficiale: e non parlo del solito vecchio trail-O che al Parco Lambro ed al Parco Forlanini ha già visto una edizione della Coppa Italia… perché se ci si mette nelle mani di due tracciatori competenti come Remo e come Marco Giovannini, beh!, sarebbero capaci di tirare fuori qualcosa di eccezionale anche da una aiuola spartitraffico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Parlo invece magari di un Trofeo Lombardia, di un Campionato Regionale Sprint, di qualcosa di più concreto (dal punto di vista agonistico) del solito rivedibile percorso che l’impiegato panzottello butta giù in un paio o tre di uscite sul campo, con un occhio rivolto esclusivamente al divertimento per i pochi agonisti che decidono di dedicare un sabato mattina ad una corsa nel parco con una cartina in mano anziché ad un allenamento atletico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E’ vero che le ragazze ed i ragazzi della squadra lombarda non diventeranno più bravi e non miglioreranno la loro posizione nelle classifiche nazionali gareggiando al Parco Lambro o al Parco Nord (dove comunque con lo sport ident si potrebbe tracciare una O-Marathon, se non per dislivello e difficoltà tecniche almeno per lunghezza); mi sembra però che nell’ottica della “semplificazione” richiesta dal Comitato Regionale Lombardo e della promozione richiesta dalla FISO (è un caso che sul sito Fiso da quest’anno ci sia una sezione a parte dedicata al calendario delle gare promozionali?) dovremmo essere tutti quanti mentalmente più pronti ad accettare che in calendario ci sia qualche gara più “ruspante”, magari su una carta che non è omologata come se ci dovessi correre un mondiale, magari tracciata da chi non ha fatto il corso di tracciatore, magari una middle su carta al 5000 o al 7500 anche se i soloni scandinavi (che non hanno il problema di far conoscere il loro sport alla gente, perché da quelle parti l’orienteering va in prima serata) non sono d’accordo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In Svizzera fanno tracciare i ragazzi di 16 anni, e poi certo i più esperti danno una occhiata e danno qualche utile suggerimento, e non si fanno problemi a correre il Campionato Ticinese su una carta 1:4000 se quello è il formato più consono a garantire la leggibilità del campo di gara! O a decidere il Trofeo Miglior Orientista in una gara fatta di tre tappe sprint corse una dopo l’altra, l’ultima delle quali con la mappa “curve di livello”, che riscuote anche l’apprezzamento dei campioni… ma in fondo cosa vuoi che ne capiscano di regolamenti gente come Hubmann, Merz e Hertner? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non faccio fatica a comprendere che nella testa degli orientisti, o perlomeno di parecchi di loro, la stessa gara, lo stesso percorso, la stessa organizzazione, risultano poco efficaci come evento ufficiale se non vengono rispettati completamente fino all’ultima virgola i regolamenti e soprattutto se c’è il rischio che non vengano assegnati i MALEDETTI PUNTI DELLA MALEDETTISSIMA LISTA BASE, ed invece tutto torna ad essere divertente se l’evento è assolutamente promozionale, ad iscrizione libera, vado-partoquandovoglio-laclassificameladiconotregiornidopo… &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L’anno 2012 dovrebbe essere quello della semplificazione, che è un ottimo concetto condiviso da tutti coloro che vestono una componente dirigenziale; purtroppo non tutte le rivoluzioni copernicane si confezionano nel breve volgere di una stagione sola, e gli orientisti (non tutti, ma la maggior parte ancora si) vestono i panni dell’atleta per gareggiare in competizioni che danno i bei punti in lista base, vittorie ufficiali di cui parlare o scrivere, occasioni per mostrare di essere più forti dei rispettivi avversari, ecc.ecc.; secondo me anche da cartine come quelle del Parco Lambro (o del Parco Nord, o del Parco delle Cave) potrebbero uscire classifiche che rispecchiano i veri valori in campo anche se la scala di gara non è di impronta IOF (il Parco Lambro è in una scala 1:5.500, cosa che può fregare sono nel trail-O), anche se magari un percorso potrebbe risultare più lungo (se sprint) o più corto (se middle) di quanto prevedono le tabelle, anche se l’omologazione è  po’ zoppicante (se ci sono delle zone dubbie, è compito del tracciatore non mettere lì i punti o non farci passare i percorsi).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Così si potrebbe dare nuova dignità al Parco Lambro o al Parco delle Cave o al Parco Nord, senza nemmeno trascurare alcune zone come il quartiere Terrazze a sud di Milano, o il quartiere Adriano con i suoi parchi nella zona nord-est (queste ultime sono cartine che, se non cambiano le cose, nonostante tutta la buona volontà potrebbero non vedere mai la luce perché i tempi ed i denari da dedicare all’orienteering sono sempre meno…). Quando ho cominciato a fare orienteering, si gareggiava tre volte all’anno al Parco di Monza: una volta era una gara di Trofeo Lombardia, una volta era una staffetta, una volta era il “Trofeo del Parco”: quest’ultima era una gara nella quale tanti orientisti che sono ancora o sono stati Elite si sono SCANNATI per vincerla… altro che il Campionato Italiano che comunque lo vincevano sempre le Fiamme Gialle!!! Quest’anno dal 18 febbraio all’11 marzo si prova a tornare nei parchi: Parco Lambro e Parco Forlanini per la Milano nei Parchi, e Parco di Monza (11 marzo) per il Trofeo Lombardia (e qui per fortuna degli orientisti i percorsi ce li mette – credo – Paolo Mario Grassi).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sicuramente i miei tracciati non sono del tipo “una volta che hai corto su un tracciato dell’impiegato panzottello, la carta del mondiale middle alla Montagna di Lachat ti fa un baffo!”. Ed è probabile che su un percorso di parco cittadino potrebbero emergere dei vincitori che non sono coloro che ti tirano un azimut di un chilometro sbagliando di un metro o che sanno trovare la strada a colpo sicuro nei Rock Paradise o nelle foreste scandinave. Ma se ogni tanto vince il più veloce e non il più tecnico, se ogni tanto corriamo una sprint o una middle un po’ troppo lunga o un po’ troppo corta o troppo poco aderente al concetto di sprint\middle, o su una carta già usata… &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Oltre alla maledetta lista base, nell’elenco dei regali che ho chiesto a Babbo Natale c’era di toglierci dalla testa la maledetta FREGOLA PER LA CARTA NUOVA: di mappe “Taino-Monte della Croce” (giusto per dire un posto dove mi ci hanno portato pure per un evento aziendale outdoor) o di “Valli Pegorino e Cantalupo” ne ho un pacco così a casa. Ma per chi conosce l’orienteering nell’anno di grazia 2012, sono carte nuove! E magari più appetibili (come distanze da casa, come impegno per partecipare ad una gara da esordiente, per farsi portare da un genitore…) del posto nuovissimo, bellissimo, fighissimo, con le curve di livello talmente incasinate che se non hai corso almeno tre Oringen ti mandano in crisi… e ovviamente trattasi di posto in culo ai lupi (scusate il francesismo) perché altrimenti sarebbe già stato scoperto 20 o 30 anni fa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Se, a fronte di queste “penalizzazioni” che suonano atroci alle orecchie dei puristi, riusciamo a tornare a proporre un calendario continuativo, qualche gara in più facilmente raggiungibile e che consenta ai padri e madri di famiglia di tornare a casa in tempi certi ed orari decenti senza dover investire una intera giornata per una gara regionale… Se riusciamo a FARCI VEDERE un po’ di più dai neofiti e dai potenziali orientisti del prossimo decennio senza andare a ficcare ritrovi ed arrivi di gare regionali e soprattutto nazionali in posti assurdi dove nemmeno il sindaco del paesino viene a vedere che cosa cavolo stanno combinando quei tizi che hanno chiesto il permesso di mettere giù tre gazebi… se riusciamo a trovare la quadratura del cerchio tra le gare di altissimo spessore, che capiscono solo i fini gourmet, e le occasioni meno ghiotte ma più adatte a palati meno raffinati, siamo proprio sicuri che andremo a rimetterci? “Semplificazione” è un concetto che non dovrebbe limitarsi all’aspetto organizzativo, ma dovrebbe diventare qualcosa che è dentro le nostre teste, nella nostra mentalità, che ci fa accettare qualche compromesso. Forse, così facendo, un giorno avverrà che l’MELite che oggi non è ancora nemmeno nato guarderà a chi starà correndo l’M80 o giù di lì dicendo “Questi sì che hanno inventato uno sport con controfiocchi”, come noi oggi pensiamo di chi 30 anni fa ha avuto il coraggio di proporre lo sport che pratichiamo. 30 anni fa i primi orientisti sono partiti dalle cose semplici, dalle basi: perché non ho mai visto costruire (o ricostruire) un edificio dal tetto, dalla punta, dalla cima della classifica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Semplificazione per me vuol dire partire, o ripartire, dalle basi ed accettarne anche le ovvie conseguenze. Altrimenti si corre il rischio che rimanga uno sterile esercizio di dialettica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-7786615709238545965?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/7786615709238545965/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=7786615709238545965' title='6 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/7786615709238545965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/7786615709238545965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2012/01/park-side-of-moon-approfittando-delle.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-wozALhktr4g/TwhAuKZ1WaI/AAAAAAAAAYw/ga4rzIBvPSk/s72-c/lambro.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-6429723992224936775</id><published>2011-12-27T00:05:00.000-08:00</published><updated>2011-12-27T00:09:09.056-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-EGBiCGBVjSc/Tvl8UsVPGaI/AAAAAAAAAYk/sOKPSY1R0yg/s1600/chi_si_nasconde.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 266px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690716299098790306" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-EGBiCGBVjSc/Tvl8UsVPGaI/AAAAAAAAAYk/sOKPSY1R0yg/s400/chi_si_nasconde.JPG" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mentre altrove qualche blogger riceve un mio misterioso post da pubblicare come "guest" (sempre che quel post passi un minimo di censura), riempio queste settimane di forzoso silenzio con la mia personale top-eleven delle gare del 2011. "Top-eleven": così, visto che ancora una volta arrivo al traguardo con ampio ritardo rispetto a Dario Pedrotti, mi prendo lo sfizio di celebrare una avventura in più!&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Dal 10° al 6° posto:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ex-aequo al 10°: la Coppa Italia ad Oltrebrenta e la gara di Piz Sorega in Alta Badia. Ricordo la prima gara con emozione perchè ha rappresentato il mio ritorno in Coppa Italia in M35, su un terreno non facile sia per la lettura che per il solo e semplice rimanere in piedi... Dovrei ricordarla anche per le furibonde polemiche del dopo gara e per alcuni commenti sul mio blog fatti da chi, evidentemente, non sa leggere alcuni racconti personali per quello che sono: personali, appunto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La gara di Piz Sorega a quota 2000 metri è stata più semplice, tecnicamente, ma parecchio più faticosa ed il terreno di gara è una balconata sulla conca di Corvara che sembra di correre all'interno dell'ottava meraviglia del mondo. E poi una segnalazione per il nome del meraviglioso speaker di quella due giorni: Diego Clara, simpaticissimo, competente oltre ogni dire, abilissimo nella cronaca e nel raccontare le cose giuste al momento giusto e con il passo giusto; io lo segnalerei fin d'ora per un certo evento del 2014, se solo avessi voce in capitolo (e non ce l'ho!).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;9° posto: Platak (Croazia). Qui siamo all'esatto opposto di Piz Sorega. Una atmosfera lugubre, un freddo ed un tempo da tregenda, una carta che sembra disegnata da un cartografo ubriaco alle prime armi con le curve di livello (e un po' tutto quanto il resto) messo lì alla rinfusa. Ma una gara long che stavo aspettando da un anno di correre per la Lombardia e che solo 12 ore prima mi era sembrata impossibile a causa di un terribile collasso che mi ha colto lungo la strada per Basovizza. Una gara di cui non devo ricordare il risultato (forse per nessuna delle gare citate), ma solo la testardaggine e soprattutto la follia che mi hanno mandato in partenza nonostante la pressione fosse sotto i limiti di guardia e gli occhi vedessero ben poco di quel che mi stava attorno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;8° posto: Canos da Meca (Andalusia). Cambia ancora una volta l'ordine dei fattori: siamo in Spagna, ad inizio stagione, ed in partenza ci vado accompagnato dagli amici dell'Er-Team che danno una mano all'organizzazione di questo WRE. Gara solitaria da speaker, con alcuni passaggi in un bosco piatto e morbido con la sabbia che affiora dalle radici dei pini marittimi. Le tratte a due terzi di gara di pura violenta fisica per raggiungere il ristoro e poi le ultime lanterne sulla enorme collina sabbiosa sopra Canos da Meca e la discesa pazza a vita persa sulla sabbia che non cambierei con nessuna corsa su nessun ottovolante di nessun luna-park del pianeta. E l'arrivo in piscina, dove i nordici vedono arrivare lo speaker stravolto alle 9.30 del mattino e già di domandano come venga organizzato l'orienteering alle latitudini mediterranee...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;7° posto: seconda tappa long della 3 giorni di Alsazia (Francia). Il percorso anti-Stegal per eccellenza: gara long-hissima con poc-hissime lanterne e tan-tissime curve di livello. Ma la Francia mi offre sempre qualche buon motivo per ricordare una trasferta: una sprint in un posto assurdo come l'Ecomuseo d'Alsazia, un paio di staffette mondiali da delirio... o una long in M40 nelle posizioni di bassa classifica ma con un finale palpitante e semi-rissa ridicola con una ragazza della D20…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;6° posto: Campionati Italiani Long Distance di Bellamonte. Ancora una volta una gara in solitaria, con partenza a quota 2000 in pieno Parco del Paneveggio. Quasi due ore di gara con la sola compagnia dei corvi che volteggiano sopra di me alla lanterna 4, del maledetto fiume che mi tocca guadare non so quante volte e della funivia che passa sopra la mia testa accompagnando gli amici in partenza, mentre io sono impegnato nelle ultime tratte con le energie oltre la soglia di allarme rosso. Quasi due ore di totale beatitudine in un parco meraviglioso: potrei benissimo averlo visitato durante una escursione, passando negli stessi luoghi (insomma...), ma farlo con una cartina da orienteering in mano e con il percorso di Fabio Dalla Riva da sconfiggere... vale il prezzo del viaggio!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ai piedi del podio:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;5° posto: EinsatzKommando Kobra ai suoi ordini signore!!! Wiener Neustadt, gara middle della 6 giorni di Austria. Spettacolo puro. Un terreno mai visto, e chissà se mai più lo rivedrò. Un caldo asfissiante, una middle da tirare come se fosse una sprint in una delle ambientazioni più pazzesche della mia vita orientistica. Il panico pre-gara, osservando tutto attorno a me il terreno piatto sul quale ogni errore si paga carissimo. La tensione palpabile e di cui chiedersi l'origine... forse per una gara che si preannuncia essere troppo facile? Certo, come no... facile! Bastava provarci, essere lì e vedere quanto era facile trovare la buca giusta, il pertugio giusto, l'entrata giusta nei bunker, il vallone giusto nella pista da motocross. Un posto unico, incredibile per correre una gara di orienteering: il capogara che si chiede se gli 800 partenti apprezzeranno la scelta di una gara così singolare, e gli 800 partenti che... beh! Posso parlare solo per me: EinsatzKommando Kobra ai suoi ordini Signore!!!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;4° posto: WRE di HInterbeck (Asiago), finale Elite del Campionato Middle. Sommare un posto meraviglioso, una cartina da sogno, un percorso perfetto, un tempo da lupi. Tutto questo è Hinterbeck, Val Giardini. Una località che non mi ha mai tradito una sola volta, un Altopiano che in ogni occasione si rinnova con qualcosa che non mi aspetto, e rilancia e va all-in con una gara incredibile dove passo dall'inferno al paradiso in meno di un'ora. Il giorno in cui, pur con la mia bassa velocità e pur con la mia scarsa perizia, anche io mi sono sentito Thierry Gueorgiou. Solo in una stagione con 83 uscite potevo trovare tre eventi da piazzare sul podio davanti ad Hinterbeck, anche se questa posizione in classifica un po' mi dispiace.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il podio:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;3° posto: Bad Fischau (Austria). Ancora una gara della 6 giorni di Austria. Ancora una volta la pioggia. Ancora una volta una gara middle ed ancora una volta un percorso incredibile, sul quale l'impiegato panzottello deve mettere in pratica il 110% di tutto quello che ha imparato in 18 anni di orienteering... e questo 110% è sufficiente per stare per qualche punto a contatto con il primo della classifica che su un percorso del genere non può nemmeno pensare di mettere il turbo e filare via a gran velocità. E un bosco impareggiabile, pura moquette: uno di quei posti nei quali vale il vecchio adagio "se dovessi perire durante la tenzone, seppellitemi pure qua". Mai avrei pensato di tornare al traguardo in pochi secondi più di un'ora esatta, come quel giorno a Bad Fischau, ma si sa che l'orientista panzottello è pure un po' sentimentale e si esalta nei boschi dove sbucano da ogni parte i cerbiatti ed i coniglietti col ciuffo bianco sulla coda!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;2° posto: Croix de Nivolet (Francia). Se dovessi affidare 18 anni di orienteering ad una sola lanterna, forse sarebbe la tratta 10-11 di questa gara, vero Marco? Gara long della 6 giorni di Francia che ha accompagnato il Mondiale. Lo stesso terreno della gara long dei Mondiali. Un caldo asfissiante, un percorso allungato del 30% (era già long prima...) per farci arrivare sullo stesso traguardo dei vari Thierry, Pasi e Francois. Una salita inverosimile per arrivare in cima al monte, dove "non si può più salire perchè non c'è più niente da salire" (cit. questa la capisce solo Andrea Segatta). Gli ultimi metri prima della croce in mezzo a due ali di turisti che su una rampa da arrampicarsi con le mani ti danno la spinta e ti incitano a non fermarti; e se fino a metà salita ci arrivano le tue gambe, da lì al punto ti porta la gente. E poi un finale che sembra facile... ma dopo le due ore e passa di gara, quando stai solo cercando di sopravvivere dignitosamente, il passaggio attraverso La Feclaz sotto gli occhi e con gli incitamenti di tutti coloro che hanno già finito la gara ti danno ancora spinta per le ultimissime lanterne. Fino al ponticello, alla discesa sul traguardo e al crollo finale: "Sto bene... vai da quell'altro che sta peggio di me!" disse l'impiegato-panzottello al medico che stava un metro dopo il traguardo (quell'altro era uno spagnolo agonizzante...). Se non fosse per "quella maledetta passionaccia" (cit., e anche questa la capisce solo Andrea Segatta), questa sarebbe la gara numero 1 del 2011. Ma da qualche anno c'è sempre...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Numero 1: O-Marathon degli Altipiani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Dubbio. Timore. La consapevolezza degli anni che passano, degli allenamenti che non passano, del peso che aumenta e delle energie che diminuiscono. Iscrizione ancora una volta in Elite, per spocchia, per vergogna, per sentirsi ancora una volta Peter Pan. Paura. Panico. Dubbi su dubbi e su dubbi. E la vergogna di aver tentato una cosa che non è più fattibile, non è più nelle tue corde; non ce la fai più, lo vuoi capire? Non arriverai alla fine, avrai sprecato tempo, energie, la pazienza dei tuoi amici, la preoccupazione nei loro occhi. La fatica che ti fa sbagliare anche le cose più elementari. La paura che ti impedisce di guardare l'orologio per capire quanto tempo è già trascorso. Poi la speranza che ti fa credere che qualche chilometro lo puoi ancora mettere alle tue spalle.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Poi i chilometri sulla carta tecnica, maledetta da molti e per una volta benedetta da te che scopri un passaggio dove non avresti neppure sognato di cercarlo. E le ultime salite, coi muscoli che mordono, con le gambe che vogliono solo fermarsi a chiedere un passaggio, solo la testa che vuole andare avanti nonostante il fisico. Fino all'ultima lanterna del finish. E chissenefrega se tutti mi hanno visto mentre baciavo quella maledetta lanterna, se tutti hanno pensato che sarebbe bastato iscriversi in MMaster... o stare a casa! Ecco dove avrei dovuto stare. Ma non quest'anno: il 2011 non è ancora l'anno nel quale (da sano) non riuscirò a finire una O-Marathon in Elite! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-size:11.0pt;line-height:115%;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:Calibri;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:EN-US;mso-bidi-language:AR-SA"&gt;Auguri a tutti per un Felice 2012. Continuate a sognare, perchè i sogni si avverano più spesso di quanto possiamo pensare!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;line-height:115%;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:Calibri;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:EN-US;mso-bidi-language:AR-SA"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:11.0pt;line-height:115%;font-family:&amp;quot;Calibri&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family:Calibri;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:EN-US;mso-bidi-language:AR-SA"&gt;(credito per la foto: Fabrizio Donadini, papà di Eleonora, all'arrivo della MA del Lago di Montorfano)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-6429723992224936775?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/6429723992224936775/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=6429723992224936775' title='10 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/6429723992224936775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/6429723992224936775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/12/mentre-altrove-qualche-blogger-riceve.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-EGBiCGBVjSc/Tvl8UsVPGaI/AAAAAAAAAYk/sOKPSY1R0yg/s72-c/chi_si_nasconde.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-944940419957422233</id><published>2011-11-28T01:08:00.000-08:00</published><updated>2011-11-28T01:12:07.552-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;VI PRESENTO "IL MADDA"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-6yhaJWrEmWA/TtNPzHUVRaI/AAAAAAAAAYY/bMokOsBvUEs/s400/maddalena.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5679971294600578466" style="color: rgb(0, 0, 238); text-decoration: underline; display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px; " /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Avvenimenti dell’anno 1992&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;ul style="margin-top:0cm" type="disc"&gt;  &lt;li class="MsoNormal"&gt;Gennaio: iniziano le      trasmissioni dei telegiornali delle reti Fininvest&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal"&gt;Febbraio: Alberto Tomba      vince la sua terza medaglia d’oro olimpica alle olimpiadi di Albertville&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal"&gt;Aprile: cessa l’assedio      alla città di Sarajevo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal"&gt;Maggio: a Milano inizia      “Mani pulite”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal"&gt;Maggio e Luglio: vengono      assassinati i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal"&gt;Agosto: Stefano Galletti      disputa la sua prima gara di orienteering a Cavareno&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal"&gt;Ottobre. La Chiesa      riabilita Galileo Galilei&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;  &lt;li class="MsoNormal"&gt;Novembre: Stefano Maddalena      vince il TMO in categoria Assoluta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Due di queste notizie sicuramente non le trovate su WikiPedia anche se, in termini di importanza assoluta una delle due è decisamente più rilevante dell’altra. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ebbene si: nell’anno di grazia 1992, il sottoscritto faceva finalmente la conoscenza con l’orienteering (e viceversa… ma l’orienteering se ne sta ancora pentendo!) e “il Madda” vinceva un nuovo titolo del Trofeo Miglior Orientista ticinese nella categoria assoluta. Ne aveva già vinti altri, e quello del 1992 arrivava dopo una operazione che aveva dato, se la memoria non mi inganna, una sistematina al suo ginocchio.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Cosa ha di strano la vittoria del 1992? Che a quella ne sono seguite altre 18 (diciotto… eighteen!) consecutive fino al 2010 compreso. Una striscia che ha valicato gli anni di Bjornar Valstad, di Janne Salmi, di Thomas Buehrer e Marie Luce Romanens, il XXI° secolo, l’ingresso possibile tra i master, l’epopea di Simone Luder e di Thierry Gueorgiou e di Daniel Hubmann… Si è interrotta solo quest’anno, il 2011, che ha visto la vittoria sofferta ma meritata di Alessandro “Dro” Santini pochi punti davanti al vecchio “Madda”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Questa notizia mi ha dato da pensare. Nonostante l’adagio di Andreotti reciti che “il primato logora chi non ce l’ha”, credo sia difficile per chiunque, e per qualunque sportivo in particolare, passare indenne attraverso anni di successi (siano essi a livello locale, regionale, nazionale o trans-nazionale) senza suscitare rispetto e ma anche un po’ di invidia, sostegno ma anche qualche antipatia. Si finisce per diventare punti di riferimento, magari si finisce con l’influenzare volenti o nolenti qualche scelta o qualche indirizzo del proprio sport, ma anche per diventare sia l’asticella da valicare che il “tetto” da sfondare per poter alzare ancora di più il livello globale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Penso spesso ai grandi campioni di altri sport, e mi viene in mente una frase tratta da un film che ho già citato: “Any Given Sunday”. Ovviamente è Al Pacino che parla alla propria squadra di football e dice “Sapete… con il tempo, con l'età, tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita. Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere…”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Penso ad un campione come Henri Leconte, uno sul quale persino i granitici e sciovinisti francesi si sono dovuti ricredere (e si sono messi a fare il tifo per lui dopo averlo odiato) quando hanno capito che presto avrebbero perso la possibilità di tifare per un talento straordinario, uno capace di accarezzare la palla come pochi prima e dopo di lui. Penso nello stesso sport a Jimmy Connors, l’”antipatico” per eccellenza, alla sua incredibile corsa del 1991 fino alla semifinale conquistata a 39 anni attraverso una serie di partite nelle quali era battuto in partenza (forse solo Aaron Krickstein e David Littlefield hanno cercato negli anni di dimenticare la Connors-run…).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Con questo non voglio dire che Stefano Maddalena sia apparso negli anni antipatico a chicchessia. Non l’ho mai conosciuto come una persona sopra le righe, ed anzi ha sempre mostrato molta pazienza verso il sottoscritto sia quando vesto i panni di improbabile atleta sia quando vesto quelli ancora più improbabili di speaker. Una pazienza che si palesa ogni volta che mi sente raccontare al microfono il vecchio adagio “il più forte atleta straniero che abbia mai calcato i campi di gara italiani” (adesso ci ha fatto il callo, ma in passato era diventata una frase un po’ invadente), espressione che è stata ripresa anche in una intervista radiofonica fattagli da Alberto Grilli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi preme però ricordare come tutti noi dovremmo sempre mostrare la stessa pazienza e rispetto verso quei campioni che con la loro passione sportiva indicano la strada ed i traguardi per le future generazioni; una passione di cui ci accorgiamo solo quando vediamo con i nostri occhi che i campioni che abbiamo seguito per tanti anni stanno per cedere il posto ai giovani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Maddalena mi ha regalato una grossa soddisfazione, negli anni in cui sono stato speaker alle varie edizioni dei Campionati Italiani (di cui credo ne abbia corso un numero probabilmente superiore a quelli corso dal sottoscritto). Nel 2008 eravamo a Passo Radici, sull’Appennino Bolognese; il sottoscritto cominciava ad essere una presenza costante dietro il microfono dei campionati italiani e, complice una maggior sicurezza (anche riguardo alle cavolate che dico!), avevo cominciato a raccontare di questo atleta ticinese di 40 anni che nel mio pronostico minacciava di inserirsi molto in alto nella classifica finale Elite. Vennero da me alcuni forti Elite nostrani a dirmi “Dai! Questo Maddalena di cui parli sempre… non può essere così forte! Lo consideri forte tu, perché ci gareggi contro in Ticino…”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Risultato finale: 1° Schgaguler, 2° Tenani, 3° Tavernaro, poi Seppi e Rass e Simion. &lt;a href="http://www.fiso.it/03_gare/gara_risultati.asp?anno=2008&amp;amp;gara=153&amp;amp;categoria=ME"&gt;http://www.fiso.it/03_gare/gara_risultati.asp?anno=2008&amp;amp;gara=153&amp;amp;categoria=ME&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Dove sta Maddalena? Un momento… sul sito Fiso c’è un link: “risultati non inseribili”. Sono quelli degli atleti non tesserati per la Fiso. In ME ce n’è uno. Stefano Maddalena. Andate a guardare il suo tempo: lo piazza in seconda posizione generale, dietro al solo Klaus. Credo che quella cronaca diretta sia diventata famosa per il continuo ripetere che non c’era verso alcuno di far sloggiare il vecchio Madda dalla prima posizione, fino all’arrivo di Schgaguler.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Dopo la gara si forma un capannello attorno a me. “Dai! Questo Maddalena di cui parli sempre… non può essere così forte!” (e fin qui è identico a prima) “Tu che lo conosci bene… come fa?!? Come si allena?!? Come ci riesce?!?”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“Si allena per battere me!” fu una delle risposte che mi vennero in mente quel giorno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Oggi che la classifica finale del TMO lo vede in seconda posizione, vorrei scrivergli che non rimpiangerò mai e non rinnegherò mai quella frase che lo accompagna nelle mie cronache “il più forte atleta straniero che abbia mai calcato i campi di gara italiani”. L’ho usata persino nella diretta di Novaggio, in Canton Ticino, sotto gli sguardi allibiti di tutti gli altri ticinesi che lo aspettavano al traguardo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Auguro a me stesso di avere tante altre occasioni per commentare i suoi risultati, e auguro a “Madda” di continuare a divertirsi e a fare da punto di riferimento nella categoria assoluta ticinese finché una delle sue due bambine, o entrambe, prenderanno il suo posto nella assoluta femminile (perché buon sangue non mente!). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Tra i miei tanti sogni di orientista, oltre a quello di vincere l’O-Ringen nella H100 per due volte consecutive, c’è anche quello di poter correre ancora una volta insieme a lui una tratta difficile sul terreno terribile di Mala Lazna, una carta le cui caratteristiche (il terreno infido e il miliardo di rocce e roccette) mettono in evidenza il suo stile unico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E spero che Alessandro “Dro” Santini, se mai leggerà questo blog, non se ne abbia a male e pensi che tra 19 anni potrei scrivere la stessa cosa di lui. In bocca al lupo, Alessandro, perché se sarà Stefano a leggere questo blog, temo che il suo primo pensiero sarà quello di rivincere il titolo l’anno prossimo e farmi rimangiare tutto quanto!!!&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-944940419957422233?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/944940419957422233/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=944940419957422233' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/944940419957422233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/944940419957422233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/11/vi-presento-il-madda-avvenimenti.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-6yhaJWrEmWA/TtNPzHUVRaI/AAAAAAAAAYY/bMokOsBvUEs/s72-c/maddalena.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-6560819851404337594</id><published>2011-11-24T12:48:00.000-08:00</published><updated>2011-11-24T23:08:48.208-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small; "&gt;SISTEMO LA SVIZZERA E TORNO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small; "&gt;L’ultima volta che ho scritto per il sito ASTi, ho concluso una serie di pezzi che avevano per tema “Come diventare orientisti ticinesi in 10 lezioni”: cronache un po’ surreali delle gare del TMO, viste con gli occhi del viandante che arriva da sud di Brogeda; occhi che da parecchi anni seguivano già le scorribande ticinesi in terra lombarda, da dove i furgoni ripartivano verso la Svizzera carichi dei premi conquistati in ogni categoria. Articoli scanzonati… questi si, nei quali me la prendevo una volta con le ripide pendenze del Canton Ticino che avrebbero obbligato ad introdurre le categorie “per peso” e non per età; un’altra volta ancora alludevo a caratteristiche genetiche particolari che aiutavano la corsa in costa; un’altra volta ancora ho introdotto nel lessico degli orientisti ticinesi la “Sindrome da primo punto”…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small; "&gt;Ogni volta ho sperato che i lettori non se la sarebbero presa troppo per questa visione un po’ annacquata o troppo goliardica del Canton Ticino. Ed ogni volta ho ricevuto mail da chi avrebbe sostenuto una mia candidatura all’IOF in cambio dell’introduzione delle categorie per peso, da chi condivideva con me quella particolare sindrome che ti prende appena arrivato al triangolo color magenta, da chi confermava di non disdegnare di fermarsi qualche secondo a guardare un affresco meraviglioso del Lago di Lugano con la complicità di una lanterna messa strategicamente nel punto più panoramico, e così via…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small; "&gt;Contemporaneamente, quei pezzi ottenevano un secondo risultato: quello di accreditarmi come profondo conoscitore delle ori-faccende ticinesi! Cosa che si concretizza puntualmente ad ogni edizione del campionato italiano, quando gli atleti azzurri vengono da me a fare la conta di chi sono i favoriti stranieri (dovrebbero esservi familiari i nomi di Stefano Maddalena e di Sebastian Inderst…). Ma non mi sarei aspettato di ritrovarmi io stesso, proprio io, proprio il più scarso degli orientisti che risalgono da Brogeda verso le valli ticinesi, al centro dell’attenzione di mezzo mondo orientistico italiano! Sono state sufficienti una sola gara, tre iscrizioni, ed una griglia di partenza… questa:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-sFKn_tCNObw/Ts8-3ppxYgI/AAAAAAAAAYM/gKfKLmRSxUA/s400/griglia.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678826780932268546" style="color: rgb(0, 0, 238); text-decoration: underline; display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 66px; " /&gt;&lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small; "&gt;Francesco Guglielmetti non sa (non lo sa davvero e glielo dico io adesso) che, nel momento stesso in cui è comparsa questa griglia, ha rischiato che lo speaker della gara di Novaggio venisse colto da una forma molto politica e molto strategica di totale perdita della voce! Troppo ghiotta l’occasione, per colui che in Italia descrive le competizioni con lo pseudonimo di “impiegato panzottello”, di vedersi sfilare sotto gli occhi nella stessa tratta di gara Sven Puentener e Stefano Brambilla… Ma che dico!!! Se tanto mi da tanto, del giovanissimo Sven (14 anni???) avrò modo di riparlare nei prossimi anni; l’amico Stefano lo conosco dal 1986 (compagni di università e di lavoro)! No, sto proprio parlando di quei tre iscritti, di LORO tre, dei tre marziani, dei tre fenomeni, dei tre… ditemi voi le parole: Daniel Hubmann, Matthias Merz e Fabian Hertner. Già solo per citarli in un articolo, bisogna stabilire in anticipo quale ordine usare! (io ho scelto l’ordine di arrivo della gara di sabato…).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small; "&gt;E’ bastata la LORO presenza (e quella griglia) per far diventare ME l’orientista più invidiato del reame! Sono stato ricoperto di mail di amici che volevano autografi, dichiarazioni, foto, risposte a domande più o meno impertinenti… ho ricevuto consigli per riuscire a star loro dietro almeno una tratta (eh certo! Sono lì ad aspettare me!), per “allargare i gomiti” strategicamente in qualche passaggio stretto (con il risultato di arrivare al traguardo monco di ambedue le braccia, penso…). La tentazione di diventare improvvisamente afono, capirete benissimo, era davvero forte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoPlainText"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small; "&gt;Anche perché mi immaginavo scene del tipo: campioni che si cambiano in una motorhome dedicata (mica in mezzo al popolino), arrivano alla partenza in navetta e con un orario di partenza che non li mescola ad Open e Vacanti che potrebbero intralciarne l’azione, fanno la loro gara e spariscono subito dopo per evitare troppo contatti. Quest’ultima visione suggeritami forse dalla quotidiana visione dei calciatori… io li chiamo “pedatori”… nostrani, sempre innanzati su un piedistallo o messi in una teca di cristallo anche da quei giornalisti che anche nel giornale radio di domenica mattina (l’ultimo sentito prima di infilarmi nella galleria di Monte Olimpino) dedicavano la notizia più importante della giornata ai risultati delle partite del sabato sera. Capirete… l’Italia è messa talmente bene che possiamo benissimo concentrarci sui rigori dati o non dati!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Quando mai avrei potuto rivederli, Hubmann, Merz e Hertner? Poi la mia etica professionale ha avuto il sopravvento: niente afonia, ho fatto il mio giro MAL alle 12.07 e giuro solennemente che in tante occasioni la mia immaginazione mi ha fatto vedere benissimo i campioni che si muovevano attorno a me (penso che Hubmann mi avrebbe preso nella salita tra la 5 e la 6… e lì si che avrebbe avuto difficoltà a passarmi! O forse sarei stato io ad arrivare al traguardo con l’impronta dei tacchetti sul coppìno…). E quindi? Niente campioni per me? Niente autografi, dichiarazioni, foto?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Calma.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ci arrivo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Ho solo dovuto aspettare il dopo gara. Quello nel quale mi aspettavo di vederli sparire in un battibaleno, ed invece erano lì ad aggirarsi nel parterre, circondati da uno sciame di ragazzini in estasi. Troppo ghiotta l’occasione. Ho deciso: qualcuno deve andare a rompere le scatole a questi "alieni" così ben inseriti nel contesto di una giornata di autentica festa! Uhmmm… ho usato la parola “alieni”? Uhmmm… questo mi ricorda qualcosa… Novaggio – stesso posto! - nel 2008, alla Due giorni dell’Aget Lugano, con Jarkko Huovila, Minna Kauppi, Mats Haldin, Tero Fohr, Heli Jukkola… si vede che a Novaggio c’è davvero una base aliena!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Calma! Concentrazione! Adesso ci pensa l’ori-giornalista italiano a mettervi in difficoltà! Ecco... ho deciso: parto da Matthias Merz con una bella domanda cattiva, una di quelle che non possono non fargli scaldare il sangue... uhmmm... ma solo io mi sono accorto che Merz ha "gli occhi più blu di Paul Newman", come recitava una sigla della televisione italiana degli anni '80? Lasciamo perdere gli occhi! Via con la domanda cattiva! "Matthias... ho notato che sul tuo sito web non c'è traccia della medaglia d'oro ai Mondiali 2009 in Ungheria..." &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;(la staffetta Svizzera vinse in ultima frazione un oro ritenuto ormai irraggiungibile; ciò avvenne  in quanto Francia – Thierry Gueorgiou –, Repubblica Ceca – Michael Smola – e Norvegia – Anders Nordberg – si fermarono a soccorrere lo svedese Martin Johansson, che era in fuga da solo, rimasto vittima di un grave infortunio che fece temere per qualche istante per la sua incolumità; Matthias Merz, terzo frazionista elvetico, passò sul posto dopo che gli atleti sopra citati avevano già spostato Johansson verso i mezzi di soccorso ed ebbe qualche barlume di conoscenza di ciò che stava accadendo solo durante il loop finale)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;"Certo" risponde lui, calmissimo, gli occhi ancora più blu. "Penso che tu sappia cosa è successo quel giorno, ma penso che in pochi hanno capito realmente cosa abbiamo pensato noi che eravamo in gara... e cosa abbiamo pensato dopo la gara". Colpo mancato. Cerco di provocarlo ancora: “Pensi che nel 2012 a Losanna la squadra elvetica sarà composta da voi tre?”. “Non lo so. Siamo fortunati a gareggiare in una squadra che può mettere insieme tanti atleti molto forti, e penso che anche Kyburz e Rollier ed altri ancora potrebbero benissimo stare in quella squadra; chi sarà chiamato a gareggiare avrà già raggiunto un risultato importante per se stesso, prima ancora di gareggiare al Mondiale…”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Poi ho come una impressione; quegli occhi si spostano da me (ma solo io ho notato che sono più blu si... ma l'ho già scritto!), sembra quasi che guardino lontano; e non nello spazio, ma nel tempo! Ho come la netta impressione che vadano indietro a riavvolgere il nastro del tempo di poco più di due anni "Si. Forse adesso è giunto il momento di aggiornare i risultati della staffetta svizzera, di togliere quel vuoto. In effetti anche questo è un buon motivo per provare a portare a casa quell'oro nel 2012".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Niente spocchia nelle parole di Merz. Niente proclami. Solo una grande calma, molta modestia e tanta determinazione. Colpo a vuoto. Me ne vado con l’impressione netta che il giorno in cui Merz vincerà l’oro a staffetta , penserà ancora a Miskolc e ai tanti che gli hanno fatto i complimenti per quella omissione sul suo sito internet.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Tutto sommato, però, un colpo a vuoto per il giornalista a caccia di scoop. Vabbé... Merz è uno "scafàto", un esperto. Provo con il più giovane: e occhio alla domanda! "Fabian, è un piacere rivederti in Ticino. Il dosso di Taverne dove hai vinto un mondiale junior non è lontano da qui. Il tuo avversario di quei giorni, Olav Lundanes, ha già conquistato un oro ai mondiali assoluti: pensi che nel 2012 pareggerai i conti con lui?”. Mi aspetto una occhiataccia. Invece Fabian abbassa gli occhi... "Eh!... Lundanes è forte. E' veramente forte. Pensavo che avrebbe potuto vincere subito un Mondiale, e l’ha fatto. Io… devo aspettare. Mi piacerebbe, ovviamente, ma la concorrenza è fortissima; mi chiedo se un giorno ce la farò”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Faccio persino fatica a sentire il sussurro della voce di Hertner: mondiale juniores ed argento a livello assoluto, e sembra quasi che sia qui a fare autocritica. Mentre cerco di decifrare la sua risposta “… sarò concentrato sulla sprint e sulla long…” e per un istante penso che Gueorgiou vince facile le middle perché tutti si concentrano sulle altre distanze (!), la voce di Fabian sale di tono “Ma tu non eri con me alla mikro-sprint di Miskolc? Quella volta che ci siamo divertiti come pazzi?”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;“Si Fabian, ero proprio io… ma scusa, sono io che faccio le domande o sei tu?”. Risata del vicecampione del mondo: “Quella si che è stata una gara veramente divertente! Te la ricordi anche tu, vero?”. Si Fabian, e ho capito che ormai ho perso tutto il grip. Non solo non ti ho messo in difficoltà, ma sei tu che hai rovesciato i ruoli! Mi resta solo l’ultima cartuccia. Con LUI! Daniel Hubmann. L’”assassino” (questa definizione non è mia…).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Tirarlo fuori dallo sciame di giovani fans in adorazione non è facile, ma un paio di minuti riesco a scroccarglieli. “Daniel, una domanda dagli orientisti italiani: chi è l’atleta del decennio? Tu o Thierry Gueorgiou?”. Capite che ci vuole del coraggio, ed anche una bella faccia tosta! (mi chiedo se la prossima volta che passerò da Brogeda sarò rimandato indietro?). Daniel incassa da gran signore: si, in effetti sono stati lui e Tero a vincere parecchie medaglie negli ultimi anni, ma dopo il Mondiale di La Feclaz probabilmente è Gueorgiou a potersi fregiare di un ipotetico titolo di “il più forte”. Ma… l’ultima parola è del Campione del Mondo sprint: “Ho ancora qualche anno davanti per pareggiare i conti, ho un Mondiale in Svizzera quest’anno, ho il sostegno di tutti questi giovani che fanno il tifo per noi. Rifammi la stessa domanda l’anno prossimo, potrei darti una risposta diversa”. Sorride, l’”assassino”, e mai come questa volta colgo nei suoi occhi una vena che lo avvicina davvero a quel soprannome. Ma vedo anche lontano un miglio che gli sto facendo perdere tempo… che il suo desiderio è quello di tornare in mezzo ai ragazzi: anche Daniel deve essere stato giovane, e solo qualche anno fa!, magari un po’ più forte dei coetanei; ed anche lui si sarà fermato in un dopo-gara ad incitare il suo campione preferito come sabato e domenica scorsa lo hanno fatto tanti giovanissimi ticinesi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Me ne vado da Novaggio, dopo la premiazione, convinto che questi ragazzi e le loro colleghe di nazionale Sara Luescher e Ines “Ingrid” Brodmann non facciano parte di quel genere di sportivi traviati o intontiti dal successo e dalle vittorie. Ne sarò ancora più convinto, il giorno dopo, quando vedrò cambiarsi negli spogliatoi a pochi metri da me e da tutti quanti gli altri, quando sarò con Hertner e Merz in cima alla zona di partenza ad indicare il dosso di Taverne che vide la vittoria mondiale 2005 del più giovane dei due, quando li vedrò aspettare pazientemente il loro turno per entrare nei cancelli di partenza insieme agli Open ed agli Esordienti; infine quando dopo la gara chiederò ad Hubmann se il tempo che compare nella classifica esposta è il parziale dopo due delle tre tappe e, alla risposta “… veramente è il mio tempo finale…” l’infame sorriderà sentendo il mio italianissimo “mavaff…!”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Vedrò la loro genuina felicità, e le quasi-lacrime delle ragazze commosse, quando Paolo Beltraminelli alle premiazioni non riuscirà nemmeno ad elencare i loro nomi perché il boato e gli applausi erano già partiti a ricoprire qualunque annuncio. Genuine premiazioni fatte da loro, per tutte le categorie, e grande aplomb di Matthias Merz (ma attenzione a quegli occhi blu cobalto che guardano già alla staffetta dei WOC 2012!) all’annuncio del risultato della MAL che lo vede preceduto in classifica da Pietro Ferretti e “Dro” Santini. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Mentre, dopo l’ultimo applauso, mi giro per raccattare il mio borsone e prendere la strada di casa di Milano, sento un rumore alle mie spalle: è Hubmann che, ridendo come un bambino, sta guidando la òla dei ragazzini e delle ragazzine ancora vestiti con le tutte dei colori delle società ticinesi! Non una, non due ma tre volte. Questo è troppo, mi dico; questo è decisamente troppo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Wingdings;mso-ascii-font-family:Arial;mso-hansi-font-family: Arial;mso-bidi-font-family:Arial;mso-char-type:symbol;mso-symbol-font-family: Wingdings"&gt;J&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Forse, da abitante del sotto-Brogeda, mi merito davvero solo le isterie dei “pedatori” e le cronache dei rigori dati o non dati. E’ ora di tornare a casa, di respirare un po’ di aria malsana. Purtroppo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-rEZDNIis5uA/Ts6u0H1g_PI/AAAAAAAAAXQ/X0OJte3WDeA/s400/DSC00155.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678668390640712946" style="font-family: Georgia, serif; display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-t3ZrdI26WT4/Ts6u0Fj-hDI/AAAAAAAAAXE/9n7UnJk41gU/s400/DSC00148.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678668390030279730" style="color: rgb(0, 0, 238); font-family: Georgia, serif; text-decoration: underline; display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-vDhYaOqWFoU/Ts6u1ZEoavI/AAAAAAAAAXc/mDlwr7wMDws/s400/novaggio_sprint.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678668412447386354" style="color: rgb(0, 0, 238); font-family: Georgia, serif; text-decoration: underline; display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 284px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-7KbkI81JLJg/Ts6u1tYorzI/AAAAAAAAAXk/aIZ0BmBIDyk/s400/novaggio_tappa_1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678668417899999026" style="font-family: Georgia, serif; display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 304px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-PvImU3s67g4/Ts6u1vhcEfI/AAAAAAAAAX0/C2fRVE8uOoo/s400/novaggio_tappa_2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678668418473791986" style="color: rgb(0, 0, 238); font-family: Georgia, serif; text-decoration: underline; display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 304px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-fPdHzQ1Odio/Ts6vAUBBZvI/AAAAAAAAAYA/anv6lSBFPeY/s400/novaggio_tappa_3.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678668600068630258" style="color: rgb(0, 0, 238); font-family: Georgia, serif; text-decoration: underline; display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 281px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;(credits per le immagini: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;foto n. 1 by Remo Madella: il sottoscritto con il microfono Radio Svizzera Italiana, quello di Arnaldo Cremonesi, di Libàno Zanolari, Ezio Guidi, Tiziano Colotti e Jecky Marti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;foto n. 2 by Remo Madella: con Elena Guglielmetti, mamma e tra poco bi-mamma, meravigliosa tracciatrice della sprint di Novaggio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;le mappe sono prese da sito www.danielhubmann.ch: la sprint del sabato e le tre tappe sprint, di cui l'ultima in sole curve di livello, di domenica)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-6560819851404337594?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/6560819851404337594/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=6560819851404337594' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/6560819851404337594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/6560819851404337594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/11/sistemo-la-svizzera-e-torno-lultima.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-sFKn_tCNObw/Ts8-3ppxYgI/AAAAAAAAAYM/gKfKLmRSxUA/s72-c/griglia.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-1384629566460059357</id><published>2011-11-16T12:12:00.001-08:00</published><updated>2011-11-16T12:15:12.912-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-3xZYbGr8fE4/TsQZc685LxI/AAAAAAAAAWU/rOHvxLpQmSc/s1600/griglia_1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Griglia interessante...&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-3xZYbGr8fE4/TsQZc685LxI/AAAAAAAAAWU/rOHvxLpQmSc/s400/griglia_1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675689415045361426" style="color: rgb(0, 0, 238); text-decoration: underline; display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Griglia di moderni cavalieri...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-pCtLnx9a7mE/TsQZdFgZ3VI/AAAAAAAAAWg/QjPt0ehNEC8/s400/griglia_2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675689417878658386" style="text-align: center; display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; cursor: pointer; width: 300px; height: 158px; " /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Griglia... CHE DIRE ??? :-)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-QaaJdbLON5o/TsQZdeflKII/AAAAAAAAAW4/6wgwkthigZ0/s400/griglia_4.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675689424586090626" style="color: rgb(0, 0, 238); text-decoration: underline; display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 67px; " /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-1384629566460059357?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/1384629566460059357/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=1384629566460059357' title='17 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/1384629566460059357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/1384629566460059357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/11/griglia-interessante.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-3xZYbGr8fE4/TsQZc685LxI/AAAAAAAAAWU/rOHvxLpQmSc/s72-c/griglia_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-4795024786168747054</id><published>2011-11-08T08:06:00.001-08:00</published><updated>2011-11-08T11:35:15.777-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-sebxg1AvF5c/TrlTtAgEsII/AAAAAAAAAWI/flSBGNAK7gg/s1600/IMG_5816_medium.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 267px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-sebxg1AvF5c/TrlTtAgEsII/AAAAAAAAAWI/flSBGNAK7gg/s400/IMG_5816_medium.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672657238343594114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;I 10 passi che sconvolsero il Mondo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Devo il titolo di questo post a tre persone: il primo è John Reed con il suo libro "Ten Days that Shook the World", il secondo è Rusky a.k.a. Marco Giovannini che con me è stato testimone dell'evento che vado a descrivere, il terzo è Thierry Gueorgiou… e non serve spiegare chi è.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La miccia dei miei pensieri è stata accesa dalla redazione di Azimut che mi ha mandato (immagino non solo a me) in quanto noto ori-blogger una preview, una anteprima del numero 6 di Azimut che uscirà in occasione del Meeting di Venezia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non ho qualifiche per invitare i lettori di Azimut a leggere con maggiore attenzione questo o quel pezzo di Azimut (l'ultimo numero era tutto molto interessante... persino il pezzo del Presidentissimo!), anche se la mia indole mi indurrebbe a segnalare di trascurare le pagine n. 9 e 15, scritte evidentemente da tale Stefano Galletti sotto l'influsso di roba pesantemente alcoolica (solo se ti chiami Gianni Brera puoi essere la dimostrazione che non è necessario essere sobri per scrivere divinamente).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;No... quando ho ricevuto la preview ho avuto come un sussulto nel vedere una certa foto riportata a pagina 19. Una foto che propongo nella versione scattata dal mio quasi coetaneo Eddie Bergeron (sono stato più volte al suo fianco lungo il corridoio di La Feclaz) e disponibile su internet all’indirizzo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;http://www.catchingfeatures.com/eddie/woc11/relay/IMG_5816_medium.jpg&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;So che Rusky se la ricorda questa foto, vero…? Questa è l'immagine dei "10 passi che sconvolsero il mondo". Ma torniamo per un istante a La Feclaz...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La Feclaz. Agosto. Sabato di fine WOC 2011. Una giornata calda, a tratti torrida. Una arena naturale che aspetta la conclusione della seconda staffetta mondiale, quella maschile, dopo che la staffetta femminile ha vissuto un paio di ore prima la terza frazione più isterica, irriverente, irrazionale e incredibile che io possa ricordare. La giornata ha già raccontato una storia tutta italiana, quella dei due atleti privi di GPS che seminano il panico nelle fila dei francesi (le api, Martin Johansson, un errore da principiante… ed ora gli italiani?) e nella testa di Per Forsberg che non sa che pesci pigliare visto che ha in fuga una squadra che il computer non può segnalargli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Parte la terza frazione, quella decisiva, quella che deve dimostrare che “Roi Thierry” non può perdere ancora una volta la staffetta, nella sua terra, in mezzo alla sua gente, sotto all’elicottero della sua Gendarmerie che (volteggiando quasi rasoterra) ne celebrerà la conquista dell’ennesimo oro. Ed il Re, che ha già trovato in carriera tre modi incredibile per perdere quella staffetta, avrebbe anche cento modi diversi per vincerla…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Tra tutti, sceglie quello forse più inatteso per chi lo vede come il più grande esponente della corsa tecnica, la middle distance, nella storia dell’orienteering: sceglie di vincere DI FORZA! Primi 3 passi: Mamleev è alle spalle, davanti ora c’è solo lo svedese… Altri due passi, sul ponticello a 50 metri dalla partenza: sembra di veder correre fianco a fianco un quattrocentista olimpico ed un tapascione delle corse domenicali… Misha e lo svedese si scuotono all’improvviso, si devono ingobbire di fatica ancora prima di uscire dallo stadio di La Feclaz! Prima ancora di raccogliere la carta di gara, prima ancora di raggiungere quel triangolo color magenta che (di fatto) accoglierà un Gueorgiou in fuga solitaria. Ancora 3 passi, i primi che affrontano la ripida salita che porta fuori dall’arena: il Re è inarrestabile, l’azione fluida ha lasciato lo spazio ad un arrembaggio improvviso, un autentico assalto all’arma bianca atletico prima ancora che orientistico; Gueorgiou ha intenzione di far fuori gli avversari prima ancora di aver soltanto pianificato la prima tratta del percorso!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Gli ultimi due passi lo portano fuori dall’arena: per quanto ci si sforzi di immaginarlo, la telecamera fissa che inquadra gli atleti sul pascolo che porta lontano verso lo stenditoio delle mappe inquadra di fatto UN SOLO corridore. Gli altri, No Shit!, sembrano già staccati… non è una questione di prospettiva o di ripresa televisiva. No Shit! Gueorgiou è GIA’ SOLO! Si, i metri di vantaggio sono ancora solo 3 o 4… ma è già SOLO, è nel suo mondo fatto di Golden Routes che comprende solo lui, fatto di allenamenti tirati al limite umano che si rivelano più duri e complicati del percorso mondiale, e soprattutto di 3 anni di sconfitte in quella benedetta e maledetta staffetta mondiale: 3 anni di sconfitte che gli faranno dire una frase bellissima nella prima intervista post-vittoria “Non dimenticatevi di Damien Renard: è come se ci fosse stato anche lui sul podio con noi”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per chi vi ha assistito, vero Rusky?, una scena di inaudita potenza e incredibile controllo, quasi VIOLENTA per gli standard sportivi cui sono abituati gli orientisti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Tra i miei ricordi ce ne sono alcuni legati ad atleti che hanno dovuto svestirsi dei panni di fini esteti  dello sport per mettere quelli del guerriero, dell’audacia, del “o la va o la spacca” (o meglio, in terra gallica, dello “Spacco tutto, per Toutatis!”). Ho ancora negli occhi le immagini di Franz Klammer sul muro finale della Patscherkofel, quando dovette giocarsi il tutto per tutto (carriera, prestigio, futuro, forse la vita… Hermann Maier è solo un imitatore successivo) in una sola curva finale per portare via il secondo oro a Bernard Russi e guadagnarsi lui la gloria olimpica. Ho in mente Thierry Gueorgiou ed i suoi 10 passi, e sono convinto di aver rivisto in diretta la stessa rabbia e lo stesso ardore. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E sono convinto che nemmeno “Le Roi” saprebbe in grado di ripetere quei 10 passi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Buona lettura di Azimut a tutti, e lasciate perdere tutto ciò che è firmato da me…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-4795024786168747054?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/4795024786168747054/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=4795024786168747054' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/4795024786168747054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/4795024786168747054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/11/i-10-passi-che-sconvolsero-il-mondo.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-sebxg1AvF5c/TrlTtAgEsII/AAAAAAAAAWI/flSBGNAK7gg/s72-c/IMG_5816_medium.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-2123058589635469562</id><published>2011-11-06T10:44:00.000-08:00</published><updated>2011-11-07T00:08:59.598-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-4SM8m2keAQY/TrbWuC4fduI/AAAAAAAAAVk/T7Rg1y-q5mg/s1600/casaglia.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 282px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-4SM8m2keAQY/TrbWuC4fduI/AAAAAAAAAVk/T7Rg1y-q5mg/s400/casaglia.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671956867255858914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Domanda. State correndo la gara promozionale a Casaglia “Prova l’orienteering” e vi trovate a percorrere la tratta 9-10. Cosa fate? &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Niente, perché se non vale per la lista base non mi vedono nemmeno dipinto sul muro&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Niente, perché sono un AGONISTA (… estiqaatsi…) e non faccio gare promozionali… vedi a) &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Niente, perché se non c’è il delegato tecnico, il supervisore, l’omologatore… vedi a) e b)&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Vedi cosa succede a far tracciare a chi non ha il patentino Fiso (Fantastic Incredible Stupid Orienteering)… ecco perché non c’ero! … vedi a) b) e c)&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoListParagraphCxSpLast" style="text-indent:-18.0pt;mso-list:l0 level1 lfo1"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Potrei andare avanti così per un bel po’… e lle frasi sono tutte tratte da conversazioni avute nel recente passato. Il fatto è che io c’ero a Casaglia. C’ero e con me un bel gruppo di amici che hanno approfittato dell’ultima gara di “Prova L’Orienteering” per non farsi mancare un fine settimana con cartina e bussola, anche se magari la carta non è tecnica come ai Mondiali di La Feclaz, non ci sono punti in lista base in palio (anche se a giudicare dal campo dei partenti una MA non sarebbe valsa meno di 90 punti…), l’organizzazione è spartana ma assolutamente efficace, e l’attenzione non è dedicata per forza al 100% agli “AGONISTI” ma a tutti coloro che nonostante il tempo inclemente sono venuti a provare un sport che (vista appunto la partecipazione in una giornata con tempo da tregenda) probabilmente li ha già belli che catturati, e se va avanti così la Polisportiva Besanese resterà irraggiungibile per molti moltissimi anni a venire…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Tratta 9-10, dunque, ed alla 9 bisogna pur arrivarci… Partenza assolutamente non intuitiva, che butta subito in salita verso sinistra laddove tutti partono belli rilassati e deconcentrati aspettandosi una prima galoppata verso i prati che digradano verso il basso. E tirate lunghe tra i campi ed i boschetti che circondano il Palazzo dello Sport di Via De Gasperi che tante volte ci ha ospitato per le gare di Trofeo Lombardia. Luigi Giuliani mi passa sulle orecchie nella salita che porta verso la 6, dove incontro Francesco e Simone Magenes (e rammento al popolo che il giorno in cui il primo dei due passerà in categoria assoluta io mi ritirerò definitivamente tra i master, perché in vita mia mi sono bastate le mazzate che ho preso dal loro papà!). La pioggia rende simile ad una pista da bob il morbido sentiero nel bosco bianco che porta verso la 7; la 8 la si trova salendo fino in cima alla collinetta ed il verdone non è poi così incombente… e quando si arriva alla 9 è il momento di pianificare la traversata proposta da Carlo Nessi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La prima idea è di ritornare sul sentiero “pista da bob” e rifarlo in salita, ma il ricordo è ancora troppo fresco e poi per la prima parte dovrei muovermi in direzione della 8 senza guadagnare terreno… Decido allora di puntare dritto ad ovest, raggiungere la strada, scendere verso sud-ovest passando dalla 13 (una occhiata non guasta mai) e percorrere tutto il sentiero fino a sbirciare la 11 (non guasta mai…) ed arrivare alla 10 da nord.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-57_dFFWSG5U/TreR2HnH32I/AAAAAAAAAV8/U225h4z40dg/s1600/orientisti%2Bseri.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-57_dFFWSG5U/TreR2HnH32I/AAAAAAAAAV8/U225h4z40dg/s400/orientisti%2Bseri.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672162614638534498" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Poi, ovviamente, devo ripercorrere il sentiero per la 11, scendere e risalire faticosamente verso la 12, tornare finalmente alla 13 tagliando il tagliabile ed è già ora di buttarsi verso la 15 lungo un sentiero celeberrimo per le imprese dei mountain-O-bikers in una edizione bagnata (e scivolosissima) di Coppa Italia di parecchi anni fa sulla stessa carta. Arrivo al traguardo dopo aver perso il cartellino raccattatomi da un concorrente che avevo appena superato, cosa che non mi succedeva ormai dai tempi del lontano XX° secolo… ma era più o meno dagli stessi anni che non indossavo in gara le fantastiche Silva VM verdi coi lacci arancioni che avevo comprato alla 6 giorni di Thun per 60 franchi svizzeri, chiedendomi se non stavo facendo un investimento arrischiato per una passione ancora non così definitiva!&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In definitiva, cosa ha di speciale quella tratta 9-10 di una gara promozionale con meno di cento partenti, non valida per la lista base, senza classifica ufficiale, disputata nell’unica ora e mezza senza pioggia di un fine settimana veramente difficile? Ha questo: che tutti quelli (ovvero quasi tutti i concorrenti) che l’hanno percorsa, hanno visto benissimo che si passava dalla 13, hanno visto benissimo che con una minima deviazione di percorso si poteva fare 13-14 prima di scendere verso il terzetto 10-11-12, hanno visto benissimo che così facendo si sarebbe risparmiata strada, tempo e fatica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E tutti quanti, se ne sono ben guardati! Perché tagliare la tratta 13-14 sulla carta di Casaglia per terminare la gara con un tempo vicino a quello di Giaime Origgi, di Paolo Mario grassi, di Mery Crippa o di Federica Maggioni (…e qualcuno avrebbe forse creduto al mio tempo?) non ha avuto senso per nessuno. Oggi eravamo tutti i gara solo per noi stessi, l’unica giuria di gara riunita era quella costituita da ciascuno di noi, ed evidentemente ciò è bastato per restituire ad una giornata di sport una dimensione nella quale il risultato conseguito è da giudicare solo ed esclusivamente coni nostri occhi. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Se solo imparassimo ad applicarlo tutti i giorni anche nella vita quotidiana…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-fciiL-Krt0I/TreRvciM_JI/AAAAAAAAAVw/3r4ZYIP_7kc/s1600/SAM_1113.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-fciiL-Krt0I/TreRvciM_JI/AAAAAAAAAVw/3r4ZYIP_7kc/s400/SAM_1113.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672162499995958418" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 348px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-2123058589635469562?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/2123058589635469562/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=2123058589635469562' title='8 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/2123058589635469562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/2123058589635469562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/11/domanda.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-4SM8m2keAQY/TrbWuC4fduI/AAAAAAAAAVk/T7Rg1y-q5mg/s72-c/casaglia.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-2351432001865442199</id><published>2011-10-31T07:07:00.000-07:00</published><updated>2011-10-31T09:07:42.107-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 14px; "&gt;C’è qualcuno in giro che dovrebbe allenarsi un po’ più intensamente prima di iscriversi alle gare in categoria MA! Qualcuno che dovrebbe riflettere su quali sconquassi e quali scompensi può provocare una iscrizione in una categoria tosta come la MA, anche se il percorso è una media distanza e se la carta di gara è quella di Montorfano, cioè un posto vivibile e a poca distanza da Milano e non così invasivo come potrebbero essere “certe carte carsiche” (autocit.) e certi percorsi “à la Marcò Bezzì”… (ho deciso che l’ultima gara che farò, sarà una tracciata dall’orso buono).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;E questo qualcuno non sono io, ma è Michele Caraglio! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family:Wingdings;mso-ascii-font-family: Arial;mso-hansi-font-family:Arial;mso-bidi-font-family:Arial;mso-char-type: symbol;mso-symbol-font-family:Wingdings"&gt;J&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; line-height:115%;font-family:&amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Proprio così. Mi è toccato riscrivere il pezzo che avevo già impaginato ed imbustato il sabato pomeriggio… giornata bella, terreno veloce, organizzazione eccellente, in categoria A vincono i compagni di squadra Michela Guizzardi e Michele Caraglio… è proprio vero che sono sempre le ragazze a dare le migliori soddisfazioni allo speaker: avevo detto “prima Miki, poi Fede, poi Anna”. E quando sono andato a leggere la classifica finale ed ho trovato lo stesso ordine di arrivo, me ne sono bullato con i vicini di posto (i quali, ignari del motivo, hanno come al solito commentato “ma guarda te ‘sto matto..”). Poi sono andato a leggere i risultati della categoria maschile, sicuro del fatto mio: “primo Mic… no! Come sarebbe a dire primo Giaime???”. E mi è toccato riscrivere il pezzo, e mandare a ramengo tutte quelle belle frasi sui due ragazzi venuti una dall’Emilia e l’altro dalla Provincia Granda per vincere insieme la gara di Montorfano per gli stessi colori sociali…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Se l’avessi saputo, avrei steso Giaime con un bel “braccio teso” alla Hulk Hogan sulla prima salita al punto 2! Con il risultato, però, che la gara sarebbe stata vinta dal Paolo Mario Grassi… uhmmm… un bel “braccio teso” anche a lui sulla salita verso la 7! … uhmmm… avrebbe vinto Gianni Guglielmetti… e a lui non potevo tirare nemmeno una pigna secca visto che è arrivato al traguardo che io stavo già da mezz’ora a parlare con Marco Seppi in versione ori-biker…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Adesso scatterebbe volentieri una domanda da parte di SHAron.D.OWen: che cosa ci facevo IO su quelle salite? Ebbene si. Sono andato volutamente a mettere il sederone sulla pedata e mi sono iscritto anche IO alla categoria MA del Lago Montorfano. Il motivo è presto detto: visto che l’orienteering è, purtroppo ed alle nostre latitudini, uno sport ancora poco aperto agli spettatori, vado io a fare lo spettatore nel bosco ponendomi proprio lungo il percorso MA al fine di veder passare i più forti. Il prezzo da pagare è una categoria difficile e insidiosa… 5 km + 220 metri di dislivello. Diconsi 5 km + 220 metri di dislivello! … mumble mumble… come sarebbe a dire? EmmeA: 5 chilometri + 220 metri di dislivello??? Ed io mi domando e mi chiedo: non sarà che la categoria MAK e la MB sono più un fatto mentale che uno fisico? Quando c’è una gara long, MAK ed MB sono spesso più lunghe della MA del Lago Montorfano… allora cosa spinge i miei amici ad iscriversi in una categoria di contorno, che non assegna nemmeno il Trofeo Lombardia (mi pare) e rinunciare a farsi per una volta una corsetta un po’ più lunga del previsto? Persino Federico Cancelli (che è più forte di me, ma non è questo il punto) si iscrive sempre alla MA nell’ultima gara di Trofeo Lombardia…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Inutile che mi ponga queste domande: credo che talvolta le nostre scelte siano dettate da questioni mentali più che da quelle fisiche. Certo… 5 km + 220 metri di dislivello in un posto a caso, diciamo Platak o Kastav?, potrebbero essere micidiali. Ma al Lago Montorfano ci abbiamo già corso più o meno tutti quanti, tutti quanti sappiamo che il bosco è abbastanza pulito, che ci sono un sacco di sentieri, che la carta è circondata dai paesi e che quindi più lontano di quel tanto è difficile farsi mandare… Niente da fare: a difendere la bandiera degli impiegati panzottelli in MA, ieri ci sono rimasto soltanto io.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;E sicuramente anche il sottoscritto dovrebbe allenarsi un po’ più intensamente (anzi, togliamo, “un po’ più intensamente”… allenarsi e basta) prima di iscriversi alle gare in categoria MA! O perlomeno andare in giro con un po’ di sale in zucca, visto che dopo un migliaio circa di gare riesco ancora a fare delle cappelle da 5 minuti netti in zona punto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Poiché la carta di Lago Montorfano è ricca di sentieri, non trovo nulla di meglio che una bella partenza in sicurezza sfruttando ogni traccia di sentiero fino al punto 1; una vocina del cervello mi indica chiaramente un bell’intersecarsi di linee magenta ad inizio gara, e che quindi prima di prendere una direzione occorre controllare che porti al punto giusto della sequenza. Nei primi minuti di gara gli unici atleti di cui riesco ad essere spettatore sono i ragazzini delle categorie più giovani, e mi sembra alquanto strano che loro arrivino dalla parte alta del colle mentre il sottoscritto "MA" può grasseggiare nella parte bassa del colle suddetto senza affrontare un granché di salita. Attacco con mooooooolta calma la salita verso il punto 2, ed è qui che mi passa sulle orecchie Giaime detto "Origgi" detto “la prossima volta ti faccio un braccio teso!” detto “il più forte atleta lombardo… ma lui non lo sa!”. Arriviamo quasi insieme alla seconda lanterna e Giaime rimbalza in direzione ovest mentre io il punto successivo lo vedo nettamente verso sud, vicinissimo tra l’altro! “Ah! questi bikers… a furia di mettere il sedere sulla bicicletta non riescono più a fare del buon orientamento… chissà che faccia farà Giaime quando mi vedrà punzonare la 3 davanti a lui”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-7XH3hTBZcFY/Tq6r3ioxPAI/AAAAAAAAAVY/34JUXtYWGrM/s400/montorfano_MA_GALLETTI.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669657951584992258" style="color: rgb(0, 0, 238); font-family: Georgia, serif; font-size: 16px; line-height: normal; text-decoration: underline; display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 280px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 14px; "&gt;La faccia che fa Giaime non la saprò mai, ma so che faccia faccio io (e siamo quasi al “certe carte carsiche”) quando mi accorgo 3 secondi dopo che sto puntando alla 12! E meno male che in partenza mi ero detto di fare attenzione (ma, caro Stegal, il cervello non bisogna collegarlo solo quando c’è da ordinare il pranzo…). Fino alla 6 senza problemi particolari; il piano per la 7 prevederebbe di stare in costa per un centinaio di metri e sbattere proprio sul masso. Per qualche motivo invece finisco per alzarmi un po’ e … vvvvrrrruuuummm… prima passata! Sbarco sul sentierino ad est del punto e, per essere sicuro del mio errore, lo percorro verso nord fino al bivio nel verdone; da lì il piano prevede di bucare il verdone per una trentina di metri fino a sbattere sul masso e… vvvvrrrruuuummm… seconda passata! Giusto perché sto rimappando tutta la zona, risalgo sul colle fino all’incrocio dei sentieri, mi guardo attorno per verificare che sono proprio sull’incrocio (si vede anche l’angolo del recinto), metto la bussola in direzione giusta e mi accingo a scendere per andare a sbattere sul masso e vvvvrrrruuuummm… terza passata! Prima che mi sia consentita una quarta passata, arriva Paolo Mario velocissimo sul punto che sta in effetti a pochi metri da me. Poi tutto ok alla 8, che trovo facilmente visto che una tuta dell’Arco di Carta (Paolo Bianchi? Stefano Galano?) si staglia nettamente sull’orizzonte accanto al sasso. Per la 9 opto per la strada non senza essere stato ripassato sulle orecchie da Kristian Bosisio; incrocio Todeschini che si sta catapultando in discesa verso la 5 con dei numeri da stunt-man (a me sarebbero rimaste le ginocchia sul sentiero…), poi la facile 10 con la canaletta a far da limite e la lunga strada per la 11.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Alla 11 trovo una variegata platea di orientisti che cercano nel verdone, e un po’ per la compagnia e un po’ per la mia insipienza tecnica finisco per aggregarmi… noto che più di qualcuno pensa e dice “se c’è anche lui, vuol dire che siamo in zona punto!”, come se io avessi gli stessi punti in lista base (altresì detta “la gogna”) di Cristian Bellotto in duello con Dario Pedrotti che imita Guergiù. Per trovare quel punto, però, devo scivolare per due volte sul sentierino appena a nord; dove ho modo di aiutare un compagno Agetino in difficoltà ma anche di arrivare al bivio ad est per poi rientrare sul punto dal bosco. Tranquillo sulla 12 in compagnia degli ex-compagni di categoria Mattiotti e Ravasio e da lì la gara è finita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;E’ finita perché ormai è rimasto un poco più che da correre, ed è finita perché in zona 14 incrocio un assatanato che se la sta prendendo con i concorrenti urlandone di tutti i colori, perché quel pezzo di terra evidentemente è suo oppure crede che sia suo. Visto che da dietro stanno arrivando i ragazzini lungo i sentieri che portano verso il traguardo, preferisco star lì qualche minuto ad affrontare la situazione piuttosto che venire a sapere che un ossesso ha messo in difficoltà qualche under-14.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family: &amp;quot;Arial&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;"&gt;Finale in surplace (nel senso che se il movimento rotatorio terrestre non mi sposta il pavimento sotto i piedi, io sono ancora là!) in 77 minuti circa, che senza sosta alla 14 potevano essere magari 72, senza i due errori alla 7 e alla 11 potevano essere 62, con un po’ più di cattiveria potevano essere 57 e con un po’ più di allenamento potevano essere anche 52. Mica per fare come Guergiù… ci mancherebbe! Sarebbero stati appena sufficienti per una tredicesima posizione. Ma che soddisfazione sarebbe stata, per l’impiegato panzottello, fare una MA in 52 minuti!!!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-2351432001865442199?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/2351432001865442199/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=2351432001865442199' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/2351432001865442199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/2351432001865442199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/10/ce-qualcuno-in-giro-che-dovrebbe.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-7XH3hTBZcFY/Tq6r3ioxPAI/AAAAAAAAAVY/34JUXtYWGrM/s72-c/montorfano_MA_GALLETTI.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-7545064381860728606</id><published>2011-10-26T09:59:00.000-07:00</published><updated>2011-10-27T00:05:58.875-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ci sono momenti nei quali il fisico (non il fisco, proprio il fisIco) richiede il pagamento del conto, della fattura, degli arretrati che si sono accumulati nel corso del tempo. Il mio fisico si era mangiato il mese di settembre come se fosse quello di un giovane baldo ed inarrestabile (se vi vanno bene le metafore, fate conto un Giancarlo Simion o un Jonas Rass), ma è passato alla cassa all’inizio del mese di ottibre avvisandomi che nel giro di poco sarei stato raccolto con il cucchiaino!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per i soli parziali, il conto del mese di settembre sommava un antipasto robusto (Due giorni, quasi tre, dell’Alta Badia), un primo robusto (Campionati Italiani a Bellamonte), un secondo poderoso (Europei Master) ed un immancabile dolce (Coppa Italia Trail-O e Trofeo delle Regioni). Il tutto, sottolineo, con il doppio impegno come atleta di un certo livello e come speaker di un certo calibro. Non ricordo più chi diceva “dicesi calibro perché trattasi di pistola…”, ma arriverò anche a questo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E fu così che la necessità di sopravvivere a me stesso sia divenuta per una volta più forte del richiamo della bussola e, accasciato su un letto, ho seguito da lontano le imprese dei finalisti della Coppa Italia (dove avrei ancora dovuto essere speaker), dei protagonisti della Arge Alp bavarese (dove avrei voluto tanto bissare la H35 di Platak e salutare il mio amico Teodor Yordanov), e dei raminghi naviganti dell’Appennino Ligure saliti alle Capanne di Marcarolo per il Trofeo Lombardia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Niente orienteering. Niente di niente. Come si confà&lt;span&gt; &lt;/span&gt;a chi deve riposare, o forse in questo caso è meglio dire “disintossicarsi”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Niente, dicevo...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“Ciao Beppe (Ceresa)… come dici? Ti farebbe piacere se io partecipassi alla riunione del Comitato Lombardo in vista della Consulta? Va bene… non è che ho molto da fare”. Questo era giovedì 6 ottobre, all’inizio del mio meritato periodo di riposo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“Ciao Dario (Galbusera)… cosa dici? Vorresti che io partecipassi alla Consulta delle Società di sabato 8 visto che ormai partecipo a quasi tutte le riunioni del CRL? Va bene… se riesco a svegliarmi in tempo…”. E questo era sabato 8 ottobre. Per un sunto del mio intervento alla Consulta lombarda, il sito internet da consultare è &lt;a href="http://www.orienteering.neurodeliri.it/"&gt;www.orienteering.neurodeliri.it&lt;/a&gt; … oppure cercare su Google le frasi “… quella gogna della lista base…”, “ormai me ne f…o dei vostri regolamenti, buttateli!” e anche perle dedicate alla figura del delegato tecnico (non alle persone che fanno i delegati tecnici) ed alla figura dell’omologatore (non alle persone che fanno gli omologatori) che sicuramente non mi renderanno molto simpatico ai più nei secoli dei secoli amen.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“Ciao Piero (PLab)… come stai? Pensi che dovrei partecipare alla riunione dell’Unione Lombarda per capire dove vogliamo andare a parare l’anno prossimo? Ci provo… se riesco ad uscire presto dall’ufficio”. Questo invece era lunedì 10 ottobre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Da quel giorno (da quella sera) in poi, le cose si sono fatte un tantinello eccessive: definisci il calendario della Milano nei Parchi 2012, traccia la prima tappa al Monte Stella, già che ci sei traccia anche una promozionale di Trail-O o di Temp-O che prima o poi viene buona, scrivi un primo pezzo per la prestigiosa rivista nazionale, scrivi un secondo pezzo per la prestigiosa rivista nazionale, comincia l’intervista per il prossimo numero del Nuovo Lanternino, occupati della gara di Trofeo Lombardia che faremo (breaking news: NON faremo! O almeno NON farò) ad inizio calendario 2012, e già che ci sei occupati anche della seconda gara di Trofeo Lombardia che faremo invece a fine 2012, anzi già che ci sei vai addirittura a fare i tracciati con un anno di anticipo come insegna il buon Rusky, e poi ancora già che ci sei mettiti d’accordo per far aggiornare la carta, e sempre visto che ci sei perché non cominci a cartografare il Quartiere Terrazze visto che ci abiti?, e di nuovo visto che ci sei potresti anche cominciare a fare di nuovo le comunicazioni stampa per il Comitato Lombardo, ed anzi è ora di cominciare a scrivere per “Lo Strappo” (il bollettino annuale dell’UL, e visto che ci sono ho scritto 4 pezzi 4 anche per il bollettino dell’AGET Lugano visto che sono bi-tesserato), e pensando al quadriennio olimpico che verrà &lt;span&gt; &lt;/span&gt;perché non cominci a muovere le tue pedine e fare campagna elettorale per qualcuno interessato al prossimo Consiglio Federale… “e, Stefano, &lt;span&gt; &lt;/span&gt;già che ci sei…” “No Susy! Una gara di Coppa Italia di Trail-O non la traccio! Non ho carte nuove omologate, non ho nessun ruolo di istruttore o maestro o direttore gara o tracciatore o qualunque altra cosa sia nei libri mastri della Federazione, e non voglio avere a che fare con queste figure!” (esperienza post Coppa Italia al Forlanini docet, e poi chi ha detto che da quel giorno non ho tracciato gare di trail-O? Una si, anche con una discreta partecipazione, ma nessuno in alto loco ne ha saputo nulla…).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E, dopo tutto questo, gli amici mi dicono “ma hai finito presto la stagione orientistica…” e la risposta all’unisono mia e di SHAron.D.OWen è “MA FATEMI IL PIACERE!!!”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Così, al solo scopo di riposarmi DAVVERO un po’, ho pensato che per il fine settimana del 22 e 23 ottobre avrei fatto meglio a tornare al vecchio andazzo: gara del Circuito Nazionale di Temp-O sabato pomeriggio e doppia gara di Trofeo Centri Storici Nazionali (+ speaker) alla domenica. Come è andata la mia gara di Temp-O (non) lo si è letto sui vari siti: un nono posto non da buttare ma che avrei potuto migliorare; mi sono divertito durante la gara, ma soprattutto mi sono divertito nei giorni precedenti la gara quando il livello di comunicazioni tra me e Remo Madella ha raggiunto livelli di puro caos visto che io nel Parco del Ticinello ci abito e quindi chiedevo a Remo indicazioni su come andare a prendere la metropolitana o il tram senza entrare in carta, e Remo che mi rispondeva cercando di darmi indicazioni sufficienti per non farmi squalificare ma insufficienti a farmi capire dove sarebbero state le lanterne!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Domenica mattina, treno alle 6.50 e arrivo a Brescia alle 7.40; giro speaker in MA alle ore 8.15 con mio pronostico sborone (= senza nemmeno aver visto carta e percorso) da 21’15” e arrivo invece in 24’18” (i 21 minuti sarebbero stati fattibili con meno adipe e più gambe), e poi secondo giro qualificato-non-qualificato alle ore 12.15 per gustarmi un nuovo giù e su dalle rampe del Castello di Brescia, il giretto alle pendici delle mura ed il labirinto cretese del castello da far venire mal di testa con la sola tratta 10-11 che al confronto il cubo di Rubik è più banale e le configurazioni del vecchio videogame del Vermone sono meno tortuose…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Come è andata invece la mia prestazione da speaker, invito a leggerlo sul bellissimo blog di Dario P. http://dopolavori.blogspot.com che si fa leggere in modo squisito ogni settimana (sono qui a sperare che Dario faccia sempre più gare per poter leggere i suoi commenti settimanali), non solo per come è scritto bene ma anche per quella vena di satira umoristica che mi ricorda tanto l’Andrea Castelli di trentina memoria. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Con una sola nota da parte del qui presente: anche “Stegal” ha ormai una sua voce privata su wikipedia! &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/STEGAL"&gt;http://en.wikipedia.org/wiki/STEGAL&lt;/a&gt; ... Senza stare tanto a tirare in ballo altre parole in veneziano o in milanese. Ciao “vecio”!!!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-7545064381860728606?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/7545064381860728606/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=7545064381860728606' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/7545064381860728606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/7545064381860728606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/10/ci-sono-momenti-nei-quali-il-fisico-non.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-4776384704994282907</id><published>2011-09-27T01:02:00.000-07:00</published><updated>2011-09-27T01:03:53.588-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Nel fine settimana che sancisce la vittoria del Trentino nel Trofeo delle Regioni... no, del Veneto... no, del Trentino!... (il tutto per un’ora di totale follia tra le 17 e le 18 a cercare di capire chi avrebbe dovuto tornare nella accessibilissima Fontanerosse a riconsegnare il trofeo), io me ne torno definitivamente a casa dopo un doppio avanti e indré Milano-Val Trebbia-Milano con la vittoria nella finale di Coppa Italia di trail-O, forse anche con il primo posto nella lista base di specialità, e con un dubbio amletico: sarà vera gloria?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Se dovessi infatti indicare un solo fotogramma per descrivere la gara disputata sabato mattina a Fascia di Gorreto, direi che è quello nel quale ho visto Daniele Danieli (il mio favorito) parlare a fine tenzone con Guido Michelotti (tracciatore); per me quella era la foto simbolo della competizione: il vincitore ed il tracciatore. Ero a non più di 10 metri da loro, mi sono avvicinato ed ho detto a Guido: “Bravo Guido! Oggi mi hai veramente punito!”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“Punito”, nel rugby, rappresenta il giocatore che ha passato tutta la partita alle prese con un avversario più forte: non può mollare ma sa di avere ben poche chances ad ogni azione, in ogni momento. Penso succeda la stessa cosa ai piloni europei che si trovano di fronte Martin Castrogiovanni... Ed io a fine gara mi sono sentito proprio così: punito; un gran mal di testa per lo sforzo di rimanere concentrato per quasi tutti i 100 minuti di gara, e la sensazione diffusa di non avere molte chances di centrare una buona posizione in classifica; una gara equa e senza dubbio ben tracciata ma troppo difficile per le mie possibilità.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Adesso dirò alcune cose sul trail-O che importeranno a pochissime persone, e forse affiderò al sito di Marco Giovannini &lt;a href="http://www.trailo.it/"&gt;www.trailo.it&lt;/a&gt; i pensieri “flag by flag” sulle riflessioni (talvolta sensate talvolta ai limiti della follia o del ridicolo) che mi hanno portato a vincere la gara, unico del lotto di concorrenti a punteggio pieno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Allora... ho già fatto in passato confronti azzardati tra gli scacchi ed il trail-O. Ora voglio fare un paragone ancora più azzardato: risolvere un punto nel trail-O è come avere in mano una serie di carte da giocare; c’è la carta “remapping”, la carta “valutazione della distanza”, la carta “direzione e azimut”... c’è quella “altezza” e quella “conoscenza del regolamento”. Talvolta capita di giocare una carta sola, talvolta vanno giocate in combinazione. Il tutto, ad ogni punto, definisce una sorta di “confidenza” nella risposta che viene data, confidenza che secondo me non può mai essere al 100% perchè questo sarebbe possibile solo disponendo non della mappa, che è una rappresentazione della realtà, ma di una fotografia...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ecco: io durante la gara di Fascia ho dovuto spesso giocare tutte le carte che avevo in mano, tutte quelle classiche che si trovano nelle bustine comprate in cartoleria ed anche parecchie di quelle “special cards” che si acquistano nei mercatini, su E-Bay, negli scambi tra collezionisti. Ho giocato la carta “immagina dove termina l’avvallamento anche se non lo vedi”, la carta “io penso che tu mi vuoi far pensare...” (1° livello di complicazione) e la carta “io so che tu sai che io penso che tu mi vuoi far pensare...” (2° livello di complicazione). E poi la mia carta preferita con la quale sempre più spesso cerco di far quadrare i conti e valutare le brevi distanze: “quante macchine puoi parcheggiare in questo spazio?”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Pazzo? Forse. Ma la bravura di Guido Michelotti a Fascia è stata proprio questa: ha tracciato una gara equa ed onesta per tutti ma veramente difficile; con il risultato che a fine gara, nonostante su ogni punto io abbia avuto la possibilità di elaborare una strategia, il numero di punti di controllo sui quali il mio grado di confidenza era alto o medio-alto era veramente minimo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Giusto per dare una idea di quello che si potrebbe leggere, andiamo da qualcosa del tipo:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“1 – dal punto di vista vedevo sia le due lanterne del punto 1 che le tre del punto 2. Ho valutato l’altezza dell’unico albero in zona e del pilone della linea elettrica, e ho controllato le curve di livello degli avvallamenti per verificare che la lanterna fosse almeno nell’avvallamento giusto. Grado di confidenza: alto.”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;a robe da neurodeliri del tipo...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“17 – ultima lanterna e, dopo la 16, avevo abbastanza tempo per giocare le mie carte. All’inizio non riuscivo ad identificare il masso nel bosco scuro e fitto. Poi ho guardato le curve di livello e ho visto che il masso avrebbe dovuto essere 25 metri più in alto della strada dove mi trovavo. 25 metri sono un palazzo bello alto! E invece la lanterna sembrava più vicina. Ad un certo punto tra me e la lanterna si è frapposto un concorrente, Fulvio Pacor, che è alto quasi due metri (come me) ed ho cominciato a pensare a “quanti Fulvi Pacor c’erano tra me e la lanterna” e ne ho calcolati visivamente 6 o 7 al massimo (vale giocare la carta “Fulvio Pacor”?”). Spostandomi a sinistra, ho guardato la punta sud della parete rocciosa, che era a mezza altezza tra la strada ed il centro del cerchio, e ho visto che la lanterna era sulla stessa curva di livello o quasi. E poi il sasso continuava a non vedersi! A quel punto ho lasciato lì la mia unità di misura (sempre Fulvio Pacor) a riflettere da solo e ho punzonato “Z”. Spero che Fulvio, se mai verrà a leggere questa cosa, non si arrabbi... Grado di confidenza: alto”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Post scriptum. Solo dopo aver finito di scrivere tutto questo, mentre ero sotto la doccia, ho avuto questo pensiero: forse la mia mente, se da un lato continua a calcolare distanze ed altezze, dall’altro mi “blandisce” con impressioni del tipo “stai giocando la carta - Fulvio Pacor -” o “stai giocando la carta  - quante auto parcheggi in questo spazio – ” per darmi sempre l’impressione che in fondo si tratta di un gioco e che come tale va pesato...&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E questo è il motivo per il quale, quando mi sono allontanato verso il ritrovo della gara a staffetta del Trofeo delle Regioni nel quale avrei fatto sia da apripista che da speaker, avevo salutato Guido e Daniele (che era il mio favorito... ma questo l’ho già detto) come vincitori della gara. Veramente stanco dal punto di vista mentale, ho affrontato il mio facile percorso a staffetta come se quelle fossero le ultime lanterne della O-Marathon... anche se un po’ mi ha tratto in inganno l’equivoco del punto K: quando sono partito io, le fettucce portavano dritte alla lanterna “70” e non al punto “K” che era nascosto. Con il risultato che, cercando di partire da quel punto, se tenevo il boschetto sulla mia destra andavo verso sud-ovest anziché verso nord-ovest come avrei dovuto fare; e se puntavo la bussola a nord-ovest il boschetto stava sulla mia sinistra anziché e destra! Ed intanto pensavo: “Caspita! Non sono in grado di orientare una mappa e penso di poter fare le gare di trail-O!!!”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Solo dopo il secondo punto, sotto il caldissimo sole ligure, mi sono un po’ ripreso e camminando (perchè la caviglia infortunata a Sgonico continua a far male) ho completato il percorso in un tempo ridicolmente alto. Poi, improvvisamente, mentre cominciavo ad organizzare la postazione dello speaker, arriva Marco Giovannini e mi fa i complimenti... penso che, ovviamente, stia scherzando e chiedo conferma alla “sua signora”; la quale conferma quanto sta dicendo Marco. E mentre penso che mi stiano prendendo in giro tutti e due, arriva Marina Beltramo e si complimenta anche lei...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Così è diventato tutto chiaro: che avevo vinto io la gara, che avevo vinto a punteggio pieno... e che ovviamente non avevo partecipato alla premiazione (scusate ma stavo proprio facendo un’altra gara). Ma mi sono accorto durante il viaggio di ritorno a Milano sabato sera con Marco e Mary, e poi durante l’avanti e indietro della domenica quando sono sceso nuovamente nell’entroterra ligure per la gara individuale, che le mie spiegazioni su alcune “carte” davvero personali che ho giocato durante la gara non avevano una logica ferrea.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Tutto questo non fa che lasciarmi in testa la domanda con cui ho cominciato: è stata vera gloria o sono stato solo avvantaggiato da una circostanza di eventi? Certo che sono veramente tanti dubbi per uno come me che aveva dichiarato ad inizio stagione che sarebbe stato ben lontano dalle lanterne del trail-O. Di questo mio “ritorno” dovreste chiedere conto a Rusky e PLab che mi avevano convinto a partecipare alla gara di Nichelino a metà stagione... quel giorno, quando mi sono piazzato verso il fondo classifica, ho capito che avrei dovuto dotarmi di parecchie “carte” in più per poter ambire ad una posizione migliore e per dare un senso più completo alla partecipazione alle gare di trail-O.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Partecipazione che continua per me a non avere lo scopo principale di vincere, ma di affrontare una sfida intellettuale con un tracciatore che sta cercando, con onestà altrettanto intellettuale, di rendermi dura la competizione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Due considerazioni a margine, per rispondere a chi mi ha chiesto...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;1) si: è la prima volta in vita mia che non prendo parte ad una gara nella quale faccio lo speaker (domenica, la gara individuale del trofeo delle regioni) e non intendo ripetere l’esperienza... nel senso che correrò sempre e comunque foss’anche all’alba&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;2) si: la tuta dell’Orienteering Mezzocorona con la quale ho preso parte alla gara di trail-O ha un significato davvero speciale per me.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;http://www.fiso.it/trentino/azimutn/viewnews.asp?art=56&amp;amp;tipo=7&amp;amp;dTipo=Articoli Vari&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-4776384704994282907?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/4776384704994282907/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=4776384704994282907' title='7 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/4776384704994282907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/4776384704994282907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/09/nel-fine-settimana-che-sancisce-la.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-5321442915237981220</id><published>2011-09-23T10:15:00.000-07:00</published><updated>2011-09-23T10:27:17.240-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-RgwjB3cSqy0/Tny_cSxaiWI/AAAAAAAAAVQ/BxsTRzTK6w0/s1600/dorigaticarlo.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-RgwjB3cSqy0/Tny_cSxaiWI/AAAAAAAAAVQ/BxsTRzTK6w0/s400/dorigaticarlo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5655605724866840930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ciao Carlo, &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;sei stata una delle prime persone che ho conosciuto in quella strana giornata di fine agosto a Ronzone, nel 1992, che ha cambiato per sempre la mia vita; quella in cui tu, Ivana, il piccolo Paolo, e gli amici Giovanni e Barbara mi avete introdotto ad una strana cosa chiamata “orienteering”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;Tua la mano che mi porgeva quel bicchiere di vino che, trangugiato da me tutto di un colpo dopo che avevo finito il percorso esordienti in poco meno di tre ore, ha rappresentato uno degli aneddoti che ci raccontavamo vicendevolmente e raccontavamo agli altri amici prima di una gara.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ogni volta che ci siamo incrociati nel bosco, anche durante la gara più lunga e difficile, c’è stato tempo per un saluto da parte tua, con un filo di fiato o con la mano. E dopo la gara ci mettevamo a raccontare a cosa stavamo facendo in quel momento, al perchè eravamo entrambi proprio lì, a quale scelta di percorso ci aveva portato ad incrociare i nostri passi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ora è il mio turno di salutarti. Sono certo che dal cielo continuerai ad osservare le nostre vicende terrene, a commentare con una visuale migliore della nostra le scelte di percorso, delle gare come della vita.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Permettimi di dire una piccola cosa... forse non è il momento adatto per una battuta, ma conoscendoti so che non te la prenderai: leggendo la notizia sul sito Fiso, ho increspato le labbra leggendo il tuo nome; ho pensato solo per un istante a come, anche in quello strano aspetto che ho colto, tu ti sia trovato accomunato a tanti campioni del nostro sport. Che si dovrebbero togliere tutti quanti il cappello di fronte al tuo nome, perchè anche tu sei stato un campione. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Un campione della vita.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Addio Carlo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-5321442915237981220?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/5321442915237981220/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=5321442915237981220' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/5321442915237981220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/5321442915237981220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/09/ciao-carlo-sei-stata-una-delle-prime.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-RgwjB3cSqy0/Tny_cSxaiWI/AAAAAAAAAVQ/BxsTRzTK6w0/s72-c/dorigaticarlo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-4952000594454094260</id><published>2011-09-19T14:39:00.001-07:00</published><updated>2011-09-19T14:45:46.895-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-_o3V1D8Jd8o/Tne3GUW1zwI/AAAAAAAAAVI/CP72iPrH8g0/s1600/IMG00196-20110919-0903.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 338px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-_o3V1D8Jd8o/Tne3GUW1zwI/AAAAAAAAAVI/CP72iPrH8g0/s400/IMG00196-20110919-0903.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654189176358555394" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Se dovessi cominciare dalla fine, l’immagine sarebbe questa...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;... ma risulterebbe decisamente fuorviante: non sono andato agli European Master Games 2011 per tornare a casa con una medaglia, ma solo per quanto andrò a descrivere nei paragrafi che seguono.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Parto da Bellamonte (Campionati Italiani) direttamente per Lignano, e dopo un viaggio abbastanza allucinante sbarco al Game Center degli EMG in totale ritardo rispetto alla tabella di marcia. Qui mi rendo conto che muoversi in questa specie di babele olimpica non è così semplice: è tardi per ottenere un accredito, ma senza accredito non posso accedere alla mia stanza al Villaggio Ge.Tur. ... e il bello è che senza accredito sembra difficile anche accedere al desk accrediti! (non so bene se è “Comma 22” o Asterix nella casa che rende pazzi). Per fortuna la fratellanza orientistica si materializza nella persona di Alessia Ciriani, i cui occhi luminosi nascondono una grinta senza pari: con un tono di voce tagliente che al confronto Clint Eastwood in “Gunny” è una mammoletta, fa riaprire il desk e tutto il Game Center, e mi addobba di divisa, pettorale, accredito organizzazione e riferimenti per l’alloggio. Al Villaggio Ge.Tur la signora della casa Santa Maria mi da un posto letto e rifiuta categoricamente di farmi saltare la cena: fa riaprire la cucina e riesco così ad andare a letto stravolto ma rifocillato. La giornata è ancora nel segno dei Campionati Italiani, ma le cose stanno decisamente per sterzare!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E fu sera e fu mattino. Primo giorno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Lunedì 12 sarebbe il giorno del model event a Monrupino. Anzi, dei due model event, perchè nella zona di Repen si può provare sia il percorso modello della sprint che quello della long. I segnali mandati dalle mie gambe e soprattutto dai piedi sono molto negativi, tirarsi giù dal letto è una mezza impresa. La testa opta per una via di mezzo, e decido di tornare al Game Center per vedere se c’è bisogno di una mano; “purtroppo” tutto fila abbastanza liscio come l’olio, la bellissima carta di Palmanova esposta al desk richiama parecchie persone incuriosite, e a questo punto non ci sono più scuse per non infilare le Inov-8 semidistrutte ed andare a Repen ad incontrare due dei motori, probabilmente i principali insieme a tanti altri ingranaggi, di questi EMG 2011 di orienteering: Paolo Di Bert e Mauro Nardi, che mi avevano invitato come speaker già da parecchi mesi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A Repen mi accorgo subito del fatto che gli orientisti iscritti alle gare sono veramente un numero risicato: per lo più arrivano dalla Russia, dall’Ucraina e da altri paesi dell’ex-URSS. E che sarà molto difficile avere a che fare con parecchi di loro: quando cerco di instaurare un minimo di rapporto in inglese o in tedesco per capire se qualcuno di loro ha un passato nei WOC o comunque di alto livello, mi accorgo che quasi nessuno parla una parola al di fuori del russo... ogni tentativo di dialogo comincia con un conciliabolo fitto fitto tra loro, e poi con qualche frase smozzicata da cui capisco che la tale ha vinto i WMOC, che la talaltra è presidente della federazione ucraina, che il talaltro una volta era il numero due nel ranking sovietico... e che c’è un tale Sergei Makeichik che ha già vinto medaglie master europee e mondiali. A vederlo fa paura: magro come un cavallo da corsa, faccia inespressiva alla Ivan Drago e decisione di stampo militare; quando cerco di rompere il ghiaccio facendogli vedere la griglia di partenza e facendogli capire che sono uno dei suoi avversari... beh! La faccia inespressiva diventa addirittura di vetro! (mi ricorda molto la faccia di Mr. Vinogradov quando gli chiesi se potevo tesserarmi per l’Halden SK...).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In definitiva il model event, anzi I model event perchè li faccio tutti e due, si traduce in un buon impatto soprattutto con la zona boschiva: il terreno del Carso si rivela infido come mi aspettavo; se procedo controllando dove metto i piedi finisco per cozzare duramente contro rami che sembrano tubi Innocenti in ghisa, ma se alzo lo sguardo per non mettere a repentaglio la faccia... in questo caso che il Signore abbia pietà delle mie caviglie!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E fu sera e fu mattino. Secondo giorno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Martedì 13 è il giorno della finale sprint a Palmanova, città incredibile se ce n’è una. L’avevo visitata per la prima volta in occasione della OOCup: non è tanto la pianta interna regolare con 9 angoli a colpire orientisticamente, quando la zona delle mura e le aree immediatamete esterne, nelle quali si potrebbe tracciare un labirinto da far venire il mal di testa. Anzi... dico che il centro, pur bellissimo, è quasi più facile che correre su una pianta regolarissima come potrebbe essere Torino, perchè il quasi impercettibile variare continuo degli angoli di corsa su strada rende immediatamente chiaro in quale punto ci si trovi senza stare nemmeno a pensare al “prima a destra seconda a sinistra”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il piano prevederebbe un mio arrivo alla chetichella a Palmanova, il giro-speaker prima del minuto zero e poi un po’ di berciamento nella piazza centrale... la realtà è più complessa: prima devo recuperare i pasti per il personale dell’ambulanza, pasti che arrivano da Lignano, e poi accompagno i russi e gli ucraini con pullman fino alla gara, cercando di capire quanti sono interessati a pranzare al tendone degli alpini di Palmanova. I miei nuovi tentativi di dialogare si risolvono nei soliti confabulamenti e mugugni sul pullman... comincio a capire che sarà veramente difficile, o comunque improbo, farsi capire da chi ha una età che non favorisce l’aver appreso al di là della cortina di ferro una lingua come l’inglese (speravo meglio con il tedesco, e non mi sogno nemmeno di svelare che qualche parola di russo in fondo la mastico ancora anche se sono passati 24 anni dall’esame che feci a Fisica). Quando il pullman esce dall’autostrada e, dopo due svolte, compare la Porta Aquileia, il pullman improvvisamente si desta e tutti quanti attaccano il naso ai vetri o il dito alla macchina fotografica... e tutti capiscono che ci saranno punti anche nelle zone aperte esterne alla città-fortezza e sulle mura.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La mia gara non parte all’ora prevista: uno dei posatori si è portato dietro anche clear e check e devo aspettarlo. Nel frattempo ci scappa anche un po’ di “maretta” tra alcuni concorrenti, che vorrebbero comportarsi un po’ come pare a loro, e l’organizzazione della gara; purtroppo il fatto di non avere una lingua comune con cui confrontarci non aiuta a stemperare qualche incomprensione. Devo dire però che resto perplesso quando, dopo la mia partenza, vedo parecchi concorrenti in zona gara che mi vedono prendere la strada delle gallerie napoleoniche che portano fuori dal primo livello di mura; al mio rientro la scena è la stessa e non sono pochi coloro che mi vedono punzonare le lanterne, ed altri ne trovo lungo le prime svolte in Palmanova nonostante sia stato annunciato a tutti che i concorrenti devono stare nell'area della quarantena (ah già, c'è la barriera linguistica...)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La giornata è caldissima, non calda, e Palmanova è un autentico forno. La gara, seppur su una mappa incredibile, è veramente sprint e abbastanza lineare, quindi si tira il fiato solo quando questo manca veramente (e a me manca spesso); a parte le soste per respirare, sbaglio una ventina di secondi solo nel finale quando entro nel passo carraio sbagliato (area privata, tra l’altro) anziché in quello posizionato 5 metri prima e che mi porta verso la 100; concludo la gara in 23 minuti netti e mi viene da pensare che il comunicato gara dava per il vincitore della M40 un tempo di 28 minuti... che io possa fare 5 minuti meglio è impossibile, ed il fatto che i tempi siano più da “sprint corto” che da corta distanza è confermato da Makeichik che chiude in poco più di 16 minuti, staccando di poco il bielorusso Bendik. La mia posizione finale è la quinta, ma solo perchè in M40 siamo in 6 (seconda categoria per numero di presenze, peraltro!) ed il sesto è veramente un panzone...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Dopo le premiazioni sotto il solleone di mezzogiorno (32 gradi all’ombra), ci si sposta verso il tendone degli alpini che sta ai margini di Palmanova in una zona che deve essere stata, a giudicare dalle lapidi, una specie di “Villa Triste” (se non sapete cosa è, provate con wikipedia... ma occhio che è un pugno nello stomaco). Solo una volta giunti lì ci accorgiamo che alcuni dei russi si sono dileguati: con molta difficoltà scopro che erano “spaventati” dalle persone che erano lì e dal posto in cui li stavamo portando e che quindi avevano preferito tornare subito a casa... ma come si fa a spiegare ad un russo che non parla inglese cosa sono gli Alpini?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E fu sera e fu mattina. Terzo giorno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mercoledì 14. Un giorno lungo e impegnativo. Che dovrebbe iniziare alle 6.20 e invece inizia prima delle 6.00 quando il complesso dei Ni-Mi-Ni (Nicholas Sbrizzi, Michael Sbrizzi, Nicolò Liva) nell’uscire da Santa Maria per andare a posare fa su un casino che la metà basta... Posare dove? A Sgonico. Dove non ho mai corso. Visto che son sveglio, anticipo colazione e partenza e mi presento sul Carso di buon ora per la gara tracciata da Marco Seppi. La giornata è calda ancora in modo esagerato, il bosco è rovente (ci saranno poi incendi a Monfalcone) ed è veramente improbo cimentarsi sulla lunga distanza. Accade però una cosa abbastanza sorprendente: poiché il terreno è infido ed il verde poco penetrabile, la velocità di percorrenza resta molto bassa ma per questo si riesce a navigare quasi sotto la linea magenta. Esco davvero bene da una zona dettagliatissima che sarà poi nota come “il triangolo delle Bermude” ed alla fine senza infamia e senza lode, metto assieme una gran bella gara (per me) chiudendo gli 8 kmsf in 1 ora e 28 minuti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La stima del tempo del vincitore, che non potrà essere che il solito Makeichik, si aggira attorno ai 55-56 minuti, cosa che il russo farà in pieno grazie ad un errore proprio sul penultimo punto in vista (e soprattutto in perfetta visione da parte dei presenti) del traguardo... un punto che sbaglierà anche Roland Pin! (ah! questi atleti che vanno veloci e si perdono i sassi giusti...). La mia posizione in classifica alla fine è quarta, perchè il bielorusso Bendik di cui sopra o arriva dalle piste di atletica o non digerisce il terreno del Carso: riesco a rifilargli quasi 40 minuti!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In ogni caso i tentativi di scambiare due parole con chiunque al traguardo naufragano miseramente, e sicuramente l’episodio del giorno prima (quello con il tendone alpino) non mi ispira a cercare di organizzare altri spostamenti degli atleti... anche perchè le mie caviglie e le mie gambe (ed anche la testa) chiedono solo una cosa: andare a riposare.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E fu sera e fu mattina. Quarto giorno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Giovedì 15. Sole. Mare. Spiaggia. Ombrellone. Lettino. Dormire. Dormire. Dormire. Dormire... Me lo sono meritato o no?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E fu sera e fu mattina. Quinto giorno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Si parte anche con le gare di Trail-O. E la prima è proprio all’interno del Villaggio Ge.Tur (60 ettari di pineta!!!) che mi ospita. Sono uno dei primi (se non il primo) ad entrare in gara sulla carta di Remo Madella e mi accorgo subito che il tipo di rilievo ed il tipo di terreno e di tracciatura mi aiutano a rimanere sereno e concentrato: la pineta marittima ha un sottobosco molto pulito sul quale è facile tenere il punto della mappatura di Remo (molto precisa, secondo me), oppure è un verdone inestricabile che non lascia spazio per l’ampia visibilità. I primi punti sono introduttivi, poi seguno alcuni punti più complessi ed un finale decisamente impegnativo ma che, incredibilmente, mi scoprirò in gradi di domare senza troppe difficoltà... o almeno, in questa occasione riesco a rimanere abbastanza concentrato e sveglio ed attento da accorgermi sempre di quale sia il bandolo della matassa dei quesiti. Finisco la gara con un solo errore, un punto sul quale in effetti ero rimasto senza troppe idee, in quinta posizione, preceduto solo dai due cechi Forst e Forstova che avevo dato per favoriti, Giuliano Michelotti e tale Mykola Opanasenko che qualcuno mi dirà essere stato campione del mondo di Trail-O ma forse è stato solo una volta ali mondiali per l’Ucraina... (potere dell’incomprensione della lingua).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il contorno della gara è purtroppo un po’ caotico: penso che al momento dell’iscrizione (tot euro sia che tu faccia una gara sia che tu le faccia tutte) molti hanno omesso di barrare anche le gare di trail-O, poi... visto che si è lì... insomma il banchetto dell’organizzazione si vede arrivare d’un botto il gruppo di russi che prendono pettorali e cartellini e vanno in partenza e tutti insieme in grande compagnia fanno la gara come un sol uomo. Quello che se la cava meglio è il solito Makeichik, che finisce settimo (quindi dietro di me)... il che mi consentirà di giocarmi l’aneddoto nel pomeriggio durante la “diretta” per Rai Sport.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Già, perchè venerdì pomeriggio sono io ad andare su Rai Sport! L’organizzatrice della diretta, spulciando su internet, trova notizie del mio bronzo agli italiani 2011 e del fatto che sono tesserato sia per l’Unione Lombarda Milano che per l’Aget Lugano. E fu così che nel “profilo” consegnato al conduttore io divento “atleta di doppio passaporto”(come Roby Tettamanti)! Riesco a correggere il profilo prima che qualcuno, sentendo, si faccia venire uno stranguglione. Il conduttore legge che sono anche speaker e quindi mi lascia la parola un po più diffusamente di quanto ha fatto con gli altri ospiti, ed io cerco di venire incontro alle immagini che scorrono e che mi sembrano un po’ fuorvianti per chi guarda la trasmissione: le riprese inquadrano alcune persone con lo sguardo perso nel vuoto, che si muovono scompostamente, con passi forzati o quasi da marionetta ... sembriamo degli ubriachi o dei matti appena usciti dal manicomio, o tutte e due le cose insieme. E forse è proprio così che siamo :-)&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Di quella diretta non credo resti niente: per fortuna infatti il sito Fiso non ne da notizia e finora nessuno mi ha detto di aver visto qualcosa. Forse è meglio così.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E fu sera e fu mattina. Sesto giorno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Si arriva a sabato, ed il menu parte con la finale della gara long a Sgonico, un altro tracciato di Marco Seppi che è veramente un bellissimo pezzo di bravura. Il bosco coperto dal percorso è quello più scorrevole, la visibilità a tratti è più ampia... parto come sempre con buon anticipo ed alla terza lanterna, quando penso di essere appena alto rispetto al punto, alzo gli occhi per guardare avanti mentre continuo a correre. Ed il terreno di Sgonico reclama la sua vendetta. Crac! La caviglia... ma non verso l’esterno: verso l’interno. Il piede non si gonfia ma fa un male boia. Casco per terra e per un paio di minuti mi tengo il piede cercando di capire se proseguire o no e infine decido per la scelta meno dolorosa... ovvero proseguire claudicante per tutte le lanterne fino al traguardo. Dove giungo senza sbagliare quasi nulla ma molto lentamente e quasi in lacrime in 1 ora e 38 minuti (potevo fare 15 minuti in meno...).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Paradossalmente, la maggior percorribilità del bosco aiuta gli atleti a sbagliare di più! Makeichik resta sotto l’ora ma di pochissimo, ed anche Bendik scende a 1 ora e 25 minuti; resto però quarto nella generale grazie al vantaggio accumulato su di lui nella prima tappa. Il sito Fiso poi parlerà della mia classifica in termini che mi stanno facendo prendere in giro da un po’ di persone... ma quanto a questo voglio solo dire che io non mi sono mai citato nemmeno quando ho vinto con Rusky il titolo regionale alla Pellerina (si può andare a vedere sulle notizie passate come avevo aggirato l’ostacolo...).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Da Sgonico si rientra a Lignano per la seconda tappa del trail-O, ovvero la gara di Temp-O al parco Hemingway. Che purtroppo per me riserva la cattiva sorpresa sotto forma di un comportamento a dir poco aggressivo e poco educato dei nostri ospiti dell’est i quali, oltre a prendere d’assalto il banchetto delle iscrizioni e fare un po’ come pare a loro, pretendono di inserirsi in massa nella lista di partenza al solo grido di “partire presto!”. Ma nel Temp-O la griglia di partenza è una cosa più seria, e quindi si arriva quasi allo scontro: da una parte io e Bibi ed i giudici di partenza, dall’altra gli ex sovietici che si mettono a inveire in tutte le lingue... come sarebbe in tutte le lingue??? Si. Perchè adesso che sono loro a trovarsi in difficoltà di fronte al rifiuto da parte di tutti gli altri di fargli infrangere nuovamente il regolamento, ecco che improvvisamente arrivano quelli che parlano un tedesco perfetto che sembra quello della Deutsche Grammar, ecco quelli che si lamentano in un inglese comprensibilissimo... arriva anche a dar man forte quella che parla italiano!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ah si? Adesso che avete bisogno voi, vi fate capire in tutte le lingue del mondo? Non sono quindi molto sereno quando mi avvio verso la prima piazzola del Temp-O; ma se in qualche modo questo stato d’animo può influire sul risultato, ecco che influisce benissimo: finisco la gara con due soli errori nell’ultima piazzola ed il quarto posto, secondo per gli EMG, e risalgo in classifica. In ogni caso, giusto per dare ancora una idea di alcuni personaggi, ecco che alle sette meno dieci compare sulla scena il solito Makeichik, il quale fa riaprire il percorso (i giudici ormai erano quasi tutti in zona ritrovo) e si avvia alla partenza con due tizi che sventolano entrambi in mano il foglio delle soluzioni (lui sarà sesto in classifica, segno che si comporta in modo sportivo... ma se solo lo fosse stato meno avrebbe potuto finire con tutte le risposte esatte in un tempo ridicolo).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E fu sera e fu mattina. Ultimo giorno.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Domenica 18. Ultimo giorno di gare. Ultima gara di trail-O. Sono terzo nella classifica generale, Roland Pin fa “il Maminski della situazione” pronosticandomi al bronzo negli EMG (e chi riconosce la citazione è un mago!). Parto molto avanti nella griglia ed assisto, poiché do una mano con l’inglese, alla solita calata in massa dei non iscritti al gazebo dell’organizzazione. Ma dopo la gara di sabato non ci faccio più caso... per guadagnarmi quel bronzo che vorrei veramente a coronamento della settimana devo tenere a bada Michelotti e Opanasenko... e Makeichik! Parto attorno alle 11.30 con la mia caviglia dolorante ed ancora una volta, come venerdì e sabato, il tracciato, il tipo di terreno ed il disegno di Remo Madella mi sono amici. Su alcune lanterne riesco tranquillamente a puntare il dito sul terreno e contemporaneamente a tenere d’occhio lo spostamento dei pixel marroni sul disegno. Mi scopro capace di pensate persino brillanti, come alla ottava lanterna (che verrà sbagliata persino da Forst) con un cambio di strategia proprio mentre stavo per abbandonare la zona. O nell’area della passerella sopra il Parco Unicef dove si affollano tanti concorrenti (qui mi trovo a mio agio con le lanterne posizionate all’interno del campo pratica di minigolf) sia nel finale dove si alternano punti a lunghissima gittata ed altri che stanno a pochi metri dal punto di osservazione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sono stanco, ma gli ultimi due punti a tempo mi vedono ancora in grado di qualche pensata brillante seppur lenta: alla fine il responso me lo da Giovannini quando escono le classifiche. Sono quarto nella gara, dietro Tisljar (due volte bronzo ai mondiali), Danieli che è imbattibile e Guido Michelotti che è il mio amico campione italiano. E quindi sono primo nella tappa degli EMG e sono... bronzo? No, addirittura argento negli European Master Games. In una gara che aveva un po’ più dei 5 iscritti della M40 della lunga distanza.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il che non cambia affatto il mio approccio verso la pratica del trail-O, che vorrei restasse sempre disincantata e tranquilla come il gioco che ho fatto per tre giorni a Lignano. Non cambierei il mio status da orientista a trail-orientista, anche se nel trail-o non ci si devasta una caviglia come a Sgonico. Ma poiché andar per boschi con una lanterna e una bussola è il mio piacere, e visto che in fondo resto no scacchista convinto, il trail-o è senz’altro uno dei miei passatempi. E stavolta mi sono portato a casa anche il “Coki” (il pupazzo di peluche della mascotte dei mondiali) e la medaglia!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E fu sera e fu mattino. E fu il momento di tornare in ufficio... quanto mi mancano già le pietre di Sgonico. E Paolo. E Mauro. E i Ni-Mi-Ni. E Giovanna. Ed il mio Dj preferito. E Federica, Donatella, Nicola, Mario, Fiorella, Marirosa, Andrea, Anka, Simonetta, Luciano, Alessia e Nico e tutti quanti gli altri del Comitato FVG, un gruppo di pazzi scatenati che ha creduto che si potesse portare a casa una 6 giorni di orienteering dentro una cosa grande e mastodontica e dispersiva come gli European Master Games. E ci sono riusciti!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-4952000594454094260?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/4952000594454094260/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=4952000594454094260' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/4952000594454094260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/4952000594454094260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/09/se-dovessi-cominciare-dalla-fine.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-_o3V1D8Jd8o/Tne3GUW1zwI/AAAAAAAAAVI/CP72iPrH8g0/s72-c/IMG00196-20110919-0903.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-9117552784359855615</id><published>2011-09-14T12:43:00.000-07:00</published><updated>2011-09-14T12:44:40.227-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ho un po’ di confusione in testa quando cerco di descrivere le giornate che sto passando immerso in un mare di lanterne. Tento di separare le avventure tra loro e finisco con il ritrovarmi sempre con un microfono in mano e Roland Pin tra i piedi: sono a Castellir che aspetto l’assegnazione dei titoli individuali, e vedo Roland che scende dalla pista da sci verso l’ultimo punto; sto cercando di quagliare la staffetta M”iron men”35 della domenica ed ecco Roland che chiude la gara del Tarzo. Arrivo in pieno debito di forze, di ossigeno e di dignità alla fine della sprint degli European Master Games a Palmanova ed incrocio Roland che si scalda; mi ritrovo sopra un palco, con un microfono, a poche ore dalla partenza della long di Sgonico... e sul palco sale a ritirare la medaglia d’oro sempre Roland Pin!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Dividiamo forzatamente in due: sabato e domenica ERO a Bellamonte per i Campionati Italiani. OGGI sono a Lignano per gli European Master Games. Partiamo da dove ERO. A qualcuno interessano le mie scelte in M40 e nella staffetta MAK? Alzate la mano... miiiii... tutti impegnati a massaggiarvi le caviglie vedo...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Allora provo a liquidare con poche parole (sento gli amici che ghignano...) le mie due mirabolanti prestazioni a Bellamonte. Sabato: prendo il via attorno alle ore 8.17 coperto come se stessi per affrontare la traversata dell’Alaska in pieno inverno. Mi accorgo subito di un punto K sul quale c’è il rischio di frantumarsi, tra attraversamento del torrente e curve secche tra le fettucce sempre più strette; poi lo sbarco sul pascolo alto: la linea color magenta passa un paio di curve sopra alla scritta “2000” ed i miei polmoni lanciano urla belluine all’indirizzo del sottoscritto. Dritto come un fuso sulla facile 1, drittissimo sulla 2, sono un laser sulla 3, torno ad essere un impiegato panzottello sulla 4 che trovo per caso dopo aver girato in tondo sia attorno al punto che attorno ad un convegno di galli cedroni... &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per la 5 mi autopunisco risalendo le curve di livello fino alle casette, ripasso dalla partenza (sulla strada) e forse i ragazzi che ci stanno lavorando pensano “che cosa sto facendo lì?”, “se so cosa sto facendo” o forse “se ci sono o se ci faccio... lì”. Scendo poi quelle 8 curve di livello che ho guadagnato, e ne approfitto per fare più il maser che il laser (maser = laser lento, in fisica) sulla 5, 6 e 7. Quando arrivo alla 9 penso che avrò abbastanza tempo dopo l’arrivo per riposarmi ed organizzare l’area speaker; quando esco dalla 11 non sono più un uomo ma un cinghiale che lotta contro il verde, i verdini, le rocce, il torrente (che poi diventerà “maledetto torrente”, “torrente di m...”, e via di escalation...). &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Le energie diminuiscono come il valore delle azioni in borsa, lo spread tra il mio tempo ideale e quello per il quale ora lotto come un forsennato ma senza testa aumenta sempre di più. Arrivo al passaggio sotto la seggiovia lungo la quale risalgono i concorrenti, sento alcuni incitamenti ma non ho né la forza né il coraggio di alzare lo sguardo (potrebbero vedere nei miei lineamenti la gelida ala del crollo...); prendo il primo punto ad ovest della seggiovia per quello che è... una discesa folle a perdere quota che poi dovrò risalire due punti dopo! Penso che il punto non possa essere così giù, così in fondo, così in basso... ma mi devo ricredere leggendo la mappa. Costa e risalita, ed il passaggio sulla terra battuta della pista e poi sul prato è un altro tentativo di mantenere una andatura dignitosa (sto sbanfando come un asino e sbando visibilmente ad ogni contatto con un ostacolo nascosto...). Torno al “fott... torrente” e mi scontro con tutto il verde possibile, tanto che la mia scelta ad un certo punto prevede di stare sul lato sbagliato del corso d’acqua (ma più pulito) e poi una volta arrivato all’altezza del punto guadare il torrente e risalire con le unghie e le mani a picco. Gli ultimi 3 sassi del punto 17 non sono nemmeno così difficili da trovare, ma la testa vuol solo arrivare al traguardo così farò in modo di mettere in scena (per puro istinto di sopravvivenza, d’altronde sono passato 113 minuti e 45 secondi) l’Atto Primo della pièce “aree barrate in rosso: cose da fare e cose da non fare”. Astenersi commenti, grazie.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Che dire sulla parte commentata della gara? I momenti migliori rimangono quelli con i ragazzi che hanno dato tutto in una gara veramente long distance come non ne vedevo da tempo: Michela Guizzardi mai così umana come a Bellamonte, Alvise Rumor che porta via di peso Federico Venezian scavigliato (QUELLA era la foto da mettere in prima pagina sul sito Fiso... e scusate se sono solo un vecchio inguaribile romantico facile alla commozione), le vittorie che non ti aspetti e quelle che non si aspettano nemmeno i diretti protagonisti. C’è chi ritorna alla grande come Liliana Papandrea e chi macina un titolo dietro l’altro come Giacomo Zagonel, chi arriva in scioltezza e chissà se ha fatto fatica come Gaia Sebastiani e Carlo Rigoni e chi con la fatica ed il sudore ha non vuole nemmeno venire a patti, come Massimo Bianchi che senza saper né leggere né scrivere e soprattutto senza sapere nulla sprinta fino all’ultima stilla di energia ance se la sua gara è già durata 118 minuti, e si porta a casa l’argento in M35.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Oppure c’è chi stringe proprio un patto di NON belligeranza... vero ragionier Amat-ozzi e geometra Fil-gnini? :-)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Domenica. Lo yin e lo yang, lo zenit ed il nadir dell’orienteering si incontrano alle 7.15 del mattino dell’11 settembre 2011 in una località che nessuno avrebbe potuto prevedere: Bellamonte, Trentino, in pieno Parco del Paneveggio. In un silenzio irreale, Mr. Nadir attraversa l’aria tersa del primo mattino ed un’area vuota che, di lì a qualche ora, sarebbe stata invasa di colori, di sole, di suoni festosi e di espressioni di rammarico, e di berciamenti sconclusionati da parte di un improvvisato speaker... Mr. Nadir pensa di essere il primo ad arrivare; ingolfato in un pile pesante, gli occhi pieni di sonno, la testa piena di preoccupazioni. Non avrebbe vinto nemmeno questa piccola sfida: Mr. Zenit è già lì; pronto a prendere leggero la via del bosco con un’altra lanterna da posare. Mr. Zenit è Dennis Dallasanta, un nome ed una storia di cui i ragazzi e le ragazze della categoria young non hanno mai sentito parlare. Una rapida occhiata, un breve scambio di opinioni... Dennis, con la sua calma e la sua serenità olimpionica, mi regala un paio di commenti sulla giornata precedente che metto da parte in un cassetto speciale dei ricordi per tirarli fuori nei momenti bui.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Da un altro cassetto, Bettega tira fuori la mia carta da terzo frazionista MAK (e non ho né il numero uno né il due del trio) ed in pochi minuti sono di nuovo nel bosco. Scelta a scendere lungo il pascolo: dritto come un fuso sulla 1, che è facile, drittissimo sulla 2 che si prende dal sentiero, torno ad essere un po’ più me stesso sulla 3 in mezzo alle rocce ed alla 4 ho perso tutta la mia baldanza... Ma la frazione è corta, e non serve che io mi scalmani più di tanto! Mi autopunisco uscendo tutto storto verso la 5 e passando per la 124, e poi proprio al quinto punto passo al pettine fitto la zona (ma sono da solo e quindi continuo a girarci attorno) finché ad un certo momento trovo il punto per puro caso e li insulto pesantemente tutti quanti: lanterna paletto codice e stazione. Le autopunizioni non finiscono lì, visto che esco stortissimo anche dalla 5; dopo aver valicato il maledettimissimo torrente nel punto più impervio, sbarco sulla pista da sci qualche curva di livello più in alto della casetta (che sta qualche curva di livello più in alto del punto spettacolo), ma adesso la gara è veramente finita e le ultime due lanterne filanti tra il suddetto punto, assai poco spettacolo quando ci passo io, e l’arrivo si fanno rimpiangere solo per via delle mazze di tamburo che in altre circostanze mi sarei portato volentieri a casa...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ancora ricordi dalla parte commentata. Un duello forse passato in sordina in ME ed anche in WE, ma entrambi i podi (e quello femminile comprende anche le ragazze della Besanese) sono da ricordare. La volata in M16, nella quale il povero De Noni si trova quasi a recitare la parte del cattivo in un film che deve per forza di cose vedere in Fabiano Bettega il “buono” della situazione, visto quel che gli è successo quest’anno. E poi la volata per il terzo posto in M20 dove, tanto gliel’ho già detto, non avrei scommesso contro Simone Benini ella sfida con Edoardo Tona. Ed infine la staffetta M35: sono contento per il modo in cui è finita, e mi spiace per gli altri; ma era da troppo tempo che dicevo a due amici, che rispondono al nome di Dietmar e Andreas ma sono italianissimi, che questo era l’anno buono, che era solo questione di portare dentro nella staffetta “il terzo”, che erano loro i favoriti per il titolo e non avrei accettato scommesse su altri team. Il mio modesto parere è che Dietmar e Andreas si siano portati a casa un titolo meritato; quella medaglia d’oro non aggiunge niente alla storia personale del terzo frazionista del Castello di Fiemme, ma alla loro sì...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Anche se la foto che avrei voluto vedere sul sito della Fiso è quella dell’arrivo della staffetta M20 dell’Orienteering Tarzo, medaglia d’argento. Scusate... ma in fondo sono solo un vecchio inguaribile romantico impiegato panzottello facile alla commozione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Un ringraziamento speciale a tutta la crew del GS Pavione: devo dire che ho avuto la fortuna di operare con parecchi team che, per dirla tutta, non ti fanno sentire mai solo ma ti fanno sempre sentire parte di una squadra coesa; anche se vengo da Milano ed anche se il mio ruolo, in fondo, è quello più trascurabile in una disciplina nella quale la componente tecnica avrà sempre un ruolo preponderante. Ma è proprio così: non mi sono MAI sentito solo durante questo Campionato Italiano, e tutto il merito va ai ragazzi ed alle ragazze che operavano incessantemente attorno a me. Grazie!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-9117552784359855615?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/9117552784359855615/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=9117552784359855615' title='12 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/9117552784359855615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/9117552784359855615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/09/ho-un-po-di-confusione-in-testa-quando.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-3159880033541789658</id><published>2011-09-07T08:44:00.000-07:00</published><updated>2011-09-07T08:48:07.409-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 289px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-gxNT1IAlgKk/TmeR8bsWjFI/AAAAAAAAAUo/fgYMEghL8o4/s400/Alta%2BBadia.GIF" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649644724971539538" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Con il post precedente mi è stato confermato, anche tramite mail, telefonate e facebook, che l’appello “aiutate un povero speaker” è stato raccolto a tutti i livelli. Allora adesso posso provare a battere Dario Pedrotti. Sul tempo. Di pubblicazione. Sul blog...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Alta Badia, dunque. Una due giorni da ricordare, da ripetere, da tramandare alle prossime generazioni. Per una serie di motivi che cercherò di spiegare qui sotto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quando ho visto comparire i primi volantini della gara, mi sono molto meravigliato del fatto che non ci fosse un forte “battage” (è francese) da parte della Federazione a questa manifestazione: non credo che capiti tutti i giorni di poter avere in calendario due gare organizzate sotto l’egida di gruppi orientistici ma anche extra-orientistici che hanno nel loro carniere una Maratona Des Dolomites (28.000 richieste di partecipazione ogni anno e 9.500 iscrizioni accolte... insomma, è una O-Ringen!) o le gare di Coppa del Mondo di sci sulla pista della Gran Risa, e che annoverano tra le loro fila personaggi che anche mediaticamente godono di un certo prestigio (Maria Canins o Alex Ploner o altri ancora). Sono rimasto abbastanza perplesso in quanto mi è sembrato che su questa due giorni ci fosse una sorta di strana invisibilità, mentre per me essa rappresentava una occasione praticamente unica ed irripetibile: quella di poter andare a fare una gara di orienteering (lo sport che amo) in una zona d’Italia che non avevo mai visto prima d’ora ma che non avrei potuto esimermi dall’amare a prima vista, ovvero la conca di Corvara in Val Badia.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ora, a costo di apparire un po’ blasfemo (ma sperando di non apparirlo affatto) dovrei dire anche che Corvara è proprio un posto “a casa di Dio”. Accomunando in questo termine il lunghissimo tragitto per arrivare in loco da Milano (abbiamo dovuto fare tappa a due terzi di strada per sfinimento da traffico del venerdì sera) nonché la eterna e tortuosa strada da Chiusa a Corvara passando per Selva di Val Gardena sempre dietro allo stesso stramaledettissmo pullman di tedeschi in gita; a questo proposito mi sento per la prima volta in vita mia di dare un consiglio ai viandanti: uscite a Brunico e risalite a Corvara dalla Val Pusteria! 35 km in più ma 350 tornanti in meno e soprattutto, al ritorno, niente pullman di tedeschi!!!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“A casa di Dio” vorrebbe essere anche espressione (non blasfema o irriverente) per dire che se io fossi al posto del Supremo Architetto dell’Universo, la casetta a Corvara per riposarmi nel settimo giorno della creazione me la sarei costruita subito! Credo che l’Unesco e l’Umanità nel distribuire a piene mani “patrimoni” ad amici ed amici degli amici abbia fatto anche qualche fesseria, ma la Val Badia da questo punto di vista è intoccabile e francamente in cima alla hit parade. Amore a prima vista tra la valle e Stegal in versione impiegato panzottello ed anche un po’ vomitino (i tornanti...), e via allora che si va subito a fare il model event a Colfosco.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-iXqu83YGoXw/TmeR9QTEvcI/AAAAAAAAAUw/7nwpMChmNQE/s400/1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649644739092594114" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 256px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Colfosco, laddove la prima cosa che vedono i miei occhi intorpiditi dalla nausea è un prato verde smeraldo brillante che degrada lentamente in discesa verso la prima lanterna; un prato inframmezzato da radi boschetti, canalette bagnate, qualche palude e qualche capanna che fa da punto di riferimento. Attorno a me, e sopra di me sulle ovovie, i turisti che risalgono le piste da sci per andare a fare una passeggiata in quota: non sanno cosa sta per fare quella specie di mozzarella bianca con gli occhiali che ha appena ricevuto un pezzo di carta da Massimo Bianchi, ma non sanno cosa si perdono... Durante il mio tragitto, per fortuna corto (anche perchè, come mi capita sempre più spesso, sono punti a sequenza libera ed io kanno brutalmente il giro dimenticandomi la lanterna 42) incrocio i passi di Alex Ploner, in tenuta sportiva ma niente affatto orientistica, e subito mi accorgo che trattasi di personaggio che con un minimo di competenza orientistica potrebbe fare veramente bene; colgo una sua frase “qui siamo a sinistra della palude” che mi fa subito pensare che io una palude ho saputo riconoscerla dopo 4 anni di gare, mentre lui aveva preso in mano una carta per la prima volta quel pomeriggio (a proposito: nella MB long di domenica a memoria 1° Ploner 2° Lukas Stampfer 3° Giuliano Rampado... sono il Moggi dell’orienteering ma anche un po’ il Dan Peterson e qualcosa ci capisco!).&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il venerdì sera riesco persino, accompagnato ed introdotto da Massimo Bianchi, a conoscere i ragazzi di Mentalità Sportiva che stanno facendo il loro workshop a Corvara: un incontro illuminante (per me) ma avrò modo di approfondire nel futuro.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sabato il programma prevedrebbe il model event a Piz Sorega, quota 1950 metri, con salita da San Cassiano, ma il GOK Team preferisce affrontare la zona salendo da Corvara verso Prà Longià e godendosi quindi una giornata di sole sul panettone delle piste da sci: un milione e duecentomila foto della Marmolada illuminata dal sole, del SassLong, della pista della Gran Risa e di tutto ciò che i meno fortunati possono vedere solo su qualche rivista di viaggi e montagna.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Si scende a Corvara con le gambe a pezzi ed è tempo di partire per la gara sprint in paese. Laddove, complici quota, poco allenamento, ciccioneria abbondante e distrazione da montagne circostanti riesco a mettere insieme una serie di “perle” orientistiche non indifferenti che purtroppo coinvolgono anche il mio immediato inseguitore Fabio Hueller; mi prende mentre sto navigando a casaccio per andare alla seconda lanterna (la gara è di 3,4 km con 23 lanterne, quindi non sono trascorsi 10 chilometri dalla lanterna 1...) e, fidandosi dei 19 anni di orienteering del sottoscritto, mi segue ciecamente infilandosi in un autentico “cul de sac”. Seguiranno altre perle di minore importanza, rallentamenti in salita e sulle tratte più filanti, qualche indecisione nella parte di bosco sovrastante Corvara ed un finale più deciso che mi porta ad un non memorabile quarto posto finale in poco più di 32 minuti di gara.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La giornata di domenica prevede il piatto forte del fine settimana, ovvero il motivo per il quale sul posto sono convenuti un po’ da ogni dove altri 300 amici che hanno pensato alla gara di Piz Sorega come ad una occasione unica (come dicevo prima) e valida come allenamento per il campionato di Bellamonte (questo non vale per me che miro solo ad arrivare al traguardo in un tempo decente). L’impianto è ad alta quota attorno a 2000 metri, ed ha quindi una conformazione da pascolo alpino: terreni molto aperti, amplissima visibilità con l’occhio che spesso di perde in avanti per chilometri, paesaggi da favola e molecole di aria respirabile portate via nottetempo da qualche accaparratore: avrei taaaaaaaaanto gradito un ristoro a base di bombola contenente il 78% di azoto ed il 21% di ossigeno!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La prima lanterna non è difficile (mi chiedo come abbia fatto Rudi Mair a metterci 11 minuti...): dovrebbe essere sufficiente tirare dritto sui pascoli e guardare i pochi oggetti (piloni, piccoli capanni, radi alberi isolati) per arrivare dritti al punto. Il problema è che manca l’ossigeno ma per una lunga parte della lunghissima tratta si è ancora a vista degli spettatori alla partenza... e quindi bisogna correre per far vedere che si è atleti e non semplici panzottelli! Tutto ciò finisco per pagarlo già sulla lunghissimissima tratta verso la 2 e sulla salita dalla 3 alla 4. Qui mi raggiunge Fabio Hueller, sempre lui, che stavolta non si fa trarre in inganno dai miei sbandamenti; appena esco dalla 5 vengo staccato da Fabio e superato sulla destra da un Dietmar Lanz mai visto così in forma, ma con lo sguardo posso persino seguirli lungo i pascoli per una decina di minuti fino alla 6. Qui succede una cosa curiosa: arrivo in zona “6” in totale debito di fiato e trovo una lanterna che mi sembra la mia, codice 61; non ho la lucidità per controllare la descrizione e mi fido della memoria... avevo dato una occhiata al road book solo qualche minuto prima... esco dal punto e mi avvio verso la 7 meravigliandomi di avere le due capanne un po’ più lontane di quanto mi aspettassi, ma in fondo sono lento e non posso pensare che tutti gli oggetti mi vengano addosso! Un movimento appena accennato alla mia destra: un punto di controllo, con un gonfalone dell’Alta Badia, un fotografo ed una persona dell’organizzazione Ma ho punzonato poco prima... non può essere il mio... “Vuoi che abbiano messo un punto fotografico e che non sia sul percorso degli M35???” penso mentre mi allontano... sarà... ma tanto non sono qui per fare il risultato e quindi torno indietro di qualche metro e vado a punzonare una lanterna che, ovviamente, non può essere mia; ho punzonato poco prima, no? Mi metto in posa per la foto, punzono, controllo istintivamente il codice “71” e guardo il road book sul polso: “71”. Una P.M. mancata per pura vanità!!! :-)&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-vTAWPNAsQYA/TmeR9oYvBTI/AAAAAAAAAU4/xknGtjF-L6I/s400/2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649644745558787378" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 179px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Da lì in poi la gara è lunga ma è uno spettacolo. Mi raggiunge e mi supera Valerio Casanova “Dai che non è una passeggiata ecologica!”, mi stacca ma lo supero nuovamente verso la 9 in una tratta un po’ tecnica per venire poi subito dopo definitivamente staccato. Mi raggiunge sulla salitazza verso la 11 Andreas Weitlainer “E’ lunga... non finisce più...!”, ma commette qualche errore per andare alla 12 cosicché su questa lanterna piombano dai 4 punti cardinali diversi 4 concorrenti dell’M35 (sinceramente credo di essere quello che ha fatto la tratta più dritta), e ce ne sarebbe abbastanza per scrivere un libro sull’orienteering e su come viene variamente interpretata una mappa, persino su una tratta corta.&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Nell’ultima tratta lunga vengo sfilato da Dario Pedrotti che opta per una scelta a scendere e risalire ma su un terreno piatto mentre io limo anche la curva di livello a 10 centimetri di equidistanza ma per farlo sono abbarbicato ad una costa ripida come un muro del pianto... finale “cattivissimo” con una salita finale alla 100 che consente al fotografo di riprendermi (ma non solo me) almeno 20 volte in tutte le possibili pose della fatica, del dolore e dell’asfissia!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Dopodiché verrà l’ora di abbandonare la “casa di Dio”, con un ringraziamento allo speaker ufficiale che mi coinvolge in qualche bella discussione aperta sulla materia orientistica (bella per me che parlo ed ascolto, magari meno bella per chi viene travolto dal fiume di parole...): con uno speaker così, intendo lo speaker ufficiale, si potrebbe organizzare un Mondiale senza nemmeno stare a coinvolgere Per Forsberg, e chi ha orecchie per intendere...&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-3159880033541789658?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/3159880033541789658/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=3159880033541789658' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/3159880033541789658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/3159880033541789658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/09/con-il-post-precedente-mi-e-stato.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-gxNT1IAlgKk/TmeR8bsWjFI/AAAAAAAAAUo/fgYMEghL8o4/s72-c/Alta%2BBadia.GIF' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-2134835069510943204</id><published>2011-09-06T02:30:00.000-07:00</published><updated>2011-09-06T02:38:26.119-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Tgvcc7XfmgY/TmXoiJbj2rI/AAAAAAAAAUg/OsH-DprbS3Y/s1600/lisa.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Tgvcc7XfmgY/TmXoiJbj2rI/AAAAAAAAAUg/OsH-DprbS3Y/s400/lisa.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5649176980950866610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Aiutate un povero speaker!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L’idea era quella, per una volta, di battere super-Dario Pedrotti... cosa avete capito?!? Mica in gara! Batterlo sul tempo. Di pubblicazione. Sul blog. Visto che il mio favorito per una medaglia post-Rigoni ai Campionati Italiani di Bellamonte sta ancora scrivendo sul suo blog dopolavori.blogspot.com in merito alla Due giorni della Val Rendena, pensavo di batterlo sul tempo scrivendo della bella Due giorni dell’Alta Badia disputata a Corvara e Piz Sorega settimana scorsa.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Avrei anche potuto scrivere del fatto che l’ho visto passare come un Eurostar quattro o cinque curve sotto di me sul pascolo che portava verso le ultime lanterne (io ero il terzo in griglia, lui era l’ultimo...), e che per qualche misero secondo avevo cercato di “stargli a fianco” anche se lui correva sul piatto ed io su una costa ripida; certo, non ho fatto un metro di dislivello, ma ho avuto bisogno dei ramponi per non precipitare a valle (addosso a Pedro) o nel laghetto 10x10 che faceva da riferimento per l’uscita dal punto precedente.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Così avrei potuto scrivere “Pedro, ti ho battuto!”. Sul tempo. Di pubblicazione. Sul blog.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E invece Alta Badia dovrà aspettare, perchè adesso ho bisogno del Fiso-Universe per venire a capo di una questione che nel cuor mi sta ma che evidentemente ai nostri dirigenti frega poco o nulla... la questione è: quali sono gli atleti che ai prossimi Campionati Italiani di Bellamonte NON gareggerano per il titolo perchè NON in possesso della cittadinanza italiana?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Antefatto 1: campionati italiani a media distanza a Monte Penna, nell’età del dattero del secolo che fu. Sono iscritto in H21, tre batterie; dopo un viaggio allucinante da Milano faccio letteralmente pena e schifo in batteria cercando le carbonaie (ricordo di quel giorno la povera Martina Corona che arrivò al traguardo che era uno straccio). Si qualificano per la finale A in primi X, per la finale B in secondi X, gli altri nella finale di consolazione degli impiegati panzottelli...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Però nella mia batteria ci sono una quantità di stranieri iscritti, mi pare, da Gabriele Viale con la sua società di allora. E Andrea Rinaldi, speaker a Monte Penna, mi dice fugacemente in serata “guarda che forse decidono di comporre le finali escludendo dai conti gli stranieri che non gareggiano per il titolo”. Il giorno dopo, immodestamente e senza gloria, scopro che sono l’ultimo ripescato in finale B, finale che disputerò al meglio delle mie possibilità precedendo anche qualche forte atleta finito nella stessa finale.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Antefatto 2: campionati italiani a media distanza a Lama Mocogno, nell’età del paleozoico del secolo che fu. Sono iscritto in H35, ci sono pochi iscritti e se ne qualificano 10 per la finale. Dopo un inizio un po’ così così faccio una bella gara e finisco undicesimo. Tra i 10 c’è un certo Oleg Anuchkin. Così vado in segreteria gara a chiedere se gli atleti stranieri venivano contati per l’accesso in finale... la risposta dell’allora Presidente FISO fu “Perchè? Ci sono atleti stranieri in gara?”. Ovvero: nessuno si era mai posto il problema. Risultato: sono il primo degli esclusi, il giorno dopo comunque faccio una gara abbastanza penosa ed il tarlo mi rimane...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Antefatto 3: campionati italiani a media distanza a Stonlaita Platabek, nell’età del pleistocene del secolo che fu. Iscritto in H35. Faccio una bella batteria, d’altronde il bosco è uno dei miei preferiti (vero Cristian Bellotto che quel posto mi piace?), nel finale sono a lungo affiancato a Laura Scaravonati e Francesca Pelizzola.... e non sempre sono io il terzo vagoncino del treno (tanto che né Laura né Pelli mi riconobbero!!!). Anche in questi campionati italiani ci sono tanti stranieri iscritti, sia con società italiane che iscritti con i rispettivi team di appartenenza. E sono piazzati nelle griglie un po’... come dire... alla rinfusa anche se sicuramente fare meglio non si poteva: non ricordo benissimo ma nella mia griglia ci sono i vari Hayman e Anuchkin e Shutkovsky (di cui si conosce il punteggio in lista base), ma anche Guglielmetti, vari "tori del Ticino" e russi di importazione. Nell’altra batteria finiscono stranieri che terminano la gara con tempi da long distance... &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Risultato finale: finisco primo o secondo degli esclusi, ed ennesima delusione vedendo i miei compagni di squadra che nell'altra batteria si qualificano per la finale con tempi di 4 o 5 minuti superiori al mio. Delusione da cui mi risolleverò solo in una piovosa giornata sull’Altopiano dell’Argentario, quando sarò l’ultimo dei qualificati ed il giorno dopo farò una delle più belle gare della mia vita nella mia prima finale middle della carriera. Ma questa è storia davvero recente... in mezzo è passato anche il periodo cretacico, l’uomo di Neanderthal e sono arrivati l’Homo Sapiens, l’Homo Thierry Gueorgiou e l’Homo Dario Pedrotti...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Nel frattempo però è iniziata mio malgrado una “fulgida” carriera di speaker. E qui casca l’asino! Alzi una mano l’organizzatore di gare di campionato italiano al quale NON ho chiesto “mi puoi dire in anticipo quali sono i concorrenti che NON gareggiano per il titolo?”. Nel corso degli anni ho assistito alle scene più invereconde: medaglie d’oro date alla piccola Julia Shutkovskaya e tolte il giorno dopo, risultati finali sub-judice in attesa di verifica della cittadinanza, medaglie NON assegnate per lo stesso motivo e poi frettolosamente recuperate in corso d’opera delle premiazioni (per chi non lo sapesse, e infatti non molti lo sanno, la laziale Maria Novella Sbaraglia è stata protagonista nel recente passato di un gesto molto sportivo che è passato praticamente inosservato ai più...).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E poi il caso per me più eclatante, che ho finalmente risolto solo quest’estate, di atleta che ha preso titoli e medaglie senza proprio avere la cittadinanza italiana. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Così quest’anno ho preso la mia decisione: sto passando la settimana precedente la gara dei Campionati Italiani a mandare mail e messaggi su Facebook e telefonate a tutti coloro che, per pura complicanza del cognome di famiglia, potrebbero ricadere nella categoria di coloro che pur partecipando alle gare di Bellamonte con dignità e perizia senz’altro superiori alla mia, non potranno fregiarsi di titoli o salire sul podio a ricevere medaglie.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi spiace ed è un controsenso ed una mia stortura mentale da vecchio rimbambito che nel ventunesimo secolo dell’era globale una persona debba ricevere dallo speaker una mail che dica “scusa... ma tu sei cittadino italiano o no?” solo perchè magari il cognome ha una “W” o una “K” o una “J” (e magari intanto Mario Rossi che gareggia per la società Alta Valle Orienteering è un ticinese che vive ad Ascona con il suo bel passaporto rossocrociato).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma sono già rimasto scottato una volta... e credo anche che sia diritto degli altri concorrenti conoscere in anticipo se il tale e la tale che fuggono lontano nel bosco (alludo soprattutto alla gara a staffetta) sono concorrenti diretti per il titolo italiano o solo per il primo posto in classifica. L’anno scorso io annunciai fin dal primo passaggio che la staffetta Elli-Sacilotto-Cole dell’Unione Lombarda non gareggiava per il titolo, pur essendo state in testa dal punto spettacolo della prima frazione... ma questo lo so IO perchè sono mie compagne di squadra. E se qualche concorrente si fosse tirata il collo fino a sbagliare per cercare di star loro dietro?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Chissà se un giorno la Federazione si metterà in pari con questa situazione? Ci sono probabilmente questioni più scottanti e più urgenti da risolvere, ma anche questa cosa va risolta. Altrimenti, il giorno in cui toccherà ad un’altra bambina di 12 anni restituire la medaglia di un titolo W14, non venite a guardare in direzione del sottoscritto!&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-2134835069510943204?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/2134835069510943204/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=2134835069510943204' title='36 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/2134835069510943204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/2134835069510943204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/09/aiutate-un-povero-speaker-lidea-era.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Tgvcc7XfmgY/TmXoiJbj2rI/AAAAAAAAAUg/OsH-DprbS3Y/s72-c/lisa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>36</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-6895123476394205544</id><published>2011-08-22T14:39:00.000-07:00</published><updated>2011-08-22T14:51:39.229-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;Pare che per me non ci sia modo di scrivere (magari un po’ per interposta persona) sui Campionati Mondiali senza scatenare l’ennesimo vespaio... Allora adesso provo a riannodare il filo del diario, così il protagonista della storia tornerà ad essere un impiegato panzottello senza macchia, senza paura e senza soprattutto senza vergogna. WOC 2011 e Festival ERDF di contorno, come li ho vissuti, sudati, imprecati, maledetti e rimpianti!&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Domenica 14 agosto – prima tappa del festival&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Insomma pare proprio che anche stavolta sono andato a mettere il sederone sulla pedata; tutti coloro che incontriamo sul Massif des Bauges tra Chambery e Aix-les-Bains hanno un solo pensiero in testa: quanto sono dure, toste e terribili le carte del Mondiale 2011, e di conseguenza anche quelle della 6 giorni di Francia, visto che i 4000 impiegati panzottelli ivi convenuti ci corrono il giorno dopo che i campionissimi “hanno aperto le tracce”. Il primo impatto con la gara long di Saint Francois de Sales conferma le premesse: trattasi di autentico merdaio! Sassi affioranti ovunque che sembra di essere a Kaberlaba, disboschi ovunque con rami piccoli medi e grossi per terra che sembra di essere in Scozia, pendenze sensibili che sembra di essere in Ticino... solo che stavolta è tutto quanto INSIEME! Sassi, disboschi e salite! Così la prima tappa a Les Goulles diventa una specie di piccolo calvario che affronto con Attilio, partito solo qualche minuto davanti a me e che raggiungo nella tratta verso il secondo punto (e già il saldo tra quanti mi hanno chiesto lumi sulla loro posizione e le indicazioni che ho chiesto io hanno assunto proporzioni da Italia-Germania.... quella del ’70!). In un mezzo inferno di cadute sui legni bagnati o sulle rocce, Atty ed io raggiungiamo la zona del punto 6 dove rimaniamo clamorosamente alti rispetto al punto. Ognuno convinto del fatto suo ci separiamo in due direzioni diverse... entrambe altrettanto clamorosamente sbagliate! E quando riusciamo, ognuno per conto proprio, a raccapezzarci (ma è passato un quarto d’ora) finiamo per arrivare al punto 6 insieme e da due direzioni opposte; non ci resta quindi che continuare a collaborare fino al traguardo, siamo in fondo alla prima puntata di “Survivors”, in una tappa che ha le ultime 8 lanterne in un fazzoletto di 3 x 4 centimetri, così che la cosa difficile è capire quale cerchietto color magenta segua il precedente nella sequenza corretta!&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-cB-Of-oG6jU/TlLNmx9LyJI/AAAAAAAAATo/PNDKRHbAMoE/s400/11.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643799349177338002" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 266px; height: 400px; " /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Poiché la fatica è stata tanta, ci asteniamo dall’assistere alla qualificazione middle (nel frattempo si mette anche a piovere e fa davvero freddo), d’altra parte non avevamo visto nemmeno le qualificazioni long del giorno prima... le qualificazioni sono roba per poppanti!&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Lunedì 15 agosto – seconda tappa del festival&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Se c’è un modo assurdo di passare il ferragosto, l’ho scoperto: il mio orario di partenza della seconda tappa è molto vicino alle 9.00 a.m., fa freddo (tanto) e piove a dirotto. E sono di nuovo a Saint Francois de Sales per gareggiare su una carta che stavolta si chiama “La Grande Teppe”... dove “Teppe” probabilmente è una parola occitana che significa... merdaio al quadrato! La carta di gara è divisa da un grosso sentiero in due parti: a sud, dove ci sono i punti da 1 a 6 e da 11 a 15, un disbosco sassoso e rognoso peggio di quello del giorno prima. A nord... pascoli aperti con difficoltà orientistica pari a zero! Stavolta parto io 10 minuti prima di Attilio, ma sbaglio qualcosina al punto 1 (dove trovo una signora spagnola in lacrime che cerca il suo punto 2 da 45 minuti) e sbaglio di bestia il punto 2, da dove finalmente esco sulle code di Atty che nel frattempo con una andatura più controllata ma più giudiziosa tecnicamente mi ha raggiunto. Facciamo una scelta diversa per la 3 e perdo di vista Attilio: penso che sia rimasto indietro e invece lui mi ha già staccato.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-jUl8UJElzvI/TlLNVZb20SI/AAAAAAAAATg/s5pvNaZkLY4/s400/10.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643799050537324834" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Il bosco è un vero inferno, gli impiegati panzottelli come me viaggiano attorno ai 18-19 al kmsf... trovo la 4 perchè alla fine ci girano attorno 20 persone, la 5 perchè attorno al punto ronziamo in 30 mosconi, uno più perso dell’altro. Alla 6 vorrei ritirarmi ma entro nel punto mentre ne esce Attilio. Da lì in poi, fino alla 11, diventa una corsa sui pascoli o sulla costa di una montagna di argilla: fangosa e viscida e impregnata di acqua come se stessimo correndo sul sapone! Il punto 9 su tutti: si vede da lontano ma bisogna affrontare la discesa sull’argilla; la mia scelta è a destra di un boschetto ma lì comanda l’argilla... che fa precipitare me e altri due verso sinistra. Poco male, perchè io riesco ad accorgermi appena in tempo che un metro prima della lanterna c’è un filo spinato non segnalato; ma i due dietro di me lo centrano in pieno! L’uscita da quel punto, in risalita sul fondo di argilla, è la cosa più faticosa e penosa che ho fatto quest’anno... Pascoli significa però anche fili elettrificati. Non segnati. Due “stringhe” una dietro all’altra che mi fanno tirare giù i santi del Paradiso! Nel finale riesco quasi a rimettermi sulle code di Attilio, ma in distacco da lui rimane attorno agli 11 minuti ed io comincio a pensare (e non sono il solo) che se va avanti così la Francia non mi vedrà più nemmeno dipinto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-6tHFkjC-OpY/TlLNU89PNUI/AAAAAAAAATI/4sXoLH48W0w/s400/7.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643799042892707138" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per i Campioni è giorno di riposo. Meglio così (per loro) perchè all’arrivo la voglia di andare a vedere le gare del Mondiale è pari a zero...&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Martedì 16 agosto – quella piazza di Chambery&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Stavolta è giorno di riposo per noi, e mai fu così sospirato e meritato. Il programma dei Mondiali prevederebbe le qualificazioni sprint a Aix-les-Bains al mattino e la finale a Chambery al pomeriggio, ma anche il Day1 del Mondiale di trail-O al mattino. Poiché le qualificazioni “sono per i poppanti” PLab ed io decidiamo ai andare a vedere il trail-O, così almeno potrò fare qualcosa per giustificare il mio press-pass (in my humble opinion lo giustificherò molto di più nel finale di settimana... ma non voglio sollevare altri casini!).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-XLvW0gPqDFs/TlLNTmU_w8I/AAAAAAAAATA/x4-nXiTWA3w/s400/6.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643799019638473666" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Tralascio di raccontare le mie peripezie con i vari marshall che gestiscono la presenza di stampa e fotografi sul percorso di trail-O; dico solo che riesco ad “emanciparmi” (e far capire che qualcosa ci mastico pure io quindi non è il caso che mi spieghino ogni volta quale lanterna è A, B, ecc...) quando arriva il Gran Mogol Uwe Fredholm che si ricorda del mio bronzo a Cavalese.&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-MjhGis3PIYA/TlLND_heaaI/AAAAAAAAAS4/_YC_wf1aU0I/s400/5.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643798751523793314" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Rientro alla base GOK di La Feclaz e rapida discesa verso Chambery dove finalmente è scoppiato il caldone e la piazza di anima per una finale sprint emozionantissima, con partenza in piazza, primo punto spettacolo su un terrazzino del castello a picco sulla piazza, secondo punto spettacolo ai piedi del suddetto castello in mezzo agli spettatori e corridoio finale tra due ali di folla urlante. Il tutto con commento di Per Forsberg e maxischermo a mostrare impietoso il missing point di Jerker Lysell lanciato verso la medaglia d’argento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-O3H4BQ2Nl7o/TlLNDmJoINI/AAAAAAAAASo/jFdv8OUX85Q/s400/3.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643798744712880338" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mercoledì 17 agosto - al peggio non c’è mai fine, dicono...&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Col caldone ormai consolidato sul Massif des Bauges, la terza tappa a Le Pleurachat si propone nei racconti dei Campioni che ci hanno già corso come peggiore delle precedenti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sarà... però è middle e non più long distance, e poi un paio di punti del percorso H40 sfuggono alla sado-commissione dei tracciatori riuniti, perchè quei due punti (3 e 4) sono raggiungibili passando per una serie di aperi e semi-aperti che sembra finalmente di essere tornati in un bosco umano! Qualche patema a metà gara prima dell’increscioso “episodio della 55”: tale lanterna sembra essere cercata, quando arrivo in zona (per cercare la 79 cui seguirà la suddetta 55), da una trentina di pazzi che si urlano di tutto da una parte all’altra del bosco. Quando qualcuno finalmente trova il punto, o lo intravede, o c’è qualcun altro che gli dice dove si trova, parte una serie di richiami come nemmeno una scolaresca di liceali assatanati che scoprono che nell’hotel di fronte alloggia un collegio di ragazze svedesi! Il casino è tale, in tutte le lingue, che qualcuno urla “Silence!” nel bosco...&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-SbK8MGJkLqY/TlLNDTaw-SI/AAAAAAAAASg/opxM5Xis5Fo/s400/2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643798739684489506" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Il mio aplomb si rifiuta di arrivare con questi matti alla 55, fare il punto, trovare la 79 e ritornare alfine alla 55; e pagherò caramente questo snobismo, girando per qualche minuto senza testa in un bosco assurdo... Trovo infine un (ennesimo) punto che non è mio, e commetto la buona azione di giornata indicandolo ad una delle sorelle Brandi che in totale completo arancione-lanterna gira a vuoto da più tempo di me. La buona azione viene subito ricompensata con la comparsa in scena di Simone Gambini, che mi arruola nelle truppe Er-Team dicendo “Dai Stegal! Facciamo un po’ di cool-orienteering!” o forse voleva dire “cul”... comunque l’una o l’altra che sia riusciamo a trovare il punto 79, e da lì la 55 è cosa fatta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-w-OxENcnp00/TlLNnPa4dcI/AAAAAAAAATw/tAVyDtQ1SgE/s400/12.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643799357086528962" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Finale lento in un altro pezzetto di bosco impestato, col pensiero alla volata in discesa.... errore! La volata è, sì, in discesa negli ultimi metri, ma per arrivarci dovremo sorbirci una specie di Muro di Grammont sconnesso sul quale gli incitamenti degli amici italiani mi impediscono di fare quello che le mie gambe vorrebbero (camminare fino in cima... invece tocca correre!).&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Pomeriggio dedicato alla finale long, nella quale assistiamo alla prima vittoria del Roi Gueorgiou;&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Gonon commette un errore al quarto punto e viene ripreso dal compagno di nazionale, ed a questo punto non c’è più nulla da fare per un incredibile Pasi Ikonen che esce da quel bosco senza bussola (già solo per questo è un mito al cubo!) ma con l’argento al collo. Tra gli errori da paura che il maxischermo propone impietoso grazie ai GPS messi sulle spalle degli atleti, il più incredibile è la “kauppata” di Minna che esce dalla traccia giusta con mezzo chilometro di anticipo, gira o ricartografa una vasta area della mappa per 15 minuti circa e poi prende la strada di casa, lasciando la medaglia d’oro senza nemmeno aver trovato un solo punto di controllo... e su quella carta ci dobbiamo correre noi l’indomani!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Giovedì 18 agosto - ... e quelli che pensano al peggio spesso sbagliano&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Un caldo assurdo, una gara long che mi attende, una carta sulla quale molti Elite non hanno trovato la strada di casa se non dopo molte difficoltà. Ma oggi non è una giornata come le altre. La carta di gara non si chiama “La Croix de Nivolet” come quella della finale long, ma è come se lo fosse: perchè noi partiamo dai pascoli bassi vicini a La Feclaz ma i percorsi arrivano veramente in cima alla montagna, alla Croix che sta a picco sulla valle con Chambery ed il lago di Aix-les-Bains!!! Certo, il fatto che devo scalare la montagna fino in cima mi diventa palese alla 6, quando dispiego la carta e mi accorgo fin dove arriva il tratto magenta che porta al cerchietto numero 7... ma se “impresa” deve essere, che impresa allora sia! Dalla lanterna 2 alla 6 in pratica è una ascesa continua per quasi 200 metri di dislivello, ma le difficoltà tecniche sono invece tutte nelle tratte in discesa. La mia laurea orientistica arriva alla 11, dove stacco il gruppone di ispanici, lusitani e francesi leggendo come punto di attacco una collinetta grossa come mezza cacca di mosca... una gara che finisce per me dopo 2 ore e 26 minuti di fatica (mentre taglio il traguardo gli infermieri stanno rianimando un concorrente letteralmente vitreo) ma che mi lascia abbastanza adrenalina per andare subito dopo con PLab a gareggiare nella prova Open dimostrativa di Temp-O (con risultati perlomeno da rimanere perplessi...).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-XPHcNCFtNYo/TlLNnueydSI/AAAAAAAAAUI/kWnCqAbonLQ/s400/15.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643799365424411938" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px; " /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Venerdì 19 agosto – Chi non ha testa abbia gambe... tutte e due le cose no, eh?!?&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Se pensavo di aver lasciato tutte le energie alla Croix de Nivolet, la quinta tappa mi smentisce positivamente, nel senso che questa volta sulla middle di Creux de la Cavale le gambe girano bene e, soprattutto nel finale, mi scoprirò capace di affrontare in corsa disinvolta persino la salita. Il problema di oggi è che la testa latita... A parte il fatto che, per equivoco generalizzato, pensavo di correre con la 1:7.500. Non ho controllato in partenza e sono rimasto clamorosamente corto su tutti i primi punti, fino al sesto punto quando ho cominciato a maneggiare la carta preso da un dubbio amletico, ho letto “1:10.000” e immediatamente ho mandato un accidenti ad Attilio... La carta di gara, dopo i deliri dei primi due giorni, è fattibile a livello di terreno-dove-poggi-i-piedi, ed in fondo non vado neppure male o malissimo visto che Simone Gambini mi prende al primo punto ma poi al 7 e al 10 lo trovo ancora dietro; ma gli errori al punto 8 (8 minuti per fare un punto di 80 metri) e 10 (dove vago a casaccio in una zona che non c’entra niente) mi portano ben oltre l’ora di gara quando invece avrei potuto stare per la prima volta sotto l’ora. Pecà...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-d53jjbwnBAA/TlLNwzdBefI/AAAAAAAAAUQ/pKhhLNv_dAI/s400/16.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643799521378007538" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;In questa giornata nella quale Gueorgiou ottiene il settimo titolo mondiale middle in carriera, gareggiando a velocità ed abilità che saranno irreali per molte molte generazioni ancora di orientisti, vorrei parlare del cigno ma anche del brutto anatroccolo. Tante cose restano di una finale mondiale middle, la disciplina più tecnica e temuta dell’intero lotto; l’errore iniziale di Minna e la sua rimonta rimasta lontana dal bronzo per un cedimento finale rispetto alla più fresca Wyder (ma Minna l’ha presa con moooolta filosofia, assai più di quanto ha sintetizzato Illarietti nel suo pezzo); la felicità di Helena Jansson e la sua risposta bruciante “Come è possibile che dopo aver raggiunto le tre alte partite prima di te, tu ti sia fatta staccare?” “Perchè preferisco correre da sola!”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-KPqLsryFWkU/TlLNDf-Sx8I/AAAAAAAAASY/uiJuQJ_fg3A/s400/1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643798743054731202" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 283px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In campo maschile, l’urlo di gioia del gruppo lituano quando l’impronosticabile Vildas-nonsochi arriva un secondo prima di Gonon, gelando per un istante i tifosi francesi che rivolgono sguardi carichi di odio ai pochi lituani presenti in gruppetto. E poi un ricordo di Miskolc 2009: dopo il punto spettacolo, Gueorgiou ha 25 secondi di vantaggio su Hubmann e le telecamere lo inquadrano fermo nel bosco che si guarda in giro; Lidia, al mio fianco, dice che Hubmann potrebbe vincere... poi Per Forsberg annuncia “Il vantaggio sale a 42 secondi”. Da fermo! Se TG vince il mondiale middle da fermo come poteva sfuggirgli nel giorno in cui Matthias Mueller, campione mondiale sprint 2009,&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;riporta “Mi ha preso e ho cercato di seguirlo, mettendo via la carta. Non riuscivo nemmeno così a stargli dietro...”. Oberg terrorizza in francesi per 7 minuti, passando al primo punto televisivo in 7’08” contro i 7’09” di Tero, poi Forsberg attacca: 19 secondi per Tero, poi 25.... 42... 1e12... 1e45... 2 minuti. Ogni annuncio è un affondo al resto del mondo; Oberg resta il primo degli umani, sostenuto da un tifo a squarciagola di Jansson (qualcuno sa se c’è un motivo diverso dalla semplice connazionalità? Giusto per sapere...).&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-BVrVha6f6_k/TlLNxPEBYzI/AAAAAAAAAUY/f6o28RnRF_k/s400/17.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643799528789336882" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;E allora se il cigno è Gueorgiou, chi è il brutto anatroccolo? E’ Gonon, cui il pubblico riserva alle premiazioni l’applauso più scrosciante, più lungo di quello riservato sul podio a TG (che aveva già raccolto le ovazioni da stadio lungo il percorso). Perchè di TG ce n’è uno solo per generazioni, perchè uno così è addirittura irreale nel suo incedere nel bosco iper-tecnico di Lachat con quella sicurezza. Contro uno così, non ci puoi fare veramente niente. Ma forse in un caldissimo pomeriggio francese sono stati proprio gli orientisti transalpini a capire che è Gonon che rappresenta l’esempio di come con il duro lavoro e con l’applicazione quotidiana si può essere sempre lì a lottare con i primi. TG, per inciso, non sembra nemmeno aver sudato... Gonon, disfatto, rappresenta l’umanità di quelli che non sono superuomini dei boschi ma che ogni tanto osano pensarlo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-zq3TjhE8elk/TlLNnSwmfEI/AAAAAAAAAUA/42RuG9DdYUo/s400/14.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643799357982932034" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sabato 20 agosto – per chi pensava solo alla sesta tappa.&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L’ultima tappa del Festival sulla montagna Lachat è una specie di kermesse che Attilio ed io affrontiamo insieme; perchè al primo punto io spaglio e faccio rientrare Atty che mi parte 4 minuti dietro, perchè la carta è veramente tecnica e (stanchi come siamo) in zona punto 4 occhi vedono meglio di due, perchè siamo stanchi e dobbiamo pensare anche al viaggio di ritorno e poco importa che tra l’arrivo al traguardo e l’arrivo a casa ci siano due staffette mondiali da vedere: che cosa vuoi che possa dire una staffetta mondiale?&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-0XvA-7SnP4c/TlLNVIjvSMI/AAAAAAAAATQ/Qme4gLrubwY/s400/8.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643799046006982850" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Beh! Quel che vedremo nella staffetta mondiale femminile sarà irreale, fosse anche solo per lo svolgimento dell’ultima frazione nella quale 7 nazioni si alternano al comando e 7 nazioni finiscono per fare degli svarioni (immortalati dal solito maxischermo) che fanno pensare che nessuna atleta sia in gara con la bussola o che tutte ad un certo momento abbiano girato la mappa di gara dalla parte opposta. Fino al finale con la volata Kauppi-Brozkova-Billstam che viene risolta da Minna anche grazie ad un trucco riguardo il quale i forumisti del sito AttackPoint stanno ampiamente dibattendo... ah! Se chiedessero al sedicente giornalista (anzi, fotografo) italiano che la domanda giusta a Minnona nostra l’ha veramente fatta ottenendo anche la risposta.&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-wOsp8z3alzU/TlLNnCdMR7I/AAAAAAAAAT4/23gqFRdGj0M/s400/13.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643799353606555570" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px; " /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;E dopo una staffetta così, come ci si può ancora emozionare nella gara maschile? Boh?!? Sarà che forse “qualcosa” è successo in quella staffetta maschile... ma a questo ho dedicato il post precedente, e per la mia capacità di reggere ulteriori vespai quel post basta e avanza!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-70riWIQDrLk/TlLNVEiBocI/AAAAAAAAATY/WRHrkqqPXbI/s400/9.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643799044926054850" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 346px; " /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-6895123476394205544?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/6895123476394205544/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=6895123476394205544' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/6895123476394205544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/6895123476394205544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/08/pare-che-per-me-non-ci-sia-modo-di.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-cB-Of-oG6jU/TlLNmx9LyJI/AAAAAAAAATo/PNDKRHbAMoE/s72-c/11.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-4184800044776362290</id><published>2011-08-20T11:12:00.001-07:00</published><updated>2011-08-20T11:12:51.977-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div&gt;Dalla curva dello stadio dell'orienteering di La Feclaz (Francia)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ben difficilmente i tifosi italiani presenti quest'oggi alla gara valida per l'assegnazione del titolo mondiale a staffetta dimenticheranno le emozioni vissute nelle tre ore di gara piu' intense, drammatiche e talvolta persino esilaranti dell'orienteering degli ultimi anni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Partiamo da due nomi: Klaus e Alessio. il primo e' Schgaguler ed il secondo e' Tenani. Sono i primi due frazionisti della staffetta azzurra ed avranno il compito di lanciare in terza frazione Mikhail Mamleev. Quanto siano considerati nei pronostici e' presto detto con un piccolo particolare: l'Italia non viene dotata di GPS per il rilevamento elettronico della posizione che viene spesso proposta sul maxischermo presente nell'arena... Una sottovalutazione cui gli addetti dell'organizzazione dei WOC 2011 non sanno di dover porre rimedio molto presto! Alla partenza Klaus appare tranquillo, la prima parte di gara lo vede ben inserito nel gruppo di testa ed al primo passaggio televisivo la dodicesima posizione a stretto contatto coi primi mette un po' di verve alle ugole dei tifosi italiani, ignari di quello che sta per succedere. Al primo forking, Ucraina, Svezia, Svizzera e Russia vanno da una parte; Francia, Norvegia e Italia dall'altra. Il primo gruppo di nazioni citate sembra prendere il largo, ma l'immagine di Klaus che resta nel sandwich dei favoriti senza sforzo apparente consente di ben sperare: Klaus non sta navigando da solo nel mare tempestoso e labirintico della montagna Lachat che ha gia' trascinato sull'orlo della disperazione tante atlete di primo piano della gara femminile. Ed il primo miracolo arriva al secondo punto televisivo: il gruppo di testa improvvisamente si trasforma in uno sciame di api che vanno in tutte le direzioni; al comando passa la Norvegia seguita a ruota dalla Francia, e subito dietro da una maglia con i colori indiscutibilmente azzurri: e'ancora Klaus, assolutamente in controllo della situazione. Per Forsberg, lo speaker internazionale, entra nel panico: ha una nazione in testa, davanti alla sua amata Svezia, e l'atleta in gara non e' dotato di GPS e non puo' essere seguito durante la cronaca. Forse Forsberg spera in un fuoco di paglia, forse lo pensano tutti i tifosi francesi che nel corso degli anni hanno visto svanire l'oro a staffetta per colpa delle api, di un salvataggio ad un atleta infortunato, di un errore da principiante di Roi Gueorgiou... Non avevano pensato agli italiani, ma e' vero che la gara e' ancora lunga!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Al primo passaggio nell'arena, il campione del mondo 2010 a media distanza Kaas cerca la fuga, il francese Adamski gli e' incollato dietro ma Klaus non perde un metro: la sua corsa e' appena meno aggraziata ma radente e redditizia; nel loop finale su un terreno se possibile ancora piu' terribile del precedente non cambia la storia: se tre nazioni sono al comando, tra esse c'è saldamente anche l'Italia, e Klaus si prende addirittura il lusso nel finale di saltare Adamski e di essere l'unico in grado di leggere molto bene sulla linea del finish la scritta "NORGE" sulle spalle di Kaas.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tocca ad Alessio ora. Che se la deve vedere con Anders Nordberg e con Francois Gonon, sostenuto dal tifo infernale dei francesi, e con Olle Bostrom che per la Svezia e' l'unico in grado di saltare dal treno degli inseguitori al gruppo di testa. 4 nazioni, 3 medaglie. Gli incomodi sono forse gli azzurri? Se la risposta deve essere "si", occorre prima mettersi d'accordo con Alessio. Che ad ogni punto televisivo e' sempre li' coi migliori al mondo, che non perde un passo, una battuta, un solo secondo. Se ne accorgono i tifosi francesi, se ne accorge anche Per Forsberg che continua a non avere il GPS dell'Italia e che deve essersi appuntato un post-it sul computer per ricordarsi di citare gli azzurri come facenti parte del gruppo di testa. "Alessio' Tenani'" diventa un ritornello della cronaca live, prima quasi con tono di fatto di costume... Come una piacevole e fugace intromissione nelle faccende delle nazioni forti, ci vuole sempre in ogni racconto il Cinderella-team in rappresentanza di tutti gli esclusi dai podi internazionali, no?.... poi qualcuno comincia a rendersi conto che Alessio non ha nessuna intenzione di togliersi di torno, di lasciare campo libero alle altrui ambizioni: Alessio compare sempre nel gruppo di testa ma mai come ultimo vagoncino passivo: potrebbe accontentarsi di farsi portare al traguardo cosi' e sarebbe gia' un trionfo. Ma non oggi. Oggi Alessio prende la testa nel loop finale, guida lui la fila delle medaglie mondiali e a questo punto persino lo speaker deve alzare bandiera bianca e raccontare che il gruppo e' composto da "Alessio' Tenani' and the others".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sul traguardo, i francesi urlano il nome di Gonon ma 200 italiani sono in grado di fare una quantita' di rumore considerevole che fa girare le teste anche ai vicini bulgari e spagnoli. Klaus prima e Alessio poi ci hanno fatto sgolare e noi non saremmo ancora stanchi di pensare che forse i sogni non muoiono con la sera di La Feclaz. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come andranno poi a finire le cose lo si leggera' nel pezzo di Pietro Illarietti, pezzo che raccontera' quello che i libri di storia orientisica riporteranno in futuro. Chi e' stato presente oggi a La Feclaz, con un cuore italiano dietro ad una maglietta o una bandiera tricolore, adesso sa che sognare si puo', che nulla e' proibito e che nulla e' vietato anche ai colori azzurri. Ci vorra' un anno di tempo per metabolizzare quello che e' successo oggi a La Feclaz ma sono convinto che quando l'anno prossimo Per Forsberg sara' dietro al microfono dei mondiali di Losanna... Una occhiata alle spalle degli italiani Forsberg la dara'... Per essere sicuro che almeno questa volta mettano loro sulle spalle un GPS!!!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-4184800044776362290?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/4184800044776362290/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=4184800044776362290' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/4184800044776362290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/4184800044776362290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/08/dalla-curva-dello-stadio.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-1393113579012736131</id><published>2011-08-09T05:10:00.000-07:00</published><updated>2011-08-09T05:19:46.909-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;O-Marathon 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="messagebody"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="messagebody"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Arial"&gt;“Verrà il giorno in cui non sarò più in grado di concludere la OMarathon degli Altipiani nella categoria Elite... &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;ma quel giorno NON E' OGGI !!!”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="messagebody"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Più che un grido di battaglia è la sintesi di un fine settimana perfetto, che ha racchiuso timori e speranze, passione e dolore e sudore, momenti di autentica follia e momenti di euforia, che ha alternato pensieri di fallimento alla gioia di aver portato a termine ancora una volta quella gara che ogni anno alza l’asticella delle mie possibilità. Quella gara che da 4 anni di chiama O-Marathon degli Altipiani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Intendiamoci. Almeno metà dei tesserati FISO sarebbero in grado di fare quello che ho fatto io, ed in un tempo inferiore. Tra questi, ci metto anche la maggior parte di coloro che hanno gareggiato nelle altre categorie su percorsi più brevi di quello MElite: ci vuole tanta follia per imbarcarsi in una avventura come la O-Marathon, ed ognuno ha il diritto e dovere di intraprendere una avventura che deve rappresentare qualcosa di appagante e di gratificante... il massacro masochistico non fa parte delle nostre tendenze orientistiche, e non sono le quasi 5 ore di gara fatte domenica sull’Altopiano a fare del sottoscritto un eroe moderno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Il risultato finale, se quella deve essere la summa di una gara tramandata ai posteri, mi vede all’ultimo posto e... e... e... E ALLORA??? La dico tutta: non esiste un solo motivo per il quale mi verrebbe facile pensare che una gara come la MElite della O-Marathon è nelle mie possibilità; 99 su 100 sono i modi possibili per non arrivare al traguardo o per mollare a metà strada. Ed ogni anno che passa, ogni anno in cui divento più vecchio, ed ogni chilo in più sul groppone (e quest’anno erano davvero tanti) non fa altro che diminuire quell’unica possibilità di arrivare fino alla fine. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Una possibilità che si concretizza in un unico pensiero, che nell’edizione 2011 ho avuto ben chiaro in uno specifico tratto della gara dal punto 14 al punto 15, quando il percorso color magenta riportava nuovamente lontano dal Forte Cherle (un allontanarsi che diventa spietato anche dal punto di vista mentale) e la lancetta delle energie cominciava ad immergersi nell’area rosso=pericolo; un pensiero che mi ha accompagnato anche negli anni scorsi e che nel mio immaginario fa parte della gara come la meravigliosa frase di Luigi Girardi “&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-style:normal"&gt;non una gara più lunga ma un avventura lunga un giorno”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; font-style:normal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; font-style:normal"&gt;Il mio pensiero è “Non ci si può ritirare, e non si può nemmeno pensare che ci si può ritirare”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;font-weight:normal; font-style:normal"&gt;Prima, durante e dopo, fino al traguardo e fino al grido di battaglia finale, c’è stato di tutto. Perchè per rimanere agganciato al quell’unica possibilità sono stato disposto a scendere a patti con la carta tecnica regionale in bianco e nero, ad orientarmi con il rumore delle macchine in lontananza, a cantarmi per 5 ore “Hide in your shell” dei SuperTramp “&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;font-weight:normal"&gt;Well let me show you the nearest signpost \ To get your heart back and on the road” (tanto che ce l’ho nella testa ancora adesso, e non va via!)... e a parlare alle mucche! Si, se Robert Redford era l’uomo che sussurrava ai cavalli, Stegal da domenica è “l’uomo che parlava alle mucche”! Nella O-Marathon MElite succede anche questo...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;*************************************&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;With a little help from a friend... riesco anche a pubblicare le carte di gara: quella del girone dantesco di Forte Cherle, il retro con la discesa su carta tecnica verso Carbonare, la farfalla di Nosellari, la risalita oltre Virti verso i comuni di Lavarone e l’arrivo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Quello che non riesco a far vedere sono invece le immagini della partenza: come se la gara non fosse impegnativa, come se non avessi addosso tutti i timori e tutte le ansie del giorno della O-Marathon, ci si mettono anche le nuvole basse a rendere “dantesca” la zona di partenza, con una visibilità che al momento della chiamata non è superiore ai 10\15 metri (sento distintamente la voce di Marco Bezzi a pochi metri da me, ma non riesco nemmeno a vederlo...). Luigi Girardi, Mr. O-Marathon ora et semper, dà il primo colpo di grazia alludendo ad una lanterna svedese “distante 600 metri”... tutti aggratis ovviamente rispetto alla già impegnativa distanza riportata in carta! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Al via, la processione dei “tori” si scatena sul bordo strada; vedo distintamente il “Truffa” ed un paio di tute dell’Erebus che prendono già il comando della situazione, mentre io resto in coda al gruppo con “Bro” Guasina ed Alice cercando di correre almeno fino alla svedese (visto che è previsto un attraversamento strada presidiato è meglio stare adesi al gruppo per non indispettire troppo gli automobilisti), finché questi ultimi si stufano di sentire uno che già sbanfa ad inizio gara e prima “Bro” e poi Alis allungano lasciandomi da solo nei primi metri del pascolo (e sicuramente pensano a come diavolo questo panzone può pensare di finire la gara...).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, serif; font-size: 16px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, serif; font-size: 16px; color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-CqjeY-xal6E/TkEkSB2FwmI/AAAAAAAAASA/jZZdJ-NJKdQ/s400/Percorsi-Sfondo1%2BME.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5638828100596122210" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 280px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, serif; font-size: 16px; "&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, serif; font-size: 16px; color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, serif; font-size: 16px; color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;C’è un segreto per avere qualche chance di finire la O-Marathon: non bisogna perdere tempo in errori tecnici, pena troppe energie spese per guadagnare pochissimi metri lungo la linea immaginaria che porta al traguardo. Quel segreto non lo faccio mio sicuramente alla prima lanterna (peraltro in mezzo alle ortiche!) che trovo risalendo lentamente la lunga fila dei compagni di avventura che già attaccano il secondo punto. Se prima ero in fondo al gruppo, ora sono proprio ultimissimo! Arrivo bene o male al centro della prima farfalla e distinguo ancora le sagome di Daniele Guardini, di Kristian, di Eugenio impegnati nel pascolo... il “segreto” continua a rimanere tale, visto che per fare la sequenza 4-10 (dove 4, 7 e 10 sono lo stesso “punto K” al centro della farfalla) riuscirò nella seguente impresa: 4 – 5 (indicata da Kristian) – cerco la 6 e non la trovo – torno al punto K – 6 – 7 – 8 – cerco la 9 e non la trovo (e si che mi sto orientando con il rumore delle macchine sulla strada) – torno al punto K...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Questo ritorno al punto K coincide con il primo attacco di pura follia. Nel pascolo non c’è più nessuno salvo due mucche, una grigia ed una pezzata tipo “mucca Carolina”. Ed ecco che Stegal, tanto non lo vede nessuno, si ferma e comincia ad apostrofare le due quadrupedi: “Dunque... visto che sta arrivando il nebbione ed il telo tra un po’ non lo vedo più, voi due restate vicino alla lanterna che vi trovo di sicuro più facilmente! Ok?!?”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Giuro che è vero...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Rassicurato per aver messo questo punto fermo sulla mappa, arrivo alfine a trovare la 9 e torno per l’ultima volta al punto K (10), dove uno dei due quadrupedi si è spostato di un paio di metri mentre l’altro sta mangiando il telo della lanterna... ma almeno non si sono spostati!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Nella lunga tratta verso la 11 comincio a guardare l’orologio: sono passati quasi 100 minuti per un tragito che non è nemmeno un terzo del percorso totale, sono già stanco e demoralizzato, ed il peggio deve ancora arrivare. Al ristoro, Rosella mi accoglie in piena fase di sbaraccamento, ma con qualche zucchero in più nelle gambe riesco a venire a capo della 11 e del lungo trasferimento alla 12. Le scelte, visti gli svarioni precedenti, cominciano a diventare “alla Bobby Fischer”: non importa fare la scelta migliore ma importa trovare una scelta appena decente ma sicura. Mentre il tempo passa inesorabile e le gambe si trascinano, arrivo alla 13 percorrendo l’equivalente di chilometri su sentiero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;La 14 è un nuovo incubo. Cerco per almeno 5 minuti tra le rocce sbagliate, pensando che forse sono già passati a ritirare i punti, e quando infine mi sposto nella zona giusta e scorgo il telo gli mando una serie di maledizioni che dovrebbero essere rivolte più alla mia imperizia che al povero prisma bicolore. E’ qui che arriva il pensiero del ritiro (sono in gara da 2 ore e 20 minuti) ed è qui che scatta la molla che quel pensiero non deve nemmeno essere preso on considerazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Mentre annaspo verso la 15, rapido cambio di scena: “Truffa” Dalla Valle, Diego Baù e Michele Franco arrivano al traguardo; poco dopo tanti altri completano la loro fatica. Non è nemmeno serio da parte mia paragonare i loro sforzi con i miei, pensando a dove mi trovo in quel momento. Complimenti a tutti i ragazzi della MElite! Complimenti davvero e non mettetevi nemmeno a leggere queste pagine... voi ed io facciamo proprio due sport diversi!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Dalla 15 in poi il percorso torna a puntare decisamente verso Forte Cherle, il che è un toccasana anche per il morale. I punti non sono difficili ma è solo allo scoccare delle 3 ore di gara che arrivo a lambire le lanterne 19 e 20 del Forte. Qui, mi aspetto di trovare il solo PLab (l’ammiraglio PLab, ovvero il dirigente accompagnatore che da 4 anni fa la spola sull’Altopiano per soccorrere i GOK-maratoneti), magari con un paio di bicchieri di the e chissà se c’è ancora la sicard con la quale dovrò affrontare la seconda parte del percorso... Errore! C’è PLab e c’è ancora l’organizzazione del Gronlait! Mi aspettano e in fondo in fondo non sembrano nemmeno così impazienti o scocciati. Cambio sicard, ristoro con calma e comincia la discesa verso Carbonare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Interludio “carta tecnica”. Già alla partenza Girardi aveva detto “occhio che sulla carta bianca dovete interpretare bene il percorso”... la mia interpretazione è distinta in due parti. Prima parte: mi muovo “in carta” cercando di leggere i pochi dettaglio della carta, ritrovandomi così del tutto spostato ad est in corrispondenza del laghetto (e non sarò l’unico). Seconda parte: metto via la carta, metto la bussola a nord e dico “Vai!”. Non leggo più niente, non penso più a niente. E dopo attraversamenti vari di ortiche, discese in avvallamenti fangosi ed un bel chissenefrega se ci sono dei sentieri, sbuco dritto sul ponte che valica il torrente Astico a strapiombo! Non male... Accade così che dopo 20 minuti dall’abbandono di Forte Cherle arrivo al ristoro di Carbonare. Dove vedo ancora PLab...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Il morale. Il morale è quasi tutto in una O-Marathon condotta da un impiegato-panzottello. Ed ogni tanto bisogna dare fuoco alla miccia che accende il morale. Ed il piromane è PLab...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;SG: “La tua faccia non mi è nuova...” (alludendo alla sua presenza in cima al Cherle)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;PL: “Nemmeno la tua... ma dove sono le facce di tutti quelli che hai superato lungo la discesa?”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Eggiàggià... “Bussola a nord” unito ad una buona dose di fondoschiena (usato peraltro per scendere da un paio di valloni) aveva funzionato, ed improvvisamente mi accorgo di una serie di cose che fino a quel momento erano nascoste dietro un sipario di dolori muscolari e pensieri funesti: 1) che non sono più l’ultimo derelitto nel bosco; 2) che la gara praticamente si chiude al punto 24 che è l’ultimo veramente ostico fisicamente; 3) che se mi ci metto di impegno non chiuderò in 6 ore ma forse non arriverò nemmeno alle 5 ore!!! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, serif; font-size: 16px; color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, serif; font-size: 16px; "&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, serif; font-size: 16px; color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-qgAR1S_qMSs/TkEklErGIlI/AAAAAAAAASQ/Zaalu9jBdyQ/s400/Percorsi-Sfondo2%2BME.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5638828427772830290" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 282px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Adesso però devo rimetterci del mio. Punto 24 in salita; ok, si soffre ma con un obiettivo ben preciso in mente: quelle 5 ore di gara che sarebbe stato quasi ridicolo pensare all’inizio e addirittura blasfemo ipotizzare al 14esimo punto. Farfalla 25-31: via per i sentieri Stegal! Scelte “alla Bobby Fischer”, non importa se si passa e ripassa per 4 volte dalla stessa collinetta. Ora via lungo la salita di Nosellari... le energie sono di nuovo al lumicino ma non importa più, non serve a niente tenere energie... per cosa? Per lo sprint finale? “Guarda Stegal! Il punto 32 è dove c’era un punto alla 5 giorni dei Forti” dice l’omino del cervello. Il punto 33 è banale. Il punto 34... nessun problema, si arriva fino a Chiesa di Lavarone e poco importa se in una gara normale sarei passato in mezzo al bosco. Sentieri, sentieri e ancora sentieri. La salita finisce e comincia la discesa, quella che porta a casa di Davide a Carbonare. Quella che porta verso l’arrivo. L’ultima trappola al 35esimo punto con il prato che invita a prendere il sentiero sbagliato, ma dopo quasi 5 ore di gara il cervello riesce persino a vedere la carta in 3 dimensioni!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Sono quasi 5 ore di gara. “Quasi 5 ore” perchè la discesa mostra subito le fettucce dell’organizzazione, l’imbuto verso il finish. Un ultima balza del terreno e vedo l’arrivo e vedo i ragazzi dell’arrivo e loro vedono me e sento che (incredibile!) stanno dando il via alle premiazioni ed io sono lì! Chiuso la gara e bacio la stazione del finish davanti a Carlo Cristellon. L’ultimo patema è il controllo della sicard, ma l’”OK” è il suggello della O-Marathon. E mentre le premiazioni di tutti coloro che la O-Marathon l’hanno vissuta da protagonisti vanno avanti, improvvisamente mi rendo conto di una cosa che solo la sera prima, o in occasione del risveglio, o alla partenza mi sembrava quasi irrealizzabile:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="messagebody"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Arial"&gt;“Verrà il giorno in cui non sarò più in grado di concludere la OMarathon degli Altipiani nella categoria Elite... ma quel giorno NON E' OGGI !!!”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="messagebody"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="messagebody"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Arial"&gt;Ho capito solo in quel momento che ero veramente arrivato al traguardo!!! :-)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-1393113579012736131?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/1393113579012736131/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=1393113579012736131' title='7 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/1393113579012736131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/1393113579012736131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/08/o-marathon-2011-verra-il-giorno-in-cui.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-CqjeY-xal6E/TkEkSB2FwmI/AAAAAAAAASA/jZZdJ-NJKdQ/s72-c/Percorsi-Sfondo1%2BME.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-8562069711938916704</id><published>2011-08-05T05:03:00.000-07:00</published><updated>2011-08-05T05:18:27.236-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;Che cose che si scoprono...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;... uno apre il sito Fiso per vedere se ci sono notizie sulla O-Marathon, ed in alto a destra, in posizione defilata, fa capolino una Notizia Federale: "aree embargate WOC e WTOC".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci clicco sopra, compare un link ad un sito:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;http://www.woc-wtoc2014.com/ &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma allora ESISTE! ESISTE!!! E-SI-STE!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Eh si Ste! ... esiste anche un sito ufficiale. Una data: dal 5 al 14 luglio (allons énfant de la patrie...). Ci sono anche delle località ufficiali (insomma, Venezia non mi pare proprio "dietro l'angolo", ma forse è una soluzione studiata per gli scandinavi o i nordamericani o gli australiani che fin da bambini devono sciropparsi più di 100 km alla volta fosse anche solo per andare a scuola).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vedo i banner dell'Altopiano dei 7 Comuni, della Valsugana e dell'Altopiano di Lavarone, tutte località (non le uniche) che hanno fatto bene ed hanno fatto il bene dell'orienteering da quando e per come lo conosco io. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi piacerebbe capire se è già noto dove si terrà il WOC Tour per i tapascioni (insomma la 5 giorni), se è una cosa abbastanza "stanziale" o se seguirà il WOC Tour nei suoi spostamenti per il Trentino ed il Veneto... purtroppo non è indicato un Comitato Organizzatore o un contatto e-mail, ma confido nel fatto che dopo la prima comparsa di questo sito (o almeno, dopo il suo primo apparire negli orizzonti miei e penso di tanti altri orientisti) le novità ci saranno ed avremo tutti quanti una idea sempre più chiara.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel frattempo: benvenuto WOC e benvenuto WTOC! Mi salvo il link tra i "Preferiti", nella speranza che questo serva a mantenere me un orientista anche quando festeggeremo il 1° di gennaio dell'anno di Grazia 2014.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-8562069711938916704?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/8562069711938916704/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=8562069711938916704' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/8562069711938916704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/8562069711938916704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/08/che-cose-che-si-scoprono.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-2235322097735542985</id><published>2011-08-02T13:00:00.000-07:00</published><updated>2011-08-02T13:03:58.474-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-kvDU5fhko9c/TjhXmayhKgI/AAAAAAAAARY/wwATwCxrNGY/s1600/cantu_tragitto.GIF" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 288px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-kvDU5fhko9c/TjhXmayhKgI/AAAAAAAAARY/wwATwCxrNGY/s400/cantu_tragitto.GIF" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5636351251192031746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;"Forse sono troppo vecchio per correre la O-Marathon, ma non oggi!"  &lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;  &lt;!--[endif]--&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E forse c’è almeno un orientista in grado di riconoscere chi è il vero autore di questa frase, che non è nata sotto il segno dell’orienteering ma del rugby: Finn Calder, il “duro più duro” della mia Scozia anni ’80.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E’ la settimana che precede la O-Marathon. Le paure montano insieme alla attesa di qualcosa di grande; l’anno scorso ero riuscito a quasi-disintegrarmi un tendine alla Fra.G.Ori ticinese, e quindi posso esorcizzare quanto accaduto nel 2010 andando a rimembrare come ho messo a repentaglio le caviglie nell’ultimo week-end orientistico (non è tanto vero... ho fatto il tape e sono stato bene attento a dove mettevo i piedi!).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Cantù centro storico (con il tape...). Gara “promozionale europea”, che sembra un po’ un controsenso ma il titolo è giustificato dalla presenza di un gran numero di ragazzi esordienti provenienti da tanto paesi europei, a Cantù per un camp di partnership extra-nazionale. E percorso lungo che più lungo difficilmente si può: 8 chilometri secondo la misurazione di Luigi Penati che ho scaricato dal sito dell’Orienteering Como, ma soprattutto una caldazza afosa micidiale in grado di rendere ancora più bolsa la mia impiegatesca e panzollettesca corsa. Poiché ho già messo in conto di prenderle dai primi 5 della classifica, che dopo la partenza mass start si allontanano in fila indiana sulle salite canturine, me la prendo abbastanza comoda cercando di studiare il miglior percorso score possibile già una volta giunto al primo punto. Vengo però “battuto” sia dal tracciatore che dalla mia ombra.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi spiego: il tragitto previsto dal tracciatore è quello riportato in rosa sulla carta (ho segnato in blu scuro e blu chiaro i punti di controllo). Mi sembra un buon percorso, ma forse è ancora migliorabile come ha fatto il vincitore Angelo Bozzola, che ha affrontato subito la coppia più a sud di punti segnati in azzurro. E forse (non ho fatto alcun calcolo) potrebbe essere ancora più migliorabile se addirittura tutti i punti segnati in azzurro fossero affrontati come 4, 5, 6 e 7 della sequenza, in senso orario a partire da quello a sud-ovest. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Se io fossi riuscito a fare almeno la sequenza del tracciatore o quella alternativa proposta qui sopra, sarei uscito contento dalla gara di Cantù (e senz’altro nella stessa identica posizione in classifica). Quello che ho combinato invece è stato un giro senza capo né coda, andando prima al terzo punto indicato nella sequenza e poi tornando indietro a prendere il secondo, e combinandone poi abbastanza di cotte e di crude (soprattutto di cotte vista la caldazza) quando sono sbucato nella metà nord della cartina ed ho affrontato il ritorno verso l’arrivo tra i vari su e giù delle curve di livello.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma sono riuscito a salvare le caviglie (visto che ormai le metto a repentaglio pure sotto la doccia) e per questo motivo mi presenterò al via della O.Marathon in MElite al meglio (inteso come meno peggio possibile) della mia condizione. Impiegato panzottello allo sbaraglio! Se tarderò molto, confido che almeno Matteo Sandri mi verrà incontro...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per finire un po’ di ricordi di un bel mese di luglio orientistico: la foto dell’ingresso all’Einsatz Kommando Kobra di Wiener Neustadt che ha scatenato tante fantasie negli amici che hanno solo letto il racconto, poi il sottoscritto in versione “un po’ meno Kommando” ed infine una foto scattata a Nova Gorica dopo la seconda tappa della OOCup, con un tipo che Rusky potrebbe conoscere come tutti coloro che hanno dimestichezza con il canale di PokerItalia24...&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-RO7bguwJgLs/TjhXsj_71sI/AAAAAAAAARg/shJbtVaAmSo/s400/einsatz.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5636351356743440066" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 198px; " /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-BqBz8-h2yik/TjhX1BXXqLI/AAAAAAAAARo/UziGS-VNdcA/s400/uno%2Bdel%2Bkommando.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5636351502065313970" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-HpgCy45WjUU/TjhX50gorpI/AAAAAAAAARw/Lbmo0_V5LuQ/s400/max.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5636351584513863314" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-2235322097735542985?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/2235322097735542985/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=2235322097735542985' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/2235322097735542985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/2235322097735542985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/08/forse-sono-troppo-vecchio-per-correre.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-kvDU5fhko9c/TjhXmayhKgI/AAAAAAAAARY/wwATwCxrNGY/s72-c/cantu_tragitto.GIF' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-3438131633599418370</id><published>2011-07-26T14:31:00.001-07:00</published><updated>2011-07-26T14:33:07.093-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Vorrei dedicare i miei ricordi della OOCup 2011 a due personaggi di contorno della multi-days slovena: le due “sciure” che hanno gestito le iscrizioni sul posto alle categorie Open. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Antefatto. Una OOCup sui terreni impossibili di Mala Lazna (Slovenia) è sempre nei miei piani estivi, ma è pur sempre vero che tra il dire ed il fare c’è di mezzo “e il”. Il mio personale “e il” erano gli impegni di lavoro uniti ad alcune assenze non preventivate; il fatto di essere appena tornato dall’Austria mi aveva un po’ inibito le idee per una nuova immediata ripartenza... poi un invito personale mi ha fatto propendere per una presenza ridotta: dalla seconda alla quinta tappa, con iscrizioni giorno per giorno nelle varie categorie Open che, alla OOCup, risultavano abbinate alla M35 (Open1), alla W35 (Open 2) e alla W16 (Open 3).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La GOK-convocazione last minute veniva raccolta da Bibi (già in ferie), e dopo un viaggio allucinante venerdì sera fino a Gorizia eravamo pronti ad affrontare la tenzone da “esterni”, da Open, senza patemi di classifica e nessuna ambizione (quando mai?) se non quella di fare ogni giorno il percorso che più ci interessava, tenendo d’occhio sia il tempo di gara che quello atmosferico, in grado di rendere i terribili percorsi sloveni (ho già usato la parola “terribile”) ancora più impegnativi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il mio primo giorno, dunque, corrisponde alla seconda tappa. Mi presento fiero del fatto mio alla tenda delle iscrizioni sotto un cielo che non promette nulla e con un venticello “boreale” che fa pensare ad un ottobre avanzato anziché al 23 luglio... La persona in coda davanti a me perde un sacco di tempo chiedendo di poter fare la M21Elite e mal-disponendo quindi la “sciura” che fa quello che può ed anche di più per accontentare lo sciagurato. Poi arrivo io, dico che vorrei iscrivermi sul posto e chiedo due cartine Open1. La “sciura” si assicura che io sappia quello che sto facendo: il suo inglese è ottimo e mi chiede se conosco il tipo di terreni, le pendenze, eccetera. La nuova tattica “DiPace che va ad affrontare Jorgen Martensson” prevede che a quel punto io tiri fuori la mia si-card personalizzata... e con quella rabbonisco la sciura che prende nota del nome mio e di Bibi sul percorso Open1. Lascio una mezz’ora di vantaggio a Bibi, e poi mi presento in partenza nella faggeta slovena: qui c’è “sciura2”, simpaticissima e bardatissima in giacca a vento, che mi accoglie con un largo sorriso, prende nota del fatto che “sciura1” non mi ha dato alcun pettorale, del fatto che dall’arrivo non le hanno ancora aggiornato la griglia degli iscritti sul posto e prende infine nota del nome e cognome. Mi chiede la categoria e quando rispondo “Open1” si assicura che io sappia il fatto mio e a cosa vado incontro. Al mio “Tutto ok!” mi fa timbrare la stazione di partenza e con uno squillante “Good luck!” mi affida al bosco.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il bosco di Mala Lazna... è il bosco di Mala Lazna! La cartina è abbastanza terrificante ma molto precisa, le rocce e roccette sono in numero infinito, le depressioni sono in numero infinito-fratto-due ed il percorso labirintico è più simile ad una middle che ad una long. La concentrazione è quella che è (in fondo sto facendo una Open...) e quindi dalla 3 vado alla 6, senza perdere molto perchè è quasi in mezzo, e dalla 4 vado verso la 7 perdendo un paio di minuti e forse di più. Dopo l’eterna tratta 10-11, fatta aggirando il montarozzo, succede una cosa buffa mentre navigo in bussola verso la 12: sento improvvisamente nel bosco risuonare il mio nome “Galletti!”. Mi giro e vedo Bibi. Mi sta seguendo da qualche minuto ma non mi ha visto punzonare la 11... si è accorta che la mia navigazione non seguiva più il percorso verso la 11 ma adesso ha bisogno di sapere dove si trova per andare a trovare il punto. Penso di essere nell’unico posto dove non so esattamente dove sono ma solo verso dove sto andando, quindi decido di metter via la cartina e di tornare indietro per rifare la 11 e concludere con lei la gara facendole un po’ da “shadow”. Mentre torno sui miei passi sento un’altra voce “Galletti!”... solo che Bibi è alla mia destra! Vengo sfiorato per un istante dal fatto che sono in preda al delirio, quando davanti a me appare provvidentemente Bea Arn sul sentiero... era stata lei a chiamarmi! Dopo una gara così, riesco infine a stornarmi di brutto una caviglia... sotto la doccia!!!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Secondo giorno e terza tappa. Su Mala Lazna piove sotto forma di acquazzoni, ma soprattutto il vento si è rinforzato e la temperatura è di 7 gradi (a mezzogiorno del 24 luglio!). L’idea è quella di correre in Open2, e Bibi in Open3; devo cambiare idea quando scopro che ho dimenticato le scarpe da corsa e mi ricordo che, a causa della pioggia, non sto calzando le scarpe da tennis ma le scarpe che avevo in ufficio... poco male: mi iscrivo anche io in Open3! (le immagini del sottoscritto in tuta da orienteering e scarpe da passeggio in giro per Mala Lazna semplicemente NON ESISTONO!!!). La sciura della tenda iscrizioni mi vede arrivare per la seconda volta:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sciura: “Sei tornato, allora... Open1?”&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Stegal: “Certo che sono tornato... però Open3”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sciura: “Era difficile ieri, vero?” (come dire “ti avevo avvisato”)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Stegal: “Fattibile, ma oggi ho dimenticato le scarpe...”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A quel punto la faccia della sciura diventa di vetro... ha già capito che sta parlando con un tipo poco raccomandabile.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Accompagnato verso la partenza dagli incitamenti di Roland Vogl che ha visto le mie scarpe, rassicuro anche Sciura2 in merito al fatto che posso fare la gara W16 anche con quelle ed affronto il mio percorso W16 “à la papà Grassi”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Breve inciso: tutti gli orientisti lombardi che sono passati dalla categoria HC hanno una leggenda da raccontare su papà Grassi. La mia risale a metà anni ’90 in zona Sesto Calende: io, giovane ed inesperto, a correre a destra e a manca senza testa; papà Grassi a camminare da un punto all’altro sullo stesso percorso, arrivando sui punti ogni volta prima di me, o insieme a me, mai dopo. Questa leggenda l’ho sentita raccontare anche da PLab, da Alessio Imberti, da altri. Bene: la mia W16 è stata una gara “à la papà Grassi”, con le ragazzine scandinave che correvano attorno a me ed il sottoscritto, sulle rocce di Mala Lazna con le scarpe da passeggio, a fare spesso da punto di riferimento: per la lanterna 99, dove faccio il miglior tempo di categoria (!), una ragazzetta mi urla il numero in tutte le lingue conosciute finché persino le sue compagne di treno le intimano di moderare i toni (o, almeno, io l’ho capita così).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Lascio perdere il caos che creiamo alla tena dello scarico si-card, dove i nomi miei e di Bibi compaiono già una volta sotto la voce Open1 e adesso li devono aggiungere alla voce Open3... ad un certo momento il (competentissimo e gentile) addetto comincia a cancellare dati e mi pare che così facendo faccia sparire in un colpo solo anche Giacomo Barbone...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Intanto la caviglia sembra aver tratto giovamento dal trattamento robusto inflitto dalle rocce di Mala Lazna.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Terzo giorno e quarta tappa. La pioggia sembra cessata anche se fa ancora molto freddo. Mi assicuro di avere con me le scarpe giuste e per la terza volta mi presento alla tenda iscrizioni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sciura: “Ma sei ancora qui?”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Stegal: “Certo... faccio le iscrizioni giorno per giorno (come previsto dal volantino n.d.r.)”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sciura: “Open1 o Open3?”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Stegal: “Oggi Open2... grazie”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Lascio la solita mezz’ora di vantaggio a Bibi e mi presento in partenza. Qui c’è Sciura2 che mi chiede sorridente “Oggi Open1 o Open3?” “Open2, grazie”. Ormai Sciura2 conosce i nomi miei e di Bibi a memoria, solo che per qualche motivo ci chiama “Borroni Stefano” e “Galletti Roberta”...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La Open2 sarebbe la W35, ed in effetti sulle prime 6 lanterne che faccio lentamente ma benino mi trovo talvolta circondato da ragazze delle categorie master. Alla 6, una roccia in mezzo a mille rocce in trenino con Tim Tett (campione mondiale master 2010 e finalista alla ko-sprint di Asiago), sento una voce alle mie spalle “Adesso voglio proprio vedere dove sta quella lanterna!”: è Bibi che, piuttosto affranta, sta affrontando il punto per la N-esima volta. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Piuttosto che vederla ritirata, affrontiamo le restanti 12 lanterne insieme; il percorso è effettivamente abbastanza duro, ma a me la carta di gara piace molto e ci sono sempre buche e depressioni evidenti alle quali appoggiarsi per trovare conforto sulla propria posizione. Forse il mio ritmo controllato (per me) tira un po’ troppo il collo a Bibi che minaccia di mollare alla 16, ma alla fine con un po’ di incitamenti (e di insulti) arriviamo insieme al traguardo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quarto giorno e quinta tappa e bisogna pensare anche al viaggio di ritorno. Bibi propende per la Open3 ed io scelgo la Open2, dove sfiderò Anka Kuzmin e Clizia Zambiasi. E come al solito mi reco alla tenda delle iscrizioni ad affrontare la sciura...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sciura: “Ma sei qui anche oggi?” &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Stegal: “Certo... vorrei acquistare una Open2 ed una Open3”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sciura: “Fammi capire: tu sei venuto qui tutti i giorni, e tutti i giorni al mattino hai scelto che categoria fare in base alla lunghezza, al dislivello, alla difficoltà...”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Stegal: “... alle scarpe...”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A quel punto la sciura si fa una gran risata e tutto finisce in gloria con il consueto “Buon divertimento!”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Anche se i percorsi sono diversi, lascio la solita mezz’ora di vantaggio a Bibi e poi vado alla mia partenza... dove ovviamente mi aspetta sorridente Sciura2 (che, avendo visto passare Bibi, aveva già capito l’antifona...).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sciura2: “Open1, 2 o 3?” (sembra Mike Bongiorno con le buste, isn’t it?)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Stegal: “Open 2, grazie”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sciura2: “E ti chiami Galetti Stefano, giusto?”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Stegal: “Si, giusto!” (no, è appena appena sbagliato, ma figuriamoci se mi metto ad eccepire... io, e chiunque altro, saremmo stati in grado di memorizzare al volo un nome sloveno?)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ancora una volta sento risuonare in italiano uno squillante “Buona fortuna!” e prendo il via. La carta è in scala 1:10.000, ed ho qualche minima difficoltà perchè ormai è tutto il mese di luglio che corro sulla 1:7.500. Sento la competizione perchè quando ho qualche difficoltà, soprattutto fisica, mi sembra di vedere Clizia o Anka che mi sfilano sulla destra correndo più di me, quindi cerco di mantenere alta la concentrazione per vedere se almeno me la potrei cavare a livello “W35”...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Purtroppo in uscita dalla 8 il bosco sloveno reclama il suo tributo: metto un piede su un albero a terra che è bagnato fradicio, istantaneamente pattino come sul ghiaccio ed il mio fianco sinistro finisce per frantumarsi contro una roccetta affiorante... domani avrò il fianco sinistro viola e di tutti gli altri colori. Controllo di non essermi rotto nulla, e seppur con forti dolori riprendo la strada per la 9. Solo che, ovviamente, vado più lento e quindi anziché arrivare al punto di attacco della 9 resto corto in incrocio di sentieri identico; qui la concentrazione torna a salire: piuttosto che fare una mega-cappella, decido di spostarmi all’esterno verso una zona sicura. Se ero sul punto d’attacco giusto, torno indietro; se stavo facendo un errore di parallelo, ho modo di rimediare. Giusta la seconda! Dopo la tratta lunga per la 9, le ultime 6 lanterne sono quasi “middle” sempre tra le rocce e le depressioni. Il fianco mi fa male ma non così tanto e posso concludere anche la mia quarta giornata alla OOCup... adesso resta solo un ultimo compito: scovare gli split times e vedere cosa hanno combinato Anka e Clizia!!! Sia mai che scopro di essere una donna W35 competitiva :-)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-3438131633599418370?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/3438131633599418370/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=3438131633599418370' title='15 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/3438131633599418370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/3438131633599418370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/07/vorrei-dedicare-i-miei-ricordi-della.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-5754944415121584592</id><published>2011-07-18T10:55:00.001-07:00</published><updated>2011-07-18T11:01:35.457-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Inu6ZNpwDcI/TiRzprcU77I/AAAAAAAAAQY/Xd2NjwrDFc8/s1600/einsatzkommando1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 265px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Inu6ZNpwDcI/TiRzprcU77I/AAAAAAAAAQY/Xd2NjwrDFc8/s400/einsatzkommando1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5630752593993330610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Sei giorni di Austria, ovvero come colmare un vuoto nel mio palmares.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Tra i miei difetti non c’è quello di essere permaloso (astenersi da commenti, grazie!), ma di essere un po’ “elefantone”... quello si. Gli elefanti non dimenticano mai niente, o quasi, ed era difficile dimenticare che due compagni di mille avventure orientistiche come PLab e Bibi avevano partecipato alle gare del WMOC disputato nel Nieder Osterreich ed io no. E poiché quelle carte campeggiano persino incorniciate sui loro “muri della gloria”, e dei racconti di quelle gare sono piene le lunghe serate invernali, ecco che io non aspettavo altro che l’occasione per poter pareggiare i conti, o almeno portarmi sull’1-2 al posto di uno scomodo 0-1 senza possibilità di replica.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quando hanno cominciato a comparire i primi volantini della 6 giorni di Austria 2011, ecco che è stato fissato il primo appuntamento estivo con le multi-days. Grandi aspettative da parte mia: boschi da favola da affrontare, una prudenziale H40 con tracciati tecnici sui quali sciorinare il meno peggio di quanto appreso in questi 18 anni, qualche avversario più o meno noto con il quale andare a vedere l’evoluzione della classifica (almeno per quanto riguarda le parti basse della stessa). E quando domenica siamo arrivati al ritrovo di Aspang Markt, tutte le aspettative sono state confermate da una organizzazione veramente buona, addirittura sovrammisurata rispetto ai circa 900 iscritti arrivati a Wiener Neustadt (credo sinceramente si aspettassero un afflusso maggiore... io non ho visto lacune nell’organizzazione ma mi pare che rispetto ad altre occasioni ci sia tanto tempo per tutti i volontari per fare le cose con calma, prendere i loro pasti, sistemare anche le virgole...). &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Prima tappa ad Aspang Markt, la gara “two scales”: una prima parte di gara in una zona cartografata al 7.500 e poi spostamento in una zona più dettagliata nella quale si passa improvvisamente al 4.000. Bello, vero? Però i casi sono due: o sono diventato troppo schizzinoso io (eppure le gara a Platak e Kastav sono abbastanza recenti) oppure in questo periodo ho voglia di correre solo nei boschietti delle fate e dei coniglietti col ciuffo bianco sul codino... La carta di gara copre un collinozzo boschivo nel quale si intervallano parti di bosco ad amplissima percorribilità ed altri decisamente verdi: peccato solo che sul suddetto collinozzo ci siano veramente pochissimi dettagli e che quindi la gara si sviluppi per lo più in ampie galoppate lungo facili linee conduttrici (sentieri). Il caldo opprimente fa il resto, ed al terzo punto in salita già non ne ho più voglia ed energie dopo che il primo punto si è rivelato un tranquillo trasferimento di 11 minuti (per i miei tempi) prima a scendere lungo un sentiero + strada per almeno un chilometro e poi a risalire quella quindicina di curve di livello lungo il fosso in cima al quale c’è la mia prima lanterna. La mia fortuna è una intuizione: prendere il contenuto della borraccia e, anziché bermelo, usarlo per farmi una mezza doccia. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-L2RGINaQUIQ/TiRzt4K-2mI/AAAAAAAAAQg/JJ7Tfp2R5rQ/s400/6DAustria2011-1-Aspang%2Ba.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5630752666129717858" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 279px; height: 400px; " /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Riesco a riprendere fiato e controllo ed arrivare senza infamia e senza lode al punto di “cambio scala”; qui bisogna per prima cosa girare la carta sull’altro lato, capire dove ci si trova e ripartire abituandosi al fatto che i punti ora vengono letteralmente addosso sulla scala 1:4.000. &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-5ipVqu2NY_I/TiRzx5U4vXI/AAAAAAAAAQo/Y4Tl-fBh2OQ/s400/6DAustria2011-1-Aspang%2Bb.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5630752735159172466" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 279px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;I primi 3 punti sono in una zona che sembra la carta di Roncegno, con mille avvallamentini in ognuno dei quali c’è una lanterna all’inizio, alla fine, in mezzo o in almeno due punti. Divertente (ed ecco spiegata la necessità della scala ridotta) ma troppo breve: per arrivare al traguardo infatti occorre tornare sulle pendici del collinozzo, che si rivelano essere o un verdone spinto verso il “3” da attraversare a testate per arrivare ai pochi dettagli dove sono collocati i punti, o un semiaperto schifosissimo tipo canneto, sul quale il commento di giornata più sobrio è quello di Giorgio Tettamanti (Scom Mendrisio) “Chi ci è passato per primo è un eroe...”. Insomma, se questa era l’area di gara che tanto anelavo, ero andato proprio a cercarmi le padelle o le braci.&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La seconda tappa si disputa a Santa Corona, ed è una tappa bingo non fosse altro per le modalità di arrivo al ritrovo, con trasferimento in quota tramite funivia a “monoseggiola” molto lenta e con tempo di trasferimento quindi unpredictable... Partenza ancora più in quota, in cima ad un pascolo alpino attorno ai 1500 metri di quota, e primi punti decisamene facili. Quando mi accorgo che la quota sta facendo il suo effetto nefasto, che il percorso non mi pare nulla di che (secondo punto: albero isolato accanto – un metro – ad un sentiero), che la mia condizione fisica è veramente deficitaria, arriva il salvataggio.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-TLdD2w_-8e8/TiRz273pJzI/AAAAAAAAAQw/dafAY4p5foo/s400/6DAustria2011-2-St%2BCorona.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5630752821741168434" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 285px; " /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Non so chi sia ma lo ritroverò. Corre con una tuta rosa e gialla con la scritta “MONA” sulla schiena (astenersi da commenti, grazie!). All’inizio lo scambio per uno spagnolo, ma deve essere scandinavo, e comunque dello scandinavo ha i lineamenti che lo fanno sembrare più simile ad un fotomodello che ad un orientista... la mia domanda è “che ci fa questo nei boschi a farsi spatassare la faccia dai rami?”. Infatti quello che succede nelle tratte 4-5-6 è che cominciamo a tirare in mezzo al verde, ora l’uno ora l’altro, curandoci a vista e spesso superandoci nel verdone. Ed il ritmo di gara sale di brutto ed io comincio a capire che la seconda parte di questa tappa long è una vera e propria middle molto tecnica in mezzo alle rocce, ai dettagli, con tantissimi cambi di direzione e tratte cortissime! Alla 6 “MONA” scompare improvvisamente, così come era arrivato sul mio percorso, lasciandomi con una gran carica ed una gran voglia di abbattere questo percorso a zuccate e di non farmi prendere dallo sconforto. Sento ancora i morsi della fatica e della salita, ma per qualche motivo questi entrano nella directory “Non me ne frega un c...o!” perchè l’attenzione è tutta al prossimo punto, alla prossima uscita dal punto, al prossimo attacco al punto. Vengo a capo con 3-4 minuti di errore della complicata zona sassosa, sbatto sulla 11 nel bel mezzo del nulla, attacco io la 12 e la 13 portandoci una mandria di persone tra cui quel Tony Musone che diventa il nostro bersaglio preferito... poi 14, 15, la 16 è sopra il traguardo, la 17 è ancora più vicina, la 18 è in vista traguardo, sto arrivando sulla 19 che è l’ultima lanterna e sono lanciatissimo... ma ecco che da destra si avvicina Bibi che ha l’attacco alla 100 da un’altra direzione! Purtroppo per lei... Contatto! Collisione!!! Non si guarda in faccia a nessuno!!!!! Punzono la 100 e piombo sul traguardo cercando di non schiantarmi al suolo nella “compressione” tra il discesone e gli ultimi metri in piano (cosa che non riuscirà ad un estone che verrà giù dalla discesa in perfetto stile Martin Hubmann e si schianterà a 10 metri dal traguardo, accolto dal grido “deve morire!”). La posizione di tappa dice 16esimo su 25, ma soprattutto esco da Santa Corona con la sensazione di aver fatto molto bene i miei 98 minuti di gara.&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Terza tappa, troppo bella! Intanto la sede della gara: è a Wiener Neustadt, ed è l’area dove si allena l’Einsatz Kommando “Kobra”... cioè il reparto scelto dell’antiterrorismo austriaco!!! Una area aperta, completamente piatta o quasi, disseminata di buche (cosa le avrà provocate?), di bunker (a che servono?), di cavalli di frisia, di collinette a forma di ferro di cavallo (per che cosa le useranno?). Un bosco piatto con pochissimi dettagli come antipasto (5 punti) e poi 23 lanterne in un piatto unico semiaperto nel quale far viaggiare le gambe, fare un azimut, vedere gente che entra ed esce dalle buche come nemmeno quelli della Brigata Sassari. Prima della partenza, al di là di recinzioni elettrificate e guardate a vista con telecamere, passano un paio di elementi muscolatissimi e con una faccia da “The Expendables”...&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-_lXakWNIqNM/TiRz7pJuOkI/AAAAAAAAAQ4/bHlWe4udU0I/s400/6DAustria2011-3-Wiener%2BNeustadt.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5630752902616070722" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 285px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Insomma, un terreno sul quale IO fare sia i campionati sprint che i campionati middle. C’è persino una pista da motocross che, per la mia altolivellatissima cultura cinematografica, sa molto di Chuck Norris in “Delta Force”. Il caldo è una variabile da non sottovalutare, ma dopo una partenza prudente riesco a mettere insieme 5 o 6 lanterne fatte proprio benino appena all’ingresso dell’area aperta. La carta è in scala 1:5.000, ed ogni uscita dal punto è in pratica già l’attacco al punto successivo; vengo a capo decisamente bene del “bunker” al punto 18, dove porto dentro un pattuglione di orientisti che vagano lì attorno, ma nelle ultime tratte lunghe (lunghe per il format di gara) mi mancano le forze e vengo ripreso e superato dal tedesco che era partito prima di me e che avevo staccato proprio al bunker. Con le ultime forze e con un po’ di cattiveria agonistica (... “The Expendables”...) riesco a rosicchiargli metro dopo metro nella tirata verso la 27, e da lì al traguardo è uno sprint di 250 metri sul quale lo stacco... di 24 secondi!!! Il fatto di trovarmi in classifica in 14esima posizione, con 4 secondi di vantaggio sul 15esimo, mi darà uno stimolo in più per andare a cercare gli split times... almeno quelli delle ultime tratte.&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Troppo divertente... spero che la foto all’ingresso dell’area dell’EinSatz Kommando “Kobra” sia venuta bene :-)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La quarta tappa arriva dopo il giorno di riposo, ed è quanto mai gradita. La gara di Grimmenstein si rivelerà essere la “riserva” ovvero il tappabuchi reso indispensabile dalla impossibilità di correre due volte a Bad Fischau sulla carta delle qualificazioni dei WMOC austriaci. Il trasferimento in zona gara è abbastanza “svizzero” in quanto o ci si smazza quasi 6 kmsf per arrivare in partenza o si prende un agile autobus sul quale ci si schiaccia peggio che in metropolitana (o “squeeze” come dice il simpatico statunitense del Chicago Orienteering che con me si siede praticamente in braccio all’autista...). La partenza è ulteriormente terrificante, visto che nella caldazza austriaca non trovo niente di meglio che scalare subito quelle 15 curve di livello che mi separano dal primo punto! Il risultato è prevedibile: vengo raggiunto attorno al terzo punto dal mio immediato inseguitore, un simpatico (?!?) tedesco di pochissime parole subito ribattezzato “l’impiegato del catasto teutonico” per l’abbinata panzetta+occhialini in perfetto stile “impiegato panzottello italiano”.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-r4HnZYsRUmE/TiR0AIK02LI/AAAAAAAAARA/M8uLHaVlUyc/s400/6DAustria2011-4-Grimmenstein.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5630752979661674674" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 285px; height: 400px; " /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Oddio... raggiunto... la gara assumerà fino al punto 14 un andamento ad elastico con il sottoscritto davanti ed il tedesco dietro di 20-30 metri (in pura versione “ombra”). A me non sembra che lui vada tanto forte, ma il pur dando il massimo per staccarlo non ci riesco; il che vuol dire che quello le gambette le muove sempre, ma che in fondo il sottoscritto non è quel fulmine di guerra che crede di essere...&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Alla 14, dopo qualche lanterna nell’inferno di rocce del Kulmriegel, non oso attaccare dal basso un punto che si rivela essere in fondo ad un terrificante vallone. Vedo il tedesco arrivare dal basso e capisco di essere stato superato. La discesa verso la roccia dove c’è la 14 è da fare in corda tripla, tanto che io ed un austriaco dobbiamo protenderci per acchiappare al volo una ragazza dell’Attunda SK che viene giù troppo veloce e rischia di finire a fondovalle... la risalita verso la 15 è altrettanto penosa ma, nel primo vallone in uscita dal punto, trovo il mio avversario tedesco che si guarda in giro (anche verso il cielo) completamente perso. E’ con un gesto di grande eleganza e sportività misto ad un invisibile “Tié” che gli faccio segno che la lanterna è dietro di me, e comincio la fuga... La 18 e la 19 sono un invito a cena con l’assicurazione sportiva, visto che bisogna veramente andare giù “a vita persa” sul terriccio molle... ed Attilio pianterà un volo da lasciarci la pelle, salvato ed accudito in extremis da Roland Pach (CA Rosé) e Libor Laznicka (SKOV Zlin) che oltre a riuscire a rimetterlo in piedi non se ne vanno dalla zona finché Attilio non da segni di ripresa ... APPLAUSI!!!! &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Poi sostanzialmente la gara è finita, perchè le tratte successive hanno sentieri ben marcati come appoggio o autentiche autostrade di tracce che portano da un punto all’altro; è soltanto per un netto calo fisico dopo i 100 minuti di gara che non riesco ad allungare ulteriormente sul tedesco, anche se all’arrivo gli ho ripreso i 3 minuti di gap alla partenza con l’aggiunta di altri 5 guadagnati da me nella parte dalla 15 alla 21.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quinta tappa. Finalmente Bad Fischau. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-5gn_sov27ik/TiR0D9cQRmI/AAAAAAAAARI/WUcQtslrTlg/s400/6DAustria2011-5-Bad%2BFischau.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5630753045501462114" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 279px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Con Witzelsberg (sesta tappa) il motivo per il quale siamo venuti fin qua. Ed è un motivo che, a conti fatti, si rivelerà azzeccatissimo. La gara di Bad Fischau ha il titolo “Demanding”. Si. Demanding, E’ quello che dico a fine gara al boss dell’organizzazione: io DEMANDING di correre un’altra volta nello stesso posto. Anche sotto l’acqua, come nella quinta tappa, se necessario. Il posto è stupendo. Il bosco è stupendo. Il tracciato middle è stupendo. Il vincitore mi raggiunge alla 11 ma fino alla 15 non riesce a staccarmi perchè le difficoltà tecniche del percorso rallentano i “cavalli” consentendo anche a me di viaggiare a buona velocità. E si corre molto spesso sul muschio, in un ambiente che mi ricorda il bosco di Cavareno e che fa dire alle mie gambe “Si! Oggi anche noi siamo in grado di correre!”. Si ingaggia battaglia da un punto all’altro con un concorrente, poi ci si stacca e si ricomincia con un altro, in un delirio gioioso di attacchi al punto, di microscelte, di uscite dal punto... Ogni lanterna mi appare per una volta proprio dove me la aspetto (qualche indecisione solo su 9 e 11, ma forse per troppa sicurezza), e piombo per una volta sul traguardo stra-felice in 58 secondi più di 1 ora. Ovvero torno a correre, incredibilmente, sotto i 9 minuti al kmsf! L’organizzatore mi dice che anche la quarta tappa avrebbe dovuto essere a Bad Fischau ma che, a percorsi già disegnati e paletti marcatori posati sul terreno, non gli hanno più dato il permesso: è un vero peccato, ma spero veramente di avere un’altra occasione per correre in un osto così magico... magari la long distance che mi hanno tolto per spostarla a Grimmenstein (gli dico subito che avrei rinunciato più che volentieri alla gara di Aspang!).&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sesta tappa. Si va a Witzelsberg. Sede della finale long distance dei WMOC di qualche anno fa. Il titolo della gara è “Chase”, caccia... ma il profilo dei percorso è “very demanding”. Che se fa il paio con Bad Fischau, sono più che contento. Il problema però è un altro: dopo 5 giorni di gare tirate, le energie sono veramente la lumicino. Tutti in auto dicono di essere in forma più che ad inizio 6 giorni, mentre io mi sento proprio in debito di forze. Alla partenza di una gara che misurerà quasi 11 kmsf, ci sono i nostri compagni di viaggio di questa multi-days: davanti a me parte Libor Laznicka, ma per come mi sento ho poche speranze di andarlo ad acchiappare. Infatti la prima tratta mi toglie subito ogni velleità: lunga e con dislivello e con tanti valloni da aggirare. Decido subito di mettere a tacere la componente agonistica e cerco di limitarmi all’essenziale nelle tratte fino alla 8 in mezzo ai valloni... Alla 9, lo shock che rischia di vanificare tutta la 6 giorni: seguo tutti i valloni per benino ed arrivo al mio avvallamento a forma di cuore dove trovo una bella lanterna “206” ed altri due orientisti che arrivano da destra. Piccolo sprint per precederli sul punto, rapida punzonatura e via verso la tratta lunga... per qualche motivo controllo il codice della 10 anche se è lontano e mi cade l’occhio sul codice del punto 9... ed ecco che un piccolo tarlo si fa largo nella mia mente obnubilata dalla fatica! Era il codice giusto o no? Mi sto allontanando... sono stanco... devo tornare indietro e farmi quasi 100 metri in più di strada? Mi fermo e torno indietro. Torno sul punto: guardo il codice “206” e la mia descrizione “205”. Controllo meglio: “206” vs. “205”. Possibile che abbiano sbagliato a posare? Arriva una ragazza... fa per punzonare... “Scheise!” esclama. Si gira di 90 gradi verso est e comincia a scendere. La seguo e dopo pochi passi compare un altro avvallamento a forma di cuore, apparentemente identico, con una lanterna “205”! Immediatamente ringrazio il mio ori-angioletto custode, e penso che con me lo faranno un sacco di orientisti che sono incorsi nello stesso errore (e tutti lo racconteranno increduli e sbalorditi, ed ognuno racconterà un motivo diverso grazie al quale è riuscito a non incorrere in una P.M.).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-d92chpEqJcg/TiR0IH41o6I/AAAAAAAAARQ/3zBTWgKm8h8/s400/6DAustria2011-6-Witzelsberg.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5630753117025182626" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 285px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;A quel punto la gara è quasi finita, anche se è ancora molto lunga: sono incorso nell’errore più grosso che potevo fare e me la sono cavata per il rotto della cuffia; dalla 9 alla 10 la benzina finisce del tutto ed è solo grazie ad una buona componente di c...o (fortuna) e di orienteering ormai connaturato nell’inconscio che trovo i punti. Finisco lungo sulla 12, e quando la trovo indico ad Eva del WN Wiener dove ci troviamo (anzi... le lascio la carta in mano e le dico di raccapezzarsi con comodo...). La 13 mi compare davanti solo lei sa come, perchè davvero mi sto muovendo stile zombi, come pure la 14 che si giova della presenza di un vicino ristoro...&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il vaccatone sta arrivando, puntuale, alla 15 attorno alla quale giro per 5 minuti con un altro tedesco (che precederò poi di pochi secondi in volata) in un profluvio di disboschi e di sentieri tracciati dalle ruote dei trattori. Ma nelle lanterne successive si respira l’aria del rientro alla base, e poi sono le ultime della 6 giorni e bisogna farle bene... eccezione alla 20, dove trovo una erede della dinastia Kradischnig completamente persa (e per rimetterla in strada mi deconcentro io) ed alla 21 dove faccio un po’ il giro di tutte le buchette della zona. Trovo la 22 nonostante io pensi di essere sul sentierino lungo (ed invece sono su quello corto che mi porta proprio addosso al punto) e qui supero definitivamente il tedesco dell’OK Gittis che mi è tornato sotto alla 21. Da qui è sprint fino all’arrivo, e la spinta che arriva dall’avversario teutonico è sufficiente per superare nel pratone tra la 24 e la 25 anche un danese di Aarhus che se possibile è ancora più sfinito di me.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Poi passerò la mezz’ora successiva seduto, a guardarmi in giro in totale debito di energie ed a sentire le parolacce dei miei piedi che me ne dicono di tutti i colori. Ma energie a zero e piedi roventi sono solo una componente insignificante di questa 6 giorni di Austria, che mi lascia con un senso di pienezza di soddisfazioni per i terreni ed i tracciati ed il divertimento offerto, e con un senso di rammarico perchè mi chiedo se e quando avrò ancora la possibilità di andare a correre su quei terreni.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-5754944415121584592?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/5754944415121584592/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=5754944415121584592' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/5754944415121584592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/5754944415121584592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/07/sei-giorni-di-austria-ovvero-come_18.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Inu6ZNpwDcI/TiRzprcU77I/AAAAAAAAAQY/Xd2NjwrDFc8/s72-c/einsatzkommando1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-6300251871781957065</id><published>2011-07-05T08:01:00.000-07:00</published><updated>2011-07-05T08:04:34.340-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;In questa pagina del diario vorrei in tutta sincerità celebrare alcuni orientisti che, con tutta la buona volontà che posso metterci, non potrò mai nemmeno lontanamente imitare: gli o-bikers. Ho avuto il privilegio di essere chiamato da Beppe Ceresa a fare da speaker alla Due Giorni della Valle del Lanza che assegnava i titoli italiani a lunga distanza e a staffetta di MTB-O e, dopo che nel 2010 ero stato costretto a rifiutare l’invito di Carla Balma a Villarbasse per precedenti impegni, ho pensato che avrei potuto andare a vedere con i miei occhi le evoluzioni di una disciplina che ai primordi mi aveva visto tra i suoi adepti...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;(da qui in avanti è SHAron D. OWen che parla, quindi ci si riferirà a Stegal in terza persona...)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Giàggià! Infatti Stegal è stato in un lontano passato un o-biker, in un epoca nella quale i vari Giaime Origgi e Mario Ruggiero e Luca Dallavalle e Laura Scaravonati ancora pensavano solo a pestare forte sui piedi, lui già frequentavo i campi di gara della MTB-O. Soprattutto in Trentino ed in Veneto. Sembrano passati mille anni da quando prese parte alla Due giorni di Santa Colomba tutta dedicata alla MTB-O in una delle carte più belle d’Italia (per lui!), e addirittura andò fino a Mussolente... dico: Mussolente!... per vedere come Andrea Rinaldi stava gestendo il Campionato Italiano da delegato tecnico; quella volta si portò dietro anche Bibi (ma fu veramente l’ultima volta), 542 chilometri andata e ritorno solo per fare una Open Lungo!!!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il fatto è che a Stegal sarebbe sempre piaciuto diventare un biker... la sua testa è infarcita di epopee sulle due ruote... Parigi-Roubaix, muri delle Fiandre, il Passo Gavia del 1985... ma i suoi problemi quando si avvicina ad un velocipede sono facilmente riassumibili così: lasalita ladiscesa lasalitaripida ladiscesaripida ilfondosconnesso ipedali ifreni lequilibrio nonècapace nonèpropriocapace diandareinbicicletta fafatica faunafaticaimmonda hapauradeisassi hapauradelterrenosconnesso nonècapacediandareavanti non ècapacedifermarsi nonècapacedifrenare esoprattuttoappenasaleinbiciglifannounmaleboialepalle!!! (quelle due cose ovoidali che stanno sopra la sella e sotto il sedere...).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Insomma: ha bisogno delle due rotelline di dietro che ormai non usano più nemmeno i bambini! Per questo la sua stima per gli O-bikers è cresciuta a dismisura durante il fine settimana comasco. Perchè, che a lui piaccia o no, questi qui TENGONO UN “MANICO” GROSSO COSI’!!! D’altra parte non si potrebbe dire diversamente: in salita si va più piano ma bisogna trascinarsi dietro il peso proprio e del velocipede su un terreno sconnesso che al minimo sobbalzo perde aderenza col terreno e hai voglia a pedalare nell’aria... in discesa si prende la velocità del suono in un amen ed intanto bisogna tenere d’occhio la strada, il terreno, i sassi, le buche, si rischia l’osso del collo ad ogni pedalata! C’è sempre un ostacolo dietro l’angolo, un altro biker che arriva, bisogna far andare quel maledetto aggeggio a ruote a tutta velocità e contemporaneamente studiare la rotta, stare sui pedali in equilibrio precario, evitare di ammazzarsi...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ecco perchè nel caso degli o-bikers si parla di vero e proprio “MANICO”. Anche quando si guarda l’arrivo delle gentili fanciulle che, insomma, sembrano talvolta delle Paola Pezzo ad Atlanta ’96! E dopo aver reso omaggio al loro coraggio ed alla loro bravura, bisognerebbe anche dire qualche cosa su questa disciplina dell’orienteering che conta un certo numero di eroi ed eroine ma che ha veramente un numero esiguo di praticanti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sembra di vedere una piramide rovesciata: in cima stanno i Ruggiero, i Mogno, gli Origgi, i Forabosco, i Gaspari, i Dallavalle (proprio “i”), i Turrà ed i Bethaz e poi le Scaravonati, le Cipriani, le Varotti, le Zoppé... insomma QUELLI E QUELLE COL MANICO! Dietro, però, almeno a giudicare dal numero di staffette presenti al sabato (ma anche in parte dal numero di singoli iscritti alla domenica) sembra che ci sia un bel vuoto: insomma, prima o poi Silvia Simoni, Pamela Gaigher, Eleonora Donadini e Maria Silvia Frangi, e poi tutti i Bettega che hanno animato le classifiche giovanili maschili, passeranno nelle categorie assolute. E a quel punto che si fa? Anche Sammy Curzio, Marco “motore” Guizzardi e Marco Bonazzi sono già da categorie assolute... &lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Certo, Stegal non è un aficionado dei Campionati Italiani MTB-O, ma da un po’ da pensare il fatto che un paio di spingi-bici della categoria M35 sarebbero riusciti a conquistare l’argento a staffetta semplicemente spingendo il velocipede da un punto all’altro e senza nemmeno mettere il popò sul sellino (e complimenti a Sbrambi e Grilli, neo campioni italiani M35, a Remox e ad Andrea Visioli che ha spaccato la sicard, ed a Cisky che ha condotto la prima frazione della staffetta pur sapendo di non avere il secondo frazionista ad attenderlo).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Forse i Campionati Italiani di questa disciplina diventeranno sempre di più un affare “locale”? Ci saranno sempre in tutte le categorie diverse dall’Elite un paio di staffette (almeno un paio di staffette è da sperare!) di “believers” che andranno ovunque a contendersi la medaglia d’oro. Ma non si corre il rischio che alle spalle ci siano solo atleti locali in grado, a seconda della collocazione geografica della competizione, di conquistare una medaglia per fare lustro alla società e di dimenticarsi poi di questa disciplina fino alla prossima occasione propizia? Credo che una situazione come questa dovrebbe far riflettere, e non poco, la Fiso che sta organizzando i Campionati Mondiali 2011; perchè la fatica e l’impegno che ci stanno mettendo tutti gli atleti che OGGI difendono i propri colori ed i colori azzurri nelle gare Elite meritano che alle loro spalle ci sia un movimento che cresce, e non un desolante “se vado alla gara, arrivo a medaglia anche se ci metto 3 ore”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A meno che non si voglia provare, con qualche formula diversa, a solleticare qualcuno dei bikers-senza-la-“o”-di-orienteering che anche a Cagno, domenica scorsa, sono passati sotto il salsiccione del traguardo senza nemmeno sapere chi o cosa gli o-bikers stessero facendo (penso che il numero di bikers che sono passati proprio da quella stradina sia almeno pari a quello dei concorrenti). In fondo basta poco: un leggio (che Stegal non ha), una sicard (magari a noleggio) e forse un percorso veramente veramente lungo ma veramente veramente facile dal punto di vista orientistico per cominciare a portare nuove leve nella MTB-O.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Stegal, che come speaker ha voluto provare anche ad Albiolo e Cagno il percorso (una vittoria ed un secondo posto tra gli Esordienti corto!!! Mica pizza e fichi...), ha fatto per due volte un percorso di non più di 6 km sia il sabato che la domenica, rischiando la pelle ad ogni pedalata ed inciampando in ogni minimo ostacolo e provando a “punzonare al volo” la penultima lanterna della domenica rischiando l’osso del collo e finendo lungo di 5 metri... ma se un percorso di 6 km può soddisfare uno speaker che ha solo voglia di poter dire ancora una volta “ho fatto anche io la gara come gli altri!”, forse questo non è il modo più coerente per fare in modo che la disciplina per la quale ospiteremo i Mondiali 2011, per la quale ci sono tanti atleti che si impegnano giorno dopo giorno, possa avere un futuro diverso dalla estinzione per mancanza di adepti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Parola di SHAron D. OWen&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-6300251871781957065?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/6300251871781957065/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=6300251871781957065' title='11 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/6300251871781957065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/6300251871781957065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/07/in-questa-pagina-del-diario-vorrei-in.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-3767306150390010824</id><published>2011-06-29T08:32:00.000-07:00</published><updated>2011-06-29T08:34:41.144-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-D1F_JNdwhRM/TgtGAUG7RuI/AAAAAAAAAP8/FsaMgEK77_o/s1600/Image00023.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-D1F_JNdwhRM/TgtGAUG7RuI/AAAAAAAAAP8/FsaMgEK77_o/s400/Image00023.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5623665530913900258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Faccia da bronzo (e foto by Gronlait Orienteering Team)&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Vi piace lo sport? Vi piace leggere libri che parlano di sport? Vi piace il golf? Pensate che non sia solo una disciplina molto snob? Siete facili alla commozione? Se avete risposto di si alla maggior parte di queste domande, allora vi consiglio il libro di James Patterson e Peter De Jonge “Miracolo alla 17esima buca”. In una delle pagine più belle Lee Trevino (personaggio vero) dice al protagonista Travis McKinley, underdog che si trova improvvisamente al comando degli US Open “E’ tardi, ti lascio riposare. So che non dormirai bene stanotte, ma ricorda che c’è un motivo se sei in testa agli US Open. E non è la fortuna”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Adesso gli amici avranno capito, questa è la battuta che si attacca a quanto accaduto nell’ultimo fine settimana a Cavalese, Campionati Italiani Assoluti di Trail-Orienteering: finisce la prima giornata di gara ed in testa c’è il Campione del Mondo Stig Gerdtman, e poi staccati a pari merito un altro nazionale svedese Emil Stalnacke e l’affezionatamente vostro Impiegato Panzottello. Il titolo del sito Fiso spara improvvisamente la notizia: “Galletti la sorpresa in una manche mondiale”!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Come sono arrivato ad essere “sparato” sul sito Fiso? Beh... intanto diciamo che la scena della cosiddetta “intervista” riportata sul sito Fiso merita un inciso a parte... Arrivo al ritrovo, dove Pietro I. mi chiede “Allora, come è andata?” E io: “Mah... penso di essere stato fortunato...” poi ho una visione degli orientisti che si sbellicano dalle risate nel sentire che il capofila della classifica (italiana) è il primo a pensare che al trail-O si vince con la fortuna, e subito ingrano una retromarcia alla Paolo Bonaiuti: “Un momento... è una domanda ufficiale?”. Al che quando Pietro mi dice, un po’ sorpreso, che sì... insomma... diciamo che... io proseguo balbettando “Ma... sai... ero lì... è stata una gara difficile... senz’altro superiore alle mie possibilità tecniche... però era difficile per tutti... insomma in qualche punto non ci si vedeva nemmeno bene... però mi è andata bene... ma non dire che ho parlato di fortuna sennò... ecco... cosa vuoi che ti dica... mi è andata bene...”.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ed è uscita sul sito una frase virgolettata con una consecutio temporum ma soprattutto consecutio accadutorum un po’ rivedibile! (e con questo chiudiamo il capitolo intervista)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La gara. Come è stato possibile arrivare a quel punto, sabato sera, e come sono arrivato a riportare a Milano quella medaglia di bronzo che nel 2010 era stata vinta da Marco Giovannini? Ecco, qui le cose si fanno un po’ più nebulose...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Diciamo che io a Cavalese sono stato molto vicino a non andare neppure: ho scritto altrove che quest’anno gli appuntamenti del trail-O sono passati senza che quasi me ne accorgessi, con poco appeal per affrontare trasferte dedicate a questa disciplina. Tossine della gara 2010 al Parco Forlanini, preferenza per altri appuntamenti, un po’ di saturazione forse... Però PLab, che l’anno scorso non aveva potuto (ammalato) gareggiare a Monte Prat ci teneva a fare bella figura nell’edizione 2011, e non potevo lasciarlo da solo (l’Unione Lombarda Milano perde ogni anno i suoi pezzi più pregiati, terminando con l’amico Rusky e risalendo poi con l’ex Campione Italiano RemMaps, e poi risalendo ancora la coppia Sbrambi&amp;amp;Giuga e ancora nella notte dei tempi Krautrock...). Poi la gara si svolgeva davvero in un bellissimo posto, e la gara del JTT originariamente spostata a Barricata era stata poi cancellata. Infine volevo vedere all’opera Rusky nel Campionato Italiano, visto che era uno dei sicuri favoriti. Il sottoscritto, vista anche l’incolore prova al Parco della Pellerina (unica gara di trail-O fatta dai Campionati Italiani 2010) era lì solo per fare presenza... Solo che durante il lungo viaggio di andata, San Paolo-Rusky deve essere stato folgorato sulla via di Damasco-Cavalese e deve aver avuto qualche visione... sta di fatto che ad un certo punto ha cominciato a parlare del fatto che quest’anno IO sarei andato sul podio!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;"Si, certo, come no, sicuramente, ahahahahahah... anzi già che ci siamo... scusa Marco mi ripeti qual è l’altezza minima per considerare i muretti? Un metro? Mi ricordavo mezzo metro...”. Questo giusto per dire con quale concentrazione e con quale preparazione e predisposizione affrontavo due gare che sarebbero state eterne (140 + 130 minuti + i punti a tempo) e di un livello mai raggiunto prima in Italia vista la presenza di un sacco di medaglie mondiali. Podio? Ahahahahahahah... Poi di arriva al ritrovo all’Alpe del Cermis. Parte Marco, parte PLab, in fondo parto io. Primo punto a tempo: quando il signore svedese mi mette in mano la carta ed il tempo parte, io comincio a girarla... e rigirarla... e rigirarla... non mi ricordo più come devo fare ad allineare la carta e la bussola, ad un certo momento penso “Ma cosa devo fare quando sono qui?” (in quel tempo Stig Gerdtman aveva già risposto ai primi due quesiti). Un barlume di lucidità... “Intanto vediamo un po’ queste lanterne... eccole là... quella mi sembra troppo vicino al sentiero, quella troppo lontana, quella non mi dice niente, quell’altra boh?!?... C !”. Credo sia stata anche la risposta esatta...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non intendo farla così lunga descrivendo tutti i punti di controllo, ma solo dare una idea delle sensazioni provate durante la maggior parte della gara del sabato. Una sorta di inconsapevolezza leggera, di tranquillità interna che talvolta diventava guizzo di intuito e talvolta affondava nel pressapochismo. Fu Garry Kasparov a dire che Bobby Fisher non cercava mai di giocare la mossa del secolo ma si affidava alle mosse “buone anche se non ottime” per portare avanti le partite. Così è stato per me; con un aiuto dal cronometro: poiché sono sempre a corto di tempo (140 minuti possono passare molto in fretta), avere 31 lanterne mi ha obbligato a mantenere basso il livello di “pippa mentale” che scatta ogni volta che comincio a pensare “io so che il tracciatore sa che io so...”. Ho risposto, controllando bene le punzonature, ogni volta che in me si affacciava una ragionevole consapevolezza di aver capito il quesito.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Poi, ovviamente, le gag del tipo “Ma non ti sei accorto che il punto 7 doveva essere nel bianco?”. E io (che però lì ho risposto giusto): “No... a dire il vero non mi è nemmeno venuto in mente...”. E poi gli ultimi contorcimenti mentali sulle ultime due lanterne (molto stanco, a quel punto) valutate dapprima due Z e poi messe correttamente e in extremis come A quando il cervello ha voluto liberarsi dalla “pippa pura” e portarsi su un binario di minima razionalità.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Domenica pensavo di crollare. Insomma, non è che abbia dormito molto bene, come diceva Lee Trevino. Pensavo che mi si sarebbero intrecciate le dita, che mi sarei trovato a balbettare su ogni punto, che sarei entrato in paranoia da risultato fin dall’inizio. Invece, sorprendentemente (per me!), nulla di tutto questo: ho fatto la mia gara onesta, con un risultato da retrovie della classifica, senza pensare quasi mai che “mi stavo giocando il titolo”. In questo sono stato molto aiutato dal fatto che Guido Michelotti, il neo-campione italiano, ha un grande fairplay e quindi ogni volta che ci siamo incrociati sul percorso abbiamo sempre badato come prima cosa a “non pestarci i piedi”. Stalnacke, Fredholm e Gerdtman erano i pochissimi attorno a noi, come un gruppetto sparuto di persone intente ad esaminare i punti (non come il giorno prima quando su alcuni punti di controllo eravamo al limite della adunata sediziosa!). Come ho detto, la cosa più sorprendente per me non è stato il risultato che mi ha visto scendere al terzo posto nella classifica italiana, ma è stato il fatto che non ho avuto durante tutta la gara pensieri negativi, o pensieri oppressivi legati al risultato o legati alle risposte che stavo dando: sono entrato sul campo di gara, ho cercato di trarre il meglio dai 130 minuti di tempo e dai 4 punti di controllo a tempo finali. E non mi sono né depresso al livello di sconfitto né innalzato al rango di eroe quando la classifica finale ha dato il suo responso.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non sono crollato emotivamente, e questa è la cosa più incredibile che porto a casa dalla due giorni di Cavalese. Questa ed un tocco tondo di metallo color bronzo, con al centro il logo Fiso, che non ho ancora tolto dal portafoglio! Perchè in fondo, ma proprio in fondo, anche l’impiegato panzottello che è in me (anzi che “è” me) è tornato a casa un po’ più fiero ed un po’ più tronfio di come era partito. E persino SHAron D. OWen questa volta non ci ha trovato nulla da ridìre!!!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-3767306150390010824?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/3767306150390010824/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=3767306150390010824' title='9 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/3767306150390010824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/3767306150390010824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/06/faccia-da-bronzo-e-foto-by-gronlait.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-D1F_JNdwhRM/TgtGAUG7RuI/AAAAAAAAAP8/FsaMgEK77_o/s72-c/Image00023.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-5203026037464764</id><published>2011-06-22T08:20:00.000-07:00</published><updated>2011-06-22T08:25:03.211-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;I due post precedenti portano come logica conseguenza il racconto del gran finale Alpe Adria 2011 a Kastav, località appena sopra Rijeka che ospita la middle distance di chiusura.&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Prima però c’è la kermesse sprint in centro a Rijeka, alla quale il GOK si iscrive al completo ma poi c’è sempre qualcuno che all’ultimo momento fa lo snob e si tira indietro...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Qualche patema per trovare la zona di gara ma soprattutto il parcheggio Delta dove dovremmo lasciare il cocchio, ma alla fine si parcheggia a 100 metri dal ritrovo insieme ad altri orientisti (in pratica tutti quelli che arrivano da nord, visto che le indicazioni per il Delta partono da Zagabria, che però sta in altra direzione...).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La gara è veramente sprint, la carta è carina in scala 1:3.000 e solo i più attenti capiscono che la simbologia ISSOM è una incognita visto che con lo stesso simbolo sono indicati muri, sia quelli che sono attraversabili che quelli che non lo sono, ma anche piccole staccionate alte 30 centimetri che talvolta circondano l’intero punto!&lt;/p&gt;  &lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-MtA5rrl0mRY/TgIIjYDBT7I/AAAAAAAAAPI/lq2NEHo8AKk/s400/Rijeka0001.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621064688755363762" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 296px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;La forma fisica è ancora ben lungi dall’essere rientrata in parametri normali, ma perchè perdere l’occasione per una sgambata in compagnia? Sulla scala 1:3.000 bisogna anticipare bene i punti, cosa che riesco a fare solo per pochi minuti fino al punto 5 perchè poi sono già in debito di forze e di pressione. Infatti dalla 5 vado alla 7 e per fortuna che, lento come sono, posso permettermi di controllare i codici e dopo un attimo di sbandamento capire che ho lasciato indietro un punto. Finale carino nel “Korzo”, isola pedonale di Rijeka, dove si sono appena concluse le partenze.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma il piatto forte dell’Alpe Adria ha ancora da venire. Domenica mattina, gara middle di Kastav. E come tutte le middle dovrebbe essere molto tecnica... Piccola premessa. Già dal giorno prima girava nel parterre la sensazione diffusa che le difficoltà di Platak fossero poca roba rispetto a quelle di Kastav; il sottoscritto ha esperienza di gare disputate entro i confini slavi, con prime tappe già allucinanti di loro e seconde tappe “forget the good runnability of the first stage...” (il nome Lome mi dice qualcosa... ed ho già un brivido lungo la schiena!), quindi mi accingo a salire a Kastav ben predisposto alla tenzone.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Però le premesse sono ancora abbastanza agghiaccianti. Sul Quarnaro piove... ma che dico piove, diluvia!... ma che dico diluvia... vien giù a secchiate accompagnata da lampi e fulmini che farebbero la felicità di un fotografo professionista. Al ritrovo l’atmosfera è umidiccia, anche un po’ mogia, soprattutto da parte di chi si deve recare alla partenza (vicinissima, un plauso agli organizzatori, in caso contrario non so come se la sarebbero cavata) nei primi minuti di griglia. Qualche minuto prima dell’ora zero i lombardi vedono tornare indietro Federica Maggioni, lavata da capo a piedi, e qualche altro atleta... la partenza è ritardata di 30 minuti. Passa un’altra mezzora ed arriva un nuovo annuncio: partenza ritardata di altri 30 minuti, e intanto Fede si è fatta un altro avanti e indré sotto l’acqua... il più incavolato di tutti è Martin Veitsberger che minaccia di abbandonare lì la contesa. Il primo rinvio sembra dovuto all’esigenza di accorciare i percorsi MElite, altrimenti indomabili (ed infatti gli MElite correranno il nuovo percorso accorciato ma su carta non resistente all’acqua, con le buste di protezione... zigrinate!), ma il secondo mette un misto di ilarità e preoccupazione: uno dei posatori si è perso e non riesce a tornare al traguardo!&lt;/p&gt;  &lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-qePXuN7OltE/TgIJCMO0kKI/AAAAAAAAAPY/4v-7dPubNVc/s400/Kastav0001.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621065218159579298" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 295px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Il mio minuto di partenza sarebbe il 76, ovvero 11.16, che diventano quindi 12.16. Poiché la macchina deve rientrare a Trieste in tempo per prendere il treno per Milano, mi viene dato un annuncio perentorio: “alle 15 la macchina parte!”. Potrebbe sembrare un intervallo di tempo di tutto rispetto, in realtà il mio trasferimento verso la partenza ha già le premesse del “filo del rasoio”. La gara è tutta nella carta di gara... non sono un tipo esagitato ma quando mi chino e raccolgo la carta, la prima espressione che mi passa per la testa ed esplode dalla bocca è un “Ma vacca putt...!!!”. Mi fermo. Esamino il primo punto... da qui non si passa, di là non si passa, di qui sembra l’inferno, di là è l’inferno! ... una soluzione ci sarebbe (vedi estratto) ma bisognerebbe avere il coraggio di ripassare dalla partenza, dall’arrivo e dal paese facendo lo gnorri! Non vorrei finire squalificato in Croazia e provo timidamente a chiedere se posso tornare sui miei passi; purtroppo c’è la barriera linguistica, e desisto dal mio tentativo di interpretare liberamente il regolamento... la pagherò caramente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;  &lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-Mq7hbsSAAFQ/TgIJLZ4hD2I/AAAAAAAAAPg/9pRr7UyUvjI/s400/Kastav0001_estratto.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621065376442945378" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 394px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;In mancanza di un punto di attacco qualunque, provo a risalire la linea elettrica fino a trovarmi a nord del punto, dove potrei trovare una traccia (cfr. racconto di Platak) che di depressione in depressione mi dovrebbe portare in zona punto. Quello che trovo invece è un bel nulla di nulla in un ambiente misto tra il lunare e la giungla amazzonica insieme; è anche possibile che la mia avanzata tra quei rovi da paura (Lidia! Ho bisogno di un pigiama nuovooooo!!!!!) si sia fermato un metro prima di sbucare nella piana col primo punto... Faccio avanti e indietro con la linea elettrica e finalmente, dopo lungo lunghissimo penare, trovo la prima lanterna. E sono passati 24 minuti!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per la 2 il piano prevederebbe di tornare sui miei passi, bucare le due linee elettriche ed orientarmi tra le depressioni. Ma se la prima linea elettrica offre solo poca resistenza, la seconda è un autentico MURO!!! Siamo in tre: io, Mattia De Bertolis ed il terzo potrebbe essere Marco Tamai. Veniamo respinti da quel muro inespugnabile non una, non due, non tre ma forse quattro o cinque o sei volte... ogni volta ci apriamo un varco per qualche metro a colpi di fendenti, ogni volta l’abbrivio finisce e la giungla attorno a noi appare invalicabile...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ad un certo punto si sente un tramestio di piedi al di là del “green nightmare” ed una voce in italiano dice “qui si passa!”. E’ il momento decisivo, la salvezza è a pochi passi. Ancora uno sforzo ed il muro cede... siamo di là! Più o meno in zona punto 2, ma per ricollocarmi dovrò arrivare tra le due depressioni vicino al punto 7. Il punto 2 comunque lo trovo girando sulle tracce attorno ad esso e portandoci uno sloveno perso: altri 25 minuti di gara.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sempre sulle tracce per la 3, fatta discretamente tutta sulle tracce si see per di più riesco a dare qualche dritta anche a Tone Simionato... In uscita dalla 3 becco un trenino di gente persa e geograficamente eterogenea che mi chiede notizie del punto: li indirizzo verso la lanterna e nel bosco si sente risuonare a gran voce una voce dall’accento slavo “Grazie Amico Italiano! Grazie!”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Alla 4 mi ritiro. Non che sia difficile, eh? Sentierino ad est fino al giallo, sentierone fino al ristoro. Entro dalla traccia a nord del ristoro, e già i primi metri NON sono in bosco bianco ma in un autentico inferno, poi traccia verso sud-est, depressione, sentierino tra i due muretti e dovrei essere a 50 metri circa dal punto. Ecco... 20 minuti a girare lì attorno. In quella zona non mi torna nulla e soprattutto non ci trovo nulla, né lanterna né punti di riferimento. Trovo due volte le buchette ad ovest del punto, ma di quello niente.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A questo punto mi ritiro, anche perchè se va avanti così col cavolo che alle 15 sono in macchina. E chi me lo fa fare di rimanere ancora in quel postaccio? Arrivo al sentierone e trovo Luca Tollardo del Fonzaso... l’avevo superato alla 3, forse, e lui non ha alcuna intenzione di mollare il colpo. Forse potrei dargli una mano per trovare la 4, prima di ritirarmi, almeno per vedere dove cavolo sta questa lanterna! Rientriamo nel bosco passando nel giallo con i muretti a “D”, dalle buche “Di qui sono già passato...” e ci perdiamo ancora. Ma siamo in due, anzi in tre, anzi in quattro, e facendo giri sempre più larghi alla fine una lanterna compare, ed è la nostra. Dove sia collocata, non si capisce bene, ma sicuramente non è lì!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ed è a questo punto, ben oltre l’ora di gara, che capisco che la gara è finita. Non perchè mi sono ritirato. Perchè è proprio finita. Fi-ni-ta! Il gruppetto affronta la 5 e sono ancora io a trovarla, ma in sicurezza perchè stiamo battendo il bosco a pettine fitto. La 6, presa dal ristoro, è una lanterna da HC. Per la 7 risalgo al ristoro, scendo lungo il sentierone facendomi beffe delle traccette invisibili che si aprono verso ovest e arrivo all’unica grossa traccia quasi in zona linea elettrica, che risalgo verso nord-ovest fino al punto come se fossi un esordiente. Anche la 8 è una lanterna quasi da HC: si entra nelle tracce, si tiene sulla destra l’area aperta, si passa tra le rocce e il gioco è fatto. Da lì al traguardo, tutta su sentiero, che diventa strada, che diventa paese, che diventa arrivo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In 108 minuti ma ben prima delle 15. A quasi 22 minuti al chilometro sforzo. Soddisfazione per aver finito la gara? Invero pochine... Maggiori soddisfazioni me lo da l’arrivo del solitamente pacatissimo ed educatissimo Oleg “Volga Express” che taglia il traguardo e manda affanc&amp;amp;*# tutta la compagnia organizzatrice di quel bel massacro in piena regola!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Poi uscirà anche il sole...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-5203026037464764?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/5203026037464764/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=5203026037464764' title='11 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/5203026037464764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/5203026037464764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/06/i-due-post-precedenti-portano-come.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-MtA5rrl0mRY/TgIIjYDBT7I/AAAAAAAAAPI/lq2NEHo8AKk/s72-c/Rijeka0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-4559178848662299654</id><published>2011-06-21T05:11:00.001-07:00</published><updated>2011-06-21T05:12:49.054-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-eC5SxZG5bqE/TgCKskz3PZI/AAAAAAAAAPA/dmW2KeDS0oQ/s1600/Platak0001.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 296px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-eC5SxZG5bqE/TgCKskz3PZI/AAAAAAAAAPA/dmW2KeDS0oQ/s400/Platak0001.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620644833358462354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Detto nel post precedente dell’arrivo a Platak, della temperatura, della visibilità, delle considerazioni sulla bontà e affidabilità della mappa da parte di chi ha corso il giorno prima, passato in giudicato il commento di Emiliano Corona sul suo sito, ecco che come per incanto mi ritrovo alla partenza della gara long dell’Alpe Adria. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Minuto 52. Bip Bip Bip Biiiiip.... Con me parte Veronica Minoiu, ne sai qualcosa Remo? In pochi metri sono staccato ma tanto non faccio la gara su di lei nemmeno fino alla svedese. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Primo punto. Scendo lungo il sentiero che diventa una strada, passo accanto alle case e mi butto sulla strada verso sud. Il piano prevede di entrare nell’avvallamento appena a nord-est del punto, poi collinetta appena accentuata, sassone, collina coi sassi e avvallamento. Tutto preciso. E tutto sbagliato. E si che quell’avvallamento è enorme e lato strada ci dovrebbe essere una parete rocciosa... Quando dal basso risale una faccia sconcertata di un bavarese e dall’alto scende un altro bavarese in cerca del punto, capisco che oggi è giornata in cui si va in gruppone. Uno dei due trova il punto, chiama l’altro e arrivo anche io. Quel punto lo sbaglierà anche Emiliano...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Secondo punto. Scendere lungo la traccia e attraversare il sentierone. Fin qui tutto bene. Poi prendo la traccia che prosegue; in pratica però mi trovo in una zona di verde 2 e la traccia... boh?!?... un vago chiarore a pochi metri da me ed una preghiera “fà che sia l’avvallamento nell’aperto” ed il punto compare davanti a me.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Terzo punto. Come la maggior parte di tutti i naufraghi, meglio il sentierone grosso sul quale vanno avanti e indietro decine di concorrenti (ma non siamo noi “quelli dei boschi”?). Al bivio più angolo di prato entro deciso a ovest in cerca della parete rocciosa, del sasso o addirittura del punto. Tengo la parte più alta della collina a sinistra.... e arrivo al bivio sentiero grosso-sentiero piccolo a bordo carta. Rientro verso est con più circospezione e arrivo al punto; consentitemi di tralasciare il fatto che in zona punto siamo in 7 a cercare...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quarto punto. Scelgo a via facile: torno al sentierone, vado verso nord, primo sentiero grosso verso est e poi traccia che mi dovrebbe portare al punto. Traccia? What’s traccia? Insomma si va in bussola cercando di guardare le depressioni. Quando il solito bavarese mi incrocia una curva più in alto capisco che sta andando al punto e lo raggiungo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quinto punto. Sempre via di sentierone verso nord fino all’area aperta, poi uno dovrebbe mantenersi tra la traccia ed il verdone fino al sasso... Aspetta che finisco di ridere!!!! Tracce niente, è tutto verde, le curve di livello sono una ipotesi. Per fortuna esce dal punto verso di me Milena Grifoni... Per il sesto punto la tattica sarebbe di bucare il verdone e trovare la traccia o almeno andare in bussola. Il fatto è che non c’è niente da bucare perchè è tutto verde uniforme, la traccia... lasciamo perdere; mi salva un tale Marco Bezzi che arriva da destra sacramentando e tirando giù tutti i santi del Paradiso, con citazioni di varie torture da applicare al cartografo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per la 7 scelgo la salvezza della strada salendo verso est, ripasso dalle case e dovrei trovare il punto più facile del mondo. Piccolo particolare: ora la visibilità è di 10 o 15 metri, la traccia che passa sotto il punto è solo quella dei piedi dei pochi che son già passati. L’avvallamento è inesistente: la lanterna è buttata di sbieco dietro ad un cespuglio nell’erba alta.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Dopo la 8 mi raggiunge il grande Oleg, spero di averlo almeno aiutato con la mia presenza... come ci sono arrivato? Torno sul sentierone, curva, sentierino verso nord (che un po’ si vede) e all’area aperta attacco il punto verso ovest. Gli ultimi 20 metri sono in una specie di campo minato (sassisassisassi) sui quali zompettare dall’uno all’altro, e la lanterna è ficcata in un buco tra due sassi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per la 9 seguo Oleg fin che posso, poi dopo il sentiero nord-sud entro in bussola e con una tuta giallo-rossa del Veneto vengo a capo di quell’orrendo collinozzo sassoso. Dalla 9 riparto verso la 10 e a metà tratta mi vedo venire incontro Alberto Albarello con una bionda signora in tuta Veneto; scambio di convenevoli e scopro che stanno cercando anche loro la mia 10... con tutto il tatto possibile, vurìa mai che per colpa mia due naufraghi in questo bosco assurdo vengono depistati ulteriormente, li convinco che io non sono ancora arrivato a metà della tratta 9-10, e così girano i tacchi. Il gruppo che cerca la 10 si compone di 3 unità, poi 4, poi 6 o 7, poi forse una decina. Il punto è incastrato in mezzo a due pietre in una cava di pietre a cielo aperto, e sostanzialmente ci si arriva perchè Metka lo ha appena raggiunto dall’altra parte...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Fosse solo per le tratte 11-18 sarebbe veramente una gara precisa. Alla 11 ci arrivo risalendo lungo una flebile traccia che va verso nord-est e che, in corrispondenza di una radice, gira verso il prato. La traccia dovrebbe essere evidente visto che per un po’ corre in un avvallamento... capisco che qualcosa non torna quando, dopo la sella, incrocio Larisa Anuchkina che mi chiede dove siamo: la traccia infatti punta sempre dritta verso nord e di girare verso nord-est non le passa mai per l’anticamera del cervello. Affronto la 11 dritto per dritto dall’ultimo taglio di bosco con la grandissima Mary Crippa, che poi affronterà il giro in senso orario. La 12 è facile: scendo ai sentieroni e poi fino al grosso bivio che sta a sud del numero “16”; dovrebbe essere una specie di svincolo autostradale... invece è uno spazio da dove si aprono varie aree aperte: la mia scende verso la pista e poi si butta nel pratone. Dove purtroppo la visibilità è bassissima e quindi all’albero isolato ci arrivo ad azimut. Chiedo al ristoratore un secondo bicchiere di acqua oltre a quello che mi spetta, ma me ne versa solo un dito...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ottima 13 dalla rientranza del prato, guidato dagli incitamenti di Alberto Albarello “Vai dritto così che sei bello!” e dal fatto che Mary Crippa (cui forse erano rivolti gli incitamenti) arriva da sinistra. Ottima 14 da una gobbetta nel giallo che, miracolo!, sembra cartografata da Remo e mi butta dritto sul punto. Ottima 15 tornando nel prato ed attaccando dritto verso ovest, e qui mi raggiunge Andrea Cipriani, che seguo fino alla 16 (con lo sguardo... le gambe restano parecchio indietro). Alla 17 vengo adottato da Denise Baggio che rimane davanti a me di una ventina di metri, pur con due scelte completamente diverse, anche alla 18.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La 19 segna l’inizio del loop finale e anche se le forze sono al lumicino penso che potrei farcela in un tempo decente... 20: scendo lungo i sentieroni grossi verso il prato, da lì attacco il punto in facilità. 21: esco verso est sul sentiero, lascio perdere il primo incrocio e mi concentro sulla traccia che risale verso sud-est... aspetta che finisco di ridere!!! Traccia inesistente. Sbarco sulla strada ed è ancora Denise Baggio a portarmi sulla 21 e forse anche sulla 22.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per la 23 esco in costa verso nord, per arrivare al bivio di sentieri. Non lo trovo ma arrivo sul sentiero che va verso est e che comincia a risalire la montagna a picco. Il punto d’attacco è il bivio. Bivio INESISTENTE. Lo cercherò io, Denny Pagliari, Sergio Palusa, Eddy Sandri. Inesistente... Quando penso di essere sulla curva giusta mi butto tra i sassi e le depressioni e trovo il punto. Vago un po’ in uscita cercando un sentiero (sempre quello) che non c’è, poi torno al bivio di prima che un po’ si vedeva (ad ovest della 23, dove finisce quello spruzzo di giallo) ed attacco la 24 in costa... toh! Una Taufer. Toh! Un’altra Taufer. Poi un’altra tuta trentina, una Anna Caglio, un Van De Riet a caso, uno Janichovsky tra i tanti, poi un altro bavarese, un croato. Tutti a battere quella maledetta costa... con le energie al minimo uno spera sempre che il punto sia dietro il cespuglio lì nei pressi, e invece no! Finisce che le tre girls girano i tacchi e scendono di qualche curva e alla fine il punto appare. Chiedete pure agli Elite se lo hanno trovato dove pensavano che fosse, oppure chiedete a Oleg Anuchkin che metterà insieme più minuti di ritardo (non lo chiamo errore, lo sarebbe se la carta in dotazione avesse quagliato solo un po’ con quella zona) che in tutta una annata sportiva. Dal misterioso punto dove è posata la 24 diventa difficile pure trovare la pista da sci che porta alla 25! (ci interroghiamo in tre sul da farsi), e poi la 26 è solo un sogno che si materializza.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Licia Kalcich non ha ancora detto “Se mi davano la vera carta di gara, potevo cavarmela meglio”. Ma è quello che in molti pensano! Poveri illusi... non hanno ancora visto nulla. Non sono ancora stati a Platak!!!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-4559178848662299654?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/4559178848662299654/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=4559178848662299654' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/4559178848662299654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/4559178848662299654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/06/detto-nel-post-precedente-dellarrivo.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-eC5SxZG5bqE/TgCKskz3PZI/AAAAAAAAAPA/dmW2KeDS0oQ/s72-c/Platak0001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-5493827385341339062</id><published>2011-06-20T05:49:00.000-07:00</published><updated>2011-06-20T05:50:41.032-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Kastav(ay)... si pronuncia come “Castaway” e si legge come “Alpe Adria 2011”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sono le 13.15 di sabato 18 giugno, ed i miei occhi intravedono a qualche metro la lanterna numero 100. Sono abbastanza sfinito da non riuscire a scorgere se sullo sfondo c’è lo striscione “CIL” dell’arrivo, e mi fermo un secondo a controllare il codice del punto sul quale convergono altri naufraghi della long distance valida per l’Alpe Adria. Per qualche secondo non so nemmeno io se piangere, se ridere, se ringraziare gli amici del GOK o se benedire le tute gialle e rosse del Veneto Team, se dedicare un pensiero al Signore degli Orientisti che sta qualche curva di livello sopra di noi o se flagellarmi per il peccato di superbia (e di follia) che ancora una volta mi ha portato nel bosco.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma sono al traguardo, ed è l’unica cosa che conta davvero...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Flashback. Solo 12 ore prima.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Probabilmente sono sdraiato sul ciglio della strada che porta a Basovizza, dopo essere crollato in perfetto stile “E’ caduto giù l’Armando...” (Enzo Jannacci) dalla GOK-car. Da un paio di minuti, o forse qualcosa in più, il mondo aveva smesso di essere lo stesso: l’alto ed il basso, la destra e la sinistra, il caldo ed il freddo erano diventati concetti avulsi dalla realtà. Un collasso in piena regola, a pochi minuti dalla destinazione di Kozina (Slovenia). Se in quel momento qualcuno mi avesse porto una pistola carica, penso che mi sarei sparato in testa per interrompere le sensazioni che stavo provando... se solo fossi riuscito a capire dove stava la testa! Uno dei pochi pensieri coerenti di quei minuti è una “deviazione mentale” da fisico: poiché le immagini dei punti fissi , che altro non sono che i sassi sul terreno della piazzola dove sono crollato, ruotano attorno a me per almeno 120 gradi bastano 3 giri per fare un triangolo equilatero perfetto (giuro che è vero...). L’altro pensiero è che ho aspettato 6 mesi per disputare la gara long di domani, ed il destino mi sta mettendo nei guai. 6 mesi...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Flashback. 9 mesi e mezzo prima.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sono sul prato di Brallo di Pregola. Alpe Adria 2010. Tutto si sta concludendo in gloria o quasi, ed io dopo aver fatto le mie gare sto sparando al microfono gli ultimi saluti ai partecipanti. Tomislav Kaniski, l’IOF advisor dell’edizione 2011, mi porge il volantino dell’edizione croata. Non ho mai corso in Croazia, dico a Tomislav che quella potrebbe essere l’occasione buona. Ecco... Tomislav, per chi non lo conosce, è il cugino cattivo di Charles Bronson. E’ un orientista “duro”, al confronto Marco Bezzi ed i suoi percorsi di Marilleva potrebbero sembrare delle passeggiate di salute. E’ uno tosto, e quando gli dico che potremmo rivederci nel 2011 lui risponde che sicuramente la Croazia mi offrirà una sfida “challenging”. Una proprio questa parola: “challenging”. Ed io penso: come fare a raccogliere quella sfida? Come fare...?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Flashback: ultimi giorni del 2010.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ormai il calendario internazionale è consolidato. Il foglio excel sul quale tengo traccia anche delle promozionali a Kuala Lumpur è ricco di date. Per ogni settimana è indicato il “vorrei ... ma potrò?”. E per il 18 e 19 l’indicazione è sulla Croazia. Alpe Adria Cup 2011. Dove non c’è la M40 ma si passa direttamente dalla M35 alla M45 (che tra l’altro non vale per la Coppa...). E dove c’è Charles Bronson... ehmm... Tomislav Kanicki che mi sapetta al varco!!! Come fare a raccogliere quella sfida? Come posso fare, alle soglie dei 45 (di età) e dei 100 (di peso) a cimentarmi in quella gara, soprattutto quella long!, senza partire per un ritiro annunciato? La risposta è talmente semplice...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Flaskback: Trofeo Lombardia a Casorate: MA. Andalusia O-Meeting: M35. Trofeo Lombardia a Monte Merlo: MA. TMO a San Zeno: MAL. Coppa Italia a OltreBrenta: M35. Coppa Italia a Passo San Boldo: M35. Middle a Hinterbech: WRE. TMO a Carona: MAL.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ecco spiegato tutto. Non sono diventato improvvisamente folle (o perlomeno lo ero già da prima). Tutto quello che ho fatto nel corso di questa prima parte di stagione, scegliere sempre le gare più lunghe e più dure che potevo, aveva una sola spiegazione logica che però per scaramanzia non volevo dire a nessuno: mettere nei piedi tanti chilometri, ma soprattutto mettere nella testa tanta sofferenza, per non mollare la gara long dell’Alpe Adria a metà strada. Se mi fossi fermato nel fango di Monte Merlo non avrei finito la gara in Croazia, se avessi abbandonato tra i sassi di OltreBrenta Kanicki mi avrebbe sconfitto, se non avessi affrontato il montarozzo di Carona non avrei avuto la forza per terminare il percorso long dell’Alpe Adria... &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E’ stato un allenamento mentale, più che fisico; perchè ogni volta che quest’anno mi sono trovato di fronte ai miei abbondanti limiti fisici ho cercato di sopperire con la testa, con l’immagine di Kanicki che mi porgeva quel volantino. Io VOLEVO andare all’Alpe Adria, GAREGGIARE in M35 e FINIRE quella gara, a tutti i costi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Flashback: meno di 12 ore prima del via della gara long. Sono sempre disteso in una lurida piazzola vicino a Basovizza...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Quello che succede tra la mezzanotte della piazzola di Basovizza e le ore 13 del sabato è il racconto di una gara affrontata al di sotto del minimo livello di sopravvivenza: il giorno in cui introdurranno il controllo medico alla partenza, io sarò invariabilmente rimandato indietro prima del clear e del check.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Si sale a Platak (quota 1111 metri s.l.d.m.) da Fiume (quota 0). E a metà strada circa accade un curioso fenomeno noto come “l’inverno sta arrivando”. Si entra nelle nuvole spesse che anticipano la catastrofe meteorologica su Istria e Quarnaro, la temperatura scende di 20 gradi almeno costringendo chi è salito in pantaloncini corti e maglietta a rovesciare borse e valigie in cerca di qualcosa per coprirsi. La visibilità è stile “nebbia in pianura padana”: la casetta che sovrasta il parcheggio, una fila di macchine più in là (30 metri al massimo) compare e scompare ad intermittenza dietro alle nuvole basse. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Al ritrovo le facce dei sopravvissuti alla gara a staffetta del giorno prima sono un programma... a quanto pare la carta di gara non è un “laserscan” perfetto... i sentieri grossi sono quasi invisibili, quelli piccoli manco parlarne, le curve di livello in alcune zone sembrano buttate lì alla rinfusa. C’è chi dice che in alcune zone della mappa la carta sia stata “stirata” ed aggiustata per far combaciare i rilievi. Si parla dell’”errore” da 15 minuti di Deny, di quello da 12 minuti del talaltro fortissimo Elite. Un bel modo per prepararsi mentalmente alla gara long dell’Alpe Adria con una pressione massima che non arriva alle 3 cifre e con la minima pericolosamente vicino ai limiti legali...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per il point-by-point della gara long dell’Alpe Adria, il blog dovrà aspettare l’arrivo dei .jpg. Ma il risultato finale è chiaro: “Ombra” ritirata. Stegal al traguardo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Alla faccia dei primi punti posati in una zona cartografata alla valàPeppone, del punto 6 trovato con un Marco Bezzi inc...zzato nero, del punto 10 sul quale piomba un gruppone di dispersi, della nebbia incombente al punto 12, delle curve di livello inesistenti alla 15 e dell’ultimo loop di lanterne posate in un’area che (per dirla alla Licia Kalcich) “Se mi davano la vera carta di gara, potevo cavarmela meglio”. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;E soprattutto fancu1o al mio collasso e alla piazzola di Basovizza!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La chiusura è in modalità Lionel Stander, nel personaggio di Katanga del film “Stanza 17-17”: “Io ho fatto 37 guerre, rivoluzioni, colpi di stato, guerriglia... Io sono stato deportato a Porto Longone. Ma io ero come bambino, poppante, invertebrato. Io non avevo ancora incontrato VOI!”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E io, dopo essere sopravvissuto alla long di Platak, non ero ancora stato alla middle di Kastav, che da il titolo a questo pezzo del blog. Per i soli amanti dei finali, la carta della M21E è visibile sul sito di Emiliano Corona &lt;a href="http://www.emilianocorona.it/carte/AA_middle.jpg"&gt;http://www.emilianocorona.it/carte/AA_middle.jpg&lt;/a&gt; solo che la M21E era più corta della mia M35!!! ... E buona ricerca del triangolo rosso della partenza!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-5493827385341339062?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/5493827385341339062/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=5493827385341339062' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/5493827385341339062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/5493827385341339062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/06/kastavay.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-5283661755203806981</id><published>2011-06-08T13:40:00.000-07:00</published><updated>2011-06-08T13:43:58.993-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 288px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-4EqKCbgl2a4/Te_efSujTLI/AAAAAAAAAOc/2gDuvw_BpaI/s400/cl.bmp" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5615951889538698418" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;C’è un amico orientista che ha detto e scritto che chiuderà il suo blog, perchè in questo momento non vede l’utilità di proseguire un diario nel quale (apparentemente) l’autore parla solo e racconta solo a se stesso.&lt;br /&gt;Se l’orienteering ha cambiato radicalmente la mia vita, da qualche anno l’appuntamento con il blog ha rappresentato per me n modo di prolungare il piacere delle ore passate nei boschi o nei campi o nei cosiddetti centri storici, con un variopinto foglio di carta in una mano, un aggeggio soggetto alle leggi del magnetismo nell’altra, tanti colori e facce e sudore e fatica e gioia attorno a me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tante volte mi sono chiesto anche io a chi possa mai interessare leggere le impressioni di un orientista scarso, afflitto da evidenti limiti tecnici anche dopo 18 anni di gare, con un tono fisico ed atletico in caduta libera! Quando scrivo dell’Impiegato Panzottello o della mia ombra, nota all’anagrafe anche come “SHAron D. OWen”, non sto parafrasando Elio e le Storie Tese e la loro canzoncina “Nei meandri della mia fantasia \ c’è un fottio di animaletti un po’ matti \ creati da me...”; sono Sharon e l’Impiegato Panzottello, nei quali mi trasformo ogni volta che sono nei boschi, sono ciò che vorrei essere anche nella vita di tutti i giorni che invece talvolta riserva giornate no, momenti bui e periodi di gelo nell’anima. Mentre Sharon e l’I.P. sono coloro che tornano a casa felici anche se hanno corso sotto il diluvio, se sono arrivati ultimissimi in classifica, se si sono persi drammaticamente e senza speranza... perchè i miei alter ego Sharon e I.P. hanno la fortuna di essere (loro si!) orientisti, di incontrare amici in ogni luogo del pianeta dove ci sia una mappa, di scambiare battute con altre “Sharon” ed altri “I.P.” (che sicuramente non si chiamano allo stesso modo...) fino ad 1 minuto prima di salire in macchina ed abbandonare la scena dell’ori-delitto, quest’ultimo inteso come tale perchè certe prestazioni sono un vero e proprio attentato al concetto di orienteering!&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-dBTvFwLwx3w/Te_em0MvTpI/AAAAAAAAAOk/foHPpfYsbiQ/s400/Cavareno.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5615952018782768786" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 327px; " /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0); "&gt;Ecco perchè mi piace il mio blog, perchè anche stasera ho la possibilità di chiudere gli occhi e di ripassare mentalmente immagini e sensazioni recenti. Posso transitare un istante dalla piatta (ma neanche tanto, a pensarci bene!) Cernusco Lombardone, dove Matteo Crippa e la Besanese hanno proposto un nuovo appuntamento promozionale con il Trofeo Carcassa Scarrozzata Lentamente, e più veloce della luce essere sul rettilineo finale di Civezzano, intento a cercare freneticamente il nome di Matteo nella griglia di partenza degli M20 o degli Elite.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;Posso risentire la voce di Ezio Vai, mister “Good Morning Orienteering!”, al quale nel caldissimo pomeriggio di Cavareno qualcuno deve aver detto che io sarei stato speaker il giorno dopo alla Coppa Italia (non oso immaginare quali pensieri possano aver attraversato la mente di una simile leggenda... forse un bel “Come siamo caduti in basso!” non starebbe affatto male); e ancora un istante più tardi essere di nuovo a Civezzano, ma non sono più dietro al microfono bensì nel parcheggio con gli amici Francesca &amp;amp; Alessandro e sto sentendo una voce ben nota che non è la mia ma quella dell’amico Andrea Rinaldi (che ancora una volta si è fidato, e spero di non averlo deluso).&lt;br /&gt;E se da Cernusco Lombardone sono andato a Civezzano e a Cavareno, potrei anche io nella mia mente confezionare un collage di cartine come ha fatto Remo “remmaps” Madella e passare da una buca ad una canaletta ad un cortile interno: una delle tante buche del bellissimo bosco dell’Argentario che ancora una volta mi ha reso un ottimo orientista anche se figurerò negli annali come ritirato, una delle canalette del bosco di Cavareno che fecero perdere nel bosco per varie ore un esordiente in un lontano 1992, uno dei cortili asimmetrici della parte finale del percorso di Cernusco nei quali il mio compagni di squadra Alessio ed io ci siamo giocati sul filo dei secondi una posizione di assoluto rincalzo in una gara promozionale lombarda, però giocando come se fossimo tornati bambini e lottando come se la posta in palio fosse una medaglia mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-juWfqKIMj-s/Te_ezHQx_rI/AAAAAAAAAOs/-VRgSssyuUQ/s400/M40.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5615952230058426034" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 284px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;Alla fine ho riaperto gli occhi, proprio adesso, senza aspettare la “fine del pezzo”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E mi sono accorto che non sentivo più nessun bisogno di raccontare per filo e per segno il mio percorso MA di Cernusco lungo il quale ho cominciato a camminare dopo nemmeno 200 metri, alla prima salita!, un appuntamento che (come quelli organizzati da altre società) consente a chi cerca di fare “diffusione” tra gli esordienti di non rispondere “ci vediamo a ottobre” alla domanda “quando è la prossima gara?”.&lt;br /&gt;E in fondo, pur amando alla follia il bosco magico che si trova tutto attorno al garnì “La trifora” di Cavareno, non ci sia alcun bisogno di raccontare ancora una volta quali nefandezze io abbia compiuto nel giro “score” su 29 lanterne della gara CSI disputata sabato scorso (ma quel bosco... quel bosco... è veramente una moquette!).&lt;br /&gt;Ed infine la gara di Civezzano, ancora una volta una ottima organizzazione da parte del Trent-O, non guadagnerebbe nulla dalla cronaca della mia prova solitaria alle 8 del mattino: le prime due lanterne tra le paludi, ancora senza teli e stazioni; la mia traversata sui pratoni per andare alla terza lanterna (vi siete serviti, vero, della mega-traccia che ho lasciato nell’erba fradicia e che a fine giornata era diventata una autostrada?) ed il primo punto tra le buche ed i crateri dell’Argentario, il loop middle fino alla 8 fatto come un laser o come un autentico vero orientista di valore, ed il puro caotico delirio alla 9 dove non avrò mai una risposta certa alle domande “L’ho trovato o non l’ho trovato? Ci sarò passato almeno vicino oppure no?” con i miei occhi che cercavano solo un pixel arancione che non era ancora stato posato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cernusco Lombardone, Cavareno e Civezzano. Adesso, se cercate queste località nel motore di ricerca di Google, troverete il mio diario. E non so nemmeno perchè mai qualcuno dovrebbe essere così squinternato da mettersi a cercare proprio Cernusco Lombardone, Cavareno e Civezzano!!!&lt;br /&gt;A meno che l’occasionale googlatore non stia cercando una cosa più complicata, ovvero “Buoni motivi per sorridere anche dopo una giornata come questa”.&lt;br /&gt;Ecco cosa è il mio blog. E’ un buon motivo, per me, per lasciarmi alle spalle questa giornata; per sorridere e per rilassarmi ritrovando la certezza che in fondo al tunnel c’è sempre un’altra gara, ci sono sempre altri amici... e ci sarà ancora un’altra pagina del blog da scrivere!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-5283661755203806981?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/5283661755203806981/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=5283661755203806981' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/5283661755203806981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/5283661755203806981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/06/ce-un-amico-orientista-che-ha-detto-e.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-4EqKCbgl2a4/Te_efSujTLI/AAAAAAAAAOc/2gDuvw_BpaI/s72-c/cl.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-8811648698658195163</id><published>2011-05-29T09:31:00.000-07:00</published><updated>2011-05-29T09:33:53.396-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-laewo1pxMv0/TeJ1V3t6HZI/AAAAAAAAAOQ/mq3jirpNCPM/s1600/talon.bmp" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-kVROCuE5oGY/TeJ1JAWUBUI/AAAAAAAAAOI/Q7YRJ7mICZs/s1600/IMG00036-20110525-1317.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-kVROCuE5oGY/TeJ1JAWUBUI/AAAAAAAAAOI/Q7YRJ7mICZs/s400/IMG00036-20110525-1317.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612176883229918530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;“Quando vedo delle equazioni, vedo le lettere a colori. Mentre parlo, vedo immagini delle funzioni di Bessel tratte dal libro di Emde, la j biondo dorato, la n con una punta di blu. &lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt;E mi chiedo come le vedano gli studenti”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language:EN-GB"&gt;&lt;/span&gt;Richard Feynman – “What do you care what the other people think?”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;"Sulla prima lanterna (prima gara in Svizzera, 1997 – n.d.r.) portavo con me tutto il fardello dei racconti ticinesi che avevo ascoltato; presi un sentiero e lo lasciai per dirigermi a destra, raggiunsi un altro sentiero, lo percorsi un po’ e poi mi buttai ancora a destra, oltre una collina in una zona di canalette, dove avrei dovuto trovare il mio primo punto... sempre che fossi stato in grado di trovarlo! Rallentai sotto la pioggia e cominciai ad orientarmi in mezzo alle felci, vidi un altro sentiero grosso a destra e vidi una canaletta con acqua... e una lanterna. Mi avvicinai con circospezione e controllai il codice: era la mia! Per un istante la mia mente si fermò: non era più piccola del normale, non era invisibile, non era nascosta sottoterra; era una pura e semplice lanterna.”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Stefano Galletti – “Si fa presto a dire Svizzera”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;“In una sola altra occasione ho rivissuto le stesse sensazioni e gli stessi timori di quella prima lanterna svizzera: nel 2003, a Molndal, in un bosco pazzesco: era la prima lanterna della prima tappa della mia prima O-Ringen in H35. Un punto di controllo con un grado di difficoltà di tanti ordini di grandezza superiore a quella lanterna del 1997. Anche in quel giorno svedese, e ancora una volta solo per una frazione di secondo, ho pensato che la lanterna che avevo appena trovato non era più piccola del normale, non era invisibile, non era nascosta sottoterra. Era lì, aspettava me”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Stefano Galletti – “Si fa presto a dire Svizzera”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Quando parlo con qualche orientista di quelli forti, del livello di un Feynman premio Nobel per la fisica, ho come l’impressione che molti di loro abbiano per forza di cose dovuto perdere quella ingenuità, o incredulità, o gioia che provano gli scarsoni come me nel venire a capo di un punto particolarmente difficile. Un po’ come trovare la soluzione del punto 9 al “montarozzo” di Carona... per me, categoria H.I.P., un numero di una certa classe da ricordare; ma per uno forte... che cosa ci voleva??? “La mappa è precisa, ci sono le curve di livello, ci sono i semiaperti e le zone rocciose...” insomma che cosa ci vuole?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi ricordo la prima volta che riuscii a ricomporre UNA FACCIA del cubo di Rubik... mi sentivo un fenomeno, almeno rispetto ai compagni di classe che non riuscivano a fare nemmeno quello. Quando comprai un libretto che spiegava in dettaglio la soluzione, la cosa divenne meccanica (sono anche oggi in grado di ricomporre il cubo in un tempo decente) ma sentivo di aver perso un po’ della meraviglia e della sorpresa che accompagnava ogni piccolo progresso.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Un giorno ebbi modo di parlare con il mago Andrea Rinaldi, forse in occasione di un allenamento al Monte Tablat con un punto particolarmente perfido. De-briefing post allenamento e il sottoscritto se ne esce con una frase di auto-elogio per aver trovato quel punto, con difficoltà ma anche con perizia mettendo insieme i pezzi della mappa-puzzle in modo non del tutto coordinato e cosciente; Andrea, commentando la carta, mi mostrò come fosse bastata una sua rapida occhiata per mostrare il modo più corretto per venire a capo di quel punto che ai suoi occhi tutto poteva essere fuorché sfidante. Una lezione che ho sempre tenuto a mente!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E’ vero che oggi, dopo 18 anni di orienteering a basso livello, per mettermi alla prova devo andare a cercare i percorsi HAL ticinesi o il WRE di Asiago... ma non è proprio possibile ritrovare, fosse solo per un istante, quel misto di meraviglia e stupore e sorpresa ed euforia che accompagnava i primi punti trovati nei boschi?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Questo è il mio primo pensiero quando mi capita di tracciare le gare della “Milano nei Parchi”, che sono organizzate soprattutto per i neofiti e gli esordienti. Provo a ripulire la lavagna dalle informazioni note, delle conoscenze e delle esperienze. Mi chiedo quale tipo di difficoltà potrebbe stimolare un esordiente totale, mi dico e mi ripeto “Se io fossi un esordiente e partissi da questo punto, cosa vedrei immediatamente in modo banale e di quale indizio nascosto mi accorgerei se esaminassi la scena più attentamente?” e ancora “Quale punto successivo mi darebbe la soddisfazione di trovarlo con un piccolo sforzo, e quale scelta invece potrebbe essere così criptica da non essere nemmeno capita?”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Penso a tutto questo perchè credo che l’orienteering sia uno sport bellissimo se affrontato “at-the-money”, ovvero su un percorso che è proprio sul confine delle proprie abilità, mentre sia addirittura uno sport repulsivo se affrontato “in-the-money” (cioè su un percorso talmente banale da non sollevare nemmeno una emozione... sprint al Parco delle Cascine docet) o “out-of-the-money” come capita a quei poco più che esordienti che devono andare a fare punti per la loro regione... a Kaberlaba?... e se arrivano al traguardo non sanno nemmeno loro come e perchè!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Credo di aver raggiunto questo obiettivo giovedì scorso al Parco Talon di Casalecchio di Reno, quando ho organizzato un piccolo team building per i miei colleghi di Intesa San Paolo degli uffici di Bologna, grazie alla collaborazione indispensabile di Alessio Tenani e della locale Polisportiva Masi. Il percorso potrà sembrare, anzi no diciamo che lo è proprio!, un po’ “orienteering for dummies”... ma la fatica e le preoccupazioni sono state ripagate dagli sguardi di 28 esordienti totali cui è stato offerto, credo, pane per i loro denti proprio del tipo “in-the-money”. Ho l’ardire di pensare che qualcuno di costoro, che magari aveva sentito parlare dell’orienteering dal figlio per averlo praticato a scuola, e che a fine racconto lo aveva archiviato sotto un file di nome “noia.doc”, si cimenterà in futuro in prima persona o vorrà accompagnare il figlio o la figlia a qualche evento promozionale avendo scoperto in prima persona quanto può essere divertente andare a caccia di lanterne.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-laewo1pxMv0/TeJ1V3t6HZI/AAAAAAAAAOQ/mq3jirpNCPM/s400/talon.bmp" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612177104251264402" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 308px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;Se questo solo può essere il mio contributo per il futuro di uno sport che, purtroppo, annovera poco più di 50 partenti ad una manifestazione nazionale con sponsor e premi in denaro, allora mi sento di aver impiegato molto bene il tempo trascorso a Bologna (cfr. la foto di apertura!) per una iniziativa puramente promozionale. Il che mi porta immediatamente a pensare alla bella gara promozionale di questa mattina, a Cernusco Lombardone per il TCSL... Trofeo Centri Storici Lombardi? No! Trofeo Carcassa Scarrozzata Lentamente... ed è una gare che commenterò non appena avrò a disposizione la carta di gara (perchè adesso mi sono abituato bene a colorare i miei commenti, e non intendo rinunciarvi!).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-8811648698658195163?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/8811648698658195163/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=8811648698658195163' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/8811648698658195163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/8811648698658195163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/05/quando-vedo-delle-equazioni-vedo-le.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-kVROCuE5oGY/TeJ1JAWUBUI/AAAAAAAAAOI/Q7YRJ7mICZs/s72-c/IMG00036-20110525-1317.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-80784566989427572</id><published>2011-05-22T11:07:00.000-07:00</published><updated>2011-05-23T05:30:35.917-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-CfLReVDqeWM/TdpTLqfIxDI/AAAAAAAAAOA/ssgFSv6hVOc/s1600/montarozzo.bmp" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 212px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-CfLReVDqeWM/TdpTLqfIxDI/AAAAAAAAAOA/ssgFSv6hVOc/s400/montarozzo.bmp" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609887745691927602" /&gt;&lt;/a&gt;(Il "montarozzo" di Carona - tratte 7-8-9-10 - visibile su RouteGadget all'indirizzo&lt;div&gt;http://www.asti-ticino.ch/co/routeGadget/cgi-bin/reitti.cgi?act=map&amp;amp;id=55&amp;amp;kieli=&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Se prima della partenza della gara di Carona qualcuno mi avesse detto che, in un lotto di 27 partenti, avrei trovato a fine gara accanto al mio nome il numero di rango 19... Beh! Aspettate a tirare fuori le bandiere, o voi sostenitori e seguaci dell’Impiegato Panzottello per antonomasia (cominciano già a girare per la rete i primi volgari imitatori!).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Non c’è infatti un solo motivo serio grazie al quale in sottoscritto potrebbe lasciarsi alle spalle 8-dico-8 concorrenti in una gara HAL ticinese, nemmeno in HAM o HAK o HB o qualunque altra diavoleria partorita dal sacchetto dello Scarabeo...&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Oddio. Un motivo ci sarebbe... per esempio una improvvisa “moria delle vacche” di biblico riferimento... ed è esattamente quello che è successo, visto che 8-dico-8 concorrenti sono riusciti a non completare correttamente in percorso. 27 – 8 = 19 e l’equazione diventa perfetta. D’altra parte alcuni dei 477 – e sottolineo il numero magico quattrocentosettantasette - partenti di oggi gareggiavano davvero in una categoria a parte (tanto ce ne sono di combinazioni nel famoso sacchetto dello Scarabeo, la mia personale è HIP): Stefano Maddalena per esempio ha gareggiato in HII: Herren Immarcescibili Irreali... 50 minuti di gara per lui. Quando gli ho chiesto come avesse fatto, il Madda ha tirato fuori una faccia modesta per dire che insomma “Dro” Santini non era ancora arrivato (ma neppure il buon Alessandro può ancora camminare sulle acque), che a Carona il vincitore non era mai stato sopra i 5 al chilometro (forse perchè ha sempre vinto lui) e che ... attenzione! attenzione! ... “Hubmann su un percorso come questo ci avrebbe messo 46 minuti”.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Vorrei dire una cosa a S.M.S.M. (Sua Maestà Stefano Maddalena), tanto non legge il blog: Hubmann ha 15 anni di meno, è N volte campione del mondo ed è un professionista da ennemila vittorie in Coppa del Mondo... ma così vanno le cose quando il metro di paragone è quello che usano questi fenomeni.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;50 minuti? 46 minuti? Nemmeno con una moto da cross e sapendo dove erano i punti!!! Io in quel tempo forse stavo cercando di venire a capo del terrificante giro del montarozzo sassoso che sta nella parte sud-ovest della carta di Carona (magari un giorno ne avrò il .jpg da mostrare... ma intanto si può andare sul sito ASTi a vedere il routegadget della mappa garzie alla mia compagna di squadra AGET Lugano Ina Tsicovitch): un montarozzo rognoso sassoso e terrificante in giusta misura, che un tempo nella categoria HIP avrebbe significato solo “lì in basso c’è un sentierone bello grosso che attraversa tutta la carta... vediamo dove porta.... mmmhhh! Dritto al traguardo!” e conseguente ritiro.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma non nell’anno di grazia (e di dolore) 2011. Oggi mi accontento di vedermi sfilare accanto Kristian, di sentir passare sulle orecchie (proprio sulle orecchie!!!) Teo Crippa, di veder arrivare dalla cresta di colline il suddetto “Madda” al punto 4, di vedere al punto 9 (in pieno inferno montarozziano) Tommy Civera e Luigi Giuliani che mi portano sul punto. In merito alla salita al Golgota del punto 10 vorrei dire due paroline al neo campione italiano M20 Sebastian Inderst, controllore oggi... quella salita tra le rocce è una punizione corporale che non è considerata legale dal codice penale di parecchi paesi occidentali! Lì lascio le ultime riserve di energia, da lì in poi le reazioni orientistiche saranno soprattutto “istintive” e spesso e volentieri nemmeno tanto corrette, su una carta che anche a dire dei mammasantissima non lascia spazio all’errore perchè riposizionarsi è un dramma. Mi sfila Oscar, anche lui una faccia un programma, ed alla 12 arriva anche Fabio Cattaneo sulla strada del ritiro ma che mi fa compagnia per 4 punti, e poi il Kaiser e Stefano Gottardi che sembrano entrambi al lumicino delle forze&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;L’ultimo che vedo passare, proprio in vista della 99 finale (un casino da trovare pure la lanterna che dà inizio al corridoio finale!) è Michele Ren, che è sempre sorridente da che lo conosco e che mi chiede dopo il traguardo come sia andata la mia gara. Ed io, altrettanto sorridente ma solo perchè sto tenendo la vita con i denti, rispondo “Due ore e un quarto di gara ma sono contento...” perchè in altri tempi e con altre motivazioni non avrei mai finito questa gara! A salvarmi da una situazione che rischia di diventare imbarazzante arriva l’amico Paolo Beltraminelli, Asco Lugano, uno che sarebbe anche stato eletto nel Consiglio di Stato del Canton Ticino!!!, il cui unico commento a fine gara è “Bosco maschio!”. Che non so perchè ma mi fa ridere ancora adesso, forse ripensando alla gag di Gigi Proietti in “Febbre da cavallo”. Ma se ci sono due parole sole per definire a gara di oggi, 21 punti ficcati a viva forza tra pungitopo ed agrifoglie, talvolta addirittura in piccole aree bianche circondate da due centimetri di verde due... allora le parole di Paolo sono più giuste delle mie (d'altronde siamo al "Consiglio di Stato against riunione di condominio milanese").&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Nonostante un rientro con apocalittico ingorgo di macchine nel piccolo borgo di Carona, tra gitanti a pranzo ai vari crotti, orientisti (477!) che scendono e rallysti che salgono, una gara da segnare sul calendario non fosse altro per una nomination a gara più dura dell’anno. Ma era la prima gara valida sia per il Trofeo Lombardia che per il TMO ticinese (quindi ho fatto 2 gare! Quindi sono stato in giro 4 ore e mezza!!!) e consegnavamo un Nuovo Lanternino speciale con tanti pezzi e 16 pagine, per questo volevo esserci anche io e sono stato contento di aver valicato ancora il confine di Brogeda per una 19esima e ultima (perchè tale è stata) posizione in classifica&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-80784566989427572?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/80784566989427572/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=80784566989427572' title='12 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/80784566989427572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/80784566989427572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/05/se-prima-della-partenza-della-gara-di.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-CfLReVDqeWM/TdpTLqfIxDI/AAAAAAAAAOA/ssgFSv6hVOc/s72-c/montarozzo.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-5103974559349864574</id><published>2011-05-16T06:43:00.000-07:00</published><updated>2011-05-16T09:41:38.519-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-9f_3r61X4W8/TdFDgudBBQI/AAAAAAAAAN4/BYB68_EpzcE/s1600/vendesi_speaker.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 337px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-9f_3r61X4W8/TdFDgudBBQI/AAAAAAAAAN4/BYB68_EpzcE/s400/vendesi_speaker.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5607337240557585666" /&gt;&lt;/a&gt;(credit for photo: Giorgio "4cats" Gatti)&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Stravolto. Ferito. Ultimo. Ma in Paradiso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Non è masochismo o qualche strana forma di auto-flagellazione. Sono gli Highlands Open 2011. Nei quali per 89 minuti ho gareggiato in uno stato di trance tra “Et in arcadia ego” (primi 9 minuti della gara di qualificazione) e l’emotional speech di Al Pacino in “Any Given Sunday” (gli 80 minuti della gara valida per il WRE).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Sabato mi sono sentito per 9 minuti in Paradiso. I primi 9 minuti di gara, forse addirittura per la cronaca 9 minuti e 2 secondi. Il tempo di trovare 5 lanterne in stile “sono dove sono so cosa faccio so che la lanterna è lì sento che persino le gambe stanno viaggiando”. 5 lanterne... per l’esattezza 4 lanterne e nove decimi. Il tempo di scorgere tra le fronde di un boschetto la quinta lanterna in una buca, di chinare la testa e girare il viso a destra per proteggere gli occhiali in un passaggio nel verde buio&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;SBEEEEEEEEEEMMMMMMMMMMMMMMMMMMM...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;“Trauma cranico commotivo” dice quello all’arrivo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;“Anche qualcosa di meno” rispondo io dopo aver declinato generalità varie, aver invertito sequenze di numeri (“oh! sono un orientista io”...), aver risposto alla classica domanda “sai che giorno è oggi” cannando brutalmente la risposta... ma me la sono cavata dicendo che per me, orientista, il calendario non è diviso in 365 giorni ma in “giorni di fatica” (al lavoro) e “giorni di pacchia” (nei boschi).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Tra la tremenda pacca presa in testa e l’interrogatorio di ... Carlo?... dell’ambulanza passano 80 minuti circa. I primissimi dei quali, forse solo pochi secondi, li passo a terra, probabilmente nel mondo dei sogni. Ho una vaga immagine di me che cado a terra all’indietro... e già il fatto che uno non può vedersi “cadere a terra” me la dice lunga sul fatto che l’impatto con quel maledetto ramo e la mia tempia sinistra deve aver interrotto subito il magico collegamento tra me ed il terreno di Hinterbeck.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Ritrovo un po’ di lucidità al minuto 16 del mio orologio, e sono passati 7 minuti. Solo che per mettere a fuoco l’orologio devo (e per un po’ funzionerà) stringere forte l’attaccatura del naso in mezzo agli occhi. Esco dal punto ancora traballante in direzione della 6 e mi accorgo poco dopo che sto andando a 90° dalla direzione giusta; giro la testa per guardare il termine della canaletta verso il quale dovrei dirigermi, e gli occhi ci mettono qualche secondo a ricomporre le immagini del bosco. Tra una strizzata all’attaccatura del naso, qualche sosta vicino al punto, una occhiata in giro per vedere se incrocio qualche posatore o controllore, arrivo alla 9 dove mi devo fermare un paio di minuti a capire se è il caso di proseguire o rinunciare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Decido di proseguire ma me ne pentirò quando, dopo la 14, le immagini si fanno sempre più tremolanti e comincio a vedere due cerchietti vicini tra loro in mappa anche quando il punto è in realtà uno solo.&lt;span style="mso-spacerun:yes"&gt;  &lt;/span&gt;Alla 18 sono abbastanza nel panico, e per qualche strana associazione mentale mi sovviene il racconto di Gueorgiou alle prese con la puntura di vespa in Repubblica Ceca. Per fortuna il traguardo è vicino e riesco ad arrivarci con le mie sole forze, seppur in uno stato sul confusionale andante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Eliminerei a questo punto ogni riferimento alle ore successive... spero di non aver detto troppe stramberie al microfono ma, questa volta, sono giustificato! (il che farebbe pensare, mi dicono, che di pacche sulla testa ne prendo probabilmente ad ogni gara, almeno a giudicare dai miei commenti microfonici).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Passiamo alla domenica mattina, che è meglio, con un breve inciso. Tutti conoscono il nome di Oscar Wilde (no... non è un orientista del South London Orienteering West!): è stato tra l’altro un celebre chiosatore di quelle frasi celebri e massime che troviamo nei giochini della Settimana Enigmistica. Ma era anche un gran copione, e quando un giorno esclamò “Come vorrei aver detto questa frase” i presenti risposero “La dirai, Oscar. La dirai...”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Anche io copio e incollo. Un pensiero di Federico Bacci che ho trovato su Facebook: "R&lt;span class="messagebody"&gt;estare nel corridoio d'arrivo a pensare aile scelte sbagliate e ai minuti persi subito dopo un'ora corsa al vento, al gelo e sotto la pioggia...questo è il nostro sport, ed è difficile farne a meno". Il pensiero di Federico è poesia allo stato puro, è il condensato giusto di emozioni e di sensazioni, il momento nel quale (per dirla alla Giacomo Seidenari) le parole valgono più di mille immagini. Oh Federico! Grazie per quelle parole.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="messagebody"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Arial"&gt;Domenica mattina. Ore 8.20. Mi muovo dal ritrovo verso l’ignoto, armato di una maglietta ed una divisa da ori-turista al di sotto della quale guizzano non muscoli ma chili di ciccetta, mentre al di fuori della quale infuria la tempesta di pioggia ghiacciata, la temperatura è di circa 2 o 3 gradi. E davanti a me si profila una gara in MElite valida non solo come finale del Campionato Italiano Middle ma anche come WRE. Ce ne sarebbe di che mollare lì il colpo e rintanarsi al coperto, ma è da tanto troppo tempo che sento parlare di questa carta, del fatto che in questo luogo dallo strano nome l’impiegato panzottello troverà l’ori-Paradiso in terra. E’ da troppo tempo che desidero ardentemente affrontare questo percorso, e non saranno certo 4 gradi Celsius e 4 elevato alla 1000 gocce di pioggia a fermarmi. La motivazione finale me la da la mia testa, che comincia a declinare qualcosa che sa tanto di “&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Siamo all’inferno adesso, e possiamo rimanerci. Farci prendere a schiaffi o aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta”. Non so se la citazione è esatta, ma un punto dopo l’altro è esattamente quello che ho intenzione di fare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Partenza. A destra di sbieco nel bosco. Movimenti del terreno... il punto deve essere lì dietro. Deve. DEVE. E c’è. Punto 2. In costa. Guarda i movimenti del terreno, questo è l’avvallamento. A 100 metri il punto, ora a 50 metri, ora dietro questo piccolo movimento. E c’è! E via avanti così, con calma, con sicurezza. Cosa aveva detto Cosimo? “Quando avrai la carta in mano, dimenticherai il freddo e la pioggia”. Freddo e pioggia? E chi li ha sentiti? Si, ok, non tutte le ciambelle riescono con il buco: la lanterna 6 mi costa un piccolo giro in zona per ricollocarmi; ma per quanto io sia alle prese con un percorso nel quale devo dare il 100% delle mie possibilità ad ogni metro, il successivo episodio della voce “ricollocamento” arriva alla 14 e nel frattempo ho completato il primo loop, ho affrontato per due volte il fondovalle nel verde, sono “caduto” per un numero imprecisato di volte direttamente sul punto (le urla si sprecano, mentre Pacino continua a declamare che posso scalare questa carta un punto alla volta). Per la 15, buchetta infermale nel verde 1 visibile solo da 1 metro di distanza, ripasso dalla svedese e poi due curve sotto i gazebi di partenza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Tiro qualche accidente solo ala 16, quando mi accorgo che le tratte per la 17 e 18 non mi offrono una sola scelta sicura di navigazione... ma se mai ho pensato che il bosco di Hinterbeck è perfetto per un “Follow me Tero”, allora posso anche io (come insegnano Sgiursgiù e Pedrottì con l’accento sulla “i”) salire sulla collina e vedere attorno a me il punto che “mi apparirà grosso e immediato”: e così accade, quel maledetto benedetto sasso della 18 era addirittura brillante visto dalla cima della collinetta. Alla 20, prima di lasciarmi andare verso la 21 e verso un arrivo in totale solitaria sotto il diluvio ed in mezzo alle pozzanghere, ne ho avuto la certezza: avevo scalato le pareti del mio inferno un punto alla volta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Solo che non era l’inferno. Era il Paradiso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Milano, 16 maggio 2011&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Ps: questi pensieri sparsi sono dedicati all’Erebus Vicenza, a Federico Bacci, ad Attilio, a Kristian e Metka, a tutti coloro che hanno trovato lo stimolo per entrare nel bosco domenica mattina e a tutti coloro che per altrettanto validi motivi ci hanno rinunciato. E a Klaus Schgaguler, nuovo Campione Italiano Middle 2011, che ha corso la stessa gara in un irreale mezz’ora e che mi ha detto “Si, ma tu la gara l’hai fatta da solo e sotto il diluvio”. Thanks Klaus!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-5103974559349864574?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/5103974559349864574/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=5103974559349864574' title='54 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/5103974559349864574'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/5103974559349864574'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/05/stravolto.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-9f_3r61X4W8/TdFDgudBBQI/AAAAAAAAAN4/BYB68_EpzcE/s72-c/vendesi_speaker.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>54</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-8277455421071154777</id><published>2011-05-09T02:58:00.000-07:00</published><updated>2011-05-09T02:59:12.388-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;"Sapessi come è strano...” trovare Josefin Aronsson in azione nelle news del sito Fiso  http://www.fiso.it/04_notizie/dettaglio.asp?id=4670&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;“Ancora tu?!? Ma non dovevamo vederci più?"Perchè c’è anche Josefin Aronsson in azione nel Blog di Stegal http://stegal67.blogspot.com/2011/03/its-my-life-its-now-or-never-i-aint.html&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;La foto, comunque, sarebbe di Cosimo Guasina... :-) Andalusian Orienteering Meeting 2011: gara di beach-orienteering, in effetti...&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;E per fortuna che è stata scelta QUELLA foto... e non altre, vero Cosmo? :-)))&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-8277455421071154777?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/8277455421071154777/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=8277455421071154777' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/8277455421071154777'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/8277455421071154777'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/05/sapessi-come-e-strano.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-4352754645274100748</id><published>2011-05-09T00:22:00.000-07:00</published><updated>2011-05-09T00:23:22.340-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Back to ‘90s...&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sono solito chiosare le mie prime stagioni da orientista lombardo con le molto meno che immortali parole “erano tempi in cui si facevano 10 gare all’anno... di solito 4 erano al Parco di Monza e due in centro a Monza!”. Negli ultimi 8 giorni ho potuto verificare che neppure tre O-Ringen, un WMOC, innumerevoli multi-days in giro per l’Europa e tanto altro ancora hanno cancellato la voglia di frequentare queste gare che hanno molto di casalingo e di spontaneo, nelle quali non ti aspetti un ritrovo organizzato al 100% e percorsi sopraffini (finendo spessissimo per trovare sia l’uno che gli altri!!!); e soprattutto questi sono diventati appuntamenti ai quali recarsi sapendo che tutti quanti in fondo hanno lasciato a casa il coltello (che di solito si porta, ben affilato, tra i denti) ed il clima tra tutti i partecipanti pochi istanti prima della partenza e financo durante la gara è di estrema amicizia e di grande sportività.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sabato scorso, 30 aprile, al Parco di Nichelino è andata in scena una prova di Coppa Italia di Trail-O. E’ stata soprattutto una buona occasione per fare un viaggetto in compagnia di Mary e Marco (mio ex compagno di squadra e staffetta, pure nel trail-O!). Atmosfera tranquilla, nessuna pressione, il percorso disegnato da Marina Beltramo è stato descritto con puntualità ed efficacia nel blog di Marco. La mia gara non è da ricordare tanto per il 12° posto su 19 partecipanti (prestazione che, a posteriori, giudico lusinghiera e persino un po’ fortunata...) quanto perchè riesco ancora una volta nell’impresa di ritrovarmi a corto di tempo (credo unico tra tutti) persino quando il tempo a disposizione è di 125 minuti per 18 punti!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il fatto è che mi accorgo, in tanta (de)concentrazione di aver lasciato indietro un punto (il numero 13) proprio mentre sto andando a consegnare il cartellino e mancano BEN 7 minuti allo scoccare del tempo limite. Il punto 13 è quello più lontano di tutti, e quindi per qualche secondo maledico la mia dabbenaggine... poi, pur essendo vestito con camicia, pile, antivento, marsupio davanti e borraccia dietro, non so per quale strano motivo mi trovo a correre a perdifiato attraverso il parco! Uno sguardo all’orologio con i secondi che corrono (corrono ben più di me), un pensiero di mollare su una panchina antivento, pile e camicia per essere più leggero... arrivo sulla scena del punto 13 a 2 ore e quasi 1 minuto, osservo per non più di 3 secondi le lanterne, battezzo una C lì per lì e mi lancio all’indietro. Risultato? Consegna del cartellino con 10 secondi di anticipo sull’ora limite, in condizioni PIETOSE (le due persone al gazebo credo mi abbiano guardato come si guardano i pazzi): fradicio di sudore, letteralmente a pezzi, in preda al vomito più totale. Si può finire una gara di trail-O così? Se si sta parlando di me, dal 30 aprile 2011 si può!!!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi ci vogliono almeno 30 minuti solo per riprendermi... e così perdo l’appuntamento con il treno che avrebbe dovuto riportarmi a Milano. Rientrerò con Marco ed ho così modo di partecipare anche alla seconda tenzone della giornata: la Ori-Niclin gestita dall’organizzazione di Renato Martinetto, ed ho capito solo oggi che “Niclin” sta per “Nichelino” (che ospita il parco...). Trattasi di mass start con one-main-relay, ed i percorsi non sono né corti né banali; è vero che il parco è tutto un intersecarsi di sentierini e piccole tracce che tagliano il verdone (nel quale il solo pensiero di buttarsi è follia), ma talvolta anche questi sentierini si rivelano delle trappole ben congegnate perchè basta mancare un bivio per ritrovarsi a navigare in mezzo alla vegetazione opprimente. Mi iscrivo sul posto in MA e, indossando un paio di pantaloni ASCO Lugano prestati dal Brambilla (pantaloni che, vista la vegetazione, hanno rischiato grosso), affronto una gara di stampo martinettiano nella quale nonostante una andatura a dir poco impiegatizia e grassottella credo di essere rimasto in testa fino alla lanterna 8.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Da lì in poi la mia insipienza atletica ed un grosso errore alla 16 durante il secondo giro (in quel caso ho veramente vagato a caso per lunghi minuti nel verdone senza raccapezzarmi) hanno fatto la differenza, lasciandomi solo a caracollare per il parco e per la salita che portava al traguardo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Nel fine settimana appena trascorso è toccato alla Lombardia invece riconciliarsi con i centri storici. Sabato pomeriggio, a Paullo, gara sotto la caldazza micidiale ben tracciata da Fabio Cattaneo: ad una prima parte un po’ noiosa fatta di grosse e semplici tirate, per ammazzare ben bene il fiato di chi (come me) non ne ha, ha fatto seguito una seconda parte – con cambio carta – a sequenza libera nella quale il “giro giusto” non era poi così immediato, e credo che parecchi abbiano allungato di molto il percorso ideale.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Resto sempre della mia idea. Per rivalutare i centri storici lombardi (che non siano Bergamo o San Donato o Dervio e pochi altri) basterebbe usare il vecchio metodo dei tracciatori cinesi: prendi 20 chicchi di riso, li lasci cadere a caso sulla carta e, dove si ferma il chicco, lì ci piazzi la lanterna! Non importa se non c’è il “giro giusto”: non ci deve nemmeno essere!!! Butta giù 20 lanterne a caso e lascia che siano gli orientisti ad andarle a cercare e ad impazzire!&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;In ogni caso sono rimasto contento della proposta di Fabio C., che ha cancellato dalla mia mente la precedente esperienza a Paullo (di qualche anno addietro) dove in una giornata torrida non avevo fatto altro che correre avanti e indietro lungo le strade principali in una gara che di orientistico quella volta aveva avuto proprio poco.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Parlando di tracciati, vedo già su Facebook i primi commenti positivi ai percorsi di oggi a San Donato realizzati da Andrea Gianotti. Trattandosi di gara organizzata dalla mia società, lascio i commenti agli altri. Ho passato qualche istante di follia all’arrivo (arrivo posizionato all’interno del Centro Sportivo nel quale era in corso una autentica sagra di tutti gli sport... con le conseguenze – casino, passanti, esplosione di rumori e colori – che lascio immaginare), ma spero che i partecipanti si siano divertiti. C’è qualche risultato inatteso, dovuto però – credo – alle vere insidie del percorso che ad un percorso-bingo. In ogni caso ho visto alcuni concorrenti andarsi a complimentare con Andrea, che tra pochissimo sarà neo-bi-papà, e questo è più che sufficiente per dare un senso positivo alla giornata.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E intanto, in serata, il Moggi dell’orienteering è tornato a colpire... chi ha orecchie per intendere, intenderà! :-)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-4352754645274100748?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/4352754645274100748/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=4352754645274100748' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/4352754645274100748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/4352754645274100748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/05/back-to-90s.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-4646610153604332199</id><published>2011-04-27T07:54:00.000-07:00</published><updated>2011-04-27T10:29:11.175-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;Orienteering Multi-days. Significa vacanze, significa ritrovare amici sparsi per mezzo mondo che causalmente hanno scelto lo stesso appuntamento per incontrarsi in una foresta. Significa passare qualche giorno lontano da casa senza particolari vincoli se non quello di presentarsi in partenza all'orario giusto. Significa però passare qualche momento di angoscia o di perplessità quando si tratta di scegliere, con molti mesi di anticipo, la categoria giusta... "In che condizioni sarò in quel momento?", "Che distanze e dislivelli mi faranno fare?", "Che tipo di gare saranno?".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In tanti anni si è vista gente iscritta in buona fede a categorie risultate poi massacranti, rovinandosi le vacanze trascorse tra ore nel bosco e pomeriggi sul letto di dolore, e chi si è iscritto a categorie accorpate infine alla W70... che va bene tutto (arrivarci, alla over-70!) ma uno vorrebbe anche cercare di trovare pane per i propri denti. Insomma... non è che ci chiamiamo tutti quanti Tavernaro o Tenani (o Rigoni) che la categoria ce l'hanno definita a priori e sarebbero comunque in grado di cavarsela ora et semper...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando è stato il momento di scegliere per la Pasqua in Alsazia, memore di quanto accaduto due anni fa ho optato per la H40; ricordandomi del divertimento del 2009 ma... non ricordando che avevo corso in HB!!! E, come volevasi dimostrare, mai scelta incosciente (la H40) si è dimostrata più azzeccata! Distanze importanti ma mai impossibili, percorsi difficili e talvolta molto difficili ma sempre alla portata, ore passate nel bosco a dare effettivamente il 100% delle mie possibilità senza dover mai strafare e sempre avendo a portata di mano un obiettivo raggiungibile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La posizione in classifica? Quella non conta, anche se è un po' rovinata da una ultima tappa nella quale i miei avversari diretti hanno corsi come lupi mannari!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tre giorni di Alsazia "tendente" ad una quattro giorni, comunque. Non tanto per il numero di ore di gara quanto perchè il piccolo gruppo GOK (dimezzato rispetto alle iscrizioni) presente in Francia non si è fatto mancare nulla. Ed infatti già venerdì, dopo un viaggio tutto sommato tranquillo da Milano a Mulhouse, eravamo sul terreno di gara del prologo Sprint...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-hQrJZ8Y3pUs/Tbgv1B-IyEI/AAAAAAAAAMw/15WKjPwQ6x0/s320/AlsaziaPasqua2011%2B051.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600278724743841858" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 277px; height: 320px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(foto by Bea Arn o Filippo Pezzati - Scom Mendrisio: un panzottello lanciato a tutta velocità...)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;SPRINT&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-OJWpQ__fLmU/TbhOlF6ex5I/AAAAAAAAANI/xEYr6-Z1_vw/s400/Alsace%2BPrologo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600312535784802194" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 285px; height: 400px; " /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chi mi conosce sa bene a quale "partito" io appartenga. Se devo scegliere tra il partito "Cascine" ed il partito "Cison", io mi schiero apertamente per uno dei due... Le gare sprint sono, credo, ancora aperte a diverse interpretazioni dal punto di vista della tipologia di offerta sul mercato: mi ricorda un po' l'introduzione del SuperGigante nella Coppa del Mondo di sci, quando ognuno tirava dalla parte più favorevole ed ogni tanto si vedevano autentiche Discese ed ogni tanto dei Giganti veri e propri. Io non mi formalizzo più di tanto: prediligo sicuramente le gare che mi lasciano qualcosa dentro, che voglio ricordare perchè mi hanno offerto un percorso insolito e sul quale associare le mie (poche) doti tecniche alle mie (ancora inferiori) abilità atletiche; quando vado a vedere la classifica di una gara come quella di Cison o di Monghidoro, posso pensare ad una gara spalla a spalla con chi mi ha preceduto in classifica e chi mi ha seguito, e le posizioni in classifica sono definite proprio dal continuo utilizzo di poche nozioni tecniche in un crescendo di fiatone e di debito d'ossigeno. A Cison avrei forse potuto battere il buon amico E. De Angelis (Arco di Carta) se avessi sbagliato meno di lui o fossi stato un po' più deciso o più tonico; ma ho sbagliato qualcosa in più, o sono stato meno deciso o meno tonico, e lui mi ha battuto ed io non posso che rendergli merito: questo è l'orienteering per il quale posso farmi (io, Impiegato Panzottello senza altra pretesa che di arrivare al traguardo) quattro ore di macchina o di treno per una gara di 15... ok, facciamo 30 minuti! Purtroppo, per come l'ho vissuta io, la gara del Parco delle Cascine sarà stata anche il non plus ultra delle gare sprint, ma avrei potuto prendere tutti gli iscritti e chiedere: tu a quanto corri? 5 minuti al km? Io 5 minuti e 1 secondo. La gara è di 3 chilometri... vinci tu di 3 secondi e non ci sono santi che tengano!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Così adesso si è capito a quale partito appartengo... (d'altronde sono anche tesserato svizzero, e la gara dei campionati ticinesi l'hanno fatta nel labirinto cretese di Avegno...)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La sprint del prologo all'Ecomuseo Alsaziano potrà quindi far rizzare i capelli in testa a tante persone: non è certo un percorso da Mondiale ma è un percorso che per i tapascioni di bassa classifica si rivela essere divertente, insolito, intrigante, impegnativo. Percorso nel quale, puntualmente, ho raggiunto al primo punto il concorrente che partiva prima di me di due minuti (ma lui correva come un lupo), poi ne sono rimasto staccato al quinto punto (quando il suo ritmo è diventato insostenibile) e infine l'ho visto arrivare al traguardo dieci minuti dopo di me! Si. La carta associa un piccolo labirinto, nel quale era difficile trovare i pertugi giusti e contemporaneamente evitare i turisti, e poi boschetti, un po' di verdone, paludi a profusione, attraversamenti (io per quattro volte) di un fiumiciattolo tre volte più stretto e con tre volte più acqua di quello di Cison. E poi ancora pezzi ad azimut o su sentiero streeeeeetto, cambi di direzione improvvisi e i cinque sensi tutti all'erta per cogliere il pertugio giusto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per quanto mi riguarda, 39 minuti spesi benissimo nella micidiale caldazza alsaziana (31 gradi): un prologo divertentissimo che non vale per nessuna classifica se non quella della passione orientistica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;MIDDLE&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-GE2hyFCDJzc/Tbg7oLiXiSI/AAAAAAAAANA/C9B3RYXj-ck/s400/Alsace%2BTappa1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600291698112956706" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 286px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;La vera Tre giorni comincia alla foresta demaniale di Lauw in una giornata, ancora una volta, caldissima: la scelta di portare la borraccia nel bagaglio è salvifica! Middle... insomma... il terreno ha parecchie curve di livello, parecchio verde (ma i gradi di verde sono tutti da abbassare di un livello: il verde 1 è attraversabile, il verde 2 è un buon 1 ed il verde 3 è ancora affrontabile a prezzo di un minimo di pelle) e soprattutto una marea di lanterne. 22 punti! Ed il tracciatore in parecchie zone piazza tante lanterne a 20 metri l'una dall'altra... vai tu a capire se quella che ti fa l'occhiolino è l'avvallamento o la parte bassa della collina!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tempo finale di gara: 1 ora e 34 minuti e sono persino soddisfatto di cavarmela con circa 15 minuti di errore. Sono meno soddisfatto quando l'educatissimo Giacomo mi dice che lui in H18 (stesso percorso) ci ha messo 49 minuti :-(&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un punto 6 che mi sembra buttato lì con poco raziocinio (lo cerchiamo tutti ad una trentina di metri, così quando finalmente lo trovo ed esco dal punto in costa, finisco due curve sopra ad un bivio evidentissimo che doveva essere in curva di livello...), tanti esordienti e giovanissimi che finiscono fuori dalla loro carta 1:5.000, e soprattutto una scala (quella 1:5.000) che anélo a più non posso quando mi trovo nella parte più a sud della carta che è un autentico delirio di dettagli all'interno del quale i più sgamati vanno via in gruppetto ed i lupi solitari (come me) si perdono tra mille lanterne e diecimila movimenti impercettibili del terreno! Se tanto mi da tanto, penso, domani per la gara long si viaggia attorno alle 3 ore...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;LONG (Pasqua)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-EyIMgrbXYX8/TbhOqfrz4PI/AAAAAAAAANQ/VG8mM72O8W0/s400/Alsace%2BTappa2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600312628601938162" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 285px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;12 chilometri sforzo. Non 7.700 metri + 370 come dice la carta. 12 chilometri sforzo. Basta vedere DOVE ci hanno dato la carta e dove sta la svedese! L'obiettivo sarebbe quello di stare sotto le due ore, sarebbe una bella sfida con la mia ombra... la mia tattica è quella di non commettere errori (anche a costo di andare proprio piano), di studiare le tratte lunghe per evitare dislivello inutile e di non andare in disidratazione nonostante la borraccia. I primi punti in salita sono già insidiosi, alla 3 punzono e mi trovo attorno un nugolo di orientisti persi che hanno appena finito di chiedere informazioni ad Adele. Alla 4 il mio tempo di gara è attorno ai 30 minuti: sarebbero 4 x 4 = proprio 16 lanterne e 30 x 4 = proprio 120 minuti, ma ci sono ancora la tratta lunga e quella lunghissima, quindi la mia sfida con l'ombra parte con il piede sbagliato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Inutile pensarci: occorre sgamellare un po' di chilometri. Faccio bene (giudizio di Giacomo Z.) la 4-5 andando a prendere il prato, e faccio bene (giudizio di Giacomo Z.) anche la 7-8 nella quale evito di scendere fino alla strada ed uscire di carta come insegna Minna... arrivo bene o male a capo della lanterna 10 e, improvvisamente, scopro che se le ultime lanterne mi cascassero addosso sarei ancora in grado di arrivare alle due ore! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Inutile fare pronostici... manca così poco alle due ore di gara... toh! la 11... bene, avanti così che... toh! la 12... ed ecco lì' la 13! Il morale torna a galla, vedo in lontananza la mia "ombra-due-ore" che si avvicina, forse ce la faccio... consumo le ultime gocce di acqua ed arrivo alla 14 in stile laser. Sono veramente sul filo del rasoio adesso, ma se pesco subito anche la 15... 15, 15... dove sei?!? Attacco il punto e finisco lungo, i secondi passano ed il cronometro attacca l'ora e 58. Non posso mollare adesso!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Improvvisamente vedo il punto di attacco, capisco che la lanterna è due curve sopra di me. E poi LA VEDO... la lanterna? NO, L'OMBRA!!! Ma non è l'ombra. E' una ragazza della D20Elite che esce dal punto! Ed all'improvviso quella povera inconsapevole ragazza diventa il mio "bersaglio". Ho fatto tutto bene in gara e mi faccio battere agli ultimi metri? NO! Corro in salita (SI! Corro in salita!) verso la 15 e mi precipito verso la 100 che sta ancora nel bosco e non è immediata da trovare, guadagno qualche metro in discesa e vedo quella ragazza che punta alla zona di arrivo per risalire le fettucce lungo la via più sicura... ancora un metro guadagnato, poi un altro. La 100 sta in un inghiottitoio ai piedi di una roccia... punzona lei, punzono io... esco dall'inghiottitoio spingendo persino con le unghie sulla terra. Ora la discesa, l'ombra è lì, a portata di mano... spingo ancora. Curva a sinistra, io stringo la corsa... contatto! COLLISIONE! Passo davanti io e la mia ombra (che si chiede chi sia questo ossesso) cerca di ripassarmi a destra. Ultima curva a sinistra... nuovo contatto! NUOVA COLLISIONE! E' il remake di Digione '79... punzoniamo il finish insieme, stretta di mano ed io filo allo scarico si-card. Non mi frega niente, non guardo l'orologio, voglio solo sapere... 1 ora o due ore. Il tempo: 1 ora, 57 minuti... 57 minuti??? Ma come sarebbe??? Ebbene si, avevo fatto partire il cronometro (ed ho fatto poi tutto 'sto cinema) al cancello del "meno due minuti"...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In ogni caso è sufficiente per me per mettere in saccoccia una gara largamente positiva. Sono talmente contento di me (con due ore di gara? SI!) che non sono nemmeno stanco. Anche se la mia compagna di volata mi guarda come se fossi matto...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-ihOXKeLgbrk/TbgvwSv-LKI/AAAAAAAAAMo/Fqnsm-jUn_A/s320/230776_1994846516280_1396963557_32274565_4084076_n.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600278643348483234" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;(foto by Alessandro Manzoni - "Giacomo... devi fare come me!!! 10 minuti al kmsf e vedrai come ti diverti!!!"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;MIDDLE (Lunedì dell'Angelo)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-Byn7J2t4PYg/TbhOvFWXzBI/AAAAAAAAANY/BWqOH5G8TRU/s400/Alsace%2BTappa3.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600312707432041490" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 285px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ultimo giorno di gare. Ancora middle, ancora un gran caldo. Sono altre 22 lanterne e questa volta si gareggia al TannenWald, un bosco a 2 km circa in linea d'aria dal centro di Mulhouse su una carta che mi dicono essere quella di allenamento per gli orientisti alsaziani. Come a Lauw, il bosco è una specie di Brinzio o di Golasecca (e non sono il solo a dirlo) con i verdi sempre un pelo più attraversabili di quanto dica la carta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli organizzatori della caccia non ripetono le prodezze di due anni fa ma... insomma... al mio stesso minuto parte il secondo della H18, ovvero l'inseguitore di Giacomo. Lui prende la descrizione punti "H18-H40" e si ferma in mezzo ai piedi, io dico "excusez-moi" e prendo la stessa descrizione... e comincia una specie di gioco a rimpiattino, con lui che evidentemente cura me in partenza ed io che al bip-bip-biiiip comincio a cincischiare (tanto la svedese è lontana) e cammino quel poco che basta per lasciare che sia lui a portarmi sulla 1 e sulla 2.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le prime lanterne sono un continuo incrocio con Michela Conti, anche lei in caccia nella D40. SOlo i percorsi a lunga gittata arrivano al bordo sud-est della carta e a quel punto la salita è bella che finita. Qualche punto a sfruttare i sentieri o ad usarli come punto di arresto, poi si comincia a scendere. I trenini del francesi si formano e scoppiano attorno a me (ma tutti purtroppo corrono più di me e quello che guadagno in zona punto lo perdo con gli interessi lungo la tratta). Al punto spettacolo la gara è praticamente finita perchè le ultime lanterne sono in comune con tante categorie; cerco di godermi le ultime tratte facendo persino un po' a botte con la vegetazione (ad un certo punto nel verde 2 esclamo uno "spacco tutto!" cui manca solo il "per Toutatis" che fa tanto Obelix...) ed il finale è ancora un lungo sprint con e tra chiunque arrivi insieme nel gruppetto che entra nel piccolo stadio di Mulhouse.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il risultato finale dell'ultima tappa è soddisfacente per me: 1 ora e 13 minuti, ma la classifica è un po' penalizzante... ma chissenefrega! Ho potuto anche oggi stare sul mio personale 100% dell'impegno, trovare i punti quando dovevo e far girare le gambine quando potevo. Gli amici, non tutti purtroppo perchè qualcuno è rimasto a Milano, sono lì sul campo: il Primiero, la Besanese, il FitMonza, Adele e Stefano.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'Alsazia è in saccoccia. La decisione presa tanti mesi fa, quell'H40 con tanti punti interrogativi, si è mostrata la scelta migliore possibile. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non è stata l'ultima decisione già presa in questo 2011... speriamo che le prossime si mostrino ugualmente azzeccate! Alsazia felix, da ripetere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-4646610153604332199?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/4646610153604332199/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=4646610153604332199' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/4646610153604332199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/4646610153604332199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/04/orienteering-multi-days.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-hQrJZ8Y3pUs/Tbgv1B-IyEI/AAAAAAAAAMw/15WKjPwQ6x0/s72-c/AlsaziaPasqua2011%2B051.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-927741106762213354</id><published>2011-04-18T13:34:00.000-07:00</published><updated>2011-04-18T13:43:33.957-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;Due giorni di viaggi, di gare, di lanterne pulite e di strambate belle e buone, di piccole interviste, di calcoli a mente e di live aggiornatissimi, di immagini e di colori. E una sensazione: quella di aver fatto parte di un gruppo unito e pieno di buona volontà, di sorrisi e di impegno. Due anni sono passati dalla mia "prima" con l'Orienteering Miane '87, l'Orienteering Prealpi e l'Orienteering Tarzo (citati in solo ordine alfabetico). Moriago della Battaglia e Tarzo-Resera lasciano il posto a Cison di Valmarino e Passo San Boldo. E ancora una volta come due anni fa, la sensazione di aver affidato quel tesoro personale che è il mio tempo libero ad un gruppo che ha fatto di tutto per&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dare valore ad un fine settimana trascorso lontano da casa ma non per questo lontano dagli affetti e dalle cose che amo fare di più.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dalle 7.45 di sabato mattina alle 21.30 di domenica sera. Poco dormire, molta automobile. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tornanti, gallerie, cremagliere (si... io ho preso la cremagliera, grazie Pedro per avermi pagato il biglietto!), campane che suonano alle 19 di sera durante la premiazione ed alle 6 del mattino durante gli ultimi minuti di sonno. Prosecco (durante la premiazione) e the caldo dopo la gara di Passo San Boldo. La voce che va e viene il sabato e che misteriosamente torna la domenica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ernesto Rampado che mi indica il lutto portato sul pettorale, per la scomparsa dell'amico Anton Koessler che tante volte avevo incontrato nel bosco e che per Attilio era ormai un compagno di avventure. Damiano ed Ivano Bettega che scappano subito dopo la gara di domenica a trovare in ospedale a Padova il loro fratellino Fabiano, la mascotte dell'orienteering italiano, che non ha potuto "ronzare" inarrestabile attorno alla postazione speaker e so io quanto mi è mancata la sua presenza (ti stiamo aspettando, Fabiano! torna presto!).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Immagini salvate nel mio Picasa personale... sabato... chiudo gli occhi e vedo, chissà perchè?, l'immagine di Carlo Rigoni che corre su un binario o su una rotaia, non una stilla di energia sprecata a sbracciare o a mettere i piedi per terra se non nel modo più perfetto possibile, una corsa da filmare ed insegnare ai ragazzi perchè con quello stile si guadagnano due minuti netti al chilometro sforzo. Chissà se Anna Caglio ha già imparato quello stile: prima gara in W20 e quando il calcolo a mente mi dà il risultato... no, non può avere quei minuti di vantaggio in una gara sprint junior... Stefano! Rifai i calcoli! Ed invece i calcoli sono giusti e lo saranno fino all'ultimo, con Ivano B. che accanto a me aspetta il risultato finale delle mie elucubrazioni e ad un certo punto non vuole più né guardare né sentire finché la medaglia d'oro non è ufficiale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E diventano ufficiali anche le medaglie di Gaia Sebastiani che vuole fare come Fabian Hertner: punzona la 100, parte, si ferma, torna indietro, punzona di nuovo... ed io che ho davanti il tempo che trascorre non posso fare il count-down perchè Gaia merita quella medaglia d'oro, ma anche Eleonora e Linda che con il loro tempo le sono praticamente addosso potrebbero tornare a casa con quella medaglia... avranno modo di rifarsi e di gareggiare ancora una volta spalla a spalla.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E infine Michela, che uccide gara e suspence con un arrivo senza sforzo apparente, totalmente in controllo della situazione anche se va 3 volte più veloce di me; e per ultimo Alessio che si tira via dalle spalle quella "scimmia", quella cabala che lo vedeva MAI vincente in una gara nella quale ero stato impegnato come speaker... ma in questo 2011 c'è stato spazio anche per sfatare questa maledizione anche se (per il momento) è stato solo un passaggio sulle spalle del buon Emiliano!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-RXgtkYwgDhk/TayiAe7DArI/AAAAAAAAAL8/D1XaWU22Qgs/s320/ME.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597026566099108530" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 249px; height: 320px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come? La mia gara? Spettacolare... come sempre. Non fosse che arrivo in partenza con la concentrazione a zero e la paura di non arrivare in tempo al traguardo; concentrazione a zero vuol dire che affronto la 1 lungo il sentiero alto e solo a metà strada capisco che dovrò fare una discesa in corda doppia per arrivare sul punto (7'25"... e Tenani era a metà strada!). Sbaglio anche la 5 perchè mi aspetto un edificio con un tetto e non uno spazio vuoto tra 4 mura diroccate, e anche la 7 "eh! ho ciapà a destra come un co&amp;amp;lione!"... magico Tone, sono con te anche quando sbagliamo una scelta banale come quella! Alla 10 mi aspetto un ponte dove non esiste nulla, e vedendo la 50 sull'altra riva del torrente decido di mettere i piedi a bagno almeno una volta... no! due volte, perchè devo tornare indetro per la 11... no! tre volte, perchè dopo la 14 taglio dritto verso il punto successivo. "35 minuti, conoscendoti" disse Roland Pin prima della partenza. 35'14", disse Mr. Cronometro che evidentemente lo aveva sentito (oppure Roland è Elite anche quanto a pronostici...).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Domenica. Immagini da Passo San Boldo. C'è sempre lui, sempre Carlo Rigoni... dove cacchio sta quella rotaia su cui naviga anche oggi senza sforzo apparente? Mi rifiuto persino di commentare con tono enfatico, ci penseranno da par loro il bardo Dario Stefani "è passato Rigoni e ho sentito il BANG! supersonico" e Dario Pedrotti "32 minuti? Ha tagliato!", ma questo lo disse anche Frizzera su Stefano Maddalena... e capisco che scegliere tra Rigoni e Maddalena è come dover scegliere tra Claudia Schiffer e Heidi Klum, tra Larry Bird e Magic Johnson, tra Bobby Fisher e Garry Kasparov... ah! posso scegliere?!? Allora scelgo Marirosa Hechich! Perchè anche lei mette a dura prova le mie certezze matematiche: non ho ancora finito di calcolare il tempo di Claudia Bertoldi, sicuramente vincente... come no?... che la mamma di Marco ed Andrea mette assieme una "cosa" tra le lanterne di Passo San Boldo che non so nemmeno come definire (e le primavere di Marirosa non le dico ma son lì da guardare ed allibire), forse l'unico aggettivo è "Anuchkiniana": perchè tra i maschietti prima arriva Corradini e dà 7 minuti a tutti, poi arriva Oleg e dà 7 minuti a Corradini. E lo speaker, CHE E' STATO NEL BOSCO, è lì dietro al microfono e non sa più se sta dando i tempi o i numeri, e si domanda COME DIAVOLO FANNO?!? perchè i verdi, il labirinto del terrore con 3 o 4 o 5 lanterne, le salite e le discese (soprattutto le prime) c'erano anche per Marirosa e Oleg, e non avevano spianato tutto dopo il mio passaggio!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-7Wq8prn6sOE/TayiWffH_dI/AAAAAAAAAME/IYkuIPUb8aQ/s320/San%2BBoldo%2BWE%2BM35.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597026944207551954" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 227px; height: 320px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come? La mia gara? Entusiasmante... come al solito. Il campanile mi tira giù dal letto alle 6.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Colazione in solitaria, vestizione e taping. Janos "Alonso" Manarin arriva in modalità svizzera alle 7.00... se la Ferrari la danno a lui anziché a Felipe Massa, Vettel trova pane per i suoi denti, almeno sulla salita di Passo San Boldo! Alle 7.25 vado, fiero del fatto mio, verso la partenza. Alle 7.26 capisco che ci sono meno di 5 gradi e torno a mettermi la termica ed i guanti (li ho tolti... i guanti!... tra la 0 e la 1). 7.55: sono in partenza con tutti i ragazzi dell'organizzazione pronti ad accogliermi. 8.02: parto. 8.03: scelta alta scellerata... se vi capita di trovare nel bosco qualcuno che sta uscendo dal punto e vi aiuta così a trovarlo, beh... io per fortuna ogni tanto trovo i posatori all'opera. Mi salvo grazie a non si dice chi ma per il rotto della cuffia alla 1, prima di un bellissimo tratto fino alla 4.  Alla 5, scelta di altissimo livello e di pari idiozia: avessi almeno seguito quel sentiero... invece faccio tutta la traversata su una costa spalmata di sapone, cadendo a valle almeno 20 volte. Ma la 5, anche senza telo, è facile da trovare. Non così la 6 nel verdino che attacco 3 volte prima di trovare il paletto metallico ficcato tra le ramaglie fitte. Bene 7, 9 e 10... ah! c'è anche la 8? Mumble mumble... per fortuna, come dicevo, ci sono in giro i posatori (io sono corto 20 metri e praticamente perso nei giallini rocciosi). Sono così fuso che penso che 11 e 12 siano sulla stessa curva di livello. No caro! Ce ne sono 5, e in salita! Per fortuna che il punto si vede bene anche da lontano! E la 13? Vabbé, il Signore dei Ciuchi mi ci porta per mano fino a due metri... la mia dignità (e la dignità dell'orienteering) mi impone per una volta di non urlare "Si, sono un orientista" visto che impiego 81 minuti per finire una gara che qualcuno (sempre lui!) terminerà in molto meno della metà... &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tante immagini. Tanti ricordi. Basterebbero per una stagione intera, ma sono un ragazzo fortunato: tra molto meno di una intera settimana, infatti, si va in scena di nuovo!!!!!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-927741106762213354?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/927741106762213354/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=927741106762213354' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/927741106762213354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/927741106762213354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/04/due-giorni-di-viaggi-di-gare-di.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-RXgtkYwgDhk/TayiAe7DArI/AAAAAAAAAL8/D1XaWU22Qgs/s72-c/ME.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-4947476078967760963</id><published>2011-04-13T02:06:00.000-07:00</published><updated>2011-04-13T02:22:36.431-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Aiax4mEl4Es/TaVqkCaUmoI/AAAAAAAAAL0/eUhkT_tnBv4/s1600/Simion%2B%2528foto%2Brmoretti%2529.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 162px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5594995279432817282" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-Aiax4mEl4Es/TaVqkCaUmoI/AAAAAAAAAL0/eUhkT_tnBv4/s320/Simion%2B%2528foto%2Brmoretti%2529.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Di solito non faccio il copia%incolla di notizie sul mio diario (soprattutto se sono "in fase di redazione", ma faccio una eccezione per questa come la avevo fatta per la precedente che salutava la medaglia di bronzo di Gian a Venezia al Campionato Italiano di Maratona. &lt;a href="http://www.fiso.it/04_notizie/dettaglio.asp?id=4599"&gt;http://www.fiso.it/04_notizie/dettaglio.asp?id=4599&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non mi chiamo certo Stefano Baldini, ma un grosso IN BOCCA AL LUPO all'amico Giancarlo Simion lo faccio anche io. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nella speranza che un giorno, guardando quel rito irrinunciabile che è la maratona olimpica (la gara delle gare delle gare... quella che ha creato tutte le altre), possa scoprire di fare il tifo non solo per un corrodire italiano ma addirittura per un ragazzo cui sono stato al fianco nei parterre di gara, cui ho commentato qualche arrivo (uno per tutti quello del Campionato Italiano Sprint di Pergine) e che non mi ha mai negato un saluto, un sorriso ed una piccola intervista.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(chissà se magari un giorno, per un'altra intervista, dovrò fare la fila o farmi annunciare dal manager... ma gli auguro anche questo).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E poi mi bullerò con gli amici dicendo: "Sapete che un giorno al Campionato Trentino alla Maranza con la mia presenza gli ho praticamente indicato dove stava il punto, perchè l'avevo trovato prima di lui?"&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;IN BOCCA AL LUPO, GIAN! Qualunque cosa tu decida di fare, io ti sarò sempre riconoscente per l'impegno che hai dedicato al bosco! Ad majora!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(credits) la foto è di Roberto Moretti, che spero perdonerà l'utilizzo ulteriore di quell'immagine da parte mia, così come deve ancora digerire una certa cosa che ho detto al microfono... :-)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-4947476078967760963?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/4947476078967760963/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=4947476078967760963' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/4947476078967760963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/4947476078967760963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/04/di-solito-non-faccio-il-copiaincolla-di.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Aiax4mEl4Es/TaVqkCaUmoI/AAAAAAAAAL0/eUhkT_tnBv4/s72-c/Simion%2B%2528foto%2Brmoretti%2529.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-5315542850099522182</id><published>2011-04-11T00:46:00.000-07:00</published><updated>2011-04-11T00:50:33.028-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Questi sono i viaggi dell'astronave Stegal-prise, durante la sua missione ventennale diretta all'esplorazione di strani e nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di orienteering e di nuove civiltà. Fino ad arrivare là dove nessun tracciatore avrebbe mai pensato di posare una lanterna...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Diario di bordo del Capitano Stegal. Data astrale 20110411.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; " &gt;Prima di aggiungere una pagina al mio diario, è solo doveroso da parte mia ringraziare chi ha aggiunto un commento ai due o tre post precedenti e chi, in questi ultimi due giorni, mi ha detto di persona alcune parole che ho apprezzato tantissimo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; " &gt;Anticipo il finale, spiegando che in questo momento NON sto leggendo i commenti anche se c’è qualcuno che mi aggiorna costantemente, mi dice chi scrive e mi dice cosa scrive. Dopo aver ricevuto settimana scorsa delle mail veramente brutte, di reazione ho scritto quello che pensavo; poi sono stato male, fisicamente, per alcuni commenti. Sono tornato a casa dall’ufficio in lacrime, sconvolto. Sono stato male il giorno successivo e non ho potuto lavorare. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; " &gt;Mentre Marco G., via sms, mi aggiornava sui commenti che seguivano e sul fatto che stava succedendo un po’ di tutto, ho deciso che per qualche tempo ancora non sarei andato a leggere quei commenti. Mi scuso quindi con chi ha impiegato parte del suo tempo per collegarsi al blog, scrivere qualcosa; non ho ancora potuto ringraziare nessuno personalmente ma, come scritto sopra, so chi ha lasciato una firma e so cosa ha scritto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; " &gt;Sugli anonimi... mi scuso anche con loro. Ho colto alcuni segnali circa il fatto che il mio comportamento, sia sui campi di gara che fuori, può far pensare che io abbia qualche potere e che non lo stia usando a beneficio di tutti, o qualche privilegio che non merito (non ho poteri, e credo che l’unico privilegio sia quello di correre le gare all’alba quando mi viene proposto di fare lo speaker). Forse chi scrive sotto anonimato o mi manda mail da caselle inesistenti (o che vogliono far pensare che il mittente sia un altro!, e questo è davvero brutto) pensa che io sia un bruto sanguinario che non vede l’ora di vendicarsi... e che l’anonimato sia anche una forma di protezione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; " &gt;Posso dire solo due cose. La prima è: ho smesso di giocare a pallacanestro e di fare male da 19 anni. La seconda è: grazie a tutti. Avrò presto l’occasione di abbracciare tante persone. Ci vediamo prestissimo!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, serif; font-size: 16px; color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/-DFnrmP7JsQk/TaKyF-fXH-I/AAAAAAAAALc/iju3EGI9uMw/s320/viaggio.bmp" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5594229502891204578" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 270px; height: 320px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Quanta strada nei miei sandali? Quanta ne avrà fatta Bartali... E quanta ne avrò fatta io durante il week-end candidato ad essere il più caldo dell’anno?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Milano (Gratosoglio) – Alzate Brianza – Monticello Brianza - Milano (Gratosoglio) – Mezzago - Milano (Gratosoglio) – Bollate - Milano (Gratosoglio).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;Google Maps dive 252 km in 5 ore e 23 minuti, ma ho il sospetto che bari...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;1) sabato mattina. Tre ore sotto il rabattone del sole con il buon Luigi Penati a “suggerire” (poiché non sono tracciatore e non ho titoli!) alcune possibili posature per la gara di trail-O che andrà in scena giovedì 14 aprile per i GSS regionali. Tre ore durante le quali, per la gioia di Luigi, mi sono trasformato in un Satana sadico, nel Dottor Mabuse, nella Susi dei quesiti della Settimana Enigmistica (ma il maglione a rigone nere sarebbe stato improponibile nell’afa dei 30 gradi)... Tre ore durante le quali Luigi ha adattato la carta alle mie peripezie mentali (anche lui le ha chiamate in un altro modo...), contando passi sommando passi sottraendo passi, mettendo lanterne al lato sud-est dell’oggetto più a nord-ovest con linea di visuale da zenit a nadir e chi più ne ha più ne metta. Alla fine, ero fuso!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;(la carta con il tracciato, ovviamente, comparirà solo dopo la gara, per la gioia e temo le risate degli amici trail-oisti veri)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;2) sabato pomeriggio. Trasferimento a Monticello Brianza per partecipare (e ci sono sempre 30 gradi) alla promozionale della Polisportiva Besanese. Spettacolo al banco di iscrizione dove hanno fatto la fila almeno un centinaio di esordienti totali che vanno a rimpinguare le fila di coloro i quali, grazie alla “corazzata lombarda bianco-rossa”, conoscono ed hanno praticato l’orienteering. Un buon allenamento, sui tracciati di Jacopo Benini e l’impianto cartografico di Remo Madella. Unico rammarico da parte mia: ero completamente svuotato di energie, diciamo pure disidratato. Il che mi ha provocato una “cotta” micidiale sulla altrettanto micidiale salitazza 7-8-9-10 (Jacopo, me la &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;pagherai!). Purtroppo il paese si chiama “Monticello” e non “Pianuricello”...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, serif; font-size: 16px; color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/-oGOp3NNEawE/TaKySipZSMI/AAAAAAAAALk/vHWtVfHEZ8Y/s320/monticello.bmp" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5594229718755395778" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 266px; height: 320px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;M&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;a arriviamo al clou della giornata! Finisco la prova, veramente stanco, e mi fermo qualche minuto accanto all’arrivo che è a pochi metri dalla partenza. E qui sento una voce che dice: “Ancora qualche metro, raggiungevo anche il grasso...”. Mi guardo attorno e capisco che stanno parlando di me. “IL GRASSO” SONO IO!!! Ho continuato a compiangermi con gli amici per tutto il pomeriggio, durante la serata di sabato ed anche la domenica mattina e pomeriggio. E non mi è ancora passata. Non so se ri-incontrerò il fellone, ma lo aspetto nel bosco!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;3) domenica mattina. Mezzago, gara promozionale made by FitMonza valida per il Trofeo Centri Storici Lombardi. Metto qui sul blog la cartina in bianco e nero perchè c’è un chiaro “riproduzione riservata” sulla carta di gara e non vorrei combinare altri guai. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;A Mezzago avevo già corso l’anno scorso, papà Grassi infatti ricordava bene un mio commento “il paese andrebbe benissimo per una gara di trail-O”; così sui due piedi vorrei dire che mi sono piaciuti un po’ di più i tracciati dell’anno scorso, erano un po’ più labirintici e che sfruttavano di più il piccolo parchetto nella parte nord della carta dove infatti&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt; qualcuno si era perso...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, serif; font-size: 16px; color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/-UsIhESiNxWc/TaKyiNDxDcI/AAAAAAAAALs/Ykvk8wjOnsA/s320/mezzago.bmp" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5594229987838332354" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 262px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Ma, almeno a me, va benissimo così. Anche questa gara ha avuto il pregio di portare tantissimi ragazzi del posto a cimentarsi con cartina e bussola... secondo me, oltre a sostenere per quanto possiamo chi si cimenta ad alto e altissimo livello, occorre andare avanti anche su questa strada perchè (sempre secondo la mia modesta opinione) se mai un giorno l’orienteering si imporrà come sport in Italia non sarà durante la mia generazione, e neanche durante quella dopo o dopo ancora. Probabilmente sarà la generazione di coloro che muovono ora i primi passi in cartina...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial"&gt;4) ... e a proposito di “primi passi”, domenica pomeriggio è stato il momento per salutare come si deve l’arrivo di ... chissà???... alcuni nuovi orientisti. Se vorranno esserlo. E se non lo vorranno, non ho dubbi che saranno degli ottimi sportivi, perchè i rispettivi genitori lo sono stati e lo sono ancora, e buon sangue non mente. Auguri ai genitori di Dario e Caterina! Ed auguri anche a Dario e Caterina, che non sanno ancora il pericolo che corrono... un domani potrebbero vedere papà e mamma proporre loro il fatidico “ma non vorresti anche tu provare a venire nel bosco con noi?”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-5315542850099522182?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/5315542850099522182/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=5315542850099522182' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/5315542850099522182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/5315542850099522182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/04/questi-sono-i-viaggi-dellastronave.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-DFnrmP7JsQk/TaKyF-fXH-I/AAAAAAAAALc/iju3EGI9uMw/s72-c/viaggio.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-5724558937835876919</id><published>2011-04-07T03:55:00.000-07:00</published><updated>2011-04-08T07:50:10.424-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-FaEakdc3nKo/TZ2YcmH0BOI/AAAAAAAAALM/4h4ZBcA1df0/s1600/buhrer%2Be%2Bgal%2B3.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-FaEakdc3nKo/TZ2YcmH0BOI/AAAAAAAAALM/4h4ZBcA1df0/s320/buhrer%2Be%2Bgal%2B3.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5592793929301099746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial; "&gt;Le mie fonti dicono... Gernot Kerschbaumer!!! (vedi commenti al post...)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, serif; "&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-tbzPexLClvM/TZ8gNfiiiSI/AAAAAAAAALU/IX0H9d9Gt9s/s1600/gernot.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/-tbzPexLClvM/TZ8gNfiiiSI/AAAAAAAAALU/IX0H9d9Gt9s/s320/gernot.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5593224678394202402" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 169px; height: 320px; " /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial; "&gt;Rapperswil, agosto 2003.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Oltre 400 atleti provenenti da 41 nazioni si affrontano nei Campionati Mondiali di orienteering. Il 6 agosto è una giornata caldissima, si corre ad oltre 35 gradi di temperatura su un percorso dalla lunghezza teorica di quasi 17 chilometri e con un dislivello complessivo superiore ai 500 metri. Al termine della prova, dopo 1 ora e 46 minuti di corsa allo spasimo, si laurea nuovo campione del mondo lo svizzero Thomas Buehrer. A colpire l’interesse dei media è la prima la dichiarazione del neo campione del mondo: “Il segreto per vincere? Correre i 10.000 metri come un olimpionico e giocare a scacchi come un maestro”. Ce n’è abbastanza per andare a conoscerlo da vicino!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Prima due parole sull’orienteering o corsa di orientamento: si tratta di una prova di corsa su terreno vario in cui i partecipanti, con l’ausilio di una carta topografica molto dettagliata e di una bussola, devono raggiungere il traguardo nel minor tempo possibile e con scelte di percorso autonome, passando da una serie di punti di controllo detti “lanterne”. Il percorso tra un punto e l’altro viene scelto da ciascun concorrente in base alla conformazione del terreno e alle proprie capacità tecniche ed atletiche. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Non si tratta di uno “sport estremo” né di una disciplina sconosciuta: basti sapere che sono previsti percorsi anche per i bambini sotto i 10 anni o per gli adulti sopra i 65 anni (in Svezia addirittura è prevista una categoria per gli over 90!); sempre in Svezia, il maggiore evento sportivo nazionale è costituito dall’Oringen, una manifestazione di 1 settimana alla quale partecipano oltre 15.000 atleti da tutto il mondo, mentre i Italia si sono raggiunti i 3000 partecipanti alla “5 giorni dei Forti 2002”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;D: Thomas, quale è il tuo circolo scacchistico? Quali sono stati i tuoi risultati recenti?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial; "&gt;R: Faccio parte del club di scacchi Dottingen-Klingnau, un circolo in un piccolo paese a nord di Zurigo. Abbiamo una squadra nella terza categoria del campionato svizzero a squadre; siamo sempre vicini alla promozione in seconda categoria ma non siamo mai riusciti nell’intento. A causa di un serio infortunio che mi ha impedito di allenarmi e gareggiare, durante l’inverno e la primavera scorsa ho giocato 6 tornei in fila. Grazie all’allenamento scacchistico e alla continua partecipazione a tornei ho migliorato il mio livello passo dopo passo. Nell’ultimo torneo, lo Zurichsee-Plaza Open, ho realizzato 4 punti su 7 con una performance di 2092 punti, che è molto più alta del mio attuale ELO svizzero di 1893.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;D: tu sei campione del mondo nell’orienteering e un buon giocatore di scacchi. Hanno qualcosa in comune lo sforzo mentale e la concentrazione richiesta nelle due discipline?&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;R: in entrambi gli sport è necessaria una buona forza di immaginazione. Nell’orienteering occorre immaginare il terreno basandosi sulla lettura della mappa, negli scacchi occorre anticipare la posizione per molte mosse in avanti. In entrambi i casi un calo di concentrazione può essere fatale, quindi occorre tenere sotto controllo il livello di concentrazione, ed anche le emozioni. Anche la fatica fisica influenza le performance: nell’orienteering occorre stare alla soglia della velocità limite alla quale il cervello smette di lavorare bene, negli scacchi la stanchezza dopo 5 ore di gioco diventa un fattore cruciale. Infine occorre saper prendere decisioni intuitive, senza che si possa avere abbastanza tempo per calcolare tutte le eventualità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;D: ci sono somiglianze nell’impostazione di una strategia?&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;R: La strategia è più importante negli scacchi. Anche nella corsa, però, si prendono decisioni strategiche: all’inizio della gara occorre scegliere la corretta velocità di corsa ed immedesimarsi nella lettura della mappa per capire le particolarità del terreno. Ma se parliamo delle abilità necessarie per spostarsi da un punto A ad un punto B della mappa il più velocemente possibile, penso che queste abilità coinvolgano più la sfera tattica che quella strategica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;D: pensi che un allenamento fisico possa aiutare un giocatore di scacchi? E un “allenamento mentale” possa giovare in uno sport fisico?&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;R: Ho già citato il fattore stanchezza dopo molte ore di gioco. Penso quindi che un allenamento fisico anche modesto possa aiutare a mantenere la concentrazione in queste fasi. Certo, anche l’orienteering può essere un buon allenamento per uno scacchista con molte ambizioni, perché offre la possibilità di allenare contemporaneamente il cervello. In tutti gli sport fisici è prevista una fase di “allenamento psicologico”: nell’orienteering è un elemento importante come la corsa o la lettura della mappa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;D: come si svolge la tua giornata tipo?&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;R: Durante la fase di massimo allenamento pratico attività fisica due volte al giorno. Quando lavoravo come assistente all’università mi allenavo al mattino e alla sera, quindi potevo giocare a scacchi solo alla sede del club, dopo l’allenamento serale. Nell’ultimo anno e mezzo sono diventato un corridore professionista. Questo mi da la possibilità di giocare a scacchi sia prima che tra i due allenamenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;D: suggeriresti ad un giovane di provare a cimentarsi, con allenamenti o con la partecipazione a competizioni, sia negli scacchi che in un altro sport?&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;R: Se un giovane mostra non solo un interesse, ma una reale passione per gli scacchi e l’orienteering, gli suggerisco di investire quanto più tempo possibile in queste discipline: otterrà risultati molto buoni concentrandosi sulle cose che ama maggiormente. Naturalmente un giovane che preferisce una disciplina intellettuale farà bene a non trascurare una pratica sportiva, e vale anche il viceversa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;D: c’è qualcosa nel mondo scacchistico che vorresti vedere nell’orienteering, e viceversa?&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;R: Il professionismo è ben accettato negli scacchi ma non ancora nell’orienteering. Mi piacerebbe vedere che gli orientisti al top delle classifiche mondiali potessero vivere con i guadagni di gare e sponsorizzazioni. Credo che gli scacchi guadagnerebbero ancora più interesse nel mondo extra-scacchistico se ci fosse un solo campione del mondo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;D: chi è il tuo giocatore di scacchi preferito?&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;R: non sono ancora così bravo da aver sviluppato un favore verso lo stile di questo o quel giocatore. Mi piacciono i giocatori che commentano le loro partite in modo comprensibile ed umoristico, perché mi danno la possibilità di capire ed apprezzare il loro gioco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;D: ultima domanda. Cambieresti la tua medaglia d’oro a Rapperswil con il titolo di campione del mondo di scacchi?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;R: Si. Immediatamente. In questo modo all’età di 35 anni non sarei di fronte alla fine della mia carriera sportiva&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;Stefano Galletti - &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial; "&gt;Intervista inverno 2003-2004 per "L'Italia Scacchistica"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial; "&gt;(la foto è stata scattata ai Campionati Europei agosto 2004 a Roskilde)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-5724558937835876919?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/5724558937835876919/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=5724558937835876919' title='11 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/5724558937835876919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/5724558937835876919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/04/rapperswil-agosto-2003.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-FaEakdc3nKo/TZ2YcmH0BOI/AAAAAAAAALM/4h4ZBcA1df0/s72-c/buhrer%2Be%2Bgal%2B3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-1727432244229782356</id><published>2011-04-06T04:59:00.000-07:00</published><updated>2011-04-06T05:33:55.772-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div&gt;Avviso ai naviganti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gli ultimi commenti al blog dopo il mio racconto dell'avventura di OltreBrenta mi hanno aperto gli occhi su una realtà che altrimenti non avrei percepito, realtà che è testimoniata da fatti ben acclarati... mica aria fritta:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;1) la mia posizione in lista base parla della trecentovensiseiesima con ben 21,62 punti nel 2011. Il che è un bel precipitare dopo anni nei quali ero arrivato alla duecentosettantesima (con 30,70 punti) nel 2010, la duecentocinquantatreesima (con 33,54 punti) nel 2009, addirittura la centonovantottesima (con 38,16) nel 2008, e poi 278esimo con 26,88 nel 2007, per finirla qui con tutti gli anni fino al 2003 nei quali ho bazzicato costantemente le posizioni a ridosso della 270esima. E' evidente, quindi, che i miei giudizi su una gara possono essere oggettivi solo se si parla della temperatura (ma solo se è stata accertata da MeteoTrentino), dei chilometri di distanza da casa mia (certificati però da adeguata strumentazione di bordo) o del prezzo del panino al formaggio consumato alla cucina da campo (solo il prezzo, per carità, perchè non sono un fine gourmet e non mi azzarderei mai a dare una valutazione sulla bontà o meno del prodotto consumato).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2) ancora più evidente il fatto che, come comprovato qui &lt;/div&gt;&lt;div&gt;http://www.fiso.it/01_federazione/04_tesserati/tesserato_altro.asp?tessera=LB1964&lt;/div&gt;&lt;div&gt;io in questi 20 anni non ho maturato né una carica tecnica, né ricoperto ruoli Fiso (nemmeno regionali) né cambiato squadre per poter valutare al meglio quanto offre il panorama orientistico italiano; non sono un tracciatore, un maestro, un istruttore, un quadro tecnico, un nulla di nulla per poter spendere parole su qualsivoglia questione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;3) il mio palmares di orientista, anzi... che cosa dico... di "persona che si presenta in un posto dove ci sono atleti intenti a praticare l'orienteering, e che paga un prezzo di iscrizione per poter avere una cartina e andare nel bosco" (gli orientisti sono altri), mi ha visto in questi 20 anni  vittorioso esclusivamente in promozionali di bassa lega, organizzate probabilmente al solo scopo di farmi fare bella figura (certo che... vuol dire che a Roskilde in H35 dovevano essere morti tutti, come pure in quelle 3 o 4 occasioni al TMO ticinese). Io stesso ho sempre dichiarato che Marco Giovannini avrebbe vinto il titolo regionale a staffetta con chiunque dei presenti dei primi 7 team classificati, ed in fondo io sono più celebre per aver dato il posto ad Andrea ed Oscar in due staffette M35 vincenti ai nazionali, che per aver vinto qualcosa io stesso (qualcuno può pensare che se avessi corso io le cose sarebbero andate nello stesso modo?).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per questi motivi, nonché per altri che mi vengono sollecitati da chi mi scrive mail private minacciose (per questo non mi stanco mai di &lt;b&gt;ringraziare&lt;/b&gt; chi sul blog mette nomi o cognomi, anche se non è del mio stesso parere, come Stefano Zonato, o Andrea Visioli, o "Edo" che forse ho identificato... se non altro per aver rischiato un frontale con lui poco prima del punto spettacolo), ho deciso di cambiare alcuni passaggi del post precedente. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In particolare ecco i cambi:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"le news dal campo di gara parlano di un terreno impegnativo ed orientistico e lento" diventa "le news dal campo di gara parlano di un terreno impegnativo ed lento"... d'altronde cosa ne capisco io di orientistico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"soprattutto se le gare continueranno ad essere (ed io lo spero ardentemente) tecnicamente interessanti come quella disegnata da Andrea Cipriani a OltreBrenta" diventa "soprattutto se le gare continueranno a piacere al sottoscritto come quella disegnata da Andrea Cipriani a OltreBrenta".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Spero che nessuno se la prenda per il "piacere al sottoscritto"...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Capitolo a parte per il pezzo uscito sul sito Fiso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quello non lo posso cambiare, ma lo potete chiedere all'Addetto Stampa Pietro Illarietti. Non sono più redattore del sito Fiso, i pezzi mi vengono chiesti man mano direttamente sul campo di gara; la prossima volta dirò di rivolgersi a qualcun altro (ma se poi non esce nulla non lamentatevi con me). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come pure non posso cambiare i "3 consigli per i Master" che saranno pubblicati o sono già stati pubblicati su Azimut: prendete etichetta e pennarello e cancellate pure. Anticipo obiezioni e critiche: mi spiace di aver irrimediabilmente rovinato il vostro periodico preferito con affermazioni a vanvera dette da chi evidentemente ha la testa altrove&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per il futuro mi asterrò da commenti inutili e superflui che tendono a farmi apparire al pubblico come "depositario delle conoscenze" (citazione mail ricevuta alle 13.15) quando invece è ormai chiaro a tutti che sono solo un "cialtrone" (citazione mail ricevuta alle 11.18), "montato" (citazione mail ricevuta alle 13.15) e "dannoso" (citazione mail ricevuta alle 12.38).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Saluti a tutti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un Impiegato Panzottello, fiero di esserlo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/28916144-1727432244229782356?l=stegal67.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stegal67.blogspot.com/feeds/1727432244229782356/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=28916144&amp;postID=1727432244229782356' title='36 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/1727432244229782356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/28916144/posts/default/1727432244229782356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stegal67.blogspot.com/2011/04/avviso-ai-naviganti.html' title=''/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10673854052445587144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>36</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-28916144.post-3843918117851784055</id><published>2011-04-04T04:09:00.000-07:00</published><updated>2011-04-06T05:08:31.729-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-7N743zoqcl0/TZmnEYCbcOI/AAAAAAAAAK8/L98ZDrGU-Z0/s1600/m35%2Boltrebrenta.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 226px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591684105971134690" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-7N743zoqcl0/TZmnEYCbcOI/AAAAAAAAAK8/L98ZDrGU-Z0/s320/m35%2Boltrebrenta.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;(prosegue dal dì precedente... che mi dicono essere un po' mistico ed onirico)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E fu sera e fu mattino. Quello del secondo giorno della Due giorni della Valsugana di Coppa Italia. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dicono che il buongiorno si vede dal mattino... e se è davvero così, oggi potrebbe succedermi di tutto. L'ultimo sogno, quello interrotto dalla sveglia di Attilio, mi vede in gara all'ultima tappa dell'Oringen, una ultima tappa che per qualche motivo termina nello spiazzo del parco giochi di Tavon... e quando arrivo al traguardo stanno sbaraccando tutto ed i miei compagni del GOK mi aspettano sbuffando perchè è tardi!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma è mattino, il mattino del secondo giorno... questo l'ho già detto!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ed è un mattino che arriva, finalmente, dopo una cena passabile (pizza, ma l'ultimo pasto precedente risaliva a giovedì sera), una notte di sonno (agitato ma era sonno) ed una colazione potente e rigenerante. Il cielo volge al meglio, le previsioni sono buone, le news dal campo di gara parlano di un terreno impegnativo e lento. Poiché lento, tanto lento, lo sono già di mio, avrò la possibilità di fare orientamento come piace a me; e magari se non farò sfracelli ci saranno alla fine uno o due split da metà classifica (visto che i migliori tirano per vincere e conseguentemente rischiano...). Ma soprattutto sarà un altro capitolo della mia personale saga "Smonta tutto quello che credi di aver imparato in questi 18 anni e riassemblalo". Si, oggi a OltreBrenta non ce la si cava con il buon vecchio "Vado là e poi capirò cosa fare"! Oggi bisogna stare in carta con le orecchie dritte e gli occhi bene aperti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il mio minuto di partenza sarebbe il 51, a metà griglia con la prospettiva ben certa che i top di gamma mi passino sulle orecchie (ed una altrettanto alta probabilità di essere sorpassato senza nemmeno vederli durante qualche mia libera escursione nelle zone meno panoramiche e più infrattate della carta di OltreBrenta). Ma la comunità degli speaker necessita di un contributo di un'oretta anche da parte del sottoscritto; mi calo quindi nelle vesti dell'uomo dietro al microfono e trascorro così qualche minuto lieto (per me) e meno lieto (per chi deve ascoltare i miei neuro-deliri); tra le chicche di giornata, i saluti a tutti coloro che passavano a portata di sguardo... con vari commenti ori-gossippari (cambi di società e chi-sta-con-chi), di ori-politica futura, di ori-storia passata. I primi passaggi al punto spettacolo mi consentono di sparare nomi a caso alla Sergio Tavcar primissima maniera, tanto sono ancora tutti o quasi mezzi-addormentati! (probabilmente c'è chi si è sentito tirare in ballo per un passaggio molto veloce ed atletico, mentre invece era ancora sul telo a farsi il taping...). Si capisce subito che l'aria sta cambiando quando arriva finalmente Andrea Rinaldi, ed il suo primo commento "siamo su un conoide simile a quello di Marter, i tempi di percorrenza saranno...ecc.ecc" fa capire la differenza che passa tra uno preparato ed un altro mezzo fumato (quest'ultimo sarebbe il neuro-delirante I.P.).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Andrea arriva a sostituirmi (ovazione dei presenti) al minuto 53, io mi cambio e mi avvio in partenza dove ormai la griglia M35 si è conclusa. Niente passaggi sulle orecchie, quindi. Il Warm-up mi consente di capire che il bosco è ruvido ed instabile, e che la velocità di percorrenza sarà veramente bassa! Non bisogna sbagliare nemmeno un pelo, oggi, ma il passeggio (non il passaggio, proprio il passeggio o passeggìo) in salita non sarà troppo penalizzante su un risultato finale che mi vedrà unicamente lottare, come di consueto, contro la mia ombra. Non oso stimare alcun tempo finale, visto il terreno, ma alla fine io e Sharon (il nome della mia ombra) andremo a contare i punti fatti bene e quelli fatti male e sarà da quell'analisi che uscirà il voto finale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Risultato finale, allora: P.M.!!!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come P.M.? Sono in classifica, quelli P.M. sono i vari amici che si sono dimenticati o hanno saltato (in M40...) il penultimo punto! Come sarebbe a dire P.M.?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Vado a spiegare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sono partito tranquillo, e dopo un primo punto fatto benino ho subito patito la prima buca nel verde di cui si parla anche altrove (cfr. il blog di Andrea Segatta). Rimbalzo però bene sui punti del primo loop e con la compagnia (non cercata né da me né da lei) di Lucia Ferrarini piombo sul punto spettacolo cercando di avere una parvenza di atleta serio... anche se Andrea Rinaldi ha già "chiuso" la classifica M35 attribuendo la vittoria a Simone Grassi (primo shock! che fine ha fatto super-Carlo?) davanti a Rigoni (secondo shock! che cavolo mi aspetta nel secondo loop???).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il secondo loop parte con una bella tirata di trasferimento nella quale cerco istintivamente di aumentare la velocità... ed infatti dopo una buona lanterna 10 (sesto tempo! solo 17 secondi dietro a Rigoni ma davanti a Stefani e Bellotto... ecco perchè quando poi qualcuno mi ha detto "hai visto gli struzzi?" ho risposto "quali struzzi?"!) pago le conseguenze della mia superbia: per la 11, infatti, tengo bene la curva di livello fino ad un verdino che mi invita a scendere un po' troppo. Quando mi affaccio al di là di un dosso e vedo una lanterna 4 curve più in basso che potrebbe essere la mia, stacco il cervello e mi ci precipito... orrore! Non è la mia lanterna ma una evidente depressione nelle quali convergono tante categorie. Non ci vuole molto per capire che, anziché guardare in basso, avrei dovuto guardare in alto e risalire le due curve perse nell'aggiramento del verdino... sto forse buttando via una prova discreta per essere tornato indietro negli anni, quando mi precipitavo su tutti i punti bianco-arancioni dei dintorni???&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La risalita in quota è penosa e brucia buona parte delle riserve fisiche, ed anche di quelle mentali. Infatti commetto un altro errore fatale: mentalmente "timbro" il punto sbagliato come 11, e quando arrivo alla lanterna 11 la "timbro" mentalmente come 12. Infatti guardo la carta e imposto la tratta successiva avendo come obiettivo non il 12esimo ma il 13esimo punto, che è ben più lontano!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Prima botta di fortuna: la vera 12 sta praticamente in mezzo tra la 11, dove mi trovo, e la 13.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Seconda botta di fortuna: vado piano ma praticamente riesco a stare proprio sotto la linea rossa 11-(12)-13 che è in effetti quasi rettilinea.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Terza botta di fortuna: quando la stanchezza mi fa stravedere, e sto cercando di convincermi che il micro-movimento che ho appena superato è il grosso dosso che sta davanti alla 13 (perchè nel frattempo è saltato anche il concetto di valutazione delle distanze e sono tornato all'"autoconvinciamoci che quel che c'è attorno a me è perfettamente indicato in carta"...), vedo una lanterna a 1 metro da me, tanto vicina che ne scorgo distintamente il codice: 58.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quarta ed ultima botta di fortuna: provo a guardare la mia sequenza dei punti, almanaccando che potrei essere caduto non sulla 13 ma sulla vicina 14 (!?!?! sono in totale cortocircuito...) e solo per caso mi accorgo, risalendo la lista dei codici, che la 58 è effettivamente uno dei miei punti ma è il 12esimo della sequenza!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Segue attimo di smarrimento, poi sbotto in un "ma guarda te che culo!"... proprio mentre un concorrente master arriva sul punto dall'alto, e lo scambio di battute che segue è chiaro un sintomo del fatto che costui sta pensando che la battuta fosse rivolta a lui!!!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;P.M. o non P.M.? Essere o non essere? In pratica mi sono salvato di pura fortuna. E' certo che avrei raggiunto comunque (con qualche ulteriore confusione sulle distanze) il punto 13 e mai e poi mai mi sarei fermato a controllare la posizione del 12esimo, e mi sarei beccato una brutta P.M. allo scarico sicard.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;P.M., dunque, nella mia personale sfida con Sharon...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel finale, a risalire la corrente degli Elite partiti nel frattempo (Tavernaro è come Gulliver... salta praticamente da un dosso al successivo) cerco di rimettermi in sesto e mi godo ancora gli ultimi punti di una bella gara. La classifica finale riport
