Stegal67 Blog

Wednesday, March 19, 2008

Il commento dal sito ASTI:
http://www.asti-ticino.ch/co/doc/articoli/sg_080318.pdf

Ed il mio...

Nonostante il prosciugamento di energie, soprattutto mentali, che in questi giorni devo subire in ufficio, dovrei avere abbastanza elementi in mano per commentare la Due giorni del Ticino appena trascorsa. Nella quale ho vestito i seguenti panni:
1) posteggiatore (dalle 9.15 alle 12.00 del sabato)
2) uomo assoluto lungo (dalle 13.30 alle 15.30 del sabato)
3) dispensatore di aiuti non necessari (dalle 8.30 della domenica alle 11.00)
4) uomo aperto lungo (dalle 11.30 alle 12.20 della domenica)
5) uomo in giacca e cravatta (fino alle 14.20 della domenica)
6) uomo alla tastiera (nella serata di ieri e alba di oggi)
Che dire? Arturo Brachetti mi fa un baffo? Può essere… in mezzo a tutto questo anche alcuni minuti da “damo di compagnia” e persino alcuni secondi di gloria come punto di appoggio per la lanterna di un atleta dalle enormi gambone (LauraSka dovrebbe averlo identificato...) e dalla mutanda in tinta con i colori della patria bandiera!

Ma andiamo con la mia personale prestazione orientistica: sabato HAL da 6 km + 360 metri di dislivello, peraltro tutti o quasi nell’ultimo terzo di gara; a parte qualche indecisione sulla prima lanterna, per arrivare alla quale ho in realtà studiato un po’ tutto il percorso per capire dove avrei avuto bisogno di mantenere le ultime energie, non credo di aver sbagliato nessun altro dei 18 punti restanti. Si, ok, qualche volta una curva sopra o una curva sotto… ma niente di clamoroso. Il primo loop attorno alla collina è passato bene sulle curve di livello non così accentuate. Le cose più clamorose di queste prime 7 lanterne sono state: un incontro in gara con una atleta che non cito e con un breve episodio che non racconto, tanto non ci credereste ma ho un testimone in Gianni Guglielmetti! (dopo l’incrocio, segue sguardo senza parole tra Gianni e me…); e poi il passaggio a volo radente di Tero Fohr con telecamerina. La mia nobilitate orientistica si parrà tutta nella tratta 6-7, quando identifico con una sicurezza sbalorditiva i verdini, la paludina, il sasso e da lì i muretti che conducono alla lanterna, mentre tute finniche e tute Asti si scapicollano verso valle perdendo quota e tempo, richiamate sulla retta via solo dalla vista dell’impiegato panzottello e pantofolaio che per una volta arriva dritto sul punto (la bassa velocità aiuta eccome!). Nella tratta 7-8 il primo impatto con i valloni che, dopo Capriasca, mi mettono addosso una paura folle, e da lì in poi remi in barca che si deve ancora arrivare alla 12… dove cominciano le difficoltà altimetriche: salite a picco e discese a picco, salite da arrampicarsi con le mani e discese da frantumarsi sul fondo. Ma poiché ho tenuto in serbo energie soprattutto mentali, riesco a non farmi prendere né dal panico né dalla frenesia ed affrontare tutte le difficoltà senza farmi prendere da scelte pericolose. Anche se ad un certo momento, sulla ennesima salita, i piedi per un istante rifiutano di andare avanti (la lanterna è a vista, in una carbonaia, ma lo sforzo di volontà per arrivarvi è stato enorme) e le ultime tratte sono proprio di conserva, per tenere qualche stilla di energia per il ritorno a casa, anche a costo di superare i 120 minuti di gara. Ma andare piano ha i suoi vantaggi, ed ecco che dietro una curva Mr.Gambone ed io quasi ci scontriamo in un poderoso frontale in corrispondenza dell’avvallamento nel quale dovrebbe esserci la lanterna; guardiamo verso l’alto… nulla! Ci guardiamo in faccia e sento arrivare un sibilo “whereisit?” che mi vale il fatto di diventare più alto di 10 centimetri buoni. Magari ho capito male.. magari ha detto: “ukkatikkahalla… jakkotukkabilli…”. E io che ne so? Vai avanti tu che io ti vengo dietro! (ecco perché ho avuto la vista panoramica delle mutande…)
Il mio finish è immortalato qua: http://2giorni.coaget.ch/it/image/tid/11

Domenica. Partire per la “uomo assoluto” lungo è impossibile. Partirei troppo tardi per poter dare una mano nel dopo gara e ne approfitto per una “uomo aperto lungo” comunque divertente e abbastanza breve da consumare giusto le energie rimaste dopo la gara del sabato. Peccato per i 5 minuti persi in una sola tratta da Sandro, causa valloni (prima o poi riuscirò a vincere la paura, oppure a trovare una strada alternativa!). Il mio post finish è immortalato qua:
http://2giorni.coaget.ch/it/image/tid/10
quando ho dato prova di non conoscere la pronuncia di alcuna città o cittadina a nord del Gottardo, e neppure (se è per questo) dove cadono gli accenti di parecchi nomi ticinesi. Ma non ho saputo fare di meglio…

Seguono ricordi di strette di mano, di saluti, di sorrisi e di sospiri e di chiacchere in libertà, ed e-mail di ringraziamento ed altre e-mail con le quali ci si da appuntamento ad una prossima occasione. Di chi sono queste e-mail? Credo che vogliate sapere troppo, ma io ho già deciso per chi fare il tifo ai prossimi mondiali :-)

8 Comments:

At 8:51 PM, Anonymous Anonymous said...

Innanzitutto mi devi spiegare come hai fatto a vedere una lanterna su una carbonaia venendo dal basso su pendio ripido..... vabbè che sei alto... per quanto riguarda l'email spero non arrivi quella giusta altrimenti ti ritrovo in Rep. Ceca o in Finlandia! Comunque sei un mito perchè presentarmi a Pasi come un campione lo ha lasciato perplesso... hai visto la faccia che ha fatto quando gli ho detto la mia scelta su quel naso dicendoli che l'altezza della lanterna era quella della roccia? queste cose non hanno prezzo!

 
At 8:39 AM, Anonymous Anonymous said...

Non ho visto la lanterna, ho visto il pendio da sotto e ho capito che lì c'era la carbonaia. Mi meraviglio: prima vedere oggetto, poi vedere lanterna!

Io a Pasi mi sono limitato a dire che la sua tratta difficile attorno al dosso non era poi così difficile con la bussola e leggendo bene le curve di livello! Comunque tra il tuo commento sulla roccia ed il mio sul passaggio vicino al roccione... altro che Pasi vs. American Express: certe cose non hanno prezzo!

 
At 8:49 AM, Blogger Andrea Segatta said...

Azzz in giacca e cravatta, col capello sciolto George Cloney ti fa un baffo!! Giudizio: sciupafemmine!!

 
At 9:00 AM, Anonymous Anonymous said...

Ecco, a proposito, vedi di non sciuparmi la Minna prima dei Mondiali. Sai, mancando una nostra squadra femminile, mi viene logico tifare per quella della mia seconda patria.

 
At 11:17 AM, Anonymous Anonymous said...

Stefano, quel ginocchio mi mette MOLTA paura! Non sono ovviamente un fisioterapista, ma non serve una laurea per capire che lì c'è un problema. Quello non è il ginocchio di una campionessa del mondo...

 
At 4:00 PM, Anonymous Anonymous said...

Mah, non mi sembravi molto interessato al ginocchio...

 
At 9:16 AM, Anonymous Anonymous said...

Tanto per sapere, quel "whereisit?" assomigliava di più a un cordiale "Tiedätkö missä se on?" o a un perentorio "Perkkele! Missä tuo kirottu rasti on?"

 
At 12:26 PM, Anonymous Anonymous said...

Dopo che mi hai tradotto il pezzo dal finlandese sul sito di Ikonen, ho paura a chiedere il significato delle due versioni, anche se quel "Perkele!" mi sembra molto perentorio :-)
Non saprei dire.
Quello di cui sono certo è che il titolo del pezzo che ho scritto per il sito Asti (anche se non ancora uscito) è "O-Marziani in Malcantone"... e marziani anche per come parlano (o "parlate"! a seconda del lato del confine sul quale ti vuoi posizionare...)

 

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