Stegal67 Blog

Monday, January 17, 2011

L’inverno 2010-2011 si caratterizza per una parola d’ordine molto speciale che non credo facesse parte del mio vocabolario fino all’anno scorso. La parola è molto semplice: PIGRIZIA!

Non sono mai stato un gran dormiglione, ma quest’anno mi sto facendo dei fine settimana di profonde ronfate come nemmeno le marmotte... Arrivo al venerdì sera con una certa qual convinzione che, insomma, prima o poi arriverà la primavera... prima o poi ricominceranno le gare... prima o poi bisognerà cercare di attaccare nuovamente la barriera degli X minuti al chilometro sforzo...

E invece niente. Risveglio tipico del sabato a mattinata ormai conclusa. Passaggio dalle parti del letto anche nel pomeriggio con rimessa in piedi a gran fatica. Serata noiosa a guardare l’orologio che si avvicina a grandi passi ad un orario che consente di tornare dalle parti di cuscino e coperte salvaguardando almeno la decenza del “Saturday evening”. Domenica... si replica grosso modo allo stesso andazzo.

E intanto tutti quanti si stanno allenando come BESTIE!

C’è quello che si toglie il gesso o il tutore e vince le campestri

C’è quell’altro che va a fare i lunghi ed i lunghissimi competitivi perchè vuole tornare a correre la maratona.

C’è quell’altro ancora che si sta allenando per battere Rigoni... (auguri!)

Ci sono quegli altri che vanno a fare l’Inverno Provinciale, i raduni, gli allenamenti collegiali...

Così, la domenica sera, nella mia testa scorre la solita litania... “Ecco, tu sei qui a poltrire! E gli altri vedrai che quest’anno ti lasciano ancora meno briciole degli anni scorsi! E vorresti ancora fare la M35... ahahahahahah! Forse se ti presenti in M35 i vari White (Massimo B.) e The Eye (Cristian B.) continueranno a correre in A e in Elite... Si! Per la vergogna di non doversi mescolare ad un tristanzuolo (leggasi impiegato panzottello) come te!!!” Ecc.ecc.ecc.

Allora ho deciso di darci un taglio. Netto. E quale taglio più netto ci può essere che presentarsi al via di una mezza maratona invernale con nelle gambe un bello ZERO alla quota chilometri percorsi nell’ultimo mese?

Bene. Fin qui la (a)normalità dell’impiegato panzottello. Ora il racconto potrebbe proseguire, e prosegue, con Stegal che si presenta al via nel nebbione, più coperto di uno gnu tibetano, in pratica sotto la coltre di vestiti sbuca solo quella protuberanza detta comunemente naso (segue rapida levata almeno dei guanti al km. 1 in quanto stavo andando praticamente arrosto...).

Qualche chilometro nella pancia del gruppone, a vedere qualche ritardatario che sorpassa a velocità e leggerezza tripla ma a sorpassare a mia volta qualche velocista dei primissimi metri che ha messo nel mirino forse ma forse i 12 km. I primi chilometri, come detto, vanno via abbastanza tranquilli... sarà la voglia di muovere i piedi che mi fa pensare che, insomma, anche se non ci si allena per niente la prestazione atletica può essere ugualmente soddisfacente!

Passaggio bene o male, più bene che male, al km. 8 in media rispettata, laddove quelli che si fermeranno al dodicesimo vanno via verso destra mentre il percorso lungo piega a sinistra lungo le rive del Brembo. Nel nebbione pesante del decimo chilometro, puntualmente, la “pancia” del gruppone è rimasta solo la mia che ballonzola da una parte all’altra e che pesa sui piedi; il messaggio che le due piote che in totale fanno un 99 di scarpe è molto semplice: “Ma povero scemo... (oppure brutto pirla!... non sentivo bene) non potevi anche tu andare per i 12 km visto che si tratta della prima volta che ti muovi da un mese a questa parte???”.

Ma la pancia spugnosa funge da filtro tra le suole ed il cervello, e così ecco che Stegal perde anche l’occasione per calmierare il suo personale Golgota al bivio del km. 14, dove i piedi peraltro continuano a ricordarsi del glorioso passato che fu – in un altro sport! – e quindi si muovono ancora ad una velocità che mi consentirebbe di non sfigurare, se non fosse per le mie carenze orientistiche, in H75.

L’ultima way exit, la estrema via di salvezza, al bivio che manda da una parte ai 17 km e dall’altra alla mezza maratona. E’ qui che si vede la differenza tra chi, con una andatura che ricorda gli ultimi metri di Dorando Petri, ha mantenuto quel briciolo di cervello e di amor proprio e di istinto di sopravvivenza... e chi invece è andato a massa e non sarà nemmeno più in grado di salvare la pelle e quel poco di dignità residua. Ed io, modestamente, sto tra questi ultimi.

O forse, ripensandoci, l’obnubilamento cerebrale era già arrivato da qualche centinaio di metri ed il cartello “km.17 – mezza maratona” non l’ho manco visto passare (come dice Castelli, non sono io che vado avanti ma gli organizzatori che mi spostano indietro i paracarri...).

Negli ultimi 4 chilometri devo scontare la pena per il panettone, il vitello tonnato, il cotechino, il cioccolato... per l’influenzetta che mi ha preso a cavallo di anno e che ancora non mi molla... Al km. 17 arrivano 500 metri di totale pantano, una palta sulla quale io ed un altro paio di disgraziati corricchiamo come Enrico Fabris quando si muove sul ghiaccio (non la velocità... lo stile! Praticamente “a papera zoppa” cercando di stare in piedi sul fondo liquamoso e saponato); quei 500 metri mandano a fondo scala non tanto le riserve di energie, che comunque segnano un rosso totale globale, ma la resistenza al dolore dei quadricipiti e dei polpacci che da quel punto in avanti diventano duri come tegole di ardesia e si rifiuteranno di proseguire ulteriormente se non per brevi periodi.

Arrivo ugualmente al termine del percorso ma, come dire, ... direi che per quest’anno la “prima” atletica si può chiudere tra i “boooooooo” dei loggionisti e di tutta quanta la platea scaligera. Rassicuro quindi tutti quelli che, tra i master, si stanno allenando come BESTIE: se lo state facendo perchè temete il sorpasso da parte del sottoscritto... ecco... mettetevi pure tranquilli e tirate i remi in barca! Il mio livello è tale che sono uno pericolo solo per il ristoro post-gara e per la cena conviviale tra la gara regionale del sabato e la nazionale della domenica.

12 Comments:

At 9:35 AM, Blogger Andrea S. Trent-O said...

Ste, io ti farei un monumento perché riesci sempre a strapparmi sonore risate leggendo i tuoi inimitabili post.
Non sottovalutarti però.. fare una mezza così di botto...senza allenamento.... accidenti mica è facile!!! Minimo ci vuole una gran testa, intesa come forza di colotà e determinazione.
E poi sai benissimo che nello sport con la bussola e la carta, puoi anche correre come una BESTIA, ma se non controlli la potenza puoi andare incontro a situazioni ... direi ... "ingloriose". E purtroppo per me sono una BESTIA esemplare da questo punto vista

........C’è quell’altro che va a fare i lunghi ed i lunghissimi competitivi perchè vuole tornare a correre la maratona..... E chi è questo matto?

 
At 1:42 PM, Blogger zonori said...

Sono d'accordo con l'ori-master sulla forza del pezzo. Un solo appunto: non ho mai sentito parlare dello gnu tibetano. Trattasi forse di emigrante africano?

 
At 12:02 AM, Blogger Dario Pedrotti, trentino said...

Mi sorge un dubbio: se quello di dire "bah, è un po' che non mi alleno, sono giù di forma, mi alleno solo un paio di volte al mese, ecc" è risaputamente un mezzuccio psicologico di vari orientisti per demotivare gli avversari e poi stracciarli, cosa si celerà dietro questo romanzo???

 
At 12:17 AM, Blogger Sissio said...

Inimitabile come sempre :)

 
At 3:27 AM, Anonymous stegal said...

Confermo tutto quanto riportato in cronaca, e confermo che a giudicare dai mille profilli di Facebook che mi hanno (ahiloro!) concesso amicizia... si stanno tutti quanto allenando come BESTIE! Si, come lo gnu tibetano! (mi piaceva l'idea di un mammifero ciccione già di suo, e già bello peloso, ingolfato di ogni ritrovato possibile per limitare il freddo...).

Lascerò poi alle cronache più professionali la descrizione delle mie gesta orientistiche... magari anche sul sottoscritto ci scapperà un "siamo migliorati, ma forse i risultati non lo mostrano..." :-) e l'unica luce in fondo al tunnel sarà quella dell'organizzazione nel 2014 della cena di condominio! (non ho ancora stabilito dove la farò... il cinese all'angolo vorrebbe fare solo l'aperitivo affinché sia il pizzaiolo della via accanto a sobbarcarsi le spese, mentre il pizzaiolo dice che lui di clienti ne ha già abbastanza e che infatti il cinese mira solo a portargli via la clientela danarosa...)

 
At 1:12 AM, Anonymous rusky said...

"si stanno allenando tutti come bestie".... meno uno. -))

 
At 1:38 AM, Anonymous stegal said...

"Ma mi faccia il piacere!!!" (cit.)

Narrano che al Gratosoglio nelle ore notturne girino loschissime figure che si fermano di botto in mezzo al marciapiede per poi pronunciare frasi sconnesse del tipo "la parte su dell'albero più a nord-est è a 42,7 metri dal punto di osservazione"...

 
At 9:01 AM, Anonymous rusky said...

Narrano proprio male..... dopo che ti avrò consegnato i teli farò con il Dipa e GPM

 
At 9:33 AM, Anonymous stegal said...

Mi devi anche consegnare i pali... mi servono per la Milano nei Parchi al Forlanini! Faremo un biathlon-orienteering sulla tua cartina (non ti ho chiesto di tracciare perchè magari ti viene in mente di provare...)

 
At 3:28 PM, Anonymous Anonymous said...

Geniale come sempre, ma qui ti si proprio supererato, tant'è che perfino le certe carte carsiche impallidiscono al confronto.
Mi hai fatto passare anche il male di ginocchia rimediato nella discesa di oggi.

Una che si allena per legnarti e tu avrai già indovinato chi.

 
At 10:04 AM, Blogger Andrea S. Trent-O said...

BESTIA.... però mi piace.
BESTIA .. sì bello, proprio bello. Ah ah ah

 
At 1:09 AM, Anonymous rusky said...

Ste, io di pali non ne ho.... mi sono rimasti solo i teli! gli unici pali che ho sono quelli che mi sono fatto io....

 

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