Stegal67 Blog

Wednesday, June 08, 2011


C’è un amico orientista che ha detto e scritto che chiuderà il suo blog, perchè in questo momento non vede l’utilità di proseguire un diario nel quale (apparentemente) l’autore parla solo e racconta solo a se stesso.
Se l’orienteering ha cambiato radicalmente la mia vita, da qualche anno l’appuntamento con il blog ha rappresentato per me n modo di prolungare il piacere delle ore passate nei boschi o nei campi o nei cosiddetti centri storici, con un variopinto foglio di carta in una mano, un aggeggio soggetto alle leggi del magnetismo nell’altra, tanti colori e facce e sudore e fatica e gioia attorno a me.

Tante volte mi sono chiesto anche io a chi possa mai interessare leggere le impressioni di un orientista scarso, afflitto da evidenti limiti tecnici anche dopo 18 anni di gare, con un tono fisico ed atletico in caduta libera! Quando scrivo dell’Impiegato Panzottello o della mia ombra, nota all’anagrafe anche come “SHAron D. OWen”, non sto parafrasando Elio e le Storie Tese e la loro canzoncina “Nei meandri della mia fantasia \ c’è un fottio di animaletti un po’ matti \ creati da me...”; sono Sharon e l’Impiegato Panzottello, nei quali mi trasformo ogni volta che sono nei boschi, sono ciò che vorrei essere anche nella vita di tutti i giorni che invece talvolta riserva giornate no, momenti bui e periodi di gelo nell’anima. Mentre Sharon e l’I.P. sono coloro che tornano a casa felici anche se hanno corso sotto il diluvio, se sono arrivati ultimissimi in classifica, se si sono persi drammaticamente e senza speranza... perchè i miei alter ego Sharon e I.P. hanno la fortuna di essere (loro si!) orientisti, di incontrare amici in ogni luogo del pianeta dove ci sia una mappa, di scambiare battute con altre “Sharon” ed altri “I.P.” (che sicuramente non si chiamano allo stesso modo...) fino ad 1 minuto prima di salire in macchina ed abbandonare la scena dell’ori-delitto, quest’ultimo inteso come tale perchè certe prestazioni sono un vero e proprio attentato al concetto di orienteering!

Ecco perchè mi piace il mio blog, perchè anche stasera ho la possibilità di chiudere gli occhi e di ripassare mentalmente immagini e sensazioni recenti. Posso transitare un istante dalla piatta (ma neanche tanto, a pensarci bene!) Cernusco Lombardone, dove Matteo Crippa e la Besanese hanno proposto un nuovo appuntamento promozionale con il Trofeo Carcassa Scarrozzata Lentamente, e più veloce della luce essere sul rettilineo finale di Civezzano, intento a cercare freneticamente il nome di Matteo nella griglia di partenza degli M20 o degli Elite.
Posso risentire la voce di Ezio Vai, mister “Good Morning Orienteering!”, al quale nel caldissimo pomeriggio di Cavareno qualcuno deve aver detto che io sarei stato speaker il giorno dopo alla Coppa Italia (non oso immaginare quali pensieri possano aver attraversato la mente di una simile leggenda... forse un bel “Come siamo caduti in basso!” non starebbe affatto male); e ancora un istante più tardi essere di nuovo a Civezzano, ma non sono più dietro al microfono bensì nel parcheggio con gli amici Francesca & Alessandro e sto sentendo una voce ben nota che non è la mia ma quella dell’amico Andrea Rinaldi (che ancora una volta si è fidato, e spero di non averlo deluso).
E se da Cernusco Lombardone sono andato a Civezzano e a Cavareno, potrei anche io nella mia mente confezionare un collage di cartine come ha fatto Remo “remmaps” Madella e passare da una buca ad una canaletta ad un cortile interno: una delle tante buche del bellissimo bosco dell’Argentario che ancora una volta mi ha reso un ottimo orientista anche se figurerò negli annali come ritirato, una delle canalette del bosco di Cavareno che fecero perdere nel bosco per varie ore un esordiente in un lontano 1992, uno dei cortili asimmetrici della parte finale del percorso di Cernusco nei quali il mio compagni di squadra Alessio ed io ci siamo giocati sul filo dei secondi una posizione di assoluto rincalzo in una gara promozionale lombarda, però giocando come se fossimo tornati bambini e lottando come se la posta in palio fosse una medaglia mondiale.

Alla fine ho riaperto gli occhi, proprio adesso, senza aspettare la “fine del pezzo”.
E mi sono accorto che non sentivo più nessun bisogno di raccontare per filo e per segno il mio percorso MA di Cernusco lungo il quale ho cominciato a camminare dopo nemmeno 200 metri, alla prima salita!, un appuntamento che (come quelli organizzati da altre società) consente a chi cerca di fare “diffusione” tra gli esordienti di non rispondere “ci vediamo a ottobre” alla domanda “quando è la prossima gara?”.
E in fondo, pur amando alla follia il bosco magico che si trova tutto attorno al garnì “La trifora” di Cavareno, non ci sia alcun bisogno di raccontare ancora una volta quali nefandezze io abbia compiuto nel giro “score” su 29 lanterne della gara CSI disputata sabato scorso (ma quel bosco... quel bosco... è veramente una moquette!).
Ed infine la gara di Civezzano, ancora una volta una ottima organizzazione da parte del Trent-O, non guadagnerebbe nulla dalla cronaca della mia prova solitaria alle 8 del mattino: le prime due lanterne tra le paludi, ancora senza teli e stazioni; la mia traversata sui pratoni per andare alla terza lanterna (vi siete serviti, vero, della mega-traccia che ho lasciato nell’erba fradicia e che a fine giornata era diventata una autostrada?) ed il primo punto tra le buche ed i crateri dell’Argentario, il loop middle fino alla 8 fatto come un laser o come un autentico vero orientista di valore, ed il puro caotico delirio alla 9 dove non avrò mai una risposta certa alle domande “L’ho trovato o non l’ho trovato? Ci sarò passato almeno vicino oppure no?” con i miei occhi che cercavano solo un pixel arancione che non era ancora stato posato.

Cernusco Lombardone, Cavareno e Civezzano. Adesso, se cercate queste località nel motore di ricerca di Google, troverete il mio diario. E non so nemmeno perchè mai qualcuno dovrebbe essere così squinternato da mettersi a cercare proprio Cernusco Lombardone, Cavareno e Civezzano!!!
A meno che l’occasionale googlatore non stia cercando una cosa più complicata, ovvero “Buoni motivi per sorridere anche dopo una giornata come questa”.
Ecco cosa è il mio blog. E’ un buon motivo, per me, per lasciarmi alle spalle questa giornata; per sorridere e per rilassarmi ritrovando la certezza che in fondo al tunnel c’è sempre un’altra gara, ci sono sempre altri amici... e ci sarà ancora un’altra pagina del blog da scrivere!

2 Comments:

At 6:31 AM, Blogger Dario Pedrotti, trentino said...

tutto bene, tutto bello, però
SE USASSI FIREFOX PER SCRIVERE IL TUO BLOG MAGARI SI POTREBBE ANCHE VEDERE LE TUE CARTINE INVECE DI IMMAGINARLE DALLA MINIATURA!!!

 
At 7:31 AM, Anonymous stegal said...

fairfocs ??
qui è già tanto se sono passato dal notepad (blocco note per i più agées) a word...

(chiedi che ti sarà dato, mandami una mail che ti mando i file)

 

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