Stegal67 Blog

Tuesday, August 02, 2011

"Forse sono troppo vecchio per correre la O-Marathon, ma non oggi!"

E forse c’è almeno un orientista in grado di riconoscere chi è il vero autore di questa frase, che non è nata sotto il segno dell’orienteering ma del rugby: Finn Calder, il “duro più duro” della mia Scozia anni ’80.

E’ la settimana che precede la O-Marathon. Le paure montano insieme alla attesa di qualcosa di grande; l’anno scorso ero riuscito a quasi-disintegrarmi un tendine alla Fra.G.Ori ticinese, e quindi posso esorcizzare quanto accaduto nel 2010 andando a rimembrare come ho messo a repentaglio le caviglie nell’ultimo week-end orientistico (non è tanto vero... ho fatto il tape e sono stato bene attento a dove mettevo i piedi!).

Cantù centro storico (con il tape...). Gara “promozionale europea”, che sembra un po’ un controsenso ma il titolo è giustificato dalla presenza di un gran numero di ragazzi esordienti provenienti da tanto paesi europei, a Cantù per un camp di partnership extra-nazionale. E percorso lungo che più lungo difficilmente si può: 8 chilometri secondo la misurazione di Luigi Penati che ho scaricato dal sito dell’Orienteering Como, ma soprattutto una caldazza afosa micidiale in grado di rendere ancora più bolsa la mia impiegatesca e panzollettesca corsa. Poiché ho già messo in conto di prenderle dai primi 5 della classifica, che dopo la partenza mass start si allontanano in fila indiana sulle salite canturine, me la prendo abbastanza comoda cercando di studiare il miglior percorso score possibile già una volta giunto al primo punto. Vengo però “battuto” sia dal tracciatore che dalla mia ombra.

Mi spiego: il tragitto previsto dal tracciatore è quello riportato in rosa sulla carta (ho segnato in blu scuro e blu chiaro i punti di controllo). Mi sembra un buon percorso, ma forse è ancora migliorabile come ha fatto il vincitore Angelo Bozzola, che ha affrontato subito la coppia più a sud di punti segnati in azzurro. E forse (non ho fatto alcun calcolo) potrebbe essere ancora più migliorabile se addirittura tutti i punti segnati in azzurro fossero affrontati come 4, 5, 6 e 7 della sequenza, in senso orario a partire da quello a sud-ovest.

Se io fossi riuscito a fare almeno la sequenza del tracciatore o quella alternativa proposta qui sopra, sarei uscito contento dalla gara di Cantù (e senz’altro nella stessa identica posizione in classifica). Quello che ho combinato invece è stato un giro senza capo né coda, andando prima al terzo punto indicato nella sequenza e poi tornando indietro a prendere il secondo, e combinandone poi abbastanza di cotte e di crude (soprattutto di cotte vista la caldazza) quando sono sbucato nella metà nord della cartina ed ho affrontato il ritorno verso l’arrivo tra i vari su e giù delle curve di livello.

Ma sono riuscito a salvare le caviglie (visto che ormai le metto a repentaglio pure sotto la doccia) e per questo motivo mi presenterò al via della O.Marathon in MElite al meglio (inteso come meno peggio possibile) della mia condizione. Impiegato panzottello allo sbaraglio! Se tarderò molto, confido che almeno Matteo Sandri mi verrà incontro...

Per finire un po’ di ricordi di un bel mese di luglio orientistico: la foto dell’ingresso all’Einsatz Kommando Kobra di Wiener Neustadt che ha scatenato tante fantasie negli amici che hanno solo letto il racconto, poi il sottoscritto in versione “un po’ meno Kommando” ed infine una foto scattata a Nova Gorica dopo la seconda tappa della OOCup, con un tipo che Rusky potrebbe conoscere come tutti coloro che hanno dimestichezza con il canale di PokerItalia24...

3 Comments:

At 11:21 PM, Blogger Stefano said...

La tecnica dei chicchi di riso non ha ancora preso piede, purtroppo... Ma appena sarò presidente IOF (Impiegati Oversized Federation) vedrai!!!

 
At 9:00 AM, Blogger MatPaz said...

La tua candidatura alla IOF deve prima passare per un apprendistato alla FISO (Federazione Impiegati Senza Orientamento) quindi torna in auge una vecchia richiesta di molti orientisti italiani "Stegal for president".
PS: tranquillo che domenica è la tua gara :-)

 
At 1:05 PM, Blogger Stefano said...

Ogni volta che mi dicono che "è la mia gara" me la faccio addosso di più :-(
Mi piace questa definizione, Matteo: è quasi più calzante di quella attuale, generally speaking!

 

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