Stegal67 Blog

Tuesday, October 21, 2008

Arge Alp – seconda puntata

Dopo la serata di sabato trascorsa nella cena di gemellaggio tra tutti i partecipanti (gemellaggio, invero, riuscito più nelle code per la pappatoria che nelle tavolate visto che queste ultime erano riservate per cantone o regione), eccoci domenica mattina nei pressi di Appenzell per la prova individuale. Qualche patema per trovare la strada giusta attorno a San Gallo, ma poi dietro una curva sbuca un furgone “I-HUSKY 01” austriaco: si tratta del famoso gruppo del Laufern Kompass Innsbruck che viaggia per il mondo orientistico portandosi al seguito dei bellissimi cani Husky. Ci accodiamo e finiamo per arrivare al ritrovo per la via più diretta.

Ritrovo… Rusky mi porta via la parola che volevo usare. “Sacrificato” è dire poco: le macchine sono parcheggiate lungo la cantonale, a ridosso delle rotaie del trenino che porta a San Gallo (sembra di lasciare la macchina a Mollaro a ridotto delle traversine della “vacca nonesa”). La zona ritrovo sembra una specie di piccolo mercatino rionale, con i gazebo del materiale orientistico, un cambia valute improvvisato, un paio di bar… incrociamo il gruppo lombardo che si sta spostando in massa verso un prato che non ci azzecca nulla con la zona di arrivo; il tempo di arrivare al finish e capiamo perché: la zona di arrivo, semplicemente, non esiste essendo rappresentata dal retro di una casetta che sta a sua volta qualche metro più in basso rispetto alla superficie stradale.
Attorno al prato dove ci installiamo, paludi e campi concimati; la voce che si sparge (e che potrebbe essere vera) è che i proprietari dei campi non abbiano dato il permesso per far piazzare arrivo e spettatori. Sembrano cose da altro mondo: possibile che in Svizzera … ? Si, sembra possibile. Peccato per gli organizzatori e peccato per gli atleti \ spettatori.
Intanto Mario Ammann con il microfono si prodiga nel descrivere la straordinarietà della carta di gara, una carta “scoperta” 4 anni fa e poi (con grande delusione degli atleti locali) lasciata riposare per tanto tempo per riservarla all’Arge Alp. Vedremo…

Partenza molto vicina (quindi molto poco svizzera, in verità). Al mio minuto di partenza osservo la conformazione del terreno: è una costa solcata da un numero innumerevole di canalette bagnate e fossi. Decido la tattica lì per lì, conoscendo la durezza degli avvallamenti ticinesi: Piuttosto che scavalllarne una cinquantina, fare dislivello anche inutile e cercare uno dei radi sentieri. Così penso e così è: prendo la mia carta, la prima tratta è assai superiore al chilometro e prevede l’attraversamento di tutta la costa da ovest a est. La previsione dei 50 avvallamenti sembra già rosea… ci sono due alternative: restare bassissimi nei prati, ma non mi piace molto, oppure salite subito quasi 80 metri di dislivello per la massima pendenza, prendere il sentiero più grande che c’è in carta, farmi più di un chilometro su sentiero piatto ed attaccare il punto dall’alto perdendo 20 metri di dislivello. Scelgo quest’ultima soluzione e lemme lemme arranco i miei 80 metri di salita. Giunto in cima, piccola scenetta: c’è una concorrente in difficoltà che chiede conferma della propria posizione, ma alle sue spalle c’è un MElite (anzi “molto M Elite”…) altrettanto in difficoltà. Mi accingo a spiegare la posizione alla ragazza, e nel frattempo vedo l’Elitone e 5 metri che fisicamente allunga l’orecchio a cogliere le informazioni. Appena dico “siamo qui nel giallino dove finisce questa traccia” lui abbassa lo sguardo sulla carta e riparte a bomba!

In pratica, la gara è tutta nella tattica per arrivare alla 1 (i miei tempi di tratta, visto che sono lento ed inchiodato al suolo e mi sono pure fermato per una sosta tecnica, sono sostenibili rispetto ai più forti che hanno crossato in mezzo agli avvallamenti). Uso la stessa tattica per la 2 e la 3. La 4 è in costa nel bosco sporco e la 5 è solo una salita lungo la massima pendenza (65 metri di dislivello). Con la 6 si ritorna a crossare quasi tutta la costa da est ad ovest: guadagno qualche curva di livello per utilizzare delle tracce di sentiero e raggiungere la lanterna dall’alto. Con la 7 ritorno proprio nella zona dove avevo incrociato i due concorrenti sopra descritti, ma nel frattempo devo fare i conti con un fattore che condizionerà il mio finale di gara: mi si è letteralmente aperta una scarpa! La suola è per 3\4 staccata dalla parte superiore, il che mi fa ciabattare di brutto mentre cammino (sempre cammino io…) in piano, mentre in discesa ed in costa la suola ed il resto della scarpa vanno per conto loro facendomi ruzzolare al suolo più volte.
Riesco ancora a raggiungere bene la 9, ma sulla discesa verso la 10 penso più alle mie scarpe che alla direzione giusta: finisco così per deviare a destra in un punto molto facile per il quale dovrei impiegare non più di 2 minuti e così ce ne metto 5. Un errore che mi costa senz’altro la sconfitta contro Peter Heim (che mi batte per la seconda volta di fila di pochi secondi) e forse anche quella con Giorgio dei “4cats”, con il quale praticamente ho fatto gara parallela su tutte le tratte, tutte sul filo dei secondi, pur avendo fatto scelte drasticamente diverse (non oso pensare al distacco che mi avrebbe dato se avesse fatto le mie scelte, che per le sue caratteristiche mi sembrano migliori). Finale spericolato nei valloni ad issarci e spingerci a vicenda con un bavarese, fino all’arrivo “molto sacrificato”.

Un giudizio sulla carta: non mi è affatto dispiaciuta, ma se questa è una delle più belle carte svizzere… Tesserete allora cosa è?!?

Un giudizio anche su un episodio del dopo gara:
Io: Hi Daniel! I wrote something about your course setter's work of yesterday... what do you think I wrote?
Lui: ... ... ... ... ... maybe the courses were too difficult for a relay, am I correct?
Io: Don't worry Daniel: it has been challenging for all of us. I don't know how many orienteers could say "I run the world champion's course", so everything is OK!

E tutto finisce a sorrisi e strette di mano. Penso a come si sarebbero comportati altri numeri 1 di altri sport... (forse mai si sarebbero mescolati alla comune plebaglia e mai avrebbero risposto ad una simile domanda)

Purtroppo non possiamo fermarci al lungo in zona: incombe infatti una nuova partenza per il Lussemburgo per il sottoscritto, e le valigie non si fanno da sole! Troverò comunque il tempo, in aeroporto, per scrivere due righe per il sito Fiso: le due righe con meno risultati nella storia del sito federale!

1 Comments:

At 9:43 AM, Anonymous rusky said...

Così ricomincerà la caccia alle scarpe numero 50... buona fortuna!

 

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