Stegal67 Blog

Sunday, April 05, 2009

Orienteering per Stegal è:
1) identificare il modo più congegnale per spostarsi da un posto all’altro (uscita dal punto + tragitto) senza che questo si riduca ad una pura corsa.
2) ricercare un punto preciso non astruso ma raggiungibile con più o meno difficoltà ma sempre con un certo impegno mentale e fisico.
3) se non si riesco ad identificare il punto esatto, “ricollocarsi” sulla cartina partendo dagli elementi noti (tragitto percorso + esame dell’ambiente circostante) e raggiungere il punto

Ed è esattamente quanto la stagione orientistica mi sta proponendo dal 5° punto della gara di Coppa Italia di Tarzo-Resera. Ed è esattamente quello che ho fatto per due giorni a Nove sul Brenta ed a Lago di Velo d’Astico. Ed è infine per questo che sono molto MOLTO soddisfatto della due giorni trascorsa in Veneto.

La carta di Nove sul Brenta è stata veramente una lieta sorpresa per me. Se non fosse un po’ troppo complessa per gli standard di una sprint, direi che è la carta perfetta per un campionato sprint. Magari un campionato riservato a quelli come me che non apprezzano tanto correre in un parco piatto a meno di 6 al chilometro... Certo, magari la carta andrebbe un po’ aggiornata soprattutto nella vegetazione. Certo, sarebbe una gara sprint soggetta alle bizze del fiume Brenta. Certo, tutto quello che si vuole.

Ma a me, che cosa me ne importa? In 37 minuti mi sono orientato, talvolta con semplicità e talvolta con difficoltà. Ho dovuto fare le mie scelte anche per affrontare i microdettagli della carta. Ho trovato alcune lanterne che non erano del mio percorso ed erano magari a 15 metri dal mio punto di controllo, e anziché correre in giro come una gallina senza testa sperando di cadere sulla mia lanterna l’unica cosa che ho potuto fare è stata fermarmi... (in questo sono moooolto bravo), capire su quale microdettaglio ero finito (se c’è una lanterna, sarà su un punto cartografato!), far aderire la mia percezione della carta con la verifica dell’area attorno a me... ed andare dritto al punto.

21 punti di controllo: scartiamo l’ultimo ed arriviamo a 20. Scartiamo un paio di unti a bordo fiume e siamo a 18. Ebbene questi 18 punti sono stati una piacevole e bella ricerca, con la soddisfazione talvolta di aver azzeccato la scelta ed il punto al primo colpo proprio come voleva la mia tattica di gara: superato da Gianluca Salvioni al punto 3, sono riuscito a tenergli la coda fino al punto 7, fino ad arrivare praticamente addosso ad un altro Stefano G. (ottardi...) che partiva due minuti davanti a me. Poi un cedimento mentale dopo la 7 (sono andato dritto alla 9 e sono dovuto tornare indietro appoggiandomi a PLab per trovare la 8, che pensavo ad un albero isolato ed invece era una canaletta) ed i punti successivi fino alla 16 a rimbalzare da una parte all’altra dell’unico sentiero, dentro e fuori minidepressioni, buchette ghiaiose, avvallamenti nascosti... mi fa venire in mente un altra gara ed un altro rimbalzo da una parte all’altra di un sentiero, ma è inutile che vado avanti a fare paragoni, no?

Problemi un po’ più impegnativi sono arrivati tra la 16 e la 17, e poi per le ultime due lanterne. Ma lì è entrato in azione il terzo punto del mio “orienteering secondo Stegal”, quello che mi fa pensare che talvolta nel nostro sport quando non si lotta per il vertice è quasi bello perdersi (ma poco poco...) per la soddisfazione di uscire dai guai con le proprie forze e la propria immaginazione. Infatti... si identifica la buca taaaaac!... nella buca c’è la lanterna taaaaac!... controllo del codice taaaaacchecca$%£odicodiceènonèmicailmiocalma!... non devo star qui a girare, il mio punto è qui attorno! Controllo della carta, ricollocamento, spostamento di 15 passi. Punto, controllo, pigiamento del punzone e via verso altre mirabolanti avventure!!! (se poi lì attorno ci sono anche altri concorrenti che stanno girando in tondo senza saper cosa fare, schizzare via verso il punto successivo da uno di quei piaceri che oserei quasi avvicinare a certi altri tipi di piacere che... ma non è questo il blog adatto! Astenersi commenti prego!!!)

Dopo aver assistito alla premiazione di Paola V. ed aver constatato che Davide V.è ormai un avversario da temere ad ogni gara (due minuti sul groppone da lui a Nove), il Gok si ricompatta ad Arsiero davanti ad un piatto di gnocchi: è arrivato infatti anche Mr.Rusky in persona e la birretta di fine serata con le solite quattro-ciacere-orientistiche è quello che ci vuole per finire la giornata.

Giorno 2. Velo d’Astico. Un’altra new-entry nei miei faldoni raccogli-cartine. Alle 8 in punto la macchina organizzativa del Viorteam (complimenti!!!) passa a prendermi. Alle 8.30 sono in zona partenza. Maglia di lana, maglia termica, ben corazzato e pronto a partire anche se le gambe a quell’ora stentano a prendere confidenza con la fatica.

Appena entro nel bosco mi rendo conto che sarà un’altra di quelle giornate in cui fare orienteering. Il percorso M35 è tecnico (per il mio livello) e non mi riesce per nulla facile venire a capo dei dettagli del bosco, soprattutto in zona punto. 4 minuti circa a punto, rallentando il giusto in zona lanterna per evitare di finire lungo o storto, e dopo 34 minuti circa sono in cima al monte a girare i tacchi e cominciare il tragitto di ritorno verso l’arrivo (quanto ci ha messo Rigoni a finire tutto il percorso? 33 minuti...)

Apro parentesi. Il motivo per il quale corro alle 8.30 è noto. Sinceramente questo è l’orienteering che tutti dovrebbero o vorrebbero poter fare: a quell’ora in giro non c’è nessuno, non c’è uno straccio di traccia che porta dentro il punto, o in zona punto, o fuori dal punto! Quanto questo incide sul mio tempo finale (o se incide) non mi interessa nulla. Tuttavia, credetemi, spero che tutti abbiano almeno una volta la possibilità di avere un percorso tutto per se! E’ una cosa quasi irreale rispetto a certi bailamme che capitano talvolta nel bosco, ed i trucchi del tipo “mi fermo ed ascolto se sento un bip” non servono assolutamente a nulla.

Il che consente a me di arrivare alla 10 (un sasso in mezzo ad altri 42 sassi identici), avere un attimo di panico, tirare giù uno sbraitone “QUALE CACCHIO E’ IL SASSO GIUSTO!!!” tanto non mi sente nessuno... respiro profondo... ok, il sasso è quello, e la lanterna sta la dietro. Andato e punzonato e via per la 11. Lunica cosa che mi mette pressione, in queste mie strane gare, è che devo arrivare al traguardo in tempo per svolgere il mio compito semi-istituzionale... ed è per questo che ultimamente finisco per sbagliare sempre la terz’ultima lanterna.

Anche a Velo d’Astico. Arrivo a 3 punti dalla fine, l’ultima è la 100 e “la penultima dai che si trova!”... ed improvvisamente ecco che dalla zona arrivo si sente la voce di Francesco Isella “Mentre aspettiamo il nostro speaker, ricordo agli atleti della nazionale ecc.ecc.ecc.”. Ed i neuroni del cervello partono in tute le direzione tranne in quello della lanterna 16:
- Ma mi sentiranno così anche gli atleti in gara?- Oddio quanto manca alla prima partenza?
- Oddio ma mi staranno vedendo? (sono timidooooooooooo!!!!!!)
- Oddio ma adesso quanto ci metto a trovare questa lanterna?
- Riuscirò a dire qualcosa di sensato?
- Mi si intrecceranno le parole all’arrivo di Mamleev\Seppi\Tenani\Guizzardi\Kirchlechner?
........

Così mi sono ritrovato due o tre curve sopra al punto e venti o trenta curve sopra al traguardo. Sempre con ‘sti atleti della nazionale chiamati a fare le foto. Finché i neuroni hanno finito di andare per conto loro, sono tornati indietro, si sono raggomitolati insieme ed hanno fatto cerume nelle orecchie, ed è calato il silenzio. Ed il cervello ha detto: “sono alto di un paio di curve... là c’è un sasso.. poi un altro... poi la parete rocciosa col punto!”. Andato e punzonato. Queste sono soddisfazioni!!! Lascerei perdere invece l’increscioso episodio all’ultimo punto: sono andato a punzonare la lanterna falsa delle foto di Luigi Girardi con mezza nazionale che mi urlava “Non è quella giusta!”. Finché ad un certo punto nel marasma mentale più totale mi sono girato verso Luigi che si sganasciava dal ridere e ho urlato “E allora dove ‘sta la 100?”. E tutta la nazionale: “Là in fondo!!!”.

Insomma, in due giorni di gare l’unico punto che non ho trovato da solo è stata la 100 del secondo giorno! Ma almeno posso dire che tutta la nazionale italiana si è dovuta impegnare per farmela trovare.
Queste sono soddisfazioni! :-)

2 Comments:

At 6:46 PM, Anonymous Anonymous said...

Non me ne frega niente del tuo racconto. Voglio vedere gli 'Slip per categoria' http://www.viorteam.vi.it/risultati.htm

 
At 8:51 PM, Anonymous Anonymous two said...

Spero ti riferisca alle sole categorie femminili ...

 

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