Stegal67 Blog

Saturday, December 26, 2020

Ma che 2... mila e 20!

Che poi in realtà non è proprio “un anno fa” ma diciamo che va bene lo stesso, che è passato un anno esatto. Perché poco meno di un anno fa ero al centro sportivo Tuberose e stavo festeggiando la fine dell’anno sportivo 2019 e l’inizio di quella 2020.

Il giorno dopo, 26 gennaio 2020, Remo Madella avrebbe messo in scena una nuova bellissima edizione del MOO con partenza ed arrivo proprio al Tuberose, e quante battute abbiamo fatto sul fermarci lì a dormire nella notte tra sabato e domenica.

Attorno a noi, l’orienteering 2020 aveva già cominciato a muovere i primi passi: gli allenamenti organizzati dal Comitato Regionale Lombardo, i “MOO sprint” a Crescenzago e al Ticinello. Poi la nostra Milano nei Parchi e, finalmente dopo tanti anni che ci si pensava, uno corso outdoor per esordienti totali in più puntate.

Certo… Da qualche giorno l’attenzione dei giornali e dei commenti tra colleghi e sui mezzi pubblici si stava spostando sempre di più verso quanto accadeva nella lontana Cina: nella città di Wuhan (e chi ne aveva mai sentito parlare? Eppure, ha quasi 7 milioni di abitanti), provincia dell’Hubei (vedi sopra quanto a popolarità) da qualche settimana sembrava essersi diffuso un nuovo virus. I primi accostamenti alla SARS, le prime batture sugli scenari apocalittici da film di fantascienza, quelli che citano la “sindrome cinese” (che non c’entra niente ma vaglielo a spiegare alla “gggente”), e poi le battute sui mercati cinesi dove si vendono si comprano si mangiano crudi pipistrelli e scimmie e pangolini e serpenti, che pure il governatore del Veneto Luca Zaia aveva fatto questo genere di batture in televisione, salvo poi essere rieletto con percentuali che fanno sbalordire persino i bulgari e che sembra essere uno dei pochi (alla data dell’Io narrante del 15 novembre) ad aver tenuto la testa sulle spalle…  e comunque tanto chissenefrega, tanto queste cose succedono solo in Cina, cambia canale che dall’altra parte c’è X-Factor!

Il 15 febbraio va in scena “El Clasico” al Monte Stella, grande successo come sempre, si corre sulla carta allargata da Alberto Grilli al Parco delle Dune, ed il 16 febbraio si corre o meglio ci si va a rotolare nei rovi di Cascina Amata per il Campionato lombardo Middle distance e tutto sembra andare come sempre.

Poi, il 17 febbraio 2020, un lunedì, un tizio di Lodi di 38 anni che non era mai andato in Cina si presenta all'ospedale di Codogno dopo sintomi di influenza, o forse una leggera polmonite. Le sue condizioni sono peggiorate ed i medici decidono di fargli un tampone, cosa che non è nemmeno prevista dai protocolli medici… e lo trovano positivo al nuovo virus: lui, la moglie ed un amico, e poi altre persone ancora. Il 20 febbraio due persone risultano positive in Veneto, ed una di queste muore il giorno dopo, prima vittima italiana del Covid. Nei giorni successivi, al detto “tutte le strade portano a Roma” se ne aggiunge un altro: “tutte le strade passano da Codogno”. Le persone che si presentano ai pronto soccorso in varie zone d’Italia e risultano positive al Covid sembrano aver tutte qualcosa a che fare con Codogno, o direttamente o per qualche complessa linea di collegamento che passa per l’amico della cugina della vicina di casa di uno che incrociato al supermercato… sembra che non ci sia un solo abitante di Codogno che se ne sta a casa sua, ma vanno tutti in giro come matti per affari o sport o per farsi i fatti loro; poi si scopre che ci sono quelli che dalle province limitrofe vanno a Codogno a ballare, a mangiare, a ciulare trascorrere momenti spensierati in compagnia di persone remunerate a questo scopo. Il 21 febbraio Codogno ed altri 10 comuni, tra cui Casalpusterlengo, vengono isolati: non si entra e non si esce e ci sono i posti di blocco in strada. L’immagine evocata è quella del film “Cassandra Crossing”, con i militari che alle stazioni dove ferma il treno impediscono ai passeggeri di scendere.

Il 22 febbraio a Bologna si tengono le elezioni per il rinnovo del Consiglio Federale. La macchina di Dario trasporta a Bologna il sottoscritto sul sedile del passeggero, e poi Lucia e Maia Camerini sedute dietro. Siamo 4 tizi nemmeno congiunti, e in auto si parla di candidature e di contagi, di gare estive e di “come diavolo sarà arrivata questa cosa dalla Cina?”. C’è un po’ di gelo quando passiamo davanti all’area di servizio di Somaglia, vicino a Casalpusterlengo, che è sprangata perché è nella zona chiusa per quarantena, così come è chiusa l’uscita stessa di Casalpusterlengo. Cassandra Crossing? Ma va’ dai! Quel tipo del lodigiano di sicuro è andato a farsi fare un “massaggio” in qualche localino esotico (ce n’è uno pure vicino a casa mia!) e quei due anziani di Vo’ Euganeo avranno avuto la badante cinese pagata in nero… cosa vuoi che sia? Le elezioni si tengono in un clima di relativo svacco, ci sono quelli con il raffreddore (che è per il momento solo un raffreddore, e per uno starnuto non evacuano ancora il tram) e quelli che non si scompongono nemmeno quando Gianluca Carbone si presenta come candidato al Consiglio Federale e dice che Genova praticamente ha già vinto la selezione per i Mondiali 2024 di orienteering, cosa che cade nel vuoto e non sente praticamente nessuno. Un attimo di pensiero per gli orientisti che magari sono chiusi in casa perché abitano nella zona blindata (la famiglia Visioli forse? E Corrado Arduini forse anche lui?)… ma vabbé dai che sfiga abitare proprio nella zona dove ci sono questi contagi!

Perché quello che si sente dire sui Mass Media è la solita litanìa: “è una roba tutta cinese, è solo a Wuhan, e poi certo anche voi che ve ne andate a frequentare in questo periodo cinesi che non sapete da dove arrivano…!”

Solo che poi le cose peggiorano e i numeri dei contagiati decollano. Il 25 febbraio cominciano i decreti che suggeriscono di adottare misure più restrittive nelle scuole, negli uffici, nelle manifestazioni sportive che vengono sospese salvo quelle che si possono disputare a porte chiuse: come cataloghiamo l’orienteering? La nostra gara al Parco Adriano è in programma già l’8 marzo, è la seconda del calendario regionale lombardo, ma siamo costretti a sospenderla perché non sappiamo in che condizioni di sicurezza potremmo organizzarla. D’altra parte, è già saltato anche il fine settimana di gare di marzo a Matera, dove avrei dovuto essere speaker nella diretta di Sky Sport (e quando mi ricapita più una occasione del genere?), a breve salterà anche il fine settimana di gare nazionali di inizio aprile in Val Brembana. Sulla Coppa del Mondo di maggio al Cansiglio le voci che si rincorrono sono del tipo “ma dai! A maggio sarà tutto sistemato!” ma lo si dice più per scaramanzia…

Decidiamo di tenere comunque la sessione introduttiva del corso base di orienteering al Parco Lambro il 7 marzo: si presentano una decina almeno di esordienti totali, ai quali raccomandiamo di tenere le giuste distanze, di prendere le prime cautele di buon senso visto che non vogliamo nemmeno sembrare “assembrati” a chi ci dovesse osservare da lontano. Per l’8 marzo pianifichiamo (ma poi decidiamo di far saltare) una seconda puntata del corso, che avrebbe avuto il suo culmine la settimana successiva con la MiPa al Parco della Besozza ed una gara promozionale della Besanese il 16 marzo. Ed è così che la mattina di domenica 8 marzo decido di andare tutto solo soletto al Parco della Besozza per provare i percorsi della MiPa prevista sabato successivo.

Solo che nella notte tra il 7 e l’8 marzo succede di tutto. E’ la notte nella quale esce un nuovo DPCM, ed in Lombardia ed alcune zone limitrofe vengono dichiarate misure ulteriormente restrittive rispetto a quelle già in vigore. Quando sul web trapela (prima “trapelata” di una lunga serie che vedremo nel corso dell’anno) una bozza del DPCM, avviene quella che i giornali definiranno come una fuga generale di studenti e lavoratori originari del sud Italia che vogliono evitare di rimanere bloccati nelle zone che sarebbero state poste di lì a poche ore in quarantena. Vengono così imposti, dai governatori di alcune regioni del sud, i controlli e le quarantene per tutti coloro che stanno arrivando su pullman e treni.

Ma io non so niente di tutto questo, è ancora la mattina presto dell’8 marzo e sono alla Besozza a provare i percorsi. Il cellulare comincia a squillare alle 9 del mattino, ma vedo che è un numero del lavoro e mi dico che può ben aspettare… sono anni che non faccio più il salvatore dei batch notturni, ora faccio il commerciale, chi dell’ufficio può mai avere bisogno di me di domenica mattina? Solo che non smette più di squillare, e poi cominciano a comparire sul display i numeri di persone di un paio di grosse banche che avrei dovuto incontrare in settimana. In quel momento mi trovo nella parte nord del parco, quella con le collinette che lo separano dalla superstrada (dettaglio che, in futuro, mi aiuterà a rispondere alla classica domanda “dove eri tu quando…?”  hanno ammazzato Kennedy/hanno colpito le torri gemelle/hanno dato l’annuncio della morte di Pantani/hanno annunciato la pandemia)

Rispondo al telefono e capisco che quello che sta succedendo è davvero grosso, che forse non dovrei nemmeno stare lì al parco, che ci sono già le prime notizie della gente che si fionda ai supermercati che vengono presi d’assalto. Cassandra Crossing? Forse sta arrivando anche quello. Torno a casa ed è percepibile il fatto che alle battute sui pipistrelli cinesi si stanno sostituendo avvenimenti ben più preoccupanti.

Con l’avvio dello smartworking esteso a tutte le giornate della settimana lavorativa, la sera potrei dedicarmi ad affinare la mia tenuta atletica con qualche uscita in più rispetto alle due volte settimanali che mi ero prefissato. Ma accade che ben presto i runner diventano i nuovi untori della peste manzoniana: una sera un condòmino mi urla di tutto dalla finestra, un’altra sera sto portando la spesa a mia madre e mentre cammino lungo la perifericissima via Treccani da una finestra mi lanciano addosso una bottiglia di qualcosa che dopo un volo di una ventina di metri si disintegra a due passi da me. Le gare di orienteering saltano in serie come tappi di bottiglia all’ultimo dell’anno: l’orienteering 2020 diventa virtuale e vengo coinvolto in una marea di iniziative di virtual trail-O, nasce su iniziativa di Paolo Menescardi de l’Orma il “Laboratorio di Orienteering” nel quale mi trovo spesso a relazionare sui miei svarioni più leggendari, al punto che il mio motto diventa “fate il contrario di quello che faccio io e diventerete bravi orientisti!”. Le gare nazionali ed internazionali di maggio e giugno per le quali mi avevano chiesto di fare lo speaker vengono cancellate, ma ad un certo punto mi chiedono di fare lo speaker alle gare virtuali dei ragazzi della nazionale juniores, e poi nasce il podcast “storie di Orienteering”.

Gli eventi sportivi riprendono, tra mille regole e restrizioni, solo da metà giugno. Tuttavia per l’orienteering ci sono tempi lunghi per dare di nuovo il via alla stagione agonistica. E’ la Polisportiva Masi la prima società ad assumersi l’onere di organizzare una gara con una buona affluenza, a San Benedetto Val di Sambro a metà luglio. A metà agosto il PWT organizza la tre giorni di Auronzo di Cadore e Lago di Misurina, precedentemente posizionata ad inizio luglio, ma i prezzi degli alloggi nel periodo proprio pre-ferragosto e le incertezze sull’effettivo svolgimento della gara tengono a casa parecchi orientisti (anche se alla fine circa 150 concorrenti italiani saranno comunque al via).

Le organizzazioni delle gare nazionali vengono stravolte: saltano i campionati italiani sprint e long previsti al Sestrière. La FISO riapre i bandi per cercare organizzatori, e li trova ovviamente in Primiero dove hanno numeri e cartine sottomano per buttarsi nel’impresa: GS Pavione per la gara sprint a San Martino di Castrozza e US Primiero a Passo Valles per la gara long, in mezzo a tante restrizioni e controlli del rispetto del protocollo anti-Covid. Ad inizio ottobre è il turno dell’Orienteering Pergine di immolarsi sull’altare delle gare nazionali, per una Coppa Italia. Il giorno dopo siamo nel bosco dell’Altopiano della Vigolana, nel campionato italiano middle. A metà ottobre è il turno dell’IK Prato di mettere in scena l’ultimo fine settimana di gare nazionali, perché si capisce al volo che il clima sta cambiando, che forse i comportamenti talvolta dissennati della “gggente” durante l’estate, o la riapertura delle scuole e degli uffici e la conseguente ressa sui mezzi pubblici, o chissà cosa altro? stanno facendo rialzare i numeri della pandemia: le gare di Doganaccia vengono sospese il venerdì alle 14, a poche ore dalla partenza, e viene dato il via libera solo venerdì stesso nel tardo pomeriggio dopo una trattativa con le autorità locali: c’è tempo ancora per un fine settimana di gare, ma per uno soltanto. Poi è di nuovo il momento di calare il sipario.

Le notizie di questi giorni sono ondivaghe. Ripartiremo, quando sarà possibile, forse con un vaccino annunciato per l’inizio 2021, forse con nuove regole antiCovid. Ripartiremo a livello regionale con un nuovo CRL guidato dal presidente oggi in carica (Marco Della Vedova) e con un calendario regionale che riprende alcune gare saltate nel 2020. Anche nel calendario nazionale parecchie gare previste nel 2020 sono state posticipate al 2021, provocando un effetto domino che peraltro è lo stesso che si verifica in campo internazionale: è di pochi giorni fa la notizia che i mondiali master 2021 che si dovevano tenere in Giappone sono posticipati al 2022. Vuol dire che i mondiali master del 2022 erano previsti in Italia e quindi dovranno essere spostati pure loro? I famosi campionati del mondo previsti a Genova nel 2024 diventeranno forse qualcosa d’altro, sempre internazionali, ad uno o due anni di distanza.

Ripartiremo quindi, con qualche cicatrice (non quelle che ci hanno lasciato i rovi di Cascina Amata) e con qualche motivazione in più per non ripetere gli stessi errori. Io, ad esempio, avevo cominciato a sistemare e catalogare le mille e più cartine circa che ho in casa durante il primo lockdown. Ma non avevo portato a termine il compito, lasciando una stanza nel più completo disordine. Mi ero detto “se mi ricapita un altro lockdown…”: è capitato, ed ho messo a posto tutto, però non ditelo ai complottisti o negazionisti che girano in rete, perché sarebbero capaci di dire che il virus l’ho rimesso in giro io con la complicità di Conte, per poter terminare il lavoro di archiviazione delle cartine!

1 Comments:

At 10:05 AM, Blogger Dopolav-ori said...

meno male che c'è la versione audio, perché arrivare in fondo a questo è più dura che arrivare in fondo alla O-marathon :-) auguri!

 

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