Stegal67 Blog

Wednesday, June 28, 2006

Miiiiiiiiiiiii... uno dei più noti orientisti italiani ha raggiunto il blog e mi chiede un suggerimento sul quizzone dell'anno (nessuno invece che mi chieda della mia scelta 10-11, chissà perchè??? Forse perchè ho solo 19 punti in lista base? State perdendo una occasione, ragazzi e ragazze, per imparare qualcosa :-) )
Mi fa molto piacere quando ho occasione di incrociare questi ragazzi che, per come li conosco io, non se la tirano nella maniera più assoluta. Sono forti, e non lo fanno pesare; sono ok, perchè fanno il mio sport preferito e ci riescono bene e restano degli esseri umani; sono simpatici perchè si scambiano le impressioni sulle gare proprio lì al ritrovo e se qualcuno gli va a sbirciare da sopra la spalla e magari dice anche la sua non mandano a quel paese nessuno (e chissà perchè il pensiero va a Thomas Buehrer, che quando mi sono presentato a Roskilde ha detto che era "onorato di conoscermi" perchè l'avevo intervistato via e-mail per una rivista di scacchi, e che per fare la foto si è tolto il berretto e si è messo in posa). E poi i loro commenti mi fanno capire che io e loro facciamo due sport diversi: AT ha detto di aver sbagliato la lanterna 6 (mi pare) percorsa in 1'16"... guardo il mio tempo parziale 1'41"... Tavernaro 0'56", Negrello 0'53"... MA COME FATE?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?

Allora il suggerimento: qualcosa accomuna il vincitore dell'H35 di Trivigno sprint e la vincitrice della DElite di Marcesina sprint. Adesso dovrebbe essere facile! Quindi mi sa che l'autografo di AKO me lo terrò io alla fine... non ho ancora deciso.

Ps: all'elenco al punto numero 1 di ieri aggiungere assolutamente Bedolpian e Santa Colomba.

Tuesday, June 27, 2006

Appunti sparsi da Marcesina

Nel più perfetto stile Letterman Show, 10 cose da ricordare dell’appuntamento di Marcesina

10) la faccia di Christian Nielsen al rifornimento dell’Elite di domenica. Non ne aveva più, ma proprio più... Da lì deve essere andato al traguardo più o meno dritto. Sembrava più ME che un atleta serio.
9) zona ristoro: il cervo che ha crossato il sentiero da sud a nord. L’unica volta che ne avevo visto uno in gara era stata al Lago Santo. Spettacolo!
8) il mio livello orientistico sta regredendo a vista d’occhio; una vaccata immonda il sabato al quarto punto, una pascolata da 20 minuti la domenica sul punto 9... Obiettivamente, ho delle difficoltà nelle zone di carta che rasentano il bordo mappa: sabato non ho visto il sentiero grosso alla mia sinistra che mi sarebbe stato da valido punto di riferimento e sono sceso nel pratone, confondendo il prato con una serie di piccole radure contigue.
7) Marcesina: voto 10 al geometra dell’universo che ha creato un posto del genere. Prati splendidi, boschi senza ostacolo alcuno, dislivelli assolutamente percorribili. La chilometrica tratta 10-11 è stata quasi riposante, e mi ha permesso di affrontare a palla l’ultima tratta di gara
6) punto 11. Va bene dare una indicazione al campione italiano, va bene che poi arriva la campionessa danese e ti sbircia la cartina, ma se poi arriva anche il campione del mondo a staffetta a guardare... cosa deve fare un impiegato del catasto come me per punzonare la sua lanterna in santa pace...???
5) ... !!! Ecco cosa deve fare l’impiegato del catasto, accodarsi ai due suddetti personaggi e morire prima di farsi staccare. Sul piano, senza guardare la cartina, un punto con CJ (superando AKO) l’ho fatto. A Venezia con Ropek mica ci ero riuscito...
4) problemi di chi deve scrivere il pezzo sulla gara. Come giudicare il tracciato di sabato? Ho sentito pareri discordanti. L’aiuto viene dal grande AR, che praticamente mi indica come comportarmi in questi casi. AR, datti alla politica! Anzi, datti al prossimo CF! E non rubarmi le scuse che ho usato io in questa tornata elettorale per rifiutare le proposte di candidarmi.
3) Terkelsen e Mamleev. Due modi diversi di andare al massimo. CT sembra un treno in corsa, un toro alla carica che sposta il terreno dove posa i piedi. MM sembra leggero come una piuma, è il terreno che gli fa da trampolino per andare avanti. CT deve avere tutto un suo mantra pre-partenza (visto io) di gestualità. MM si riscalda per i fatti suoi e scambia qualche saluto con i ragazzi italiani sorridendo. Se dovessi descriverli in letteratura, direi che CT è uno spirito inquieto tanto quanto MM è uno spirito libero.
2) cosa mette in comune Trivigno 2005 e Marcesina 2006? In particolare l’H35 con la DE? Chi lo scopre riceverà in premio l’autografo di AKO.
1) domanda per i responsabili del calendario federale. Si può inserire in calendario tutti gli anni una gara a Marcesina\Barricata, Nova Ponente, Andalo\Cavedago, Meltina, Maranza, Monte Penegal, Monte Tablat, Passo Vezzena, Luserna\Millegrobbe, Vigolo Vattaro ? Grazie

Tuesday, June 20, 2006

A grande richiesta...

(di nessuno in realtà, ma questo è il pezzo che avrebbe dovuto uscire sulla due giorni di Cavedago)

C’era una volta in una zona del Trentino meglio nota come “piana Rotaliana” una squadra di nome Orienteering Mezzocorona. Questa squadra annoverava tra le sue fila una serie di giovani di talento (Paolo Dorigati, Nausica Paris, Lucio Paris) che nel corso degli anni avrebbero portato lustro e vittorie al team, ma il grande cuore della squadra era da ricercare tra le fila dei veterani: Lucia Bragagna, Cristina Casatta, Ivana Zotta e il loro ...mila titoli italiani individuali e a staffetta, e poi Harald Bertoldi, Carlo Dorigati, Oskar Prettner, Franco Tamanini...
Venne il 2005, e la Coppa Italia magistralmente organizzata ad Andalo si collocò alla perfezione nel quadro delle gare di Coppa di quell’anno. Ricordate Andalo? Come dite, non c’eravate? Mi dispiace taaaaaaaaanto per voi. Immaginate una partenza tecnica e fisica al tempo stesso, poi una lunga e difficile costa con mille dettagli di vegetazione e di terreno, un lungo giro senza un attimo di respiro... e poi? E poi una sensazione come di entrare nel salotto di casa, nel bosco delle favole, nel vostro sogno meraviglioso: una collina dettagliatissima, con pochissimo dislivello, dove persino le curve ausiliarie sembrano disegnate in vividi colori sul terreno. Questo è stato lo scenario dell’ultima parte di gara di quella Coppa Italia. Gli orientisti parlano. Parlano e raccontano al ritrovo di come quella collina avrebbe potuto adattarsi al meglio ad una gara middle. Gli orientisti ascoltano. Ascoltano, prendono nota, e se possono esaudire i desideri lo fanno!

Siamo nel 2006. Non dovrebbe essere sfuggito agli amici aficionados che Trentino, Alto Adige e Veneto quando possono organizzano i propri campionati regionali a staffetta insieme, affinché la gara sia più sentita e più combattuta e veda al via alcune tra le migliori compagini del nord-est. Ed accade che quando il Veneto vuole unire a questa gara il proprio campionato di società l’Orienteering Mezzocorona si ritrovi con la possibilità di sfruttare proprio quel terreno che nel 2005 aveva lasciato con l’acquolina in bocca, di piazzare a Cavedago (perchè a questo comune si deve oggi far riferimento) la middle fortemente voluta dagli atleti ed una staffetta sul medesimo terreno. E’ un po’ come preparare una buona torta. Ingrediente numero 1: il terreno di gara! E su questo sono tutti concordi nel fare segno col pollice alto. Ma anche il miglior terreno rimane poco sfruttato se non ci si mette un tracciatore come si deve a disegnare ragnatele di percorsi che non lascino spazio a dubbi ed a rimpianti; ecco allora l’ingrediente numero 2: Carlo Cristellon (dal Caleppiovinil via Castello di Fiemme) ed Adriano Bettega (dal GS Pavione) impegnati al meglio delle loro possibilità, a darci solo un po’ di quella costa ripida giusto per non farci dimenticare che in fondo avrebbero potuto mandarci su e giù come yo-yo senza tregua (e invece sono stati buoni...) e tanto invece di quel bosco dettagliato, tanti incroci fino a farci perdere la trebisonda ... avremmo fatto tutte le lanterne nel giusto ordine? E tanti passaggi sempre negli stessi dintorni... l’H35 è passata almeno 3 volte dallo stesso sasso e tutte e 3 le volte gli atleti stavano andando in direzioni diverse! Poi ovviamente arriva il terzo ingrediente, che sono i partecipanti, impegnati al meglio delle loro possibilità per un risultato individuale, di staffetta o di società, e di atleti e atlete Elite o di tute che si sono già fregiate di titoli italiani se ne sono viste parecchie all’opera a Cavedago. Infine il tempo, che nonostante le gufate dei soliti noti all’opera sui teleschermi si è mantenuto miracolosamente clemente e solo durante le premiazioni di domenica si è lasciato andare un po’... così anche l’Orienteering Mezzocorona avrà almeno un minimo margine di miglioramento per la prossima volta!

Questo lo scenario. Per questa volta non ho, volutamente, lasciato molto spazio ai risultati perchè proprio lo scenario ed i partecipanti tutti (420 al via) meritavano lo stesso trattamento e le stesse luci della ribalta. Ovviamente molto ci sarebbe da dire e da scrivere sulle gare assolute, praticamente Elite, nelle quali Emiliano Corona (Esercito) riesce a prevalere al termine di una gara tiratissima per soli 13 secondi su Carlo Rigoni (Fiamme Gialle), poi Jonas Rass (T.O.L.) a 38 secondi e Michele Tavernaro (Fiamme Gialle) a 39 secondi... con un paio di secondi persi alla lanterna 100 a controllare la cartina, il che ha fatto la felicità di tutti i comuni mortali che queste esitazioni le hanno ad ogni gara – quindi anche Michele è umano! – anche se forse il pluridecorato finanziere stava solo controllando di aver completato a dovere la sequenza del “codice Cristellon”. Negli assoluti femminili invece Renate Fauner (Erebus Vicenza) torna a travestirsi da Wonder Woman e lascia per l’occasione a più di 6 minuti Christine Kirchlechner (T.O.L.) ed Helga Bertoldi (Forestale).
Tra le DGiovani ci sarebbero 5 atlete dell’US Primiero nelle prime 6, ma Michela Ronda (Vicenza Team Rodolfi) rovina la festa prendendo proprio la posizione che conta davanti a Viola Zagonel e Jessica Castellaz; però l’US Primiero si riprende in DJunior con Nicole Scalet e Marina Simion davanti a Federica Maggioni (Pol. Besanese). DMaster con Cristina Vanzo (Castello di Fiemme) davanti a Francesca Guarato (Erebus Vicenza) e Helene Pircher (T.O.L.) e DSuperMaster (... Or. Mezzocorona: dove avete preso questa “terminologia”???) a Maria Bortolotti (Trent-O) su Paola Viliotti (Or. Pergine) e Angelisa Spolaor (Or. Galilei). Trentino sopra tutti in HGiovani con Tommaso Scalet (US Primiero) davanti a Alessandro Zeni (GS Pavione) e Roberto Dallavalle (Caleppiovinil) ed assente invece dal podio di HJunior dove vince il friulano Michael Sbrizzi (Semiperdo Maniago) davanti a Martin Thomaseth (T.O.L.) e Michael Baggio (Or. Tarzo). Tra gli HMaster si può solo prendere il numero di targa di Oleg Anuchkin (T.O.L.) prima di vederllo scomparire all’orizzonte: quasi 3 minuti di vantaggio su Andrea Cipriani (Panda Valsugana) e 5 su Michele Candotti (Trent-O). Tra gli HSuperMaster Stefano Zonato dimostra che questi paraggi gli sono proprio adatti (si scriverà “congegnali” o “congeniali”?) vincendo sulla coppia dell’Or. Pergine composta da Helmuth Murer e Augusto Cavazzani. Infine D12 a Laura Meneghel (GS Pavione) ed H12 a Riccardo Baccega (Panda Valsugana).

Per la staffetta prendo a prestito Andrea Rinaldi (a proposito: auguri da parte di tutti gli orientisti per una pronta ripresa) e le sue parole in occasione di una simile gara a Lamon: “Per vedere come si fa il cambio guardate le Fiamme Gialle e fate quel che fanno loro!”. Si può cambiare l’ordine dei lanci, i percorsi hanno lunghezze diverse ma al cambio arrivano sempre loro: Carlo Rigoni resta a tiro di Manuel Negrello (US Primiero) e Alessio Tenani (Forestale) quel poco che basta per lanciare Michele Tavernaro... da lì si corre per la seconda posizione che vede prevalere il Caleppiovinil (Giuseppe e Marco Bezzi in grande rimonta) sull’Us Primiero (il già citato Negrello e Giancarlo Simion). In D21 torna alla ribalta il Trent-O con Sabrina Rinaldi in prima frazione a tenere dietro le giovincelle e Lisa Hakansson in seconda a fare il vuoto; dietro di loro le due generazioni dell’orienteering: l’US Primiero con Marina Simion e Nicole Scalet e il Castello di Fiemme con Rita Nones e Cristina Vanzo.
L’US Primiero si prende le staffette femminili giovanili in D16 con Jessica Castellaz e Ylenia Gobber e in D20 con Jessica Orler e Carlotta Scalet. Tra i ragazzi invece comandano in H16 il T.O.L. (Mikhail Anuchkin e Moritz DeGasperi) e in H20 il Caleppiovinil (Claudio Zanon e Roberto Dallavalle). Trent-O e Or. Pergine prendono rispettivamente il primato in D35 e D45 (Grigolli-Candotti e Murer-Viliotti), in H35 il T.O.L. (Anuchkin + Rudi Mair) ha pochi rivali mentre in H45 il Pascoli Valpantena (Zonato + Valerio Leso) conquista primato e titolo regionale e comincia a mettere qualche ipoteca su una certa gara che agli inizi di settembre vedrà impegnato il quartetto veneto in quel di San Genesio... E poiché tra gli H55 a San Genesio ci si giocherà anche il titolo nella staffetta a due componenti, ecco anche l’Or. Pergine (Vivian-Bernabé) a ribadire la propria superiorità in materia. Infine citazione anche per il GS Pavione che in D12 (Laura Meneghel – Beatrice Bettega) vince la staffetta delle giovani promesse e parimenti per Marco e Renzo Mengarda che in H12 portano il Panda Valsugana alla vittoria.

Ed ora è proprio tutto. Vogliamo definirla una delle migliori “due giorni” degli ultimi anni? Sono sicuro che i partecipanti non avranno dubbi a riconoscerlo.

Friday, June 09, 2006

L'ira funesta (1)

Ogni tanto qualcuno mi chiede di inviargli le mail che mi arrivano dopo la pubblicazione di qualche pezzo (io non li chiamo articoli perchè non sono un giornalista) sul sito della Fiso. In questa settimana sono fermo a:
1) MB ringrazia per la presentazione sul sito dei campionati italiani di MTB-O (ps: pubblicato in prima pagina, spostato in secondo piano per lasciare spazio alla notizia dell'assemblea. Corretto, ma sarebbe stato meglio se qualcuno mi avesse avvisato. Cosa farò con il pezzo - probabile - sui risultati dei suddetti camp. italiani?)
2) SG mi segnala un refuso nel pezzo sulla staffetta al Beigua. Grazie
3) XX - sconociuto e senza firma - mi manda questa mail:

>From: "royalarmy"
>To: "stegal67"
>Subject: Il grande fratello ... Stegal67 !
>Date: Fri, 9 Jun 2006 08:19:53 +0200
>
>PROPAGANDA
>la verità finalmente sui segreti torbidi che circondano www.fiso.it.
>l'intervento di zonato squarcia il silenzio sulla gestione del sito fiso
>
>Il CF della gestione Mazzeni (del quale facevo parte) era stato tacciato di “avere pochi contatti con la base”, quest’altro uscente si è, secondo me, servito “impropriamente” del mezzo informativo. Infarcire il sito della Fiso di notizie di secondo piano (ma spesso anche di terzo), pubblicare resoconti romanzati si configura in uno strumento adottato in tempi bui della storia: PROPAGANDA.
>Spero che in futuro tutto ciò abbia a modificarsi.
>
>a buon intenditor!
>

Prossimi passi prima di incavolarmi:
1) capire se questo è stato davvero scritto, da chi e a chi, dove e se ce l'ha con me (non dico di essere il più dotto scribacchino del sito Fiso, ma mi sento tirato un po' dentro a questa cosa)
2) in funzione della risposta 1) scegliere se incavolarmi davvero
3) la mail di XX riporta il nome dell'orientista SZ che:
3a) ho visto non più tardi di 5 giorni fa a Cavedago dove non è successo niente di eclatante;
3b) non mi sembra di averlo mai trattato a pesci in faccia nei pezzi che scrivo (né lui né la sua squadra passata e presente - con WP della stessa squadra mi sembra di avere un rapporto gradevole proprio in relazione a quanto scrivo sul sito, e WP è uno del mestiere ed è stato il primo a mettermi il microfono in mano);
4) SZ si presenta per l'elezione al consiglio federale. E' un giudizio condiviso da altri eligendi? Questo vuol dire che potrei non avere più la possibilità di scrivere sul sito Fiso? Giusto per dirla tutta, sarebbe solo un grossissimo risparmio di tempo... A scanso di equivoci, io non ho voti da portare alle elezioni.

Però l'umana saggezza maturata in millenni di evoluzione (dalle scimmie con l'osso in mano a Simone Luder) vuole che prima io smarchi il punto 1). Aggiornamenti, anzi newsflash! in seguito.

Tuesday, June 06, 2006

Come fu che un bel giorno andai ad Andalo anziché al Beigua...

Ero rimasto alla due giorni di Andalo. Avrei voluto scrivere qualcosa PRIMA delle gare, per indicare ex ante le mie aspettative, il perchè sono andato ad Andalo anziché sul Monte Beigua per i regionali a staffetta...
Mi tocca farlo ex post (perchè il pc si è brasato e ancora non me lo hanno messo a posto). Andalo per me vuol dire Coppa Italia 2005, la prima volta nell’anno scorso in cui ho osato fare la H35 sapendo che sarei rimasto in giro più di 2 ore (2 ore e 4 per l’esattezza). Una gara di resistenza che ho passato su una difficile costa pendente per le prime 11 lanterne, ma che poi è diventata una bella gara tecnica nell’ultimo terzo di gara in un bosco molto dettagliato con pendenze meno accentuate e con le lanterne che in alcuni casi mi sono quasi venute incontro. E poi che bel bosco! Colore verde dell’ambiente proprio come piace a me, ma colore bianco della mappa proprio come piace sempre a me!
Andalo 2006, quindi. Con la richiesta da parte degli amici di Mezzocorona di fare da speaker per le due gare, partirò molto presto sabato per la middle sperando di non essere raggiunto da Baccega, e per la staffetta farò fare il lancio ad AA e prenderò il cambio dopo aver commentato i lanci ed i primi passaggi.
Sabato, vento freddo. Ritrovo accogliente. Prendo dimestichezza con gli arnesi del mestiere (microfono, software per i passaggi al penultimo punto) e me ne vado in partenza (dove scopro, ahimé, che le cartine non ci sono ancora). Purtroppo parto con poca decisione e sbaglio già sul secondo punto (un punto che sbaglieranno quasi tutti, compresi i leader della classifica, ma questa non è una scusa). Un altro errore al quarto punto, che per fortuna sembra l’ultimo sulla costa già visitata nel 2005 - il dislivello della gara non è molto, ma risulta molto più difficile rimanere in piedi su questi tratti ripidi - e quando scendo sulla parte di bosco più piatto sento che le cose cominciano ad andare bene, il che mi fa infilare bello spedito nella seconda parte di gara. Un paio di lanterne fatte proprio per benino (dire che ci sono caduto sopra è dire poco!) ed ingresso nel loop finale che a prima vista non mi sembra particolarmente difficile. Uno sguardo alla cartina, perchè la 10 sta poco oltre questa zona di rami fitti. Vedo un ramo, lo sento infilarsi negli occhiali. Percepisco l’effetto fionda del ramo che si piega e si porta via il mio prezioso supporto visivo... Le lenti finiscono nel nulla come se un prestigiatore me le avesse fatte sparire d’incanto. Per un istante torno alla Slovenia, a Crni Vrh, quando la stessa cosa successe alla prima tappa della Cerkno Cup (quando ero terzo nei parziali fino a quel momento). Cerco gli occhiali attorno a me: nulla. Cerco meglio: nulla. Mi chino a terra: nulla. Guardo sui rami: nulla. Comincia l’effetto panico. Panico perchè ho sporco negli occhi e ci vedo effettivamente poco. Panico perchè la gara sta andando a ramengo. Panico perchè devo arrivare a traguardo il prima possibile per fare da speaker. Passano i minuti: niente! Appoggio bussola e carta a terra per marcare il punto ed apro il raggio di ricerca: niente! Mi chiedo quando passerà il primo concorrente, ma mi rendo conto che non posso chiedere a Baccega di fermarsi a cercare gli occhiali con me. Ecco dei turisti in gita, li chiamo e chiedo aiuto. Staremo lì insieme 35 minuti a cercare ‘sti benedetti occhiali... senza successo. Quando mi tolgo la tuta da gara per avvolgerla attorno ad un albero (ho deciso di rinunciare, di andare al ritrovo a chiedere aiuto e di tornare con gli altri a cercare meglio) qualcuno muove un passo e sento un CRAC! Sotto quel piede ci sono i miei occhiali, a due metri da me e da tutti quanti... La spiegazione logica che mi viene in mente è che siano finiti nella quarta dimensione o nella zona negativa, e che siano ricomparsi dopo 35 minuti (un’altra SQ in classifica in questo periodaccio...).
Domenica: staffetta. Bel tempo, sole, niente freddo. Ambiente perfetto a parte il sottoscritto che bercia nel microfono per fare il via ai lanci delle staffette (tanto io riconosco solo e sempre i soliti noti, mi dicono che dovrei imparare qualche faccia in più per il futuro). I primi passaggi al punto spettacolo, Rigoni Negrello Corona Tenani ... Ecco Attilio, attorno all’ora di gara. Sono pronto e parto deciso. Perchè la tattica di gara oggi è una sola: “andare via deciso, magari non nella direzione giusta ma deciso!”. Però decido di fare una partenza prudente... ecco la prima lanterna proprio dove mi aspetto che sia. Qualche altra lanterna in precisione, lasciando che i muscoli delle gambe si scaldino man mano, poi l’errore che non mi aspetto su un punto che non dovrei sbagliare (ma di questi tempi sbaglio anche ad infilare la porta del bagno): finisco corto su un punto facile, credendo di vedere curve di livello che forse non ci sono, così devo paciugare in zona per 4 minuti prima di rimettermi in carreggiata. Ma devo andare via deciso, continuo a ripetermelo perchè avevo già ripreso una staffetta T.O.L. e una Orientexpress di Verona che, nonostante il mio errore, continuano a stare nei paraggi; la seconda parte di gara è nella parte più bella del bosco, e mi piace l’incrocio con G”B”S che sta cercando la mia stessa lanterna e lo sguardo d’intesa che ci scambiamo perchè, SI!, la lanterna è proprio oltre questo dosso impercettibile (seguono commenti e complimenti sul rispettivo stato di forma e sui risultati delle staffette H12 del Panda Valsugana... ma siamo in gara, che diamine!). Il tracciato presenta continui incroci e mi costringe a verificare un paio di volte di aver fatto le lanterne nella sequenza giusta. Tutto bene fino alla 14, sulla quale finisco lungo (ma deciso!) e mi devo riposizionare, altri due minuti persi per mancanza di lucidità: la lanterna sta 4 curve di livello sotto il sentiero ed io ne punto una che sta una sola curva sotto! E’ un brutto segno perchè vuol dire che la benzina è agli sgoccioli (allenati!) e che la testa sta già pensando al finale di gara, dove l’unico problema è rimanere abbastanza concentrati per non mancare il punto spettacolo e fare una figura da cioccolataio. Arrivo sul traguardo al massimo di quello che posso ancora dare: AA ha finito in 58 alto, io in 59 basso. Sono anche io sotto l’ora di gara, e potevo persino stare stare sui 52\53 minuti; però TOL e Orientexpress finiscono dietro :-) , per un nonno posto finale, primi dei lombardi !!!

E così questi sono i motivi per i quali sono andato ad Andalo: perchè sono convinto che mi ricorderò di queste gare a lungo, che per molto tempo valuterò se le mie scelte sono state troppo blande o ardite, che penserò a come hanno risposto le gambe sulle salite di un bosco sempre percorribile. E penserò ai bei tracciati di CC, che merita i complimenti miei e degli altri, e non mi chiederò se andando al Beigua avrei trovato le stesse condizioni ed avrei provato lo stesso piacere a gironzolare in un bosco così bello (mancavano solo i Bambi, ma AA ha visto anche quelli!).

Thursday, June 01, 2006

Giovedì 1° giugno, post riunione col cliente...

Due giorni fa mi è toccato scrivere il pezzo su Paullo senza nemmeno esserci andato, sono stato schiscio di commenti giusto per evitare di commettere ennemila errori come in occasione della presentazione di Romagnese.
Ieri pomeriggio in 15 minuti ho buttato giù il pezzo su Sega di Ala, perchè MR non ce la faceva; spero di aver scritto il pezzo per la Fiso in maniera più coerente di quel che ho scritto sul blog.

Per fortuna che poi ci sono anche gli amici che si ricordano che un piccolo gesto di incoraggiamento vale più delle tante minc**ate che sono arrivate in posta elettronica dopo Trivigno...

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Una volta c'erano gli inviati speciali (Montanelli, Fraiese etc.) che parlavano dai campi di battaglia tra una pallottola e l'altra; gli inviati di cronaca (nera o rosa che fosse) che uscivano con taccuino in mano e andavano sul posto a fare il pezzo per il loro giornale e vedevano il morto , il sangue , dovevano fare chilometri per raggiungere il luogo sotto il sole, la pioggia o la neve. Oggi ci sono giornalisti che scrivono i pezzi dalla poltrona di casa e neppure vanno sul posto quando questo dista pochi km da casa. bestiale!!! e il problema è che non sbagliano neanche! E' vero che la televisione e il mondo globale avvicina tutto ma adesso che riesca avvicinare Paullo a Via dei Missaglia mi sembra un po' troppo.
Un suo fedelissimo lettore
Marco

(ovvero, dico io, l'immortale poeta di Golasecca... che sarebbe ancora al terzo posto nella classifica globale del TCSL!)

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Domani spero di riuscire a scrivere qualche prewiew su Andalo.